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giovedì 17 dicembre 2015

Lucio Libertini

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sen. Lucio Libertini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Lucio Libertini PDItalia.jpg
Titolo di studioLaurea in scienze politiche
ProfessioneGiornalista
PartitoPartito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista
LegislaturaVIII, IX, X, XI
GruppoPCI, Rifondazione Comunista
Incarichi parlamentari
  • XI Legislatura
    • Componente della 5ª Commissione permanente (Bilancio)
    • Componente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
  • X Legislatura
    • 5ª Commissione permanente (Bilancio):
    • Componente della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)
    • Componente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
    • Componente della Sottocommissione permanente per l'accesso
    • Componente della Commissione d'inchiesta terremoti Basilicata e Campania
  • IX Legislatura
    • Componente della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)
  • VIII Legislatura
    • Componente della 8ª Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni)
    • Componente della Commissione parlamentare per il parere al Governo sulle norme delegate relative alla ristrutturazione dei servizi di assistenza al volo
    • Componente della Commissione parlamentare per il parere al Governo sulla destinazione dei fondi per la ricostruzione del Belice
    • Componente della Commissione inchiesta attuazione interventi ricostruzione Belice
Pagina istituzionale
on. Lucio Libertini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Lucio Libertini nel 1968.
Lucio Libertini nel 1968.
PartitoPartito Socialista Italiano di Unità Proletaria, Partito Comunista Italiano
LegislaturaV, VII
GruppoPSIUP, PCI
CollegioTorino
Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale
Lucio Libertini (Catania, 1º giugno 1922Roma, 7 agosto 1993) è stato un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Membro della Federazione giovanile del Partito Socialista Italiano, nel 1946 diede vita alla corrente "Iniziativa socialista". Nella primavera 1952 comincia a collaborare a "Risorgimento Socialista", il settimanale fondato da Aldo Cucchi e Valdo Magnani, di cui assume la direzione dal 18 dicembre 1954 fino alla chiusura (marzo 1957), occupandosi prevalentemente della politica estera, della decolonizzazione, dei movimenti socialisti a livello internazionale.
Membro della direzione dell'U.S.I. dal I Congresso (1953), nel marzo 1957 confluisce con l'intero movimento nel P.S.I. Nel 1958, quando ormai la politica del Fronte Democratico Popolare era già stata abbandonata dai vertici del PSI, scrisse le sue Sette tesi sul controllo operaio, in cui rilanciava la necessità dell'abolizione della proprietà privata. Nel 1968 venne eletto alla Camera nelle liste del PSIUP. Nel 1972 aderisce al Partito Comunista Italiano, divenendo membro del comitato centrale e dove rimase per tre anni[1].
Ritornò alla Camera nel 1976, eletto questa volta in quelle del Partito Comunista Italiano. Nel corso della legislatura presiedette la commissione trasporti della Camera. Alle elezioni del 1979 fu eletto Senatore con il Partito Comunista Italiano, confermando il seggio nel 1983 e 1987. Nel 1991 è tra i padri fondatori di Rifondazione Comunista, con il quale viene rieletto Senatore nel 1992 e di cui fu dirigente fino alla morte improvvisa, avvenuta due anni dopo a causa di un male incurabile[1].

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