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martedì 29 ottobre 2013

Prima a Roma il 17 Luglio 524 e dopo mille e cinquecento anni a Madugorje

 mariano come domenica tutta per il Signore. La reduce da Madugorje sabato scorso flirta con la cocotte di Osimo per vincere e stravincere una strana scommessa contro di me. Annuso quel loro femmineo linguaggio fatto di femminee insolenze. La donna per me ora è il vero sesso forte ma credo che ancora la loro lingua è stridula vagula,  alquanto scarna di materia grigia. Le mie amiche mi perdonino. Ma con quel che dico e quel che faccio, di  amiche anche su FB me ne rimangono molto poche e naturalmente quelle che rimangono sono di eletto cervello, di concetto profondo e non certo tenace che sarebbe come dire di scervellata testardaggine (absit iniuria verbis caro Nanà).  Queste donne ormai son aduse alle mie insulsaggini e quasi con sorriso materno mi sorreggono meglio di qualche visionaria madonna di Madugorje (codesta Vergine Madre poteva scegliere una località di più facile pronunciabilità per apparire alle poche elette per la milionesima volta).
Proprio sabato, andando al porto di Ottavia, mentre il duo clerical-cocotte tramava contro di me, ignaro, finisco in questa romana S. Maria in Portico. Non è che ci abbia badato molto, ma - tacti!!! - credo che lì la Madonna sia apparsa per la prima volta nella storia del mondo. Solo che allora, dovendo apparire a dei romani che di insulsi miracoli ne vedono tutti i giorni (non ultimi quelli promessi, non mantenuti, ma sbandierati da un tal Berlusconi nella quasi vicina via Arenula, presso un atavico maniero, il palazzo Artioli) bisognava andarci con i piedi di piombo o con incomparabili volti, ché di bellissime ragazze a Roma ce ne son state sempre tantissime, a parte la Romana di Moravia).
Roma -comunque - non può privarsi del privilegio ad ospitare per la prima volta la Madre di Dio, reduce su questa terra, dopo mezzo millennio dalla sua morte o se volete dall'assunzione in cielo; ne ha oltretutto diritto per chiudere una volta per sempre i conti con quel vigliacchetto e spergiuro Simon Pietro.
Dignitosamente ed arcanamente la Madre di Dio appare  "come un improvviso bagliore" e tale resta anche in presenza del Pontefice crediamo per la bisogna molo bene agghindato.
Il papa  " mosso da divino istinto si precipitò nella casa [di Gallia Patrizia] e dopo lunga orazione accompagnato da vescovi e cardinali e dal resto del clero e popolo romano  si recò processionalmente a piedi, portando candele accese verso il Portico di Ottavia.  Dove giunto entrò nella casa di Gallia e vide anch'egli la meravigliosa luce". Scrive nelle sue Memorie magari con prosa anchilosata e apostrofando un "uno" maschile dinanzi a vocale il P. Ludovico MARRACCI soggiungendo: "Avvenne tutto questo .. il 17 Luglio dell'anno del Signore 524".
 Beh! noi di Roma le cose le sappiamo farle per benino e non antropizziamo la Madre di Dio come se fosse la nuova siciliana miss Italia. E sappiamo anche ridere delle visioni di quei furbastri francescani di Madugorje.
Sotto, la DOCUMENTAZIONE.

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