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mercoledì 27 gennaio 2016

La giornata della mia antimemoria.

oggi mi impongono di ricordare ma non so cosa dovrei ricordare. Dovrei sentirmi colpevole perché un certo Hitler avrebbe commesso tantissimi crimini di guerra. Ma se Cadorna prende un vecchietto di Racalmuto - che poi era mio nonno -  lo manda ad Hugi Log e lo fa impallinare da austriaci. Racalmuto non si crede neppure in dovere di dedicargli non dico una via ma almeno una lapide in flex insieme agli altri 31 poveracci figli del basso popolo rubricati come "dispersi in guerra" anche se sono passati cento e più anni. Pare che dovrei, invece,  addolorarmi per  certi brigantelli che mentre locupletano al porto di Ottavia con brodaglie fatte passare per prelibati primi piatti di pasta asciutta poi si recano agli uffici tributari di Roma per sollecitare il sussidio che spetterebbe ancora loro per i soprusi di Hitler. Invero sino al mio viaggio di nozze ci ero cascato in questi addoloramenti a comando, ma quando in viaggio di nozze finisco a Gerusalemme  e vedo angariati segregati vessati irrisi e conculcati i miei fratelli arabi, quelli che magari non piacciono a mia nipote, la bella Maria, allora ho cominciato a ricordare. Sì una feroce memoria ma alla rovescia. Ho presente il cinismo di un mio amico ebreo romano: noi necessitiamo della terra di Israele estesa anche là sino a tutta la Cisgiordania. Siamo i più forti e quindi cacciamo via i legittimi proprietari che credono in Allah. Avranno ragione a contestarci ma noi abbiamo armi e protervia: continueremo a schiacciarli sine die. Che ci importa se esplodono odi e rancori. Non è più tanto la terra promessa quella là ma è quella che ci prendiamo per magari andare a piangere dietro al muro del Tempio che il romano Tito distrusse un paio di migliaia di anni fa. Quelli che mi impongono il "giorno della memoria"che hanno da dirmi in proposito?

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