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sabato 24 maggio 2014

Villa Matrona bis

Mi sarebbe tanto piaciuto che almeno uno dei sei queruli canterini o uno delle loro squadre e liste avesse sollevato prospettando soluzioni questo umiliante problema del recupero della nostra monumentalità edilizia, a suggellare la fierezza di essere racalmutesi, come ad esempio il  recupero di una testimonianza d'alto significato civile e crestomantico quale la sciasciana villa Matrona  qui da me in in certo qual modo rievocata sia pure con tutte le mie incertezze culturali.
 

Lillo Taverna
8 h • Roma •
continua Sciascia: "pare che la sua fortuna [le sia venuta] come luogo di villeggiatura dal fatto che una grande famiglia vi abbia costruito, alla fine del Settecento, quando venne in moda la fuga dalla città nell'estate, una casa grande un castello, circondata da un giardino pieno di rare piante, di ombrosi recessi, di fontane, di grotte artificiali dalle volte a stalattiti e dalle pareti rivestite di quei cristalli di zolfo e di salgemma che i minatori chiamano brillanti, E delle villeggiature di quella grande famiglia è rimasto favoloso ricordo: delle feste; delle colazioni sull'erba in cui tra i lini e gli argenti, nel profumo delle magnolie, e luminose e profumate come magnolie, donne di mai più vista bellezza splendevano; delle carrozze dorate e stemmate; dei cavalli dei cavalieri, dei lacchè, degli stallieri, dei cuochi".
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Piace a Salvatore Petrotto.

Rimuovi
Eduardo Patito Villa e guardino Matrona, che ho avuto la fortuna di visitare prima che venisse compiuto lo scempio della trasformazione in casa di riposo, con facciate principale in vetri, mai utilizzata ed oggi in totale abbandono e degrado. Il giardino e completamente scomparso distrutto dagli incendi degli ultimi anni. Bei ricordi della mia infanzia.

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