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giovedì 4 maggio 2017

Angelo Bedini Signor Taverna, la Cgil è moto di più di come la definisce: "pastura di Cottini e di Agostino....." . Proprio lei che, non privo di memoria storica, sa perfettamente quello che ha rappresentato nelle sua terra di origine questo sindacato ed il prezzo altissimo pagato in termini di militanti uccisi. Una strage purtroppo oggi dimenticata. Io continuo a credere: non da noi!
Lillo Taverna Appunto perché storico inflessibile e consapevole del passato non riconosco alcuna legittimità e alcuna onorabilità, non tanto alla CGIL di Camusso che continuo a ritenere la mia vera casa sindacale, ma a questa 'pastura' BI ben diversa dall'Unione dei miei tempi, quella feroce e combattva di Angelo de Mattia, di Tina Russo, del mio carissimo Ciucci, di Andrea Petrone di altri 'operai' rossi delle Officine Carte e Valori (anche se a dire il vero qualche sgradito socialista vi trovava albergo). Quella CGIL che insomma non ammetteva che ladri notturni potessero acquartierarsi nelle stanze del potere sindacale romano. Signor Angelo, non mi provochi. Si vede che non mi stima e magari si crede in diritto di sottovalutarmi. Senza acromonia nei suoi confronti.

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