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sabato 4 aprile 2015

Sì, perché odio le DIMISSIONI FUNZIONALI. Mi chiedo sempre: cui prodest?

Quali siano le condizioni del dottor Salvatore Restivo, io le so bene. Ma quali sono le condizioni del dottore Aldo Scimé?  Che bisogno c'è di dimettere personalità che comunque io la pensi sono eccelse? Nella santa chiesa al limite si diventa Papa onorario, in Bankitalia Governatori onorari. Al Circolo Unione ad esempio si può far ricorso al SOCIO DEPUTATO ONORARIO. Non mi piacciano le dimissioni funzionali! E nessuno può farmi cambiare idea.
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Avere dato della persona ECCELSA al dottor Salvatore Restivo, è essere pieni di ACREDINE? Questo non lo riuscirò mai a capire. Pensare che persone eccelse quali i dottori Restivo e Scimé, se presentano dimissioni vanno elevate al rango di apicali riconoscimenti onorari, fa parte della mia cultura "borghese". Sì, perché odio le DIMISSIONI FUNZIONALI. Mi chiedo sempre: cui prodest?

Vi canusciu pira!!!

Un consiglio mi permetto di dare: lasciate stare la toponomastica di Racalmuto. Volete cambiare il nome di una strada perché magari Crispi vi è antipatico? Sappiate che Crispi succhiò tanto latte (economico) dai gran massoni di Racalmuto che Sciascia disse che fecero grande, teatrale, conventuale, cimiteriale Racalmuto. Toccate Crispi e  ve ne accorgerete. Volete cassare Lu Chianu Castieddru per dare posto a Malgrado Tutto? Sarebbe appunto malgrado tutto. Volete togliere nomi aulici per onorare un ambasciatore nel mondo della lirica racalmutese quale sarebbe stato DELFINO? Quale? Fofu o Peppi? Non mi risulta. Poi ricordatevelo che GALANTOMINI che abbiano onorato Racalmuto per bontà d'animo, per generosità verso i poveri, o per devozione religiosa non ce ne sono, salvo che nel culto delle loro ora non molto amate o stimate famiglie. Scherzate con i sindaci e lasciate stare le nostre tradizionali, gloriose intestazioni stradarie. Se no, correte il rischio di venire linciati. E molti darebbero la colpa a me che non amo i massoni, odio i reucci dell'abigeato e i mandanti criminali magari in cappello con l'orologio d'oro con catena aurea agganciata al gilet. Vi canusciu pira!.

Versi del dott. Vinci, musica (in prosa) mia


mercoledì 24 luglio 2013

 

 

 

   

Versi del dottor Vinci, musica (in prosa) mia,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calogero Taverna

 

 

 

 

 

Io non ho partecipato al corteo in commemorazione di Borsellino: Io ho invitato a non parteciparvi. Io non amo le mascherate clerical-fasciste. Perché? perché non sono clericale; perché sono antifascista. Mi è permesso, no? E per questo sarei colpevole? Chi può giudicarmi. Lascia che i morti seppelliscano i morti, dice il vangelo. I clericali, le clericali che si sono messi a disobbedire alla parola del Biondo Nazzareno? Dicono che conoscono il mio pensiero e quindi mi condannano perché non onorerei una nobile VITTIMA. Ma per me la vera VITTIMA è mio nonno, spappolato da una granata Caporetto e rimasto senza tomba, senza fiori senza neppure n nome su una lapide a ricordo in questo paese clerical-fascista. Buttafuoco l'estate scorsa voleva fare Felice Cavallaro PODESTA' (sic!) di Racalmuto. In subordine, Tanu Savatteri. Noi un grande podestà l'abbiamo avuto: si chiamava dottor Enrico Macaluso. Lo vogliamo onorare? ci sto. Giubilerei il suo nem...

ica: il centurione della MVSN avvocato Carmelo Burruano quello che esaltava il suo cavallo alato, mentre patri Decimu gli gridava: Don Rodrigo!

 Sappi fari chissu sulu

 l'abbucatu Burru ... culu

 prutitturi e paladinu

 di la serba d'un parrinu.

