GLI ESORDI STORICI DI RACALMUTO
di Calogero Taverna


Su interessate segnalazioni dei canonici agrigentini, il Pirri non aveva, attorno al 1630, dubbi che la più antica chiesa di Racalmuto fosse S. Margherita Vergine - che secondo postumi documenti appare contigua e collegata con la chiesa di S. Maria di Gesù - e che essa fosse stata fondata nel 1108 da Roberto Malconvenant. Purtroppo, la notizia si base su un documento dell’Archivio Capitolare agrigentino, che, come ebbe a dimostrare Mons. Paolo Collura, si riferisce a ben altra località, molto probabilmente sita nei pressi di S. Margherita Belice. Sappiamo di certo che S. Maria di Gesù non è chiesa del XII secolo: dobbiamo risalire alla prima metà del XVI secolo per averne indubbi dati documentali.
I primi cenni sulla comunità religiosa di Racalmuto risalgono alle decime avignonesi del 1308 e 1310. Nell’abitato racalmutese vi erano almeno due chiese: quella parrocchiale retta da tale presbiter Angelo di Montecaveoso, e quella forse conventuale dedicata alla Vergine Maria, i cui carichi tributari ricadevano su un certo Martuzio Sifolone (divenuto poi il moderno Scicolone?).
Altra pagina storica insieme civile e religiosa è quella rinvenibile negli archivi avignonesi dell’ Archivio Segreto Vaticano sulla presenza a Racalmuto dell’Arcidiacono Bertrando du Mazel per numerare i fuochi, stabilirne la capacità contributiva e raccoglierne l’imposta per togliere l’interdetto che si originava dalla rivolta dei Vespri Siciliani. Era l’anno 1375.
Nel 1375 Racalmuto doveva essere un piccolo centro agricolo con non più di 900 abitanti. Nell’ archivio segreto Vaticano è reperibile il resoconto delle collette redatto in quell’anno dall’arcidiacono du Mazel (cfr. Reg. Av. 192). Questi era stato mandato in Sicilia per raccogliere il sussidio che doveva servire alla rimozione dell’interdetto. Il sussidio andava ripartito in ciascun abitato per case, in rapporto alle condizioni economiche: 1 tarì per le famiglie più povere, 2 per le ‘mediocri’, 3 per le agiate e cioè ‘qualsiasi fuoco di ricchi abbondanti in facoltà’ (cfr. Peri I.: la Sicilia dopo il vespro - Laterza, 1982, pag. 235). Il 29 marzo del 1375, il pio collettore (o suoi emissari) giungeva a Racalmuto e trovatovi 136 fuochi raccoglieva il ‘sussidio’ e scioglieva l’interdetto (cfr. AVS - Reg. Av. 162 f.419v). Dato che per ogni fuoco è calcolabile un nucleo familiare medio di 4-5 persone, ne deriva una popolazione di circa 610 abitanti, aumentabile sino a 7-800 se pensiamo ad evasori o a soggetti resisi irreperibili. In un secolo e tre quarti - dal 1375 al 1548, la popolazione di Racalmuto - se le nostre congetture e i dati del Tinebra Martorana hanno una qualche attendibilità - si sarebbe accresciuta di quasi tre volte e mezzo. Nel successivo eguale lasso di tempo, la crescita si è invece limitata solo al 48,32%, che in ogni caso è tasso di sviluppo normale.
Che cosa sia avvenuto tra il 1375, quando Racalmuto era una modesta terra del potente Manfredi Chiaramonte, e la metà del XVI secolo non è chiaro. Il salto nell’intensità abitativa testimonia comunque un massiccio afflusso di forestieri.
Abbiamo motivo di congetturare che tanti sono giunti dalle terre marine vicine, fuggiti per la paura dei pirati. L’improvviso sviluppo della coltura granaria ha esaltato il fenomeno della immigrazione intensiva. I tanti La Licata sembrano convalidare la prima ipotesi. I molti cognomi di paesi e terre del circondario scandiscono la provenienza di numerosi agricoltori accorsi nei feudi racalmutesi che talora sostituiscono e talora si aggiungono ai patronimici.
