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giovedì 26 ottobre 2017

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dom 04/03/2012, 18:55
LETTERA A SERGIO: no! Non sono d’accordo
Di Calogero Taverna
 
Caro Sergio
Il tuo rammarico per la riscontrata riluttanza all’unanimismo mi delude alquanto: mai e poi mai vorrei confondermi con chi rosso rosso non è, con chi echeggia i perbenismi (tardivi) dell’azzurra casiniana. Con chi fu rosso ed ora si vanta socialdemocratico, con la palude pdiellina; con i “neri” guarda caso un po’ mi ci ritrovo forse perché gli opposti si attraggono. Imbecilli e qualunquisti – si capisce – li aborro. Chi scrive la “politica fa schifo” mi offende, e reagisco a modo mio anche se del gentil sesso ed anche se impubere.
Comunque siamo arrivati ad una svolta epocale (banalità ma chiaramente comprensibile). Dopo tanto rigurgitare di illegalità, di arraffamenti, di sperperi, di miopia amministrativa, di generalizzata corruzione sia pure a livelli minimali, di indulgenze e di compiacenze, ecco – marxisticamennte – il salto di qualità che discende dai tanti salti quantitativi. Bene o male tra un mese Racalmuto cambia, radicalmente, e senza essere albatri andremo verso tempi profondamente migliori. E’ la legge del vivere civile in democrazia.
Non sono unanimista e quindi sono discorde, anche rispetto al grande Sciascia. Leggiamone insieme una pagina (ove qualche lapidario locale ha colto talune espressioni che scisse dal contesto assumono persino significato opposto).
“C’è gente cui piace mettere fuori la bandiera rossa al pianterreno e poi [prendere] l’ascensore per andarsene in terrazza, le stelle, l’armonia lo spirito, non credo che la bandiera rossa gli facesse poi tanto effetto. [….]
“Ho tentato di raccontare qualcosa della vita di un paese che amo, e spero di aver dato il senso di quanto lontana sia questa vita dalla libertà e dalla giustizia, cioè dalla ragione. La povera gente di questo paese ha una gran fede nella scrittura, dice – basta un colpo di penna – come dicesse – un colpo di spada - e crede che un colpo vibratile ed esatto della penna basti a ristabilire un diritto, a fugare l’ingiustizia e il sopruso. […]
“… mi piacerebbe avere il polso di Paolo Luigi [Courier] per dare qualche buon colpo di penna: una petizione alle due Camere per i salinari di Regalpetra per i braccianti per i vecchi senza pensione per i bambini che vanno a servizio. Certo un po’ di fede nelle cose scritte ce l’ho anch’io come la povera gente di Regalpetra: e questa è la sola giustificazione che avanzo per queste pagine. [….]
 
“Si fanno strade  e case, anche Regalpetra conosce l’asfalto e le nuove case , ma in fondo la situazione dell’uomo non si può dire molto diversa da quella che era nell’anno in cui Filippo II firmava un privilegio che dava titolo di conti ai del Carretto …
“Giorni addietro un mio parente mi diceva: hai scritto delle castronerie sui ragazzi che vanno a servizio …. Io non posso trovare un ragazzo e tu mi dici bene, capisci che senza un ragazzo non poso andare in campagna … non vogliono venire a servizio per orgoglio, si contentano morire di fame ….
“Questo c’è di nuovo: l’orgoglio; e l’orgoglio maschera la miseria, le ragazze figlie di braccianti e di salinari passeggiano la domenica vestite da non sfigurare accanto alle figlie dei galantuomini, e i galantuomini commentavano – guardate come vestono, il pane di bocca si levano per vestire così -; bene, questo è forse un principio, comunque si cominci l’importante è cominciare. Ma è un greve cominciare, è come se la meridiana della Matrice segnasse un’ora del 13 luglio 1789, domani passerà sulla meridiana l’ombra della rivoluzione francese.
“Chissà quando la meridiana segnerà l’ora di oggi, quella che è per tanti altri uomini nel mondo l’ora giusta”
 
