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mercoledì 1 ottobre 2014

Quando iniziai a investigare sul caso MESSANA.


12 febbraio 20.40.40

Caro Lillo, non storco il muso ma nutro qualche perplessita'. I documenti che ho letto su Messana, sul web ce ne stanno parecchi, gettano forti ombre sui suoi trascorsi di Questore a Lubiana e sulla successiva esperienza siciliana ai tempi di Giuliano, sino a considerarlo un criminale di guerra. Certamente non sono Vangelo e lo Stato italiano lo ha lasciato al suo posto sino al suo pensionamento nei primi anni '70 quale Dirigente generale di Pubblica sicurezza del Ministero. Ben vengano le tue ricerche: io non ne so abbastanza da poter esprimere un giudizio.

 

 Lillo Taverna Carissimo Gigi, quelle cazzate che hai letto tu le ho lette pure io; non c'è niente di documentato- Dico che una qualche colpa ce l'hanno i familiari a non reagire a colpi di querele e denunce. Voglio vedere cosa potrebbero eccepire questi signori calunniatori e malevoli dicitori di sospetti ipotesi. Cioè il nulla.

Ho già un  mare di documenti per smentire tutti e tutto. Compreso Li Causi, ma siccome Li Causi è del mio vecchio partito comunista sarò lieve con lui anche perché lui fu sì dispettoso con Messana ma con arguzia e abilità stilistica tutta rossa. Io e Li Causi siamo della stessa scuola e sappiamo quando  una battaglia la dobbiamo fare per scopi propagandistici. I nostri nemici di classe sono agguerriti e noi dobbiamo vincere se occorre anche con la menzogna se giova al partito- Sto scrivendo in fretta e furia proprio per essere il più schietto possibile. Questo pomeriggio l'ho passato con Guglielmo Schillaci Ventura la lingua tagliente del Circolo Unione che di tutti parla male fuorché  di se stesso scusandosi col dire: mica posso denigrare persino me stesso. Mi ha parlato a lungo dei grandi meriti del questore Messana, del grandissimo bene che ha fatto a Racalmuto, mi citava fatti, persone, uomini, luoghi e cose. Gli ho detto: consentimi di registrare. Non ho memoria così titanica. Ma mi difendo.

Se Malgrado Tutto a suo tempo sbagliò. costa tanto oggi fare atto di resipiscenza?

 

 

Gentilissima signora Giovanna, credo che Le debba chiedere scusa. Mi perdonerà ma quando ho iniziato la mia battaglia per fare intestare una strada di Racalmuto al suo degno grandissimo figlio ETTORE MESSANA (e non è detto che a prescindere dalla rispettabile volontà della famiglia non ci riesca) non pensavo minimamente che certi ceffi racalmutesi si erano permessi talune imperdonabili infamie. Debbo anche stigmatizzare che un certo Messana per adozione abbia dato suggello a quelle infamie. Confesso che se avessi saputo non sarei stato così imprudente. Mi perdoni per questa imprudenza.

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Il Messana acquisito ha cercato in modo maldestro di difendere il nome e non l'uomo, la cosa mi ha infastidito non poco ma data la fonte gli ho dato il giusto peso

LILLO: Sì, ma finiva con l'avallare quello che stava scritto sopra, ammesso che l'abbia letto. Il meno che io possa dire è che se l'ha letto non ci ha capito un tubo. Quelle di sopra - mi consenta il mio linguaggio scurrile - è tutta una accolta di stronzate. Sono "superfetazioni" disinformate, malevoli, imbecilli. Che ci mettiamo a dar corda e spago alle veemenze di un certo TITO dell'epoca? Questa è faccenda che trascende il giusto ritegno della famiglia, anche l'imbarazzo del Min. Interni di Alfano per certe cattiverie di poliziotti invidiosi e meschini. Questa è una faccenda che dovrebbe impegnare le autorità massime nella difesa del buon nome dell'Italia. Certe cose senza fondamento non offendono il Messana ma l'ITALIA. Noi non siamo stati mai crudeli colonialisti. Forse solo Graziani. Ma si difese bene con il celebre libro: HO DIFESO LA PATRIA. Messana doveva scrivere un libro: ho servito e onorato l'Italia. Io non sono patriota, sa! Ma la verità soprattutto!. Le chiassate del 2012 a Riesi sanno di putridume propagandistico, di cerca di contributi per manifestazioni pseudo culturali. La Repubblica, non so che le ha preso. Di solito è giornale serio. Ma se nessuno contesta!

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