 

 Oh, tremendo dottore Achille Vinci, bitorzoluto galantuomo del Circolo Unione. Sarcasmo micidiale, poeta in vernacolo dal fulmineo verso. Fu privilegio conoscerlo. Non sarebbe possibile, ma per lui si nutriva sconfinata ammirazione senza stima. Chissà come avrebbe deriso i nuovi aspiranti sindaci che dicono di parlare col cuore mentre aspirano agli appannaggi municipali.

 Questa fu Racalmuto, meschinella e salace. Anche qui, affetto sommo ma senza né ammirazione né stima. Cara Racalmuto, parlando di te penso a Forstoff, grande teorico delle comunità municipali. Li definisce spazi vitali. E di vitale per chi ha intelletto e volontà ce n'è poco. Si va via, se si è tra i migliori, non perché manca il lavoro, ma perché manca l' spazio arioso. Non ridotto né alla sequela dei bar da Parisi ai locali di Romano, né alla falsa fondazione nell'ex Centrale, né all'ignota ex chiesa di San Sebastiano ove il mio amico padre Puma intruppò i quadri disponibili di Pietro D'Asaro e il buon successore lascia deperire tutto intento alle preci salvifiche, emulo del litaniante papa Cicciu.

Se qualcuno mi domanda cosa pensi di siffatta sarabanda classificatoria, torno a ripetere: Alexa non è affidabile. Solo qualche trend se procediamo a serie lunghe e omogenee. Ogni moralismo in proposito dunque è fuori posto. Appena si afferma qualcosa aggrappandosi ad un dato provvisorio, si viene il giorno dopo smentiti. Ed io perché insisto? Perché mi ci diverto. Dadaista: vi sommergeremo in un mare di ridicolo anche se stizziti, mi tagliate la spina di FB.


Come ci si può fidare dei dati di Alexa?  Alexa dichiara che per tutti  e cinque i più salienti blog di Racalmuto si limita a considerare soltanto le rilevazioni Italia. Ma il sotto scritto ha visualizzazioni in mezzo mondo. Dall’inizio della sua attività CONTRA OMNIA RACALMUTO solo  per il 49,965% spazia in Italia, il resto in tutti questi Stati. Ieri addirittura abbiamo registrato  un ribaltamento nella rivelazione dell’intero giorno: la Germania con suo 24,74%  ha superato l’Italia il cui interesse per il mio blog è stato  al di sotto di un quarto (24,21%).

 

 

 

Italia
60673
49,965
46
24,21053
Germania
24401
20,09454
47
24,73684
Stati uniti
22648
18,65092
32
16,84211
Federeazione Russa
7099
5,846118
27
14,21053
Francia
2708
2,230073
3
1,578947
Serbia
1738
1,431265
3
1,578947
Ucraina
887
0,730456
13
6,842105
Regno Unito
593
0,488343
0
Canada
399
0,328582
0
PaesiBasi
285
0,234701
0
121431
100
0
Belgio
3
1,578947
Irlanda
11
5,789474
Libano
3
1,578947
Albania
2
1,052632
190
100

 

 

I Dati di Alexa a stasera hanno avuto ancora un rimescolamento.  Stando ai dati Italia abbiamo: 1)Archivio che in ogni caso rispetto  al primo nostro rilevamento si deteriora di 444 punti; miglioriamo invece gli altri blog: Malgrado Tutto  di 3.252 punti; Regalpetra di 2.505 punti; TRS98 di 3.785 punti (il blog che in questa comparazione è andato meglio di tutti) e Contraomnia Racalmuto di 1.668 punti.

 

Riportiamo sotto i nostri calcoli il cui aspetto più significato nel campo della classifica a livello mondiale è il seguente:

1°) Malgrado Tutto ora all’ 875.275° posto (già 12° nella classifica TRS98 al 1.178.521° posto);

2°) Archivio e Pensamenti  ora  all’1.144.754° posto (già 43° nella classifica TRS98 all’11.930.279 ° posto);

3°) RST98  ora all’1.391.517° posto (già 22° nella classifica TRS98 al 2.226.643° posto):

4°) Contra Omnia Racalmuto ora all’1.569.578° posto  (già 49° nella classifica TRS98 fuori rank).

