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domenica 29 ottobre 2017




Assunta Russo Tutti i gruppi dei dipendenti ed ex
della Banca d'Italia (anch'essa ex) si dichiarano indipendenti...
non si capisce bene da chi e da cosa, la realtà mi
suggerisce, dai sindacati
CGIL-CISL-UIL nonché dai partiti di sinistra.
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Carissima Tina, siamo in mezzo al guado, il guado istituzionale, politico, economico, bancario, creditizio e tutto sembra risolto, conciato, sistemato con il rinnovo di Visco, con Renzi ancora una volta scornato.
Il caso BI non è però risolto. Non è faccenda riconducibile a ripicche di uomini assurti per immedesimazioni organiche a ruoli molto più grandi di loro.
Che la BI debba essere disegnata ex novo non può metterlo in dubbio nessuno. Amputato l'articolo 1 della vecchia legge bancaria siamo allo smarrimento, al caos, alla insipienza istituzionale, al rovello costituzionale. L'art. 47 della Costituzione, dopo il no alla riforma Renzi, dovrebbe essere più vivo e attuale che mai. Ed invece oggi la Repubblica può tutelare il risparmio, disciplinare coordinare e controllare l'esercizio del credito entro un ambito molto ristretto, pressoché insignificante, lasciatole da Draghi o peggio da qualche altro anglofono suo successore. E solo perché vi era codesto bel quadro normativo costituzionale che la Banca d'Italia potè assurgere a ruoli egemoni, come si diceva ai miei tempi sopra le parti. Si era potuta traghettare una legge fascista perchè all'art. 1 recitava,"la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma e l'esercizio del credito sono funzioni di interesse pubblico regolate dalle norme della presente legge' e la 'presente legge' dava risaltto costituzionale alla BI quale 'istituto di emissione' ex titolo terzo ed altro. Dei nocchieri ripescati dopo la falla del colpo di mano di Andreotti che seppe incarcerare il nostro Sarcinelli, hanno avuto la brillante idea di cassare un siffattiìo pilastro giustipubblicidstico quale era l'art. 1. Oggi abbiamo uno zatterone senza capo né coda che non si sa perchè continui a chiamarsi Banca d'Italia. Certo c'era quel dettato ambiguo che voleva funzioni 'di interesse pubblico': non dunque, 'funzioni pubbliche' dissero quelli della Consulenza Legale concepita da Carli, ma anodine volatili funzioni di un qualche 'interesse' pubblico. Tutto a discrezione del Principe al di sopra delle parti, il Governatore Carli per intenderci. E certo Carli quella caratura sovrastante ce l'aveva. Non ce l'ebbero poi Baffi e il suo transeunte nobile successore, nè il mammoletta Ciampi, nè il mistico Fazio, e neppure l'americanino oggi a Bruxelles e se debbo essere schietto neppure il timido Visco. Renzi si strappa le vesti gridando Visco non è stato vigile. Vigile in che senso? Visco ora deve barcamenarsi tra un bilancio incastrato tra costi e benefici per conto di super arricchiti partecipanti 'privati', direttive comunitarie stravolgenti ogni nostra mirabile cultura aziendalistica bancaria, la sovraordinata sua figliolina Consob e per quel che resta le normali autorità di quella Repubblica che ai sensi dell'art. 47 della Constituzione deve continuare a tutelare il risparmio da una parte e a discipliare il credito dall'altro, come se tale dissociazione schizoide fosse ammissibile. Un caos dunque, un caos che va ingabbiato, corretto, e 'fugato'. E da parte di chi? ma certo dal Parlamento. E qui Renzi per me non ha tutti i torti. Ha però torto a volere essere lui da risibile segretario di un partito azzoppato a 'dettar legge'. E' solo per colpa sua e della sua piangente Boschi se la Etruria è finita dove è finita. E a lui sono imputabili derive alla MPS o alla triplice caduta delle banche care a Padoan. Non hanno dignità nel grado tutti questi parlamentari bacati dal Porcellum. Visco continuerà a fare il nocchiero di questo barcollante zatterone di palazzo Koch per altri sei anni, per nostra fortuna Camera e Senato fra sei mesi comunque agisca il Rosatellum saranno altra cosa. Non credo che Grasso torni ad ammettere mozioni di fiducia che dice poi nion aver gradito e neppure penso tornerà a disciplinare Montecitorio la bella donna amica dei nocchieri traghettatori di migranti neri. C'è da sperare? Carissima Tina sono alquanto sfiduciato. Non vedo menti pensati in giro. La Cgil di Camusso mantiene Cottini a capo dei pensionati BI con qualche verniciatura di rosso, Papi frega Leone e Calandrino può impunemente cacciarmi via da Bankitalia sol perché parlerei difficile secondo il seminarista subiacense e oso 'filosofeggiare' in raduni pensionistici che aspirano a lucrare con outrighit CSR. La vedo brutta.

