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sabato 18 aprile 2015

Ma quale Castronovo?

Io sono un fervidissimo ammiratore di Piero Carbone. Ne conosco e riconosco la raffinatissima cultura, prendo continuamente lezione dal suo lepido vergare storia e folklore, saggistica e critica vuoi letteraria vuoi pittorica, il suo dondolarci nelle memorie di sapida antichità antropologica tutta di marca racalmutese: lavanneri e acqualori, canti mistici e rime plebee, strambotti e invettive, proverbi e dicerie di questo "picolo lembo di paradiso" secondo Bufalino o mio natio amatissimo "spazio vitale" rifacendomi alle teoriche di uno scienziato di diritto pubblico alla Forsthoff,  questo e ben altro trova enfasi e poetico modularsi nella sapidissima prosa paratattica di Piero Carbone.
Solo che io amando oltre ogni dire la verità storica, rectius microstorica di questo arcigno aspro blasfemo eretico mio paese alle volte resto infastidito dalla voglia di Piero di storicizzare sue bellissime favole della sua prima gioventù.
Una di queste sue insane passioni è volerci far credere che davvero fu miracolosa la Vinuta di la Beddra Matri di Lu Munti e davvero quella Madonna marmorea, "miracolosissima imago di nostra Signora" dicono solo le antiche carte agrigentine era destinata a Castronovo e per una contraddizione in termini quelli di Castronovo invece di mandarci al diavolo a noi racalmutesi, ladri di santi e di madonne, ci dovrebbero amare e riverire e consolidare gemellaggi che furbi da parte nostra sarebbero offensivi per loro. E mi avvalgo dell'autorevolezza di Sciascia, anche se come facitore della microstoria di Racalmuto non l'apprezzo molto, per essere più d'accordo con lui he con il mio apprezzatissimo Piero Carbone.
"... ma di ogni altra- scrive divinamente Sciascia nelle sue mondiali Parrocchie - è inquietante la considerazione della scelta della Madonna tra il Gioeni e il del Carretto, tra i castronovesi e i regalpetresi; inquietante come l'apparizione dell'immagine di Cristo su una parete del professore Pende, perché proprio al professore, perché al del Carretto, perché tra i regalpetresi la Madonna ha voluto fermarsi, la popolazione di Castronovo essendo in egual misura fatta di uomini onesti e di delinquenti, di intelligenti e di imbecilli.".
Vogliamo continuare  a gemellarci con Castronovo? e perché no? Ma non certo per un fatto di Madonne. Né a dire il vero per quel trucido incivile criminale fatto di San Pietro di cui parla un pronipote dei Del Carretto. Vincenzo Di Giovanni nella sua PALERMO RESTAURATO. Ma non ne paliamo qui perché approfitteremmo troppo della ospitalità - usurpata - in questo splendido e primo in classifica secondo Alexa blog di Piero Carbone. Ne vado a scrivere, trascrivere, nel mio più modesto blog: CONTRA OMNIA RACALMUTO. 



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