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lunedì 14 luglio 2014

come prima peggio di prima, caro Alfredo Sole, cittadino ostativo di Opera, fine pena MAI

Cose ovvie




Di Calogero Taverna (da RACALMUTO)

La lettera
A parte quello che ci possiamo dire in separata sede e riservatamente (per quello che è possibile) quello che mi fa piacere è che sinora tutto quello che ho mandato è arrivato, dai dolci al maglione ai libri. Ti prego quindi quando ti serve qualcosa fammelo sapere, io non riesco ad indovinare. Mi piacerebbe solo sapere se il computer te l'hanno dato. Se sì sono felice come una pasqua e faccio ammenda delle mie rabbie (senili). Quel signore di Milano non so perché con me non si è fatto più sentire. Non è che ci faccio una malattia. Ma tant'è. Credo che siccomde in questo momento sto facendo un gran bordello contro un libro di Geronzi, tutti quelli che gravitano attorno a banche e assicurazioni mi tengono lontano come la peste. E sapessi quanto ci guazzo in queste stupide quarantene.
Quanto al tuo avvocato mi pare che ci siamo intesi: non trovo il suo telefono per chiamarla. Penso comunque che se Tanu ti è grato, qualcosa lui può fare viisto che di fatto è un milanese.
Ti abbraccio paternamente Calogero Taverna

La risposta
Carissimo Calogero,
ancora nessuna notizia per il computer, anche se da qualche giorno gira la voce che tra non molto allestiranno una saletta come sala hobby tra cui, dicono metteranno anche i computer. Ma non faccio mai affidamento alle voci di corridoio.
Sì, quell'editore di Milano non si è fatto più sentire. Penso che non abbia piacere comunicare con me come hai detto tu; non ce ne facciamo mica una malattia.
A quanto ho capito sei in “quarantena” a causa del tuo bardellare contro un libro di Geronzi (non so manco chi è). e a quanto ho capito, tu ti ci diverti pure...
Ti è arrivata l'altra mia lettera?
Ciao un abbraccio
Alfredo

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