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sabato 27 gennaio 2018

Gentilissimo signor Direttore dell'ANPI di Palermo,

Posso ancora leggere note calunniose e infondate sul mio compaesano - di cui nutro la massima stima - come quelle che riporto.



L ’ANPI  domenica 14 ottobre 2012 alle ore 9, ricorda Giovanni Orcel nel 92° anniversario del suo assassinio avvenuto il 14 ottobre 1920 in Corso Vittorio Emanuele all’altezza della Biblioteca centrale dove  con la Cgil, e il Centro Impastato deporremo una corona sotto la lapide che lo ricorda.
Giovanni Orcel è una delle figure più significative del movimento operaio palermitano, segretario generale della FIOM dal marzo del 1919  operava per unire lotte urbane e lotte delle campagne sulla scia di Nicola Barbato e anche del fratello Ernesto Orcel fondatore del Fascio dei Lavoratori di Cefalù, ed  in stretto collegamento con Nicolò Alongi, il dirigente contadino assassinato dalla mafia nel febbraio del 1920.
Orcel viene assassinato ad un anno dalla strage di Riesi del 1919 dove vengono assassinati 15 contadini compreso un tenente di fanteria che si era opposto all’ordine fascista di sparare sui contadini che manifestavano per la riforma agraria. Ad ordinare il fuoco in solidale intesa con la mafia è stato un fascista della prima ora, Ettore Messana di Racalmuto, ufficiale di P.S., poi membro dell’OVRA, il servizio segreto, efferato criminale di guerra questore a Lubiana negli anni 40 ed infine lo ritroveremo inspiegabilmente ….Ispettore generale di polizia in Sicilia negli anni 1945!
Entrambi i delitti, inequivocabilmente di matrice fascista e mafiosa, sono rimasti impuniti.

Quanto alla partecipazione dell'allora semplice vice commissario di PS  Ettore Giuseppe Tancredi Messana nato a Racalmuto nel 1884 alle turbolenze di Riesi del 1919, non credo che si possa andare oltre le pur malevoli notizie dell'ispettore del ministro NITTI. Mi pare che affermare che sia stato Messana 'a ordinare il fuoco in solidale intesa con la mafia', suoni come  malevola distorsione della storia: siamo nella calunnia, siamo nella incultura, nella goffaggine storica,  per giunta.

Si sappia che né prima né allora né dopo Ettore Giuseppe Tancredi Messan ebbe a che fare con la MAFIA (o come storpiava lui MAFFIA). Ne subì anzi l'ostracismo della sopravvisuta mafia che come appurato in testi pubblicati faceva capo a tale ISPETTORE GENERALE di PS Mormino di Sutera che persino gli impedì l'acecsso alla questura di Palermo.

Ettore Giuseppe Tancredi Messana non fu mai aggregato all'OVRA. Ieri ho potuto consultare i lisi faldoni del SIS all'Archivio Centrale di  Stato all'EUR ROMA che neppure allorché Messana raggiunse il grado di ISPETTORE GENERALE di PS (giugno 1942 a TRieste) venne inqudrato nell'OVRA, posto occupato da Verdiani a Zagabria  (a dire il vero molto di malavoglia).

L'OVRA va profondamente disprezzata e al contempo seriamente studiata:  rappresentata  per ciò che veramente fu, non per gli uzzoli politici o giornalistici di questo o di quello. Peraltro vi è tanto materiale a Roma all'EUR. Basta documentarsi. Neppure può dirsi che Ettore Giuseppe Tancredi Messana sia stato collaboratore o fiancheggiatore dell'OVRA: basta l'espisodio di Bolzano - se si è seri - per ecludere ogni compiacenza e giudicare Messana per quellp che provava, fastidio e dileggio, per cosesta politiza politica in concorrenza a quella legale ai cui apici egli era pervenuto per sue grandi capacità e valentia.  In contrasto con Casarrubea credo di avere dimostrato documentatamente queste tesi ed altre a merito  della, fulgida figura di Ettore Giuseppe Tancredi Messana nato a Racalmuto nel 1884.

 Affermare così criminalmente che Messana sia stato  "efferato criminale di guerra questore a Lubiana negli anni 40" è vigliaccheria calunniatrice, incultura, dileggio dei grandi servitori dello Stato. Quando, come, dove?. credette di fare un grosso scoop la giornalista triestina Cernigoi. Ebbe ascolto purtroppo in un primo momento presso il grande Casarruibea. Messa alle corde anche dal sottoscritto, si è ritirata in ringluioso silenzio. Aveva preso degli abbagli colodsali. Messana come questore di Lubiana, nel primo anno della costituizione infausta di quella provincia in Slovenia da parte di Mussolini,  si distinse per serietà, rigore, apertura sociale. Finì in distrazia da parte dei gerarchi fascisti e dello stesso generale Roatta. Storici come Sala e stampa militare obiettiva lo attestano. Peratrlro è stato il gerarca Grazioli che pur all'inizio gli era vicino a sottrargli persino l'ordinaria amministrazione della Questura. Nel 1946 Roma dovette accertare se comunque qualche responsabiltà di Messana si poteva iootizzare. Raccolta una amplòssima documentazione che trovasi negli archivi di Stato ove il SIS ha riversato le sue carte, il Messana vi apparve talmente lindo e pultito da non venire neppure molestato. E non certo per benevolenza o raccomandazione.  Dal giugno 1