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venerdì 22 novembre 2013

La falsa riforma che Sciascia accredita ai Sant'Elia

 
 
Nel 1999 davamo alle stampe un nostro mal stampato, ma integralmente a nostre spese, "la signoria Racalmutese dei Del Carretto". Ci siam dovuti sorbire anche le punzecchianti ironie di un tal Nocino, stampatore degli 'Amici della Noce' per avergli in quel di Finale Ligure mandato in fumo la sua saga sul coniugio - molto remunerato qui a noi -  Racalmuto-Finale. Divenni uno pedantuccio professorucolo - io che mai ho insegnato - che aveva avuto la pretesa persino di smantellare una consolidata credenza sciasciana.
A pag. 148 di quel mio testo riportavo - allora riverente - un dire sciasciano sui Sant'Elia, ssulla loro "grande riforma". In quel tempo nutrivo qualche dubbio. Oggi ho totale certezza: Sciascia s'inganna ed inganna. La faccenda di Gibillini e dei Sant'Elia  è tutt'altra. Una difesa di 120 anni fa dell'allora notorio avvocato P..E. Xerri smantella la benevolenza del grande Sciascia. Ne riportiamo qui le prime due facciate molto esplicite, non mancando di rammentare il Sciascia che rammentavamo.

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