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mercoledì 15 aprile 2015

EGO SUM - storie di strapaese - ERGO SUM


Siamo nel 1608. Il Concilio di Trento tutto svolto; ora operante. La PARROCCHIA è ora una istituzione ben delineata, dai ferrei vincoli. Perché il vescovo di Agrigento, spacca a metà Racalmuto: due parrocchie; la più importante a San Giuliano, la minore resta alla Matrice.

 Io lo strappo al concilio me la spiego perché il buon (si fa per dire) presule agrigentinus ha da accontentare un prepotente nobilotto di paese: un Del Carretto. Vincenzo del Carretto è un bastardo di Giovanni del Carretto, fratellastro quindi di Girolamo del Carretto, quello giovanissimo "occisus a servo" se dobbiamo credere alla pergamena settecentesca del Carmine. Quel vescovo gli conferisce la parte minore di Racalmuto. L'altra metà al fratello dell'ormai affermato pittore-impresario Piestro D'Asaro. Parlo di don Paolino D'Asaro. Trattasi comunque di una divisine che dura molto poco. Non tanto per la prematura morte di don Paolino, ma credo perché alla morte del fratellastro, Don Vincenzo del Carretto pensa di più ai processi costosi delle varie investiture comitali in quel di Palermo e a dire il vero alle esigenze della giovanissima cognata, la nobilissima Beatrice Ventimiglia, anziché alle cure delle anime dei poveri villani racalmutesi. Comunque queste tre pagine dei rolli della curia Agrigentina sono preziosissime per la topografia secentesca di Racalmuto. Le lette e rilette, ma quella linea di demarcazione dal Carmine alla Fontana non sono mai riuscito a tracciarla con soddisfacente precisione.

 

 

Ancor più interessante quel richiamo alla Grotta di Panella che fa pensare a vecchissime abitudini troglodite di Racalmuto.

 Mi piace aspettare correzioni, integrazioni, precisazioni, scoperte da parte di validi storici o microstorici di Racalmuto che magari riescano a fare la controstoria alla mia - a dire di Malgrado Tutto - controstoria del paese di Racalmuto.

 Venire invece senilmente beffato dal Circolo Unione mi ha spinto veramente a livroso rancore, non contro l'autore - persona degnissima e rispettabilissima - ma verso chi lo sfrutta tanto indecetemente e in fin dei conti lo ridicolizza.

 



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