Tanti immigrati nel campo dei mestieri, ma ancor più in quello delle mansioni pubbliche, acquisiscono come cognome di famiglia la peculiare attività o funzione svolta. I non pochi Xortino denunciano l’antica carica di maestri di xurta. I maestri xurteri erano al tempo di Carlo d’Angiò i soprintendenti alla sicurezza notturna. Se ne riscontra traccia in documenti del 1270 e se ne ha conferma nel 1282-1283 sotto Pietro d’Aragona.



[articoletto n.° 23]

APPROCCIO CRITICO ALLA STORIA DI RACALMUTO

di Calogero TAVERNA

Le vicende di Racalmuto possono venire ricostruite con amore, con passione, con interesse ma criticamente, spregiudicatamente spazzando via tutti quegli “idola” della ingenua tradizione locale o della mistificante letteratura degli autori paesani.
E’ una Racalmuto che va vista con occhi critici e razionali. Non può certo avvalorarsi la saga della venuta della Madonna del Monte del 1503, così come, in buona fede, non può affermarsi che vi siano state tasse per uzzolo dei Del Carretto con buona pace del “terraggio e terraggiolo” secondo la deformazione del pur sommo Leonardo Sciascia. Noi valutiamo piuttosto positivamente la presenza del Del Carretto a Racalmuto. Reputiamo fucina di cultura clero locale, organizzazione parrocchiale, atteggiamenti della fede nel sorgere e nell’abbellimento di chiese, negli insediamenti di conventi, nel diffondersi di confraternite.
A tanti non interesserà - ma ad alcuni racalmutesi sì - sapere chi erano a quel tempo i “mastri” ed i “magnifici”; quanti erano “jurnatara”; se vi erano “facchini” (e ce n’erano); come erano pagati; chi si poteva permettere di mangiare “salsizzi” e chi doveva accontentarsi dei residui del porco; se le donnette (come ai miei tempi del resto) potevano tenere per strada “gaddrini” e “gaddruzzi” ed apprendere che vi era l’imposizione del conte di una “tassa in natura” su quest’uso (l’offerta di una gallina e di un galletto al castello a prezzo calmierato), e via di seguito.

L’ Archivio di Stato di custodisce ben n° 69 Rolli di atti notarili che minuziosamente scandiscono la vita paesana di Racalmuto dal 1561 al 1608; n.° 71 per il periodo 1600-1707, n.° 195 per il tempo 1700-1816; n.° 56 per il tratto 1801-1860.
Quel materiale archivistico è praticamente ignoto. Tolta qualche curiosità di padre Alessi che ebbe a cercarvi con l’ausilio di un paleografo atti per il suo Pietro d’Asaro, la cronaca diuturna di Racalmuto vi si sta polverizzando.
La vendita di un mulo, la cessione di una “jnizza”, la suggiogazione di una casa, il “pitazzu” di un “inguaggiu”, vita, morte, sposalizio, tasse, risse, organizzazioni sociali, ruolo di preti monaci e chierici, rettori e governatori di confraternite, il pulsare della vita economica, sociale e religiosa di ogni giorno della Racalmuto del tempo, il suo espandersi demografico ed il suo drammatico falcidiarsi per l’esplodere di pesti, tutto ciò è il vivido quadro che i polverosi registri notarili non rivelano per la neghittosità degli storici racalmutesi. Ed i politici potrebbero ovviarvi: penso a cooperative di giovani, a sovvenzioni pubbliche comunali volte a finanziare ricerche d’archivio, a scuole di paleografia - giacché leggere quei documenti non è da tutti - , ad incentivi economici; a borse di studio etc.
