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lunedì 6 gennaio 2014

Chi sarà il nuovo sindaco a Racalmuto?

Io stasera ho parlato a lungo con Piero Carbone. Piero Carbone innanzitutto è intellettuale elitario, decisamente negato a fare squadra da subalterno. Intelligente, acuto, colto, consociativo deve forse solo capire che il mondo non ha voglia di dorare nessuno (per fortuna). Noi - ed  io sono uno di questi - che fuori di Racalmuto veniamo considerati padreterni giustamente qui in paese diventiamo solo dei rompicoglioni. Se ci indispettiamo perché qui e là qualcuno ci ha mancato di rispetto, stiamo freschi, ritorniamocene nelle nostre grandi città, fra i nostri adoratori. Ora Racalmuto ha bisogno non di persone oneste - le persone oneste e nient'altro sono degli imbecilli, inetti, miserevoli. Racalmuto è in una contingenza molto critica. I racalmutesi stanziali normalmente sono quel che resta del giorno, quelli che non avendo grandi doti si accontentano di questo minuscolo"spazio vitale" per dirla alla Forsthoff. Affidatevi ai racalmutesi stanziali e dopo manco un mese tornate sotto malevoli commissari. Provare per credere. Racalmuto ha fatto una oceanica esportazione di cervelli, che non sono rimasti non perché qui non ci fosse lavoro ma perché "spazio vitale" inadeguato. Nel 1960 se io rimanevo a Racalmuto, avrei potuto fare l'avvocaticchio, anche il doppio lavoro: stipendio assicurato anche come professore di francese.Me ne sono andato perché come grande ispettore della Banca d'Italia,come superispettore del Secit, come dirigente generale di una banca mi divertivo di più e guadagnavo di più. Racalmuto ha oggi una corona circolare nel mondo di oltre una cinquantina di migliaia di racalmutesi. Porto l'esempio del dottor Garlisi a Milano, sta creando un impero con idee geniali.Il professore Giovanni Liotta è diventato uno scienziato di fama mondiale. Il dottore Onofrio Lo Re ( Nuccio) è arrivato al top della Magistratura. Quante rimesse arrivano annualmente da tutti questi dignitosissimi ed affermati racalmutesi nel mondo? Una enormità altrimenti Racalmuto morirebbe di fame per i gap che io calcolo in oltre 10 milioni di euro all'anno nella bilancia dei nostri pagamenti.Concetto un po' arduo ma chi vuol capire capisce. Il paese ha l'obbligo almeno della gratitudine verso costoro deve amministrarsi per onorare costoro. Se diventa un paese di mafiosi, se si scrive sempre male del nostro paese, se si diventa un paese di straccioni piagnucolosi allora chi sta fuori di Racalmuto si vergogna delle sue radici, e si disamora e prima o  poi dimentica in tutti i sensi il suo paese. E Racalmuto muore. Intelligentemente l'avvocato Marchese ai suoi tempi si è inventato l' 0,20 nelle campagne. Tutta questa massa di racalmutesi fuori di Racalmuto ne ha usufruito per farsi la famosa casetta in campagna.Fondi a profusione, edilizia in sviluppo, paesaggio rurale più ridente. Degli imbecilli -- che purtroppo passano per onesti -  hanno distrutto questo ultra legittimo privilegio. Così Racalmuto muore. Essendo io un esporto e di bilanci e di fisco, vi dico che il paese di Racalmuto per miliardi di ragioni ha accumulato qualcosa come una quindicina di milioni di CREDITI  DI IMPOSTA. Non li hanno scritti in bilancio. E' reato. Hanno fatto sì che allora il bilancio è andato in rosso e così questi commissari disinteressati alle ragioni del cuore hanno potuto applicare sulle  imposte locali le aliquote massime jugulatorie. Quei proprietari delle casette di campagna stanno venendo taglieggiati. Per loro è un lusso. A questi costi ci rinunciano e mettono tutto
sul mercato. Il mercato immobiliare racalmutese è allo sfascio. nessuno se ne preoccupa. Occorrono sofisticate competenze,Francamente se mi dite che fra gli stanziali vi siano menti all'altezza mi fate ridere. Insomma Racalmuto non ha bisogno né di onesti, né di donne, né di giovani né di chierici o diaconi che siano né di cialtroni pennivendoli; ha bisogno come ogni grande azienda in crisi di MANAGEMENT all'altezza. Questi manager sono recuperabili ma tra quella popolazione non stanziale di cui abbiamo detto. Un manager del genere una mano la darebbe ma non si farebbe comandare da nessuno dei tanti sindaci o quasi che si sono succeduti. A me non mi comanderebbe nessuno. Manco Ciampi ci riuscì. Ma io ad esempio sarei capace di monetizzare quei quindici milioni di crediti d'imposta e fare subito cooperative produttive di grandi servizi sociali: l'utilizzo della nostra acqua per noi senza né Girgenti Acque né Tre Sorgenti, dello smaltimento rifiuti a Cugni Luonghi. Ingegneri esteri di mia conoscenza saprebbero fare il nuovo Piano Regolatore atto a definire le ampie zone delle apriche campagne per casette stagionali da verde appunto stagionale. Oggi invece assistiamo all'immondo spettacolo di far nascere un casus belli per una chiesetta di venti anni fa che si vuol far passare per chiesetta del 600 e così salvaguardare meschini interessi di questo e di quello.
Questa vuol essere una lunga premessa per dire che Racalmuto non ha bisogno di un Sindaco (alto, bello, onesto brutto etc.) ma ha bisogno del management di cui ho detto. A coordinare senza conculcare un management del genere una donna sarebbe l'ideale, Ho pensato a varie donne. Con maggiore interesse alla signora SANTINA MERULLA. Gliel'ho fatta la richiesta explicite et publice. Ha nicchiato. Mi sembra che ora qui dà una certa risposta. Francamente glielo dico: non mi ha convinto. Non può pretendere di andrare a fare il SINDACO meglio di come lo hanno fatto i maschi sinora ma tutto sommato come sempre si è  creduto che un sindaco deve essere. Se ha questa concezione, è padronissima. Ma se dipende da me,non è lei che rifiuta sono io che non accetto. Lei può coordinare un management ma non può avere la pretesa di guidarlo, dirigerlo di fare il loro SINDACO, insomma.

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