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sabato 14 febbraio 2015

Documenti a discarico di Ettore Messana


Una preziosissima relazione coeva, originale, non pataccata, dell'Ispettore Generale di PS dr.Ettore Messana del 1946. Vi spicca l'ardua lotta alla mafia, al banditismo, ai nuclei armati, alle intese di "esponenti della mafia isolana con Ufficiali Americani qui di stanza". In proposito Casarrubea e Cernigoi hanno avuto accesso agli archivi americani che so sotto rigidissimo top secret? C'era una rivolta armata allora in Sicilia e Messana vi rifulge per la sua repressione. E.V.I.S., C.R.I.S. grandi agrari alla Giuseppe Tasca di Lucio, bandito Giuliano che si finanzia con sequestri di persone, rapine, ecc, - Armi automatiche, munizioni cavalli, materiale chimico e sanitario, nascosto in grotte, aabilmente simulate. E lo scaltro "poliziotto" Messana avvalendosi anche di "notizie fiduciarie" può "affermare che la situazione va, man mano, migliorando". Ecco perché signorina Cernigoi nel 1946 il suo dispregiato grande ufficiale Messana sta in Sicilia quale ISPETTORE GENERALE a sconfiggere la banda Giuliano , il C.R.I.S. (finanziato dagli americani quelli che con i faziosissimi titini cercarono di fare di ogni erba un fascio dei funzionari italiani operanti nella procincia di Lubiana inventando calunniose accuse che finirono cestinate nei tribunali internazionali). Siamo nel 1946 e già Aldisio è sotto tiro da parte di comunisti socialisti e movimenti politici di sinistra. Messana è costretto a afere una scelta politica. Qui scrive che "non trascura di seguire le correnti politiche che possono avere influenza sugli attuali movimenti". Si attira l'odio dei comunisti Li Causi e Montalbano che cercano di stritolarlo con accuse infamanti, ma finite in un nulla di fatto nei vari tribunali. Allora si trattò di comprensibile lotta politica. La riesumazione dei giorni nostri da parte di Cernigoi, Casarrubea, Luparelli ed altri fatta in dispregio di tutte le assoluzioni e in non luogo a procedere giudiziari è solo deprecabilissima diffamazione calunniosa, soprattutto antistorica.

2 luglio 20.37.04

Il Questore - Via Catania 1 - 93100 Caltanissetta telefono: 093479111 fax: 093479677 email: gab.quest.cl@pecps.poliziadistato.it Primo piano Capoluogo. Una segnalazione al 113 sventa furto in abitazione I fatti del giorno Due pregiudicati nisseni scoperti dalle Volanti Altre notizie Capoluogo. Celava 30 grammi di marijuana negli slip I fatti del giorno Denunciato incensurato nisseno di 21 anni L’Ufficio Stampa della Questura ospite della rubrica "Primo piano" dell’emittente televisiva TCS Attualità In studio l’Ispettore Superiore sups Salvatore Falzone I fatti del giorno I fatti del giorno Gela, la Polizia sventa guerra di mafia tra clan. Arrestato ex collaboratore Gli investigatori della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. decapitano i vertici del clan mafioso Rinzivillo I fatti del giorno I fatti del giorno Capoluogo. Arrestato pregiudicato per resistenza e violenza a p.u. Gli agenti chiamati ad intervenire dalla madre più volte aggredita dallo stesso I fatti del giorno I fatti del giorno La Polizia in Gela confisca circa un milione di euro di beni mafiosi La Squadra Mobile ha eseguito il decreto di confisca contro il boss Alferi Giuseppe di Cosa Nostra La questura Il Questore Orari e uffici della Questura Commissariati Altri Uffici e Reparti Dove siamo I fatti del giorno Controlla il permesso di soggiorno online PERMESSO DI SOGGIORNO Controlla il permesso di soggiorno online. Scrivici! SCRIVICI Risposte alle tue domande. Servizi Bacheca Oggetti Rubati Motore di ricerca degli oggetti rubati o ritrovati Carta dei servizi Progetto Alloggiati Web Tutti i servizi Tutte le notizie

Numero telefonico ed altro della questura di Caltanissetta stanno sopra- Ti pregherei di farti passare il Questore o il capo di gabinetto o comunque un funzionario e presentarti come la nipote del grande ispettore generale Ettore Messana. Dici che ha iniziato la carriera a Caltanissetta prima del 1919 e non sai quando l'ha lì terminata. In questura ci dovrebbe essere il suo fascicolo personale visto che non risulta depositato in archivio di stato per epurazione dell'archivio della stessa questura alcunché antecedente il 1920 come avrei appurato io quest'oggi 2 luglio 2014. Ti rivolgeresti quindi alla sua cortesia pregandolo di fare rintracciare almeno i dati anagrafici e i dati del servizio di tuo nonno che a Caltanissetta avrebbe operato attorno al 1919 come giovane commissario di P.S.- Pregalo di darmi appuntamento come tuo fiduciario per prendermi i dati o peri collaborare per ricerche d'archivio in Questura, facendogli magari presente che sono persino assiduo ricercatore degli Archivi Segreti del Vaticano, che insomma sono stato alto funzionario come ispettore di vigilanza della Banca d'Italia e fui persino superispettore del ministro delle finanze Reviglio. Mio caro amico è anche il dottore Calogero Infurnari già questore di Caltanissetta e che fu persino un protetto di tuo nonno l'ispettore generale di PS Ettore Messana. Altro non mancherà alla tua ,loquela per intontire questo funzionario periferico di PS.

3 luglio 8.34.06

Ma io mi domando, che cazzo ci sta a fare 'sto Viminale che non difende il suo stesso prestigio, i suoi storici dirigenti, il suo pur glorioso passato, la integrità morale degli uomini che hanno sacrificato la pace in famiglia per l'eroico mantenimento dell'Ordine Pubblico in contingenze asperrime. E' possibile che deve essere uno come me antimilitarista, comunista fanatico, lontano le mille miglia dalla mentalità poliziesca a difendere la memoria di un supremo ispettore di polizia quale il gr.uff. Ettore Messana che fu integerrimo anche se rigido e destrorso Uomo di Stato dedito al mantenimento di una ordinata convivenza civile.

3 luglio 17.04.22

«Fui mandato in Sicilia a capo dell’Ispettorato Generale di P.S. per la Sicilia nel maggio 1945 e vi rimasi fino a tutto luglio 1947. Il decreto che istituì l’Ispettorato è dell’aprile 1945 e funzione di tale organo fu quella di integrare l’opera repressiva e preventiva nell’eliminazione del banditismo ed in genere della delinquenza associata in Sicilia». D. R. «Io ebbi a mia disposizione 750 carabinieri, 350 agenti e 14 funzionari, che distribuii in tutte le province della Sicilia da Messina a Trapani. Fui io che istituii i nuclei di carabinieri e polizia nei centri dove a me sembrò che dovessero essere istituiti. Le mie prime operazioni feci nelle province di Agrigento e di Catania. Verso la fine del 1945 incominciò ad affiorare l’attività della banda Giuliano. Tale fatto fece aumentare la mia attività tanto più che la banda Giuliano e quella di Avila si erano poste al servizio dell’Evis». D. R. «Ebbi notizia dei fatti di Portella nelle ore pomeridiane del 1° maggio 1947. Mi recai ad una riunione indetta dal prefetto Vittorelli, dove si stabilì una certa azione da svolgersi. L’indomani mi recai a Piana degli Albanesi ed a San Giuseppe Jato, ove già si era proceduto all’arresto di quattro persone ad opera di un nucleo dipendente dall’Ispettorato e dove si era proceduto a largo rastrellamento arrestando centinaia di persone sospette, le quali però furono quasi tutte rimesse in libertà. Non essendo emersa a loro carico alcuna responsabilità». D. R. «Tutto ciò venne fatto ad opera della questura che si limitò poi a denunciare solo i quattro arrestati». D. R. «In una riunione tenuta anche alla presenza dell’Ispettore Generale di P. S. Rosselli, inviato a Palermo dal Ministero, fu deciso da quest’ultimo che la direzione delle indagini dovesse essere affidata al questore Giammorcaro e fu così che io passai alle dipendenze di costui». D. R. «Si venne frattanto a conoscenza che il 1° maggio era stato sequestrato, dopo la sparatoria, un campiere, certo Busellini, del quale non si seppe nulla per tanti giorni e che poi fu trovato ucciso in un fossato da un nucleo alle mie dipendenze». D. R. «Non so se il ritrovamento del cadavere del Busellini avvenne a mezzo di cani poliziotti od a mezzo solo di ricerche». D. R. «Mi sembra di ricordare che sul petto del cadavere del Busellini fu trovato un cartello con la scritta «questa è la fine dei traditori», la qualcosa ci convinse che il delitto era stato consumato dalla banda Giuliano. Tale convinzione ci facemmo anche per il delitto di Portella poiché ci convincemmo che colui che aveva ucciso Busellini era uno di quelli che aveva sparato a Portella». D.R. «Noi dell’Ispettorato, fin dal primo momento, pensammo che la strage di Portella era da attribuirsi alla banda Giuliano, perché il fatto era avvenuto nella zona così detta d’imperio della banda stessa, mentre l’Angrisani ed il Guarino avevano orientamento diverso». ----------------------------- Il NOSTRO dunque inizia la sua esperienza quale ispettore generale di PS in Sicilia e subito deve risponderne a Ferruccio Parri che proprio destrorso e filofascista non era. Se con Bonomi è pur sospettabile una qualche frequentazione massonica (e quale grande commesso dello Stato Italiano non è stato massone?) le insinuazioni di Casarrubea non hanno più fondamento alcuno dal momento che il Messana transita riverito ed ascoltato sotto Parri sino al 9 dicembre del 1945, sotto Romita sino al i° luglio 1946 (DE GASPERI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO), sotto lo stesso DE GASPERI quale ministro degli Interni sino al 1° febbraio 1947. E guarda caso appena Scelba - sì proprio Mario Scelba - sale allo scranno di Ministro degli Interni, quello che doveva essere il suo protettore, il nostro Messana viene invitato ad accomodarsi fuori, ma fuori per modo di dire visto che torna al Ministero a Roma e al Viminale vi resta oltremodo autorevole e rispettato sino al suo pensionamento per raggiunti limiti di età. MINISTRI DEGLI INTERNI BONOMI prof. Ivanoe , dal 18 giugno 1944 al 20 giugno 1945 PARRI prof. Ferruccio , dal 21 giugno al 9 dicembre 1945 [ » ] ROMITA ing. Giuseppe, dal 10 dicembre 1945 al 1° luglio 1946 DE GASPERI dott. Alcide , dal 10 luglio 1946 al 1° febbraio 1947 SCELBA avv. Mario,dal 2 febbraio 1947 al 16 luglio 1953 [ » ] FANFANI dott. prof. Amintore, dal 16 luglio 1953 al 18 gennaio 1954 ANDREOTTI dott. Giulio , dal 18 gennaio 1954 al 10 febbraio 1954 Gentilissima signorina Cernigoi, se Lei è o si dichiara solerte e coscienziosa Storica crede davvero che un arcigno De Gasperi poteva rendersi compiacente di quel Messana quale il Ricciardelli - che mi pare di nessun prestigio godette e che comunque rimase impalato al suo basso ruolo nonostante volesse accreditarsi, dopo essere stato capo della Politica del fascismo, protettore degli ebrei.? Se Lei è una ricercatrice seria dovrebbe convenire con me che le insinuazioni del Ricciardelli, con solo tutti quei "si dice" "pare" "qualcuno afferma" " a ben pensare" e via discorrendo e mai uno straccio di fatto documentato e provato, meritavano di finire nel cesso come tutto indecorosamente vi finì. E De Gasperi poi fu Ministro degli Esteri e dovette occuparsi di quella calunniosa congerie di accuse a TUTTI i nostri funzionari in Slovenia che Titini, pronubi gli Americani, confezionarono senza alcuna prova, obiettività, credibilità. E anche quella falsa congerie di calunnie di una Nazione Estera che cercava vendetta e non giustizia finì nel cesso, archiviata con un non luogo a procedere. E così il duro grintoso non malleabile De Gasperi si tenne vicino e si affidò e officiò il Messana fregandosene degli strilli di un Li Causi che per giunta avrebbe dovuto alzare un monumento al Messana che informato dal suo confidente Fra Diavolo seppe che Giuliano stava ordendo un agguato alo stesso Li Causi per ucciderlo. E se a Li Causi nulla successe lo deve prorio a Messana che lo protesse e lo avvisò del pericolo. Leggersi gli atti provessuali per darmi ampiamente ragione. Qualche mio amico e parente vorrebbe chissà quali documenti a comprova di quanto ho riscontrato a discolpa del Messana. Come si fa a documentare che una calunnia è una calunnia se non dimostrando che non vi sono prove documentali ma che vi sono sentenze passate in giudicato di Tribunali persino Militari persino Stranieri che tanto affermano! Sono forse prove serie quelle che la Cernigoni dice di trovarsi a Lubiana, redatti un paio di anni dopo da parte di inviperiti nemici di questa Italia e scritti per giunta in sloveno e basati solo su postume dichiarazioni tanto vaghe quanto sospette? Se si è antitaliani: subito e si mette anche la mano sul fuoco!!

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