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venerdì 22 novembre 2013

lettera al compagno Zambito di Agrigento


Caro compagno Zambito,

dopo lo scatto d’ira di ieri, torno a te alquanto compunto: sai? ad 80 anni l’arteriosclerosi è galoppante, irrefrenabile. Mi sei sembrato vittima di alcuni furbschi aggiramenti dei democristianizzatori del vecchio PCI di Racalmuto e qundi la mia virulenta aggressione. Spero che voglia perdonarmi. iI fatto sta che hai affermato cose inesatte: ignori, ovvio, che vi è stata una calata degli unni in quel che rimane della grande tradizione comunista racalmutese. I comunisti a Racalmuto, sai, non sono quelli derisi dallo Sciascia Leonardo che fu giovane fascista e dopo sincero anticomunista viscerale. Abbiamo poi avuto la sceneggiata messaniana, ed altre disavventure. Io spero in te, che prenda in mano questo glorioso partito racalmutese, lo liberi dalla triade  ormai consunta, blocchi la deriva democristiana e fai rivivere la nostra grande lotta per la redenzione sociale di Racalmuto.

Ti dirò che non è vero che vi sia solo faida  e insolenza nel mio paese, l’aspirazione a chiudere con un inglorioso passato è tanta, l’opzione per uomini nuovi, per giovani nuovi, per donne - soprattutto – nuove è incomprimibile. Vi è poi bisogno di amministratori certamente onesti, possibilmente immuni dagli inquinamenti  trascorsi, vivi e vitali, ma che abbiano competenza, empito manageriale, arditezza progettuale. Vi sono sparsi per l’Italia figli di Racalmuto che queste doti hanno dimostrato di averle; perché non chiamarli a dare un supporto al loro Borgo Natio. A che titolo il nuovo plebiscitario segretario della sezione del PD ha stroncato una siffatta salvifica istanza? E tu concordi con lui?

Scrivevo all’ ex (e futuro) sindaco di Racalmuto quel che segue:

Contra Omnia Racalmuto

...per mestiere spiego bene agli altri quello che per me non comprendo.

mercoledì 20 novembre 2013

Supplica a Totò Petrotto ex e futuro sindaco di Racalmuto

La guerra la vinceremo comunque caro Totò. Sto avendo degli interessamenti che promettono bene. A me - come a te - interessa la resurrezione di Racalmuto. Lavoro per i giovani adeguatamente retribuito, fervore imprenditoriale appunto per dare lavoro ai giovani, iniziative di alta cultura per far rilucere il gran bel nome di RACALMUTO, al limite paese di Sciascia, e  così fare di questo piccolo lembo di paradiso (definizione di Bufalino) una irresistibile plaga di richiamo selettivamente turistico. A me il turismo del panino e della coca cola non mi attizza molto. E a te? Aggiungerei: tante municipalizzate per servizi autogestiti a costi molto calmierati: acqua, smaltimento dei rifiuti solidi urbani, strutture parabancarie per sostegni finanziari ad impegno territoriale. E poi vorrei il recupero, la salvaguardia della nostra ignorata ricchezza archeologica della autoctona civiltà preistorica che tucididianamente (ma da rettificare) si chiama "sicana". Vorrei vincoli archeologici assennati e pertinenti. La Soprintendenza considera vincolante Pietralunga (ma questa si trova a Castrofilippo); scambia il piano con la cima collinare della grotta di Fra Diego; ignora le testimonianze bizantine del Ferraro. etc. Prima il lavoro d'accordo; poi il turismo, poi i servizi a costi non usuari, poi il recupero delle nostre ricchezze archeologiche e poi altro ancora. La guerra è ardua ma la vinceremo. Ma se ci perdiamo dietro alla raccomandazione di Ligresti alla Cancellieri (e chi non  ha chiesto raccomandazioni e chi non ha cercato di esaudirle?) le forze si disperdono e la guerra si perde.

 

 

Ma certi miei sogni salvifici per Racalmuto sono di lunga data. Ecco ad esempio, il pro-memoria che ho inviato alla segretaria del compagno Massimo D’Alema come per una sorta di o.d.g dell’incontro, positivo, che ho poi avuto a Campo dei Fiori a Roma, ove ha sede una atipica fondazione di studio e e proposta appunto dell’on. D’Alema.

 

Certo l’incontro ha riguardato soprattutto faccende non di taglio localistico, ma la vicenda racalmutese non è stata trascurata.

 
Perché ti sto dicendo questo?  Per cercare di convincerti  che a Racalmuto non c’è bisogno di avventurieri del piccolo cabotaggio di professionisti locali che più che al bene comune el paese di Sciascia  aspirano ad un ritorno alla vecchia politica piccolo assitenziale di un tempo, al furbetto collocamento clientelare, elettoralistico. Chi sa concorda, chi non sa si sbilancia in melliflui apprezzamenti che mi mandano su tutte le furie.

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