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mercoledì 1 gennaio 2014

Basilea ha abolito l'art. 47 della Costituzione Italiana?

venerdì 8 marzo 2013

Basilea ha abolito l'art. 47 della Costituzione Italiana?


Stamani il celebratissimo Servizio Studi di Palazzo Koch ha diramato il risultato di una sua tavola statistica: ulteriore caduta in gennaio dell’1,6% dell’esposizione creditizia del nostro sistema bancario. La notizia non ha commenti da parte della stampa (salvo accenni insulsi di c.d. stampa specializzata). Pare che vi siano “regole” per cui le notizie si danno se sono notizie e se con lingua a tutti accessibile. Uno come me non è legittimato a divulgare alcunché neppure se si veste dei panni del demoniaco MEPHISTO. Le mie non sono verità ”giornalistiche” non sono pubblicabili. Ed allora che cosa è pubblicabile? Ciò che capiscono tutti, i luoghi comuni da tempo martellati che fanno tanto comodo al potere. Heghelianamente, il sistema vuol creare entro se stesso l’antitesi informativa per una sua sintesi, per un suo comodo.

Muore un gran bravo padre di famiglia in quello splendido palazzo che si affaccia sulla piazza celebre nel mondo per un certo palio. Una concomitanza: il dirigente bancario dell’informazione – colpevole solo di sapere – viene more solito “suicidato” e qualcuno all’indisponente domanda della Gruber bofonchia che non ha nulla da temere. Lui no! Ma tanti suoi iscritti, sì: Non fanno corona al Presidente del Monte, come membri del CdA? Qualcuno non è persino Vicepresidente? Cosa sapeva di loro lo sfortunato David? Soggiungo che si sta correndo ai ripari: ci si sta riparando nelle cose di angosassone dire; si indaga su un crimine di INSIDER TRADING e cioè passar notizie. Baggianata questo insider trading: tutto il mondo dell'informazione economica è insider trading e nessuno mai si è suicidato per insider trading, per avere spifferato qualcosa che doveva rimaner segreto. Più credibile invece che induca (ma è meglio farlo fare direttamente) qualcuno a tacer per sempre; per noi di Sicilia è pratica vetusta. Emblematico il sasso in bocca a Zecchinetta o Parrinieddu (mutatis mutandis) nel Giorno della Civetta del mio compaesano Sciascia, scritto oltre mezzo secolo fa.  

Ma la mia è insinuazione. Non può sere esplicito manco Mephisto che pur possedendo un demoniaco linguaggio non è facoltizzato a soffiare zolfo e fuoco in presunte libere stampe nemmanco al femminile.

Concomitanze. Scandalo perché i cavalli super dopati delle corse, anche quelli credo che ad un certo punto muoiono o sono freddati nel Palio per antonomasia, finiscono in certi brodini di martellata pubblicità o peggio in pappe per bambini magari di rinomata marca francese. Qualche mio paesano potrebbe forse chiarirci qualcosa. Ma la morale si sa, va bene solo per i vicini di casa, mica per noi che anzi si ergiamo a fustigatori del dilagante malcostume (altrui).

Io so bene come nasce MPS; ne ho scritto in questo blog, visto che tutti pensano che è solo  per difetto del mio (non) sapere esporre se non mi pubblicano. Ma soprattutto so come si è arrivati al punto in cui siamo. E comunque non credo che un tragico tonfo del MPS si può eludere piazzando una decina di miliardi di MONTI BOND sul mercato dei capitali speculativi dell'economia globalizzata.

Interpello uno di quei guru del piccolo laghetto della speculazione italo-libica di questa decaduta Italia bancaria. Rimetto un tracciato per iniziati. La mia origine siciliana, il mio parlar baccaglio insomma mi aiuta. Non potendo essere esplicito, alle orecchie dell’interlocutore divento riddiliusu vecchietto  da salottino del tempo perso. Ovvio che mi irriti. In compenso l’interlocutore si offre per una scintillante pubblicazione in una rivista d’alto bordo. Rimbecco: "guarda che ad ottant'anni non mi importa nulla della fama giornalistica. Mi basta il mio blog CONTRA OMNIA RACALMUTO ...  per farmi leggere persino dagli Emirati Arabi Uniti passando per la Federezione Rissa, la Corea del Sud, la Macedonia, Panama, Turchia Ucraina, Polonia, Argentina, Brasile ed altri stati ancora."

L’interlocutore fa il prezioso: non mi risponde al telefonino; se mi chiama mi misura il tempo come se fossi ospite in tV;  mi dà l’appuntamento per un caffè per la settimana successiva; se ne scorda. Dopo un ripensamento, mi son detto ma se costui vuol diffondere il mio suggerimento salvifico del MPS (e di rinculo della BI) perché non provare. L’intresato Che sembrava disporre di tutta la stampa che conta, promette, tarda a darmi un cenno di intesa. Finalmente deve pur svelarsi. “Sai, ho fatto un giro; solo uno mi ha risposto. Mi ha detto: se non ci ho capito un cazzo (scusate il turpiloquio) come vuoi che pubblichi quell’articolo là.” L’interlocutore è il primo a non credere al suo referente. Figurarsi io. Succede che quel direttore di chissà quale rivista si sarà detto: ma questo qua dove cazzo mi vuol portare. Va a finire che mi porta là dove pensano: ma che cazzo questo direttore ci vuol far fare. Va a finire che quel cazzo lo piglio …

Comprensibile: ed ecco però che così è oggi la stampa “specializzata”, la stampa “libera”, la stampa “libertaria”, la stampa “femminista”. Hanno “regole” non scritte che nessuno sa dove portano ma le rispettano ciecamente. Quando derogano, deragliano a ragion veduta. Ma saranno sempre le ragioni che non sono le mie ragioni   … e mi picco: quelle della comunità.

 

Finite per ora le divagazioni, diciamo che è ovvio che i prestiti bancari scemino. Non hanno liquidità. Prosciugata  per errori anche di via Nazionale 91. Non è luogo questo per dilungarmi in proposito. In altra occasione, chissà. Resta evidente che questa estate nel Cicolano sono rimasto per una settimana senza liquidi, perché l’unico bancomat nel raggio di una trentina di chilometri è finito  all’asciutto per una settimana, latitando il movimento fondi di una delle più grandi banche italiane. E latitavano perché? Ma perché anche le grandi banche non dispongono di congrua liquidità.

Una volta, specie con Carli, inghippi del genere sarebbero stati impensabili. Ma allora la Banca d’Italia faceva da prestatrice di ultima istanza. Persino lo sconto ”sotto fascia” aveva inventato. E naturalmente faceva anche “conto economico” che non solo consentiva di regalare vistose agende di fine anno anche all’ultimo dei suoi uscieri o dei suoi più umili pensionati, ma creava uno spirito di corpo nella propria compagine per remunerazioni un tantinello sopra quella “adeguata” e nessun ispettore di Vigilanza si sognava di fare ispectiones in odium gubernantium.
Oggi, invece …

Erano tempi però in cui Carli si inventava persino i “prestiti compensativi”. Come dire; oggi si potrebbe andare dalla banca centrale cinese e con un valido interprete proporre che mettendo in garanzia le cospicue riserve valutarie (o auree), la banca centrale italiana chiede prestiti imponenti da girare alle banche sotto il suo controllo (o vigilanza secondo gli esteti dell’ispettorato vigilanza) ad un piccolo tasso differenziale. Vi è qualche norma che lo vieta  a Basilea? Ma quella è svizzera: mica può avere la pretesa di azzerare persino il nostro articolo 47 della Costituzione?
 

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