5°) Regalpetra Libera ora all’1.612.819° posto (già 33° nella classifica TRS al  3.814.225° posto).

 

Se qualcuno mi domanda cosa pensi di siffatta sarabanda classificatoria, torno a ripetere: Alexa non è affidabile. Solo qualche trend se procediamo a serie lunghe  e omogenee. Ogni moralismo in proposito dunque è fuori posto. Appena si afferma qualcosa aggrappandosi ad un dato provvisorio, si viene il giorno dopo smentiti. Ed io perché insisto? Perché mi ci diverto. Dadaista: vi sommergeremo in un mare di ridicolo  anche se stizziti, mi tagliate la spina di FB.     

 

venerdì 3 aprile 2015

RICEVO e PUBBLICO a nome mio


 

RICEVO e PUBBLICO a nome mio.
Ricevo e immediatamente pubblico. Ometto i nomi di cui pure dispongo perché voglio addossarmi io tutta la responsabilità. Non sono cose da Malgrado Tutto, là mi hanno tolto persino la spina. E neppure di TRS98. Da ultimo Regalpetra Libera si limite alla caduta massi. E gli altri blog non so (o non so)  che fanno (non fanno) quando c’è da rischiare sulla propria pelle. No, io non ho paura. Mi tolga la spina la più aulica penna di Malgrado Tutto. Mi stronchi nella mia sempre più ardita proposta di intestare una strada, meglio una grande piazza, ad Ettore Messana: innocente; l’ho dimostrato a forca di documenti inediti (dai soliti noti, tanto amici di Malgrado Tutto.)

Certo non penso che stiano là a mistificare i dati di Alexa, anche se vedere un paio di siti web far sparire da Alexa le non esalanti quotazioni del precedente trimestre mi ha fatto senso. Come diavolo hanno fatto?

Al Sindaco direi: perché non chiede collaborazioni di circoli di competenti tecnici? Se si avvale dei suoi ufficiali faccia di paradisu nun nni vidi! E quei collaboratori qualificati  presterebbero  la loro opera gratuitamente, ed essendo in diversi, ognuno disinnescherebbe  le insidie dell’altro

 

Caro Lillo

In allegato trovi alcune foto relative al cestello comunale che, in questo momento, viene utilizzato per svolgere un servizio all'azienda privata che ha vinto la gara per l'installazione delle telecamere . Noterai che viene utilizzato un cestello non a norma con personale comunale senza le dovute apparecchiature anti infortunistiche . Non si ha contezza di contratto per svolgere tale attività n'è di dovuti piani operativi di sicurezza (Pos) obbligatori per legge. Insomma la solita leggerezza della amministrazione in carica . Sembra pure che a firmare l'ordine di servizio sia stato l'assessore Alessi .



Mi tolga la spina la più aulica penna di Malgrado Tutto. Mi stronchi nella mia sempre più ardita proposta di intestare una strada, meglio una grande piazza, ad Ettore Messana: innocente; l’ho dimostrato a forca di documenti inediti (dai soliti noti, tanto amici di Malgrado Tutto.)


 

RICEVO e PUBBLICO a nome mio.
Ricevo e immediatamente pubblico. Ometto i nomi di cui pure dispongo perché voglio addossarmi io tutta la responsabilità. Non sono cose da Malgrado Tutto, là mi hanno tolto persino la spina. E neppure di TRS98. Da ultimo Regalpetra Libera si limite alla caduta massi. E gli altri blog non so (o non so)  che fanno (non fanno) quando c’è da rischiare sulla propria pelle. No, io non ho paura. Mi tolga la spina la più aulica penna di Malgrado Tutto. Mi stronchi nella mia sempre più ardita proposta di intestare una strada, meglio una grande piazza, ad Ettore Messana: innocente; l’ho dimostrato a forca di documenti inediti (dai soliti noti, tanto amici di Malgrado Tutto.)

Certo non penso che stiano là a mistificare i dati di Alexa, anche se vedere un paio di siti web far sparire da Alexa le non esalanti quotazioni del precedente trimestre mi ha fatto senso. Come diavolo hanno fatto?