 


    Assunta Russo Tutti i gruppi dei dipendenti ed ex
    della Banca d'Italia (anch'essa ex) si dichiarano indipendenti...
    non si capisce bene da chi e da cosa, la realtà mi
    suggerisce, dai sindacati
    CGIL-CISL-UIL nonché dai partiti di sinistra.
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    Carissima Tina, siamo in mezzo al guado, il guado istituzionale, politico, economico, bancario, creditizio e tutto sembra risolto, conciato, sistemato con il rinnovo di Visco, con Renzi ancora una volta scornato.
    Il caso BI non è però risolto. Non è faccenda riconducibile a ripicche di uomini assurti per immedesimazioni organniche a ruoli molto più grandi di loro.
    Che la BI debba essere disegnata ex novo non può metterlo in dubbio nessuno. Amputato l'articolo 1 della vecchia legge bancaria siamo allo smarrimento, al caos, alla insipienza istituzionale, al rovello costituzionale. L'art. 47 della Costituzione, dopo il no alla riforma Renzi, dovrebbe essere più vivo e attuale che mai. Ed invece oggi la Repubblica può tutelare il risparmio, disciplinare coordinare e controllare l'esercizio del credito entro un ambito molto ristretto, pressochè insignificante, lasciatole da Draghi o peggio da qualce altro anglofono suo sucecssore. E solo perchè vi era codesto bel quadro normativo costituzionale che la Banca d'Italia potè assurgere a ruoli egemoni, come si diceva ai miei tempi sopra le parti. Si era potuta traghettare una legge fascista perchè all'art. 1 recitava,"la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma e l'esercizio del credito sono funzioni di interesse pubblico regolate dalle norme della presente legge' e la 'presente legge' dava risaltto costituzionale alla BI quale 'istituto di emissione' ex titolo terzo ed altro. Dei nocchieri ripescati dopo la falla del colpo di mano di Andreotti che seppe incarcerare il nostro Sarcinelli, hanno avuto la brillante idea di cassare un siffattiìo pilastro giustipubblicidstico quale era l'art. 1. Oggi abbiamo uno zatterone senza capo né coda che non si sa perchè continui a chiamarsi Banca d'Italia. Certo c'era quel dettato ambiguo che voleva funzioni 'di interesse pubblico': non dunque, 'funzioni pubbliche' dissero quelli della Consulenza Legale concepita da Carli, ma anodine volatili funzioni di un qualche 'interesse' pubblico. Tutto a discrezione del Principe al di sopra delle parti, il Governatore Carli per intenderci. E certo Carli quella caratura sovrastante ce l'aveva. Non ce l'ebbero poi Baffi e il suo transeunte nobile successore, nè il mammoletta Ciampi, nè il mistico Fazio, e neppure l'americanino oggi a Bruxelles e se debbo essere schietto neppure il timido Visco. Renzi si strappa le vesti gridando Visco non è stato vigile. Vigile in che senso? Visco ora deve barcamenarsi tra un bilancio incastrato tra costi e benefici per conto di super arricchiti partecipanti 'privati', direttive comunitarie stravolgenti ogni nostra mirabile cultura aziendalistica bancaria, la sovraordinata sua figliolina Consob e per quel che resta le normali autorità di quella Repubblica che ai sensi dell'art. 47 della Costituzione deve continuare a tutelare il risparmio da una parte e a disciplinare il credito dall'altro, come se tale dissociazione schizoide fosse ammissibile. Un caos dunque, un caos che va ingabbiato, corretto, e 'fugato'. E da parte di chi? ma certo dal Parlamento. E qui Renzi per me non ha tutti i torti. Ha però torto a volere essere lui da risibile segretario di un partito azzoppato a 'dettar legge'. E' solo per colpa sua e della sua piangente Boschi se la Etruria è finita dove è finita. E a lui sono imputabili derive alla MPS o alla triplice caduta delle banche care a Padoan. Non hanno dignità nel grado tutti questi parlamentari bacati dal Porcellum. Visco continuerà a fare il nochiero di questo barcollante zatterone di palazzo Koch per altri sei anni, per nostra fortuna Camera e Senato fra sei mesi comunque agisca il Rosatellum saranno altra cosa. Non credo che Grasso torni ad ammettere mozioni di fiducia che dice poi nion aver gradito e neppure penso tornerà a disciplinare Montecitorio la bella donna amica dei nocchieri traghettatori di migranti neri. C'è da sperare? Carissima Tina sono alquanto sfiduciato. Non vedo menti pensati in giro. La Cgil di Camusso mantiene Cottini a capo dei pensionati BI con qualche verniciatura di rosso, Papi frega Leone e Calandrino può impunemente cacciarmi via da Bankitalia sol perché parlerei difficile secondo il seminarista subiacense e oso 'filosofeggiare' in raduni pensionistici che aspirano a lucrare con outright CSR. La vedo brutta.
     


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