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venerdì 21 giugno 2013



 

Un ringraziamento sincero  e sentito alla professoressa Brigida Bellomo che con acuta sensibilità mi ha fatto recapitare queste due foto di fondamentale importanza per la storia di Racalmuto, quella laica a cui tengo preferenzialmente e quella religiosa che poi tanta religiosa  non è visto che è più significativa del vivere civile a Racalmuto di quella che noi non credenti mettiamo in prima linea.

La foto la possedeva di già; me l’aveva fornita il grande Giugiu di Falco, unitamente ad un gruppo di fotografie sul medesimo evento che mi aveva ispirato note anche sarcastiche per quello che ricordavo per quei tempi ormai da tempo tramontati.

Ma ora, annotazioni anche di ingenuo scorrere, danno plasticità, periodizzazione, senso e collegamenti d’imprescindibile rievocazione documentata. A Racalmuto è facile congetturare secondo le proprie esigenze o preferenze e soprattutto intenzionali incensamenti.

Mai e poi mai avrei creduto che quella triade di rappresentazioni teatrali (Ho occiso Mio figlio! La Pastorale e Il Figliol Prodigo ) fosse maturata in quella che oggi sembra una mitica associazione cattolica a nome VIRTUS.

Il retro di quella foto invece lo attesta senza ombra di dubbio. E la foto che è la riproduzione di una scena corale di quel polpettone clerico-moderato che era quelle commediola tutta al maschile di un certo Pazzaglia (salvo errore) dal titolo angosciante “HO UCCISO MIO FIGLIO” comprova tante cose finite oggi nel dimenticatoio. Importantissima la data, 24 -4-1950. Le presenze in quella che era una bella filodrammatica capto-fascista la dicono lunga. Avrò tempo per diffonder mici.

La  data una cosa importante la sigilla: padre Puma non c’era: era ancora in Seminario anche se nel seminario maggiore per solo due altri mesi ancora, a studiare testi teologici scritti inlatino e da ripetere in latino. Questa la regola quanto rispettata non lo so. So solo che manco i docenti ne erano molto avvezzi e neppure i massimi cervelli che il Vescovo Peruzzo si piccava di avere nel teologico istituto. E padre Puma- forza erculea di contadina estrazione, rifiuto del canto per stonature imperdonabili nonostante avesse un fratello tenore che pure venne a cantare nella bella cappella del Seminario, ma buona mano nel mettere assieme colori e discreti tentativi di fare volti somiglianti, non mi consta avesse predisposizioni ad esporre casi morali o dissertazioni dogmatiche nell’ardua lingua ciceroniana.

Nell’aprile ancora due mesi di apprendimenti teologali e quindi nella superba Cattedrale al Veni Creator Spiritus prono lungo lungo per terra , divenne Sacerdos in Aeternum secundum ordinem Melchisedech. E dopo fu fedele alla sua vocazione il che gli fa tanto onore. Per il resto non si è ancora capito se i preti non ordinari debbano davvero rispettare i conclamati triplici voti.

La commedia in quell’aprile, al suono della Traviata di Verdi, fu dunque parto di una VIRTUS che né l’aristocratico arciprete Casuccio e neppure il buon Alfonso ancora non prete potevano inventarla e sostenerla. Chi allora? Non lo so. Forse questa provocazione spingerà qualche anima pia a fare luce. Ma senza volere imbrogliare. Mi raccomando!

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