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domenica 27 aprile 2014

Canicattì e l'uva Italia

Cara Adele, il tuo amaro pessimismo mi striscia la pelle come nerbate sanguinolenti.  Ma per mia consolazione, come sempre,. mi chiedo: la medaglia ha un suo rovescio? Io credo di sì! Da storico quale mi sono ridotto in quest'ultimo trentennio del mio esistere mi vado dicendo, ma davvero una terra libera e fiera quale la Sicilia si è fatta abbindolare da un Nord che tanto acume in testa non ha? Penso allo  Statuto Regionale carpito ante costitutionem con il ricatto di passare pronubo Fiorello La Guardia come una ennesima stella del Nuovo Mondo. Atto furbo certo ma molto redditizio. Fiumi di soldi quale fondo di solidarietà nazionale ed anche le fasulle statistiche dell'Istat hanno  registrato una palingenesi economica, sociale e civile che sa di miracolo- Lascio stare gli avvocaticchi di Crispi e molto indietro, se voglio, posso arrivare allo Stupor Mundi, o al Regno delle Due Sicilia, quando Napoli dovette accontentarsi di essere la seconda Sicilia- O magari vado ai giorni nostri e penso ad una Canicattì piena di banche che inventa la grande truffa alimentare dell'uva Italia. Se dopo non ha retto Canicattì pianga se stessa e la sua ribalderia autolesionista.

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