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venerdì 3 ottobre 2014

mi accusano di accusare gli avvocati. Confermo


Carissimo Alfredo. Certo che la mia calligrafia è, e diventerà sempre di più indecifrabile. Io ormai non uso più a penna. Solo il computer. Quella autografa l’ho scritta di ritorno dalla Sicilia. Lessi le tue ben tre lettere “inevase”. Vi intuii un moto di tua delusione nei miei confronti quasi che io ti avessi abbandonato. Vi concorse anche il fatto che due tue lettere del giugno scorsoi mi giunsero dopo il 7 agosto. Mi precipitai a scriverti per non perdere manco un minuto e rettificare certe tue negative impressioni. La stampante non mi funzionava per precedente esaurimento di inchiostri e quindi carta penna e calamaio per varare una lettera mentre per di più non ero tranquillo per certe delusioni che stavolta avevo io provato per il comportamento del solito avvocato che forse credeva che trattandosi di un terribile capomafia di soldi nascosti chissà quanti ne avesse. Mi ero sbilanciato a lodarlo. Mi sbagliavo. Mi sto vendicando con certe stilettate nel mio blog che credimi fanno veramente male. Non so se hai ragione tu quanto al 4 bis o lui. Se debbo essere sincero nessuno di voi due. E, come meglio ti dirò in seguito, certe tue effervescenze missionarie mi lasciano perplesso. Va a finire che mentre i tuoi compagni di sventura se la prenderanno con te credendoti passato al nemico, il “nemico” crederà che tu resti sempre quello, un indiscusso capo manipolo e si crederanno infallibili nel pensare che alla fine non hai alcuna “resipiscenza” attiva o passiva che sia e ti lasceranno marcire là vita natural durante. Questo non deve accadere assolutamente. Specie ora che penso che le cose per te, come la nottola hegeliana, stano volgendo al meglio. Ti preciserò dopo meglio il mio pensiero. Ora debbo uscire per andare a ritirare due copie del libro Malerba che Agnello dice di Grassonelli e gli editori lo registrano invece come libro del giornalista televisivo territoriale Sardo.

Una copia di quel libro, unitamente se mi resce a quello delle favole degli ergastolani, te li invierò io. Non spendi quindi soldi e così potrai non solo leggerlo ma chiosarlo. E quello che hai già scritto e quello che scriverai me lo mandi ed io lo trascrivo e lo passo a Tano Savatteri che lo riscriverà come più gli aggrada e l’anno venturo deve farlo vincere a te i premio Racalmare o come spero un nuovo premio letterario istituito a Racalmuto intitolato magari “GLI AMICI DELLA NOCE”.  Datti quindi da fare. Credo che ne avrai soldi e imporrai la tua superiore cultura e “onestà” all’Italia intera molto meglio di improvvisati laureati ergastolani.

Vedo che scrivo come mi viene. Non ho tempo per correggere. Ci proverai più gusto a farmi le pulci.

Una cosa per ora ho da aggiungere. Perché non riprendere il tuo blog di corrispondenza, quello che mi ha portato a te. Se è questione di soldi beh! quelli posso metterceli io. Non so le procedure per la riattivazione. Penso che debba scrivere a  Firenze. Quella bella libera voce deve tornare a parlare. Corro dal libraio. Ti abbraccio con immutato affetto paterno, selettivo,. Ciao Alfredo. Lillo

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