Sciascia redarguisce compiacentemente Tinebra Martorana che si produsse in una smaccata falsità a proposito della Racalmuto araba; egli spreca una delle sue splendide metafore elevando il falso del Tinebra ad una «tentazione dell’accensione visionaria, fantastica». E ciò nonostante, per Sciascia il libro del Martorana che degna di una sua alata presentazione, «va bene così com’è: col gusto e il sentimento degli anni in cui fu scritto e degli anni che aveva l’autore, con l’aura romantica e un tantino melodrammatica che vi trascorre. Certo manca di metodo, e tante cose vi mancano: ma credo che molti racalmutesi debbano a questo piccolo libro l’acquisizione di un rapporto più intrinseco e profondo col luogo in cui sono nati, nel riverbero del passato sulle cose presenti.»
Ma davvero il popolo di Racalmuto è così disavvertito da aver bisogno di frottole e scempiaggini per percepire ed amare il riverbero del suo passato storico, il richiamo ancestrale della sua memoria più vera e più pulsante?
Francamente credo di no e queste note - bando alle ipocrisie - hanno un suo codice genetico, una sua cifra culturale ed una sua vocazione storica di segno opposto non solo rispetto a Sciascia ma anche a Tinebra Martorana, a Serafino Messana, ad Eugenio Napoleone Messana, al poeta Padalino, ai tanti esimi sacerdoti che semper sacerdos secundum ordinem Melchisedech hanno scritto di storia racalmutese volti alle cose di Dio ed al forzoso rinvenimento dell’onnipotente presenza nelle misere cose dell’umano dissolversi racalmutese.



INDICE DEI NOMI E DELLE COSE PIU’ NOTEVOLI
—A—
Adamesteanu 7
Africa 14; 15
Agliata 46
Agrigento 6; 7; 8; 9; 11; 14; 17; 18; 19; 20; 21; 22; 26; 28; 29; 33; 36; 37; 40; 45; 50; 51
Agrò
Santo (d') sacerdote 53
Akragas 7; 8; 9; 10; 11; 12; 13; 14; 33
Al ’Minsar 25
Alaimo 27; 53
Marco Antonio 53
Michele Angelo notaro 27
Alcibiade 10
Alessi 56
padre Alessi 56
Allah 21
al-Minsar 40
Amari 22; 25; 26; 27
Michele 22
Amati
Amato prof. 27
Amico 23
Vitoa Maria 23
Angelo di Montecaveoso 54
Ann. Inst. Corr. Arch., 1880 3
Antonio del Carretto 44; 52
Apollofar 25; 40
Arabi 27; 36; 38
archivi parrocchiali 18
Archivio Capitolare di Agrigento 28
Archivio di Stato 19; 56
Archivio Segreto Vaticano 54
Archivio Storico Siciliano 20; 23
arciprete 45
Asaro
Pietro (d') 53
Atene 10
Augusto 17
Aurea 52
Brancaleone 52
Avignone 28
AVS - Reg. Av. 162 54
—B—
Barberi 47
Giovan Luca 47
Basso Medioevo 28
Berardo 22
priore di S. Maria di Gadera 22
