mercoledì 5 settembre 2018

Lillo Taverna
Il castello cosiddetto chiaramontano di Racalmuto è di ardua se non impossibile datazione. Appropriazioni, distruzioni, stravolgimenti, false letture storiche c...i disorientano. Per me vi sono per lo meno quattro partizioni che si distinguono fra loro e si differenziano per epoca della costruzione, per funzioni, per adattamenti: partiamo da padre Cipolla che ne fece un laboratorio femminile al fascismo che iniziò l'uso scolastico ai vari Presti e Scimé che dissennatamente ridussero ad abitazioni familiari locali di ben altra destinanzione sino ai recentissimi lavori comunali più propensi a lucrare sugli appalti che a conservarci questa splendida testimonianza medievale. I due torrioni, ammesso che siano coevi, son da datare nell'epoca iniziale dell'incastellamemto siciliano (ben diverso da quello dell'Italia Centrale); l'ambiente incuneato mantiene ancora qualche segno di una prima abitazione comitale, senxza però scomodare il balcolcino sciasciano di Girolamo del Carretto; del tutto carrettesca mi pare incece la parte centrale. Settecentesca, addirittura coeva con la trasformazione dell'oratorio di San Giuseppe nell'attuale chiesam la superfetazione terminale che va collabendosi nll'incuria totale dei nostri amministratori sulla vecchia Discesa di San Francesco. Sic transit gloria mundi. Ma gli scecchi petrotteschi ormai ragliano solo in difesa di salvini.

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