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lunedì 2 giugno 2014

Il prosieguo dopo, a suo tempo e luogo …. Se dio ed i troppi miei anni me lo consentiranno.


Il prosieguo dopo, a suo tempo e luogo …. Se dio ed i troppi miei anni me lo consentiranno.

Grazie comunque!

 

Fa alta letteratura di certo Sciascia quando scrive in Occhio di Capra:

«Isola nell’isola, ...la mia terra, la mia Sicilia, è Racalmuto.. E si può fare un lungo discorso su questa specie di sistema di isole nell’isola: l’isola-vallo  .. dentro l’isola Sicilia, l’isola-provincia dentro l’isola-vallo, l’isola paese, dentro l’isola-provincia, l’isola-famiglia dentro l’isola-paese, l’isola-individuo dentro l’isola-famiglia ...». Un discorso questo che oggi si può leggere persino nelle banali riviste patinate del tipo “Meridiani”. Se il passo ha un valore metafisico, filosofico, di incomunicabilità esistenzialistica, non oso addentrarmici, ma se vuol essere nota storica su Racalmuto, ebbene mi pare proprio inattendibile.

La Racalmuto - quella del Cinquecento, quella di prima e quella di dopo - è solo uno scisto della storia ma tutta quanta vi si riverbera. Se leggo il magistrale libro di Fernando Braudel  su “Civiltà e Imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II” e nel frattempo trascrivo carte, diplomi, atti notarili, ‘riveli’ e simili del Cinquecento racalmutese, scatta un’assonanza sorprendente:  le linee e le scansioni della storia mediterranea trovano eco, conferma, oppure una riprova o un completamento o una specificazione proprio nel nostro paese, nelle appannate note delle sue vicende.”

[Da  “QUESTIONI E PROBLEMI DELLO SVILUPPO DEMOGRAFICO  DI RACALMUTO  NEL XVI SECOLO” di Calogero  Taverna : conferenza del 18 giugno 1995alla Fondazione Sciascia, l’unica consentiagli dai maggiorenti sciasciani, racalmutesi e non].

 

 

 

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