Berberi 21; 22; 42
Bertrando du Mazel 54
Bibliotheca 52
Bifara 26
Bisanzio 19
bizantini 19; 20; 21; 36
Bompensiere 3
Bonincontro 29
V. Mons. vescovo di Agrigento 29
Bresc 24; 46; 50
Henri 24
Bretagna 29
Bronzo 5
Brydone 4
—C—
C.I.L. 16
Caliato 36
Caltanissetta 8; 26; 40
Camerina 10
Cannuni 28; 35
canonici 42
Carlo d’Angiò 50; 55
Carretto 35; 44; 46
Cartagine 10; 11; 13; 14
Casale di Hamùd 24
Casalmotyo 7
Casalvecchio 6; 7; 27; 35; 36
Castello, principe di Torremuzza 16
Gabriele Lancellotto 16
Castelluccio 15; 19; 25; 26
Castro 52
Amerigo 52
Castrofilippo 3; 26
Catalogna 53
Catania 8; 10; 25
Cattedrale di Agrigento 40
Chammout 24; 41
Chiaramonte 23; 43; 44; 52; 55
Costanza 52
Federico 23
Chiesa Agrigentina 28
chiesa di S. Maria 54
Ciaceri 7
Cicerone 13; 16; 33
Clarisse 35
Claudio 15
Cluverio 8
Filippo 8
Collura
Paolo 54
Cometi 12; 19; 33
Commodo 17; 34
contea di Modica 50
contrada di S. Anna 15
CORPORA 17
Corrente 44
Santi 44
Costanza 44
Curto 53
Pietro sac. Teologo 53
CUSA 22
Salvatore 22
—D—
d’Asaro 39; 53; 56
Pietro 56
D'Alessandro 19
V. 19
DE FINO 45
Gerardo 45
De Gregorio 37
Mons. Domenico 37
Del Carretto 35; 44; 46; 47; 50; 52; 56
Gerardo 52
Giovanni 35; 46
Matteo 52
Demostene 10
Diodoro Siculo 7; 10
Dione 12
Dionisio I 10
diota 16; 33
DNA 49
Doria 44; 52
Brancaleone 44; 52
Matteo 44; 52
duca di Montblanc 44; 45
Ducezio 8
—E—
ebrei 24; 46; 51
ebreo 49
Edrisi 26
Elihir 39
ellegrini
Giovan Battista 24
Emiro
di Girgenti 24
ENEL 7
Eraclea Minoa 14
Ercole Del Carretto 46
Ermocrate 11
Erodoto 7
Eufemio 21
—F—
Falaride 6; 7; 11
Fazello 23; 40; 44; 50; 52
Federico Chiaramonte 23; 44; 52
Federico II 38; 41; 42; 43; 51; 52
Ferro 5
Finale 44
Finzia 13
Fontana 21; 22; 42
Fra Diego 32
Fra Diego 3
frourion 20
fuochi 28; 50; 54
FUSCI 16
Fusco 16; 34
Domizio Destro 16
Fuscus Salinator
Cn. Pedanius 16
—G—
g a i t i 24; 41
Gagini 47
Garamoli 21
Gardutah 26; 40
Garibaldi 35
Garufi 22; 23; 24; 41
Carlo Alberto 23
Gela 5; 7; 10; 13
Gelone 9
Genserico 35; 36
Gerlando 29
Gezia 21
Giangreco Cifirri 18
Giacomo 18
Nicola (signora, moglie di Giacomo Giangreco) 18
Giovanni Del Carretto 46
Giovenale 16
Girgenti 8; 21; 24; 46; 48
Giudeo 21
Goti 36
granchio agrigentino 9
Gregorio 19; 29; 37; 52
papa 19
Griffo 18; 20
P. 20
Grotticelle 6; 7; 19; 35; 36
Grotticelli 36
Guastanella 40; 51
GUDELO 22
guerre puniche 15
Guglielmo II 22
il Buono 22
Guillou 20
André 20
—H—
Hamud 23
Héracleonas 20
—I—
Ibn 'al Awwam 22
Imera 9; 10
Inquisizione 53