Al Sindaco direi: perché non chiede collaborazioni di circoli di competenti tecnici? Se si avvale dei suoi ufficiali faccia di paradisu nun nni vidi! E quei collaboratori qualificati  presterebbero  la loro opera gratuitamente, ed essendo in diversi, ognuno disinnescherebbe  le insidie dell’altro

 

Caro Lillo
In allegato trovi alcune foto relative al cestello comunale che, in questo momento, viene utilizzato per svolgere un servizio all'azienda privata che ha vinto la gara per l'installazione delle telecamere . Noterai che viene utilizzato un cestello non a norma con personale comunale senza le dovute apparecchiature anti infortunistiche . Non si ha contezza di contratto per svolgere tale attività n'è di dovuti piani operativi di sicurezza (Pos) obbligatori per legge. Insomma la solita leggerezza della amministrazione in carica . Sembra pure che a firmare l'ordine di servizio sia stato l'assessore Alessi .



giovedì 2 aprile 2015

Signor Sindaco rimetta le cose a posto

Il museo di Pietro d'Asaro a San Sebastiano di Racalmuto (finanziato, strutturato, dotato con enormi fondi pubblici undici anni fa).
 
 


 
 
Gentile signor Sindaco di Racalmuto, vedo he lei plude a questo sedicente museo chiaramontano. Ovvio, lei ignora pressochè tutto di quanto avvenuto al Comune prima di lei e si intestardisce a dare ascolto a chi fingendosi suo fedele collaboratore ha molto da nascondere o da occultarle. Una domanda: codesti quadri di Pietro D'Asaro o a lui attribuiti o alla sua scuola possono dimorare a LU CANNUNI? Lei non sa, ovvio, che nel 2004 fu costituito, strafinanziato, il Museo Pietro D'Asaro nell'ex Chiesa di San Sebastiano. Lei non ne sa credo manco l'esisenza. Manco il rag. Volpe ne sapeva quando fu chiamato da tal Galeani a tacitarmi. Intanto per dimostrarle che insomma se parlo non parlo a vanvera le rimetto questo documento che se non disperso, come pesso accade, dovrebbe stare negli Archivi del Comune. Che significa questa corrispondenza?. Lei non ama consultarmi ed io non posso mandare nessun buon uomo in paradiso a dispetto dei santi.Dovesse coglierle vaghezaza di avere da me delucidazioni, sono come sempre a sua totale disposizione.Per il resto sappia ce non son tipo da genuflettermi dinanzi ad alcuna autorità, né a Roma né in Vaticano, figuriamoci a Racalmuto. Beni Cuturali e Curia Arcivescovile non possono dichiararsi etranei: Agrigento per subordinazione romana; Il neo cardinale per un certo Corpus iuris canonici.

***************************************
Calogero Tavernapred nekaj sekundami ·







Il Comune di Racalmuto non può non avere questa lettera del 2004; non può quindi ora affermare di non saperne nulla,

Preg.mo Signor Sindaco di Racalmuto,
e, p. c. signori amministratori,
signori tutti del Consiglio Comunale.

