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sabato 29 dicembre 2012

Alfredo SOLE controbatte

 La lettera 

Carissimo Alfredo, ti riporto qui un mio acidulo intervento in un comunicato della meritevole associazione cattolica Giovanni XXIII. Nell'essere tutto dalla vostra parte seppure da sponda religiosa avversa, mi permetto di osservare che non sono d'accordo con Saviano "in odium auctoris". Se un tempo ciò se lo permetteva la saggia santa romana Ecclesia perché non dovrei permettermelo io? Sono molto mio malgrado d'accordo - una tantum - con Travaglio. La vera battaglia dovrebbe essere - e sarebbe vincente - quella dell'abolizione dell'art. 4 bis. Credo di essermi - nel mio insignificante piccolo - spiegato nella fitta corrispondenza che sto avendo con l'ergastolano ostativo Alfredo Sole (cfr. ARTICOLO 21). Per troppo chiedere ed a sproposito i poveri ergastolani "ostativi" nulla stanno stringendo; anzi si stanno loro stringendo anche i radi sprazzi di umanità che si stavano concedendo. 
Oggi girovando per le bancarelle di natale ho comprato a 5 euro l'uno tre libri di Enzo Biagi. Come chiusa del libro IL BOSS E' SOLO: "Vera Girotti, a un giornalista che è riuscito ad avvicinarla, ha detto una sola frase: Buscetta è un uomo che voi non potete capire. Di certo non è facile giudicarlo: "Mi ci romperò la testa" dice il capitano Bellodi, l'ufficiale dei carabinieri inventatio da Sciascia nel Giorno della Civetta, mandato a comandare la compagnia di Corleone. Forse non serve. Il mestiere di uomo per Tommaso Buscetta, è stato ancora più difficile. E ha fatto male soprattutto a se stesso. La solitudine è la sua difesa ed anche la sua cella, dalla quale non uscirà mai." Tanto cinismo, tanta disumanità - sia pure sotto abilissima patina di nobiltà d'animo -non me li sarei aspettati. Questo è il perbenismo borghese imperante. Trascinarci dentro l'incolpevole Sciascia, un'altra birichineria. Ben altro sosteneva Siascia. E' morto Biagi per dirgli ti ci vorrei te nella perenne solitudine di una cella per vedere che uomo resteresti. 
Calogero Taverna

La risposta  

Non ho mai letto un libro di Enzo Biagi, così come non leggerò mai un libro di Vespa e di molti altri come loro che scrivono per servire non certo il popolo, ma il potere (pensiero tratto dalla lettura dei Quaderni di Gramsci che ha saputo ben definire gli intellettuali da Manzoni in poi...). Non sei d'accordo con Saviano, ma, una tantum lo sei con Travaglio. Non so cosa ha detto uno e cosa l'altro e visto che nessuno dei due mi piace, mi tiro fuori nel cercar di comprendere il loro sciatto pensiero. Ripiego nella greca saffo che mi “diletta” le giornate con la sua poesia non avendo accesso a tutte le informazioni che riportano i quotidiani o, principalmente l'on-line. Potrei, per quanto riguarda i quotidiani, ma mi annoiano, ciao un abbraccio Alfredo  

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