iudeu 48
—J—
Judì 36
—K—
KAIBEL e MOMMSEN 17
Kale Akte 10
Kamud 23
Kitab 'al Falah 22
Kokalos 3; 7
kyllyrioi 7
—L—
L’Amico del Popolo 27
La Licata 55
La Matina 53
Diego (fra) 53
Legazia Apostolica 45
Lentini 10; 11
Levino 14; 15
lex Rupilia 15
Licata 3; 13; 25; 26; 40; 55
Liuni 48
Lop Ximen Durrea 46
Lucera 51
—M—
Madonna del Monte 46; 56
Malaterra 25; 26; 40; 42
Goffredo 25
Malconvenant 27; 28; 30; 41; 50; 54
Roberto 28
Malgrado Tutto 17
—'—
'MALGRADO TUTTO' 7
—M—
Manfredi Chiaramonte 43; 55
Manglono 45
Tommaso 45
marchese di Finale 44
Maria SS. del Monte di Racalmuto 27
Martino 44; 45; 46
Martorana 3; 8; 12; 17; 19; 23; 27; 30; 33; 38; 39; 50; 55; 57
Marziale 16
Matrice 18
Matteo 44; 46
Del Carretto 46
Mauceri 3
L. 3
Mazel 28; 54
Bertrando (du) arcidiacono 28
Melchisedech 57
Menta 21
Messana 7; 25; 26; 40; 57
Eugenio Napoleone 25; 26; 57
Serafino 7; 25
metatesi 7
Milena 3; 32
Milocca 26
Mineo 8
Miocene 4
Modica 50; 52
Mommsen 16; 17
monastero di S. MARIA di GADERA 22
Montagna 20; 36
contrada 20
Monte 46
Monte Formaggio 24
Montedoro 3; 26
Morreale 27
Girolamo M. S.J. 27
Morte dell’inquisitore 53
Mosca 52
Mothio 7
Mothion 7
Motion 7; 8
Motya 12
Musca 43; 50; 52
Bartolomeo 52
Federico 43; 50
Museo di Palermo 17
Mussolini 10
Musulmani 21; 27
Mutuum 7
—N—
Naro 26; 40
Nasso 10
Nigrello di Belmonte 50
Pietro 50
Normanni 42
Normanno 24; 25; 29; 30; 40
NOTIZIE DEGLI SCAVI 17
Noto 30
Nuzhat ’al Mustaq fi ihtiraq ’al afaq 26
—O—
Orlandini 7
Ostia Antica 15
—P—
Pace 18; 19; 35
Biagio 18; 35
Padalino 57
Paleolitico Superiore 5
Parisi 23; 24
Antonio S.J. 23
Paternò 45
Peri 42; 51; 54
Illuminato 42
PERI I 54
Picone 17; 23; 34
Giuseppe avv. di Agrigento 17
Pietro 43; 44
re 43
Pietro d’Aragona 52; 55
Pietro re di Sicilia 50
Pindaro 9
PIRRI 28; 30; 41; 43; 50; 54
Pirro 13
Platano 26
polis 7; 10; 14
Polizzi Generosa 22
Pontieri 25
Pratesi e Tassi 4
Puglia 43; 51
—R—
Racalmuddo 24
Racalmuto 32; 33; 35; 37; 42; 43; 44; 46; 47; 54; 55
raxal xammot 22; 41
Racel 25; 26; 42
Rachal Chammout 24; 41
Rachal Chammoùt 22; 41
Rachal-Chamut 24
RAFFA 46
Oliverio 46
Raffo 21; 27; 42
Rahal 23; 25; 27; 38; 40
Rahal Maut 38
RAHALHAMMUT 22
RAHL 25
Rakal 23
Rakal-mut 23
Randazzo 50
Raneri 48
Raqqâdah 28
ratto di Proserpina 35
Ravanusa 25; 40
Ravenna 19; 20
Re Ruggiero 24; 41
Regione Siciliana 17; 46
Rocca di Cocalo 3
Roma 5; 13; 14; 15; 16; 26; 33; 34; 43
Ruggero 24; 25; 26; 29; 30; 40
Ruggero il Normanno 24; 25; 29; 30; 40
rum 21
—S—
S. Anna 15