Questa Associazione assolutamente non profit ha organizzato l’inaugurazione della Pinacoteca Pietro d’Asaro aprendo i locali della vecchia chiesa di S. Sebastiano (tra S. Anna e S. Giovanni di Dio).
Ci pare una manifestazione di grande rilievo per la comunità racalmutese per cui si sollecita una vostra attenzione ed un vostro patrocinio che consentano, anche sotto il profilo economico, la riuscita dell’iniziativa, diversamente destinata ad una semplice testimonianza di inadempienze.
Nei locali di S. Sebastiano – dopo i restauri pubblici più o meno condivisibili – sono già custodite pale d’altare, tutte attribuite a Pietro d’Asaro, ma con disinvoltura critica, visto che solo le pale firmate sono indubitabilmente del pittore racalmutese; le altre attengono, ad avviso di alcuni critici, ad una scuola pur sempre racalmutese cinquecentesca, tutta da studiare anche per la ricognizione della veridica microstoria locale.
Comunque, la mostra pittorica si estenderà agli artisti moderni, nostri compaesani, che godono di solida stima persino nazionale. Ci riferiamo al nostro Arciprete Puma, che vanta varie esposizioni anche in Piemonte; al pittore-scultore Agnello (quello della statua di Sciascia), al sempre più valido Amato. Ci pare che sia rilevante per la cultura (ed anche per il lancio turistico colto) abbozzare visivamente, in modo tattile, questo glorioso percorso artistico, tipicamente racalmutese, snodantesi dalla pittura sacra che (sotto Giovanni III del Carretto, ispiratore di chiese, cappelle e conventi in Racalmuto,) monaci artisti, forse girovaghi, ebbero a confezionare; a quella del D’Asaro, studente in seminario prima con Marco Antonio Alaimo, chierico tonsurato aspirante in un primo momento al sacerdozio, imprenditore edile dopo con punte di accesa spiritualità tanto da indurlo a chiedere ed ottenere di essere inquadrato tra i chierici coniugati, e così sino ai nostri giorni in cui un arciprete “dall’essenziale orditura semantica” per dirla con Pippo Bonanno dipinge in questa contrapposizione o armonia tra religione e pittura, oppure un simbolista quale Agnello si cimenta, con polemicissimo successo, in una statua iperrealista del grande compaesano Sciascia, per non parlare del prof. Amato, conosciuto ed apprezzato dal Comune e dalla Fondazione Sciascia.
L’inaugurazione verrà solennizzata dalle massime autorità religiose della Diocesi, da quelle civili della Provincia e, soprattutto, -si spera – dalle SS. VV.

In contemporanea, a supporto e ad amplificazione, si svolgerà il giorno 4 ottobre 2003 una giornata di studio – non sappiamo ancora se a completamento o a rettifica di quella già svoltasi per il V centenario della Saga del Monte. Il fulcro sarà la dottissima prolusione del prof. Mazzarese Fardella, direttore dell’istituto di storia del diritto italiano all’Università di Palermo. E’ stato già concordato il tema: il grande studioso – di consolidata fama internazionale – esplicherà storia, diritto, araldica e costumi della Sicilia feudale. Non mancheranno perspicui riferimenti alla microstoria racalmutese (avendo il professore degnato di attenzione, naturalmente critica, lo studio di Calogero Taverna sulla “signoria racalmutese dei Del Carretto); vi saranno del pari coinvolgenti relativi alla “vinuta di la Bedda Matri di lu Munti”. Una rivisitazione storica, dunque, ad altissimo livello ed al contempo attualissima. Del resto il prof. Mazzarese Fardella ben conosce ed apprezza il nostro signor Sindaco avv. Luigi Restivo Pantalone, che invitiamo qui ufficialmente per una personalizzata accoglienza dell’illustre accademico; speriamo, altresì, che il Sindaco voglia presentare l’Ospite (auspichiamo presso il Castello) ed introdurre il ponderoso tema (che il professore ci ha dettato): “Profili del feudalesimo e della feudalità siciliana dall’esordio alla estinzione”. In ogni caso, la visione del grande studioso (si sa eclettica ma non convenzionale) verrà recepita negli atti che s’intendono pubblicare e potrà essere di giovamento anche per la saggia gestione dei beni culturali del “feudalesimo racalmutese”. Ci pare che già ciò giustifichi un generoso patrocinio del Comune.

Con l’occasione il padre Stefano Pirrera illustrerà la figura del nostro defunto padre Calogero Salvo, personalità poliedrica, sacerdote integerrimo, uomo di fede profonda (forse persino con tocchi giansenistici), studioso perspicuo anche delle nostre cose racalmutesi. Appartiene a quell’olimpo di grandi racalmutesi (pur se in veste talare) che vanno rievocati, apprezzati, onorati e studiati “a futura memoria”. Non possono essere per ignavia dei vivi cacciati nelle gore dell’oblio.

