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giovedì 10 aprile 2014

Contronota a quel gran signore di Pippo PICONE, figlio forse un po' pio di quell'eccelso racalmutese laicissimo di don Turiddruzzu Picuni.

Ma caro Pippo, certo è stata una scivolata di scarso buon gusto ma non credo che si debba drammatizzare. Intanto io quel pesce di Aprile l'ho preso sul serio. L'ho avversato, ma forse orazianamente ha fustigato i costumi ridendo. Sì, proprio castigat mores ridendo. Mi ha fatto pensare. Non so quanto consapevolmente ma mi è sembrato che ad un certo punto si indicava la vera via: uomini di eccelso intelletto, nè savonarola immemori delle loro triennali e mezzo scorribande assessoriali, non quote rosa di improbabile acume, non giovinastri senza arte né parte , ma valorosi cittadini già provatisi nella grande gestione della cosa pubblica, oltre gli steccati ideologici, dovrebbero consociarsi per un moderno management di questo Comune che solo un improvvido quanto indebito commissariamento ha bloccato per un numero di anni indegni ad una necrosi vituperevole. Racalmuto, ad onta di tutte le Cassandre, di tutte le prefiche, di tutti i corvi anche preteschi, il 25 maggio risorgerà chiunque vada a sala Matrona, perché Racalmuto è grande, Racalmuto ha potenziali umani ed economici impensabili per non continuare nel suo incoercibile glorioso cammino verso il progresso, la civiltà, l'affrancamento etico e umano.

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