S. Cataldo 7; 8
S. Margherita Belice 28; 54
S. Margherita Vergine 54
S. Maria di Gesù 30; 41; 54
Sadia di Palermo 46; 48; 49
salgemma 3; 18
SALINAS 17
San Gerlando 29
Sanie-Evreul-Ouche 25
Santa Margherita 28; 29; 41; 43; 45
Santa Maria 17; 27; 28; 29; 30; 43
Santa Maria di Gesù 28; 43
chiesa 43
Santoro 20
Rodolfo 20
Saracino 42
Saragozza 25
Savona 44
Schiapparelli 26
Sciacca 26
Sciascia 3; 23; 39; 47; 52; 56; 57
Leonardo 3; 23
Leonardo Sciascia 47
Selinunte 10
Serrone 3; 9
Sicani 3
Siculiana 45; 46
Sifolone 54
Martuzio 54
Siracusa 8; 9; 10; 11; 12; 13; 14; 15; 45
Smith 53
Denis. M. 53
Solino 3
Solinus 3
Sutera 24; 26; 40
—T—
tabulae 34
Tegole 18
tegulae 17; 18; 34
Teodorico 36
Terone 9; 10
Tiberio II 20; 36
Timoleonte 12
Tine' 3
S. 3
Tinebra Martorana 3; 8; 12; 17; 19; 23; 30; 33; 38; 39; 50; 55; 57
tombe a forno 3; 6
tombe sicane 32
—'—
'tombe sicane' 3
—T—
Torremuzza 16; 34
Tucidide 10
Tusa-De Miro 5
—U—
Universitas 43
Urso 29
vescovo di Agrigento 29
Ursone 51
vescovo di Agrigento 51
—V—
Vandali 35; 36
Vassallaggi 7
Vella 25; 38
abate 38
Giuseppe abate 39
Verre 13
vescovo di Agrigento 22; 28
Villabianca 50
villanaggio 42
—X—
Xortino 55
—Z—
Zeus 6
zolfo 3; 4; 17; 18; 34
ZURRITA 25
SOMMARIO
RACALMUTO PREISTORICO - ZOLFO, GRANO E SALE
RACALMUTO DA TERRA ANELLENICA A DOMINIO GRECO
I GRECI A RACALMUTO
RACALMUTO NELLA STORIA GRECA DI SICILIA (V-III secolo a.C.) - i^ PARTE
RACALMUTO NELLA STORIA GRECA DI SICILIA (V-III secolo a.C.) - II^ PARTE
LA CONQUISTA ROMANA
I SECOLI DEL DOMINIO ROMANO
MINIERE RACALMUTESI AI TEMPI DEI ROMANI
RACALMUTO BIZANTINO
RACALMUTO SOTTO GLI ARABI
IL NOME DI RACALMUTO
I NORMANNI A RACALMUTO
NE’ CASALVECCHIO NE’ SANTA MARIA
BORGO ARABO AL TEMPO DEI NORMANNI
RACALMUTO: UNA PREISTORIA DURATA 3271 ANNI
ESATTORI ROMANI, ZOLFO, DECIME E MANCIPES A RACALMUTO
VISIGOTI E GOTI, BIZANTINI E LATINI A RACALMUTO
ARRIVA LA CIVITA’ ARABA
NORMANNI E SARACENI


AGRICOLTURA RELIGIONE E COSTUMI NELLA RACALMUTO ARABA-NORMANNA
FEDERICO II CHIARAMONTE ALLA CONQUISTA DI RACALMUTO - L’EREDITA’ DEI DEL CARRETTO
LA CONTROVERSA BARONIA DEI DEL CARRETTO NEL XV SECOLO
LIUNI DI RACARMUTO GIUSTIZIA L’EBREO SADIA DI PALERMO
LA (PRETESA) BARONIA DI RACALMUTO
FONDAZIONE DI RACALMUTO NEL BASSO MEDIOEVO
GLI ESORDI STORICI DI RACALMUTO
APPROCCIO CRITICO ALLA STORIA DI RACALMUTO
INDICE DEI NOMI E DELLE COSE PIU’ NOTEVOLI
SOMMARIO


[1]) Nicolò Tinebra Martorana: Racalmuto - memorie e tradizioni - Palermo 1982, pp. 35 e ss.