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domenica 26 giugno 2016

Quando scrive Salvatore Alfano è tutt'altra osa. Con lui concordo in pieno.

Quando scrive Salvatore Alfano è tutt'altra osa. Con lui concordo in pieno.

C’era una volta il teatro di Racalmuto. Ma da 1600 giorni è solo una scatola vuota

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ODISSEE. Che fine ha fatto il teatro Regina Margherita di Racalmuto? Chiuso per tanti anni, poi riaperto, quindi richiuso, riaperto ancora, chiuso nuovamente, aperto per brevissimo tempo e adesso inesorabilmente richiuso

Teatro Regina Margherita
Teatro Regina Margherita Racalmuto
Non c’è pace per il teatro Regina Margherita di Racalmuto. Chiuso per tanti anni, poi riaperto, quindi richiuso, riaperto ancora, chiuso nuovamente, aperto per brevissimo tempo e adesso inesorabilmente richiuso. La struttura, in attesa di collaudo, ha adeguato i locali alle norme vigenti in tema di sicurezza – le sedie in platea sono ridotte al minimo per favorire le vie di fuga – adesso basterebbero pochissimi interventi di poco conto per ottenere, finalmente, il via libera per la tanto sospirata apertura. L’edificio – come si vede dalle foto e come si legge nel comunicato inviato dai consiglieri di minoranza della Lista Borsellino – mostra i primi segni dell’incuria e del degrado.
Nella nota, i consiglieri di opposizione lamentano la mancanza di una direzione artistica e la programmazione della stagione teatrale. Ma quale direzione artistica e quale stagione teatrale si possono pretendere se questa amministrazione non ha nessuna intenzione di assumersi una seppur piccola responsabilità e aprire finalmente la struttura che darebbe sicuramente respiro al paese? In tanti teatri d’Italia le norme non sono certo così tassativamente e rigorosamente osservate, eppure le strutture, con l’assunzione di responsabilità politica-amministrativa, sono tenute aperte e funzionanti. E neanche le prefetture pongono ostacoli, purchè la dovuta accortezza venga osservata e non ci siano gravi impedimenti che possano mettere a repentaglio la sicurezza.
Qui, a Racalmuto, sono anni che si lavora per gli opportuni adeguamenti, adesso restano piccoli dettagli che non giustificano certo una decisione così rigida. Anche nelle passate stagioni, quando il teatro Regina Margherita aveva appena un terzo, forse, degli adeguamenti attuali, fu il sindaco Gigi Restivo, il primo nel 2003, a firmare un’ordinanza per la riapertura al pubblico del teatro, ritenendo che ci fossero sufficienti condizioni di sicurezza tali da consentire le stagioni teatrali con piena assunzione personale di responsabilità. Decisione peraltro assunta anche nella legislatura successiva dal sindaco Salvatoe Petrotto e più recentemente, in alcune occasioni, dalla commissione straordinaria.
Ma il sindaco Emilio Messana e la sua giunta preferiscono la via della prudenza, forse eccessiva. Probabilmente Emilio Messana ripeterà che oltre a trovare il paese deserto e degradato, così ha anche trovato il teatro quando si è insediato con la sua giunta. E così salta una stagione di dieci spettacoli, già programmata per il teatro Pirandello di Agrigento, che Mario Gaziano avrebbe voluto cedere gratuitamente al Regina Margherita di Racalmuto, chiedendo solo l’incasso dello sbigliettamento.
Se questa amministrazione preferisce la via dell’eccessiva prudenza, si adoperi almeno in tutti i modi affinchè i dettagli vengano finalmente ultimati e dia priorità non ad altre strutture ma a questo teatro, vanto di tutta una comunità, per decretarne la tanto attesa riapertura.
LA NOTA DELLA MINORANZA
Che fine ha fatto il Teatro Comunale Regina Margherita?
Vero fiore all’occhiello di un territorio che deve puntare sulla cultura, su innegabili risorse artistiche e letterarie, a promuovere il nome e le opere di Sciascia, il Teatro sta rischiando per l’ennesima volta di essere dimenticato, posto ai margini dell’azione amministrativa, ancora chiuso alle pubbliche manifestazioni, sempre privo delle doverose autorizzazioni.
Nonostante le ripetute segnalazioni e le interrogazioni presentate dai consiglieri della Lista Borsellino, cui hanno fatto seguito rassicurazioni poco convincenti da parte dell’Amministrazione, oggi il Teatro è privo di direzione artistica e di una stagione teatrale programmata; attualmente non si intravedono prospettive future, sia da un punto di vista artistico e culturale sia nell’ottica di un rilancio delle attività economiche del nostro paese.
A ciò si aggiungono criticità gravissime dovute ad uno stato di degrado, sporcizia  e abbandono nel quale si trovano oggi i locali adiacenti alla struttura, ciò a causa dell’incuria, dell’indifferenza e della cattiva gestione delle risorse finanziarie ed umane, poiché molti dipendenti sono stati inopinatamente trasferiti ad altre mansioni, sguarnendo improvvisamente di personale competente e di esperienza una realtà di così grande rilevanza.
Dopo il caso della Fondazione Sciascia, anch’essa di fatto privata di un ruolo centrale nella diffusione e promozione della cultura, occorre attivarsi per evitare che questo prezioso patrimonio esistente nel nostro paese possa irrimediabilmente disperdersi e rimanere ancora  a lungo inutilizzato” .

LE FOTO DEL DEGRADO

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