L’associazione Ecclesia, volta solo al recupero dei valori storici e culturali dell’amatissima Racalmuto, non sa formulare richieste d’aiuto nelle forme d’obbligo: si pregano le SS. VV. di supplirvi. E si pregano sempre le SS. VV. di non tenere conto delle asperità polemiche del proprio direttore culturale, uso, si sa, ad eccessi davvero imperdonabili. Le colpe di un singolo non travolgano i valori di un sodalizio che riteniamo ovviamente meritevole.
Si ringrazia anticipatamente e si porgono i sensi devoti della stima e del rispetto.

Il direttore amministrativo
di Ecclesia





Il museo di Pietro d'Asaro a San Sebastiano di Racalmuto (finanziato, strutturato, dotato con enormi fondi pubblici undici nni fa).

Il museo di Pietro d'Asaro a San Sebastiano di Racalmuto (finanziato, strutturato, dotato con enormi fondi pubblici undici anni fa).
 
 


 
 
Gentile signor Sindaco di Racalmuto, vedo he lei plude a questo sedicente museo chiaramontano. Ovvio, lei ignora pressochè tutto di quanto avvenuto al Comune prima di lei e si intestardisce a dare ascolto a chi fingendosi suo fedele collaboratore ha molto da nascondere o da occultarle. Una domanda: codesti quadri di Pietro D'Asaro o a lui attribuiti o alla sua scuola possono dimorare a LU CANNUNI? Lei non sa, ovvio, che nel 2004 fu costituito, strafinanziato, il Museo Pietro D'Asaro nell'ex Chiesa di San Sebastiano. Lei non ne sa credo manco l'esisenza. Manco il rag. Volpe ne sapeva quando fu chiamato da tal Galeani a tacitarmi. Intanto per dimostrarle che insomma se parlo non parlo a vanvera le rimetto questo documento che se non disperso, come pesso accade, dovrebbe stare negli Archivi del Comune. Che significa questa corrispondenza?. Lei non ama consultarmi ed io non posso mandare nessun buon uomo in paradiso a dispetto dei santi.Dovesse coglierle vaghezaza di avere da me delucidazioni, sono come sempre a sua totale disposizione.Per il resto sappia ce non son tipo da genuflettermi dinanzi ad alcuna autorità, né a Roma né in Vaticano, figuriamoci a Racalmuto. Beni Cuturali e Curia Arcivescovile non possono dichiararsi etranei: Agrigento per subordinazione romana; Il neo cardinale per un certo Corpus iuris canonici.
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Calogero Tavernapred nekaj sekundami ·
Il Comune di Racalmuto non può non avere questa lettera del 2004; non può quindi ora affermare di non saperne nulla,
Preg.mo Signor Sindaco di Racalmuto,
e, p. c. signori amministratori,
signori tutti del Consiglio Comunale.
Questa Associazione assolutamente non profit ha organizzato l’inaugurazione della Pinacoteca Pietro d’Asaro aprendo i locali della vecchia chiesa di S. Sebastiano (tra S. Anna e S. Giovanni di Dio).
Ci pare una manifestazione di grande rilievo per la comunità racalmutese per cui si sollecita una vostra attenzione ed un vostro patrocinio che consentano, anche sotto il profilo economico, la riuscita dell’iniziativa, diversamente destinata ad una semplice testimonianza di inadempienze.
Nei locali di S. Sebastiano – dopo i restauri pubblici più o meno condivisibili – sono già custodite pale d’altare, tutte attribuite a Pietro d’Asaro, ma con disinvoltura critica, visto che solo le pale firmate sono indubitabilmente del pittore racalmutese; le altre attengono, ad avviso di alcuni critici, ad una scuola pur sempre racalmutese cinquecentesca, tutta da studiare anche per la ricognizione della veridica microstoria locale.
