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martedì 27 dicembre 2016

Si dà il caso che tra la fine del 1969 e l'inizio del 1970 ebbi a ispezionare la Banca Antoniana. Ispezionare per modo di dire: ero alla prime armi e quindi stavo assoggettato ad un capo missione, trombone di vecchia generazione. Ma il rapporto lo scrissi io- Formalmente mirabile sostanzialmente inconsistente come quasi tutti i rapporti ispettivi della Banca d'Italia. Una cosa afferrai: la clericalissima Banca Antoniana era un gran polmone finanziario calamitando gestendo ed ergano quel gran gratuito cash flow che è il religioso rastrello di offerte per il Santo senza nome (si sa Padova è la città dei tre senza: il Santo senza nome, il prato senza erba e il Pedrocchi senza porte ... almenio un tempo). Il valore PATRIMONIALE di quella Banca Popolare era è e sarà incommensurabile. Diciamo sui 25 miliardi di euro? Ispezionando la Banca Privata Finanziaria di Sindona (così si dice) mi incontrai con Silvano Pontello. Pontello la passò liscia per inettitudine dei magistrati meneghini. Passò a Padova e creò l'ANTONVENETA oggi pare causa o concausa del crack MPS. Il valore patrimoniale dell'ANTONVENETA incorpera quello della Banca Antoniana e quello ragguardevolissimo della Banca Popolare di Padova. Siamo a cifre stratosferiche atte a corpire ogni pur enfiato fondo rischi se non intervenissero la Vigilanza prudenziale e le scempaggini comunitarie sul bilancio di eserczio bovinamente ACCOLTE E DALLA MODERNA vIGILANZA SULLE aZIENDE DI CREDITO DI VIA NAZIOALE 91 e pare persino dalla cuvilistica disciplina voluta da tal Berlusconi di concerto con il leghista Castelli.

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