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lunedì 21 novembre 2016

Mio carissimo medico personale Totò, figurati se posso essere io ad avere malanimo verso di te. Però non posso non dichiararmi sgomento di fronte a questa tua incauta uscita politica. Finitela innanzitutto di sentirvi i messi di Dio se vox populi vox Dei. Voi non sapete davvero cosa pensa il Popolo di Racalmuto vessato da 5o anni di mala gestio comunale. Tutte le chiacchiere stanno a zero. Come regalo di natale guarda che raffica di pretese Vittorio Lauricella  sta dispensando. Grido da anni che siamo di fronte alla follia criminale. Quelle pretese di monnezza evasa addirittura sette anni fa son illegali truffaldine criminali. Le ragioni le ho esposto a Mangiacavallo a Bovo, alla senatrice Bertarotta al Senato a Roma in mille uscite informatiche, in trasmissioni televisive, in tanti ricorsi che ho consegnato al cognato del sindaco che finge di non leggere capire sapersi adeguare. La necessità di un atto di autotutela il sindaco manco la riesce ad afferrare. Pagherà.

Quello che tu dici caro Totò è viziato da interesse personale. Non sei credibile. Mi astengo dal precisare.

Intanto ho applaudito alle nobilissime ragioni degli otto della maggioranza, alle simpatiche argomentazioni in TV della Presidentessa. Le sguaiataggini di Tortellino si commentano da sé.

Comici i vostri svarioni letterari e giuridici. La mozione di sfiducia al Sindaco Messana ha avuto otto sì su dieci. I cinque del Tortellino si assentarono al momento del voto vanificando la ciarla carnezziera. Ma anche in quella ciarla  il Sindaco veniva  bocciato. Non mettertici pure tu in questa difesa ad oltranza oltre il decoro l'intelligenza la saggezza politica e soprattutto la verità.

Messana è cotto e stracotto. E' caparbio . Ha scelto assessori impostigli da CMC o chi per essa, dalla tua stessa persona dalla opportunità di fare assessore un ex revisore dei conti per impedire recuperi mettiamo della Bucalossi, un rappresentante dei tradizionali  interessi edilizi racalmutesi che sappiamo bene. Nessuno riesce a far rinsavire Emilio manco il conte zio. Giove rende folli quelli che vuol perdere.

Che gli resta da fare: dimettersi, tornare a fare l'avvocato a tempo pieno (ti posso assicurare che come legale cassazionista è impagabile). Forse il tempo evapora la memoria e chissà: il promesso posticino tra i candidati sicuri o al parlamento o alla Regione Siciliana glielo danno. Forse ma molto forse. A Racalmuto si è bruciato. Gli otto non c'entrano.

Il Paese sarebbe ben felice di un commissariamento. Ma neppure questo è da temere. Se Messana si dimette, nel giro di sei mesi si torna a votare e si dà la parola al popolo sovrano che saprà ben giudicare e se gli atavici culti familiari si sono attenuati saprà bene scegliere. Se no, peggio di così!
 

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