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sabato 30 agosto 2014

Il milite Savatteri fatto nobile da Giovanni del Carretto per non avergli violato la figlia

Ho distrutto banche persino vaticane, figurati minchiate storiche di un paesello che come brillantemente scrivo nel mio RACALMUTO NEI MILLENNI è stato "una comunità di uomini nè angeli né demoni, ma un po' dell'una e dell'altra natura, di un popolo che non avendo mai avuto bisogno di eroi (per non avere guai) di guai ne ha avuti tanti per non avere mai avuto bisogno di eroi" (pag. 195).  E.N. Messana scrive della sua famiglia: (le figlie del Del Carretto " vi sarebbero forse rimaste  [in convento a Palermo] se non fossero state  riportate in paese nel 1600, per volontà del padre, allarmato dell'insurrezione contro il  nuovo pretore,  In quell'occasione Giovanni IV promise le figlie in moglie a quei cavalieri che gliele avessero ricondotte al Castello sane e salve.  La sorte arrise al milite Scipione Savatteri che sposò Maria ed ebbe in dote il feudo di Gibillini". (v. p. 104). Mai cazzate più grosse potevano essere impiastricciate. E pensare che i Del Carretto non avevano giurisdizione alcuna su Gibillini, inteso come feudo connesso al Castrum omonimo. Forse per questo, il nostro grande Tanu Savatteri mi discredita retrocedendomi a malaccorto autore di una "controstoria", Io appartengo ad una famiglia  di cui nulla ho da  millantare ma per fortuna nulla ho di cui vergognarmi.

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