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sabato 27 settembre 2014

Non è l'attuale sindaco il grande colpevole del triste crollo del vivere civile di questo grande spazio vitale a nome Racalmuto

ALL'AMICO GIOVANNI SALVO
Componimento caustico, colto, ripiccato. L'ha scritto un poeta vero non il risibile pitocco come direbbe Carducci, Non è il solito rimatore in vernacolo di cui pullula  l'agorà dei politici da strapazzo attorno alla statua di Sciascia. Siamo stellarmente lontani dal belare di qualche pastorello incolto ed affarista. Quindi plauso incondizionato da parte mia. Mi permetto solo di far presente che qui e là alle volte ho udito stridori musicali, piegamenti ad esigenze  compositive, voglia di fiondare s questo e su quello. Mi permetto di dire che non è la migliore poesia del sommo Giovanni. Non per nulla arrivano plausi da chi in fin dei conti recita ancora  e male parti egemoni on quel teatrino della gestione comunale che il poeta credo vuole fustigare. Non posso penare che Giovanni sia quel fazioso che vede nel povero attuale sindaco il cristo del momento su cui far ricadere per crocifiggerlo tutta la quarantennale mala gestio del vivere racalmutese, il groviglio furbo dell'attuale momento e le preoccupanti prospettive future.

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