Comunque, la mostra pittorica si estenderà agli artisti moderni, nostri compaesani, che godono di solida stima persino nazionale. Ci riferiamo al nostro Arciprete Puma, che vanta varie esposizioni anche in Piemonte; al pittore-scultore Agnello (quello della statua di Sciascia), al sempre più valido Amato. Ci pare che sia rilevante per la cultura (ed anche per il lancio turistico colto) abbozzare visivamente, in modo tattile, questo glorioso percorso artistico, tipicamente racalmutese, snodantesi dalla pittura sacra che (sotto Giovanni III del Carretto, ispiratore di chiese, cappelle e conventi in Racalmuto,) monaci artisti, forse girovaghi, ebbero a confezionare; a quella del D’Asaro, studente in seminario prima con Marco Antonio Alaimo, chierico tonsurato aspirante in un primo momento al sacerdozio, imprenditore edile dopo con punte di accesa spiritualità tanto da indurlo a chiedere ed ottenere di essere inquadrato tra i chierici coniugati, e così sino ai nostri giorni in cui un arciprete “dall’essenziale orditura semantica” per dirla con Pippo Bonanno dipinge in questa contrapposizione o armonia tra religione e pittura, oppure un simbolista quale Agnello si cimenta, con polemicissimo successo, in una statua iperrealista del grande compaesano Sciascia, per non parlare del prof. Amato, conosciuto ed apprezzato dal Comune e dalla Fondazione Sciascia.
L’inaugurazione verrà solennizzata dalle massime autorità religiose della Diocesi, da quelle civili della Provincia e, soprattutto, -si spera – dalle SS. VV.
In contemporanea, a supporto e ad amplificazione, si svolgerà il giorno 4 ottobre 2003 una giornata di studio – non sappiamo ancora se a completamento o a rettifica di quella già svoltasi per il V centenario della Saga del Monte. Il fulcro sarà la dottissima prolusione del prof. Mazzarese Fardella, direttore dell’istituto di storia del diritto italiano all’Università di Palermo. E’ stato già concordato il tema: il grande studioso – di consolidata fama internazionale – esplicherà storia, diritto, araldica e costumi della Sicilia feudale. Non mancheranno perspicui riferimenti alla microstoria racalmutese (avendo il professore degnato di attenzione, naturalmente critica, lo studio di Calogero Taverna sulla “signoria racalmutese dei Del Carretto); vi saranno del pari coinvolgenti relativi alla “vinuta di la Bedda Matri di lu Munti”. Una rivisitazione storica, dunque, ad altissimo livello ed al contempo attualissima. Del resto il prof. Mazzarese Fardella ben conosce ed apprezza il nostro signor Sindaco avv. Luigi Restivo Pantalone, che invitiamo qui ufficialmente per una personalizzata accoglienza dell’illustre accademico; speriamo, altresì, che il Sindaco voglia presentare l’Ospite (auspichiamo presso il Castello) ed introdurre il ponderoso tema (che il professore ci ha dettato): “Profili del feudalesimo e della feudalità siciliana dall’esordio alla estinzione”. In ogni caso, la visione del grande studioso (si sa eclettica ma non convenzionale) verrà recepita negli atti che s’intendono pubblicare e potrà essere di giovamento anche per la saggia gestione dei beni culturali del “feudalesimo racalmutese”. Ci pare che già ciò giustifichi un generoso patrocinio del Comune.
Con l’occasione il padre Stefano Pirrera illustrerà la figura del nostro defunto padre Calogero Salvo, personalità poliedrica, sacerdote integerrimo, uomo di fede profonda (forse persino con tocchi giansenistici), studioso perspicuo anche delle nostre cose racalmutesi. Appartiene a quell’olimpo di grandi racalmutesi (pur se in veste talare) che vanno rievocati, apprezzati, onorati e studiati “a futura memoria”. Non possono essere per ignavia dei vivi cacciati nelle gore dell’oblio.
L’associazione Ecclesia, volta solo al recupero dei valori storici e culturali dell’amatissima Racalmuto, non sa formulare richieste d’aiuto nelle forme d’obbligo: si pregano le SS. VV. di supplirvi. E si pregano sempre le SS. VV. di non tenere conto delle asperità polemiche del proprio direttore culturale, uso, si sa, ad eccessi davvero imperdonabili. Le colpe di un singolo non travolgano i valori di un sodalizio che riteniamo ovviamente meritevole.
Si ringrazia anticipatamente e si porgono i sensi devoti della stima e del rispetto.
Il direttore amministrativo
di Ecclesia