lunedì 20 agosto 2018

Qui vi era una epigrafe riportata dal Lugini (vedi doc. XXXII a pag. 92) Per il portentoso medico novecentesco di Santa Lucia di Fiamignano, l'epigrafe recitava: IVRIVS L. F. - Poi così il grande storico ci ragguaglia: "E' incisa n una rupe, detta Vena del tesoro, che incontrai tra Alzano e Colleviati, ma più prossima a quest'ultimo villaggio. Dinanzi a tale rupe come pure ai suoi due lati, sono ravvisabili le tracce di un'antica via rotabile, che si prolungano per qualche chilometro e che misurano una larghezza di cinque metri circa. L'epigrafe è poco leggibile, perché corrosa dal tempo e ricoperta di licheni." Ora l'importante testimonianza romana è ridotta come in foto scattata dal meritevole Bernardo Ricciardi. E qui lo ringraziamo per averci portato sul luogo, consentendoci a nostra volta di poterlo fotografare.
Qui vi era una epigrafe riportata dal Lugini (vedi doc. XXXII a pag. 92) Per il portentoso medico novecentesco di Santa Lucia di Fiamignano, l'epigrafe recitava: IVRIVS L. F. - Poi così il grande storico ci ragguaglia: "E' incisa n una rupe, detta Vena del tesoro, che incontrai tra Alzano e Colleviati, ma più prossima a quest'ultimo villaggio. Dinanzi a tale rupe come pure ai suoi due lati, sono ravvisabili le tracce di un'antica via rotabile, che si prolungano per qualche chilometro e che misurano una larghezza di cinque metri circa. L'epigrafe è poco leggibile, perché corrosa dal tempo e ricoperta di licheni." Ora l'importante testimonianza romana è ridotta come in foto scattata dal meritevole Bernardo Ricciardi che ci ha fatto visitare.
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Qui vi era una epigrafe riportata dal Lugini (vedi doc. XXXII a pag. 92) Per il portentoso medico novecentesco di Santa Lucia di Fiamignano, l'epigrafe recitava: IVRIVS L. F. - Poi così il grande storico ci ragguaglia: "E' incisa n una rupe, detta Vena del tesoro, che incontrai tra Alzano e Colleviati, ma più prossima a quest'ultimo villaggio. Dinanzi a tale rupe come pure ai suoi due lati, sono ravvisabili le tracce di un'antica via rotabile, che si prolungano per qualche chilometro e che misurano una larghezza di cinque metri circa. L'epigrafe è poco leggibile, perché corrosa dal tempo e ricoperta di licheni." Ora l'importante testimonianza romana è ridotta come in foto scattata dal meritevole Bernardo Ricciardi che ci ha fatto visitare.

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