A parte il prologo della bandiera rissa (che mi tocca molto da vicino) per il resto come racalmutese da 20 generazioni francamente non mi ci ritrovo. Già la storiellina del colpo di penna sa molto di stantìo: semmai un qualche effetto ce l’ha un’efficace e-mail. Certo il blog di Sergio tanti meriti (e qualche colpa) li ha registrati. E quanto allo scrivere, sì, azzardatevi ad essere ”cripitici”, il meno che vi capita è finire tra i corbezzoli. Racalmuto non è libera? Sergio si vanta di avere il monopolio della libertà regalpetresca. Racalmuto ha conti aperti con la giustizia? A dire il vero tanti, ma credo non nel senso sciasciano. A Racalmuto latita la ragione? Confesso: mi è stato addebitato anche questo. Mi consolo con l’elogio della pazzia di un certo tizio di Rotterdam . Ma vivaddio, dove stanno i salinai, i vecchi senza pensione, i braccianti? Mentre invero continuano i “galantuomini nati per lasciare un’affossatura nella poltrona di un circolo”. Da uno di questi circoli sono dovuto scappare perché indegno in quanto vanaglorioso figlio del “popolino”.
Quanto ai tempi della contea, Sciascia anche qui – grande in tutto – come microstorico non eccelle. Quei tempi non li conosce. Il paragone non regge, ed ancor meno regge oggi. I ragazzi a servizio? Beh! obliatissimo retaggio del passato. Qualcosa di attuale? Vai a sollevare la tragica situazione degli extra comunitari a Racalmuto? Una povera crista si è beccata fior di denunce penali. Vi è poi il dramma di chi il servizio forzato nelle carceri dello stato lo deve fare a vita. Savatteri ne parla , il sottoscritto ne accenna in una nota al deliquio di un certo ex racalmutese (mi pare). Tutto lettera morta e sepolta. Per andare in campagna non c’è più bisogno del ragazzo di servizio: c’è la macchina che prima andava sul rosticcio cancerogeno ed ora persino sull’asfalto (forse cancerogeno anch’esso, ma tanto snob). Il rosticcio, peraltro, ce lo teniamo a montagne ad irradiare esiziali raggi forieri di metastasi. Neanche Sergio se l’è sentita di pubblicare una mia inchiesta fotografica.  Le nostre fanciulle ora vestono molto sexy, costosissimamente, con stivali alla cavallerizza molto provocanti, senza distinzione di classe: i galantuomini? Roba da museo (invero ancora salmodiante).
L’ora del 13 luglio è scoccata da tento tempo, subito dopo il 1966 (l’epoca di Sciascia) ed ora siamo arrivati all’ora della relazione della Triade di Diomede: una micidiale (per il vecchio) ora meridiana. Come? Ti sei convertito al secondo degli eroi omerici (dopo Achille)? No! Solo che per la mia aborrita “cultura cattolica” reitero un padre della Chiesa che strillava “felix culpa”. Cioè: bravi Adamo ed Eva che per essersi mangiata un’insipida mela costrinsero il Re dei Cieli a mandare sulla terra il poco diletto (evidentemente) figlio per farlo crocifiggere.
Lo so: il solito anticruschiano dirà: perché così arcaico?
Rispondo (non più in latino)  ma con Carducci:
Odio l’usata poesia: concede/comoda al volgo i flosci fianchi e senza/ palpiti sotto i consueti amplessi/ stendesi e dorme. A me la strofa vigile, balzante/ co ‘l plauso e ‘l piede ritmico ne’ cori:/ per l’ala a volo io còlgola, si volge/ella e repugna.
Che è colpa mia se ora bandiscono dalle scuole  le Odi Barbare, pronubo – a dire il vero - anche il nostro Sciascia

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