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mercoledì 23 agosto 2017

Dunque Ettore Giuseppe Tancredi Messana nel gennaio del 1913 stava a Racalmuto. Non ho dubbi: esercitava la professione di avvocato ed era direi di tendenze socialiste, ovviamente molto blande. Il seguente documento mi pare confermi le notizie di Eugenio Napoleone Messana. Altro che fascista della prima ora, altro che aggregato a mafie e a cupole. L'ANPI di Palermo s'informi prima di calunniare un grande gentiluomo racalmutese. I giornalisti della novella era alla Egidio Terrana o al grottese Gaspare AGNELLO, SI TACCIANO. Che dire del suterino DIFRANCESCO? NO COMMENT!





Sponsali Matrice di Racalmuto

a 15 gennaio 1913

Sponsali di ETTORE GIUSEPPE MESSANA sch. f. l.n. di CLEMENTE e di Sofia MIRABELLA giug. di questa, il quale va a maritarsi in Palermo.
la 1^ il 16 di detta , la seconda il 18 d.; la 3^a 19 d.

Quel 1913 fu cesura storica di grosso momento nell'evolversi storico di Racalmuto e in quello di più ampio respiro dell'Isola siciliana.

Si chiude l'epoca degli arricchiti solfiferi alla Matrona, la borghese famiglia vessatrice cara a Sciascia, ed anche alla Tulumello, i discendenti di un prete pecoraio che seppe nobilitare la sua schiatta dotandola persino del blasone baronale.

Ed anche l'epigono Pasquale Mantia, avvocato, cessa il suo predominio sindacale. Scrive Eugenio Napoleone Messana, un folklorico maestro politicante degli anni '50-'60, "Scaduta la gestione commissariale aumentò il numero del partito di Bartolotta [che] si costituì in maggioranza ed 7 febbraio 1911 fu eletto Sindaco l'avv. Pasquale Mantia ... Pasquale Mantia fece il sindaco due anni e mezzo, fino al settembre del 1913." Messana ci vuol far credere che "fu amministratore sagace e sveglio, onesto ed aperto nel giudizio e nell'azione".

Comunque nel 1913, quando il nostro Ettore Messana, già affermato giovane avvocato, ha consistenze patrimoniali e possibilità economiche da chiesere in moglie una gentildonna palermitana, il Mantia "abbandonò la strada che gli era davanti aperta per sicuri successi politici e si ritirò". Chiosa E.N. Messana "nauseato della corruzione dell'elettorato, che pressava per piegarlo al male ed anche non pochi dei suoi si erano lasciati vincere e tentavano di ridurre la sua amministrazione ad una mera continuazione di quella di Tulumello."

L'avv. Ettore Giuseppe Tancredi Messana, ormai sposato e dopo l'anno padre del suo unico figlio Ugo, continiua ad esercitare a Racalmuto, ma sempre più blandamente. Non si interessa di politica e del resto la sua famiglia paterna di grandi tradizioni appare avulsa dai giochi del palazzetto delle ex Clarisse.

Il Paese è turbolento. Due carabinieri uccisi nel 1914. Il 20 luglio di quell'anno s'insedia un nuovo consiglio comnale. Di Messana nessuna traccia, Ora è il turno dei Cavallaro (sindaco il fragile avvocato Emanuele), Laureati a iosa: il farmacista Calogero Argento, il notaro Aurelio Alaimo, uomo audace e manovriero, vero papa nero nella gestione municipale, il dottore Salvatore Busuito, il dottore Giuseppe Cavallaro, il dottore Nicolò Scimé, lo stesso avvocato Mantia, il farmacista Antonino Cinquemani, il notaro Nonio Baeri e l'avvocato Giovanni Scibetta. Ma non mancano i parvenu delle classi più modeste; emergono Calogero Alessim, Angelo Cutaia, Carmelo Rosina, Salvatore Restivo Pantalone, Salvatore Borsellini. Ed ecco Luigi Casuccio, suo fratello dopo sarà arciprete sgambettando padre Farrauto, alla sua famiglia toccherà di far sorgere a Racalmuto l'egemone era democristiana. E taccio di altri virgulti dei mastri e dei faccendieri locali, saputisi far valere. Non nego che sento tanfo di mafia, quella terribile dell'abigeato potetta da una cupola in mano a galantuomini che infestarono Racalmuto sino all'avvento del fascismo.

Mi dispiace per l'ANPI di Palermo, Ettore Giuseppe Tancredi Messana non c'è. Assente. la sua famiglia diretta non svolge ruoli di sorta. Ettore Giuseppe Tancredi Messana è di livello morale ineccepibile. Il suterino pseudo stotico locale non può trovarvi appiglio alcuno per la sua forsennata denigrazione. Ettore Giuseppe Tancredi Messana nulla ha per essere un crudo 'sbirro', feroce stragista a Riesi.

E così sino al 1919. Scrive E.N. Messana, omonimo ma non parente, "i reduci di guerra, forniti di titolo di studio andavano trovando sistemazione nei vari uffici e risolvevano il loro problema. Gli altri, quelli che avevano realmente patito tutti gli orrori della guerra erano al bivio, o la carabina o il il passo o lo sciopero spesso infruttuoso. Fra gli intellettuali del paese che in questo periodo si affermarono meritano particolare menzione l'avv. Giuseppe Scimé, l'avv. Salvatore Petrone e l'avv. Ettore Messana. I primi due intrapresero la carriera della magistratura e raggiunsero i posti più alti, sostituto procuratore generale e consigliere di cassazione lo Scimé, consigliere di cassazione il Petrone, il Messana scelse la pubblica sicurezza, fece tutta la carriera, partendo, come suol dirsi, dalla gavetta e giungendo, dopo avere subito remore dal fascismo, in quanto ex socialista, alla carica di questore, ispettore di polizia per la Sicilia, ispettore generale della Repubblica."

Tutto qua! ma non è poco.

L'ANPI di Palermo, prima di avevntuarsi in ingiurie diffamatrici, non poteva almeno consultare questo testo del compagno Eugenio Messana, pubblicato in tempi non ssoepetti, nel lontano 1969?

Calogero Taverna

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