venerdì 14 settembre 2018

 
mo, di notte il fuoco per la sua prerogativa di luminosità in grado di attirarel’attenzione degli osservatori senza ingenerare alcun problema di incertezza.
 Il sistema di difesa bizantino lungo il Platani.
 Dalla foce verso l’interno: da Platano a Castronovo (fig. 2)
Il territorio della bassa e media valle del Platani è stato di recente oggettodi prospezione archeologica, in quanto il fiume rappresenta la principale e piùimportante via di penetrazione della costa sud-occidentale dell’Isola versol’interno e, per tale ragione, molte delle colline di roccia gessosa cristallina chela dominano (quasi tutte di modesta altezza, ma scoscese e inaccessibili) furo-no sede di abitati antichi e medievali
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.Le ricognizioni di superficie hanno evidenziato l’esistenza di insediamenti,alcuni dei quali inediti, che costituivano una catena di difesa ed osservazioneche iniziava probabilmente da Capo Bianco – Monforte (Eraclea Minoa), do-ve doveva esserci una torre di avvistamento sul mare da cui partiva il segnaledel fuoco o del fumo, che proseguiva poi verso la fortezza fluviale di Collero-tondo (Platano) in prossimità della foce, si addentrava lungo il fiume attraver-so Pizzo Sant’Anastasia, Monte della Giudecca, Castel Musciaru (Monte Ca-stello), Castel Mauro (Rocca Grande), Monte Conca (Monte dello Zubbio),Sutera, Cammarata, e giungeva fino a Castronovo che doveva essere il centropiù importante e forse terminale.La città di Castronovo fu, infatti, fondata dai Bizantini come ultimo baluar-do dei Monti Sicani
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einsediamento fortificato in posizione strategica all’inter-no dell’Isola, proprio all’incrocio tra la strada Agrigento-Palermo e la grandedorsale appenninica che si diparte dai Monti Peloritani e, attraverso i Nebrodiele Madonie, raggiunge le regioni occidentali. È, però, altrettanto probabile cheda Castronovo il segnale proseguisse verso Palermo e verso le Madonie.
Catena di osservazione costiera (fig. 2)
 Da Agrigento a Rocca Nadore
Il castello bizantino di Agrigento
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,edificato sulla rupe probabilmente nellostesso luogo che avrebbe successivamente ospitato il castello arabo-normanno-svevo, era collegato visivamente, e poteva quindi comunicare con fuochi di se-gnalazione a distanza, con la fortezza di Platano attraverso il Monte Giafaglione.
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 Ilsistema bizantino di difesa e di trasmissione dei messaggi ottici nella Valle del Platan
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Si vedano al riguardo Rizzo 1990; Meli-Rizzo 1995; Rizzo 2004.
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Si veda al riguardo Maurici 1992, pp. 36-42 e p. 283 con bibliografia precedente. SulCassar di Castronovo si rimanda anche al recente contributo di S. Vassallo: cfr.
infra
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Si vedano al riguardo Peri 1962, pp. 550-553 e Maurici 1992, p. 26.

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