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venerdì 6 febbraio 2015

Non ci hanno voluto; per Susanna senza panna eravamo vecchiacci; ora si lecchino le ferite (e le supertasse monnezzare).

LETTERA ad un anziano elettore del mio paese
(ma lucido ed arzillo, ancor più di me)

Carissimo Pippo, scriveva un tale che racalmutese fiero originale non è: facta, non verba. Figurati se non son d’accordo; da vetero comunista tutt’altro che pentito non posso che cercare di rispondere al Che fare? di un certo LENIN. Che fare?
Frattanto costituiamo un comitato civico vigilante e propositivo. Vi dovrebbero far parte over 70 (con qualche eccezione come quella del mio amico Fiero). Tu che il greco lo apprezzi come me, devi esserne il Presidente, il Priamo insomma di quel consiglio di anziani dell’Iliade: …. L’uno e l’altro prudenti,/sedevano – gli Anziani – presso le porte Scee:/ per la vecchiaia avevano smesso la guerra, ma parlatori/ nobili erano, simili alle cicale, che in mezzo al bosco/ stando sopra una pianta mandano voce fiorita. (Iliade, libro terzo, vv. 148-152).
E quel consiglio, forte di pensionati bankitalia, secit, magistratura, ministeri, multinazionali – molti fuoriusciti, ma qualcuno stanziale – saprebbero richiamare alla saggezza “missi dominici” ed eroi in seconda iliaci; gonnelle d’alto bordo e politici insensi; e corpi militari supponenti. Soprattutto, ora (a Consiglio comunale bello e liquidato), a chi avrà il bastone del comando, tra gli spettri monacali della Badia, saprà suggerire, sollecitare, correggere, far scegliere, far provvedere, far progettare, fare adempiere etc.
E visto che non si vota più, inventiamoci un simbolo a futura memoria elettorale con cartigli del tipo
La lista degli anziani
CASTRUM
Racalmuto/domani


Il simbolo? Una stilizzazione del campanile, del castello , del castelluccio e del teatro imbracato, come da una foto di Giuggiu di Falco. Anche fra 18 mesi più sei, noi non vinceremo ma gli inciuci a sinistra verranno sbaragliati. Purtroppo ad avere la meglio sarà qualche mio diletto amico, per convenienza passato al partito dei preti: gli cadrà sul collo un paese stremato dalle amputazioni delle metastasi dei burocrati. Avrà dalla sua parte le preghiere delle anime pie e tutti quanti ci salverà. Auguriamocelo per universale interesse personale, senza distinzione di fede e di credo politico. Non ci resta nessuna altra speranza.

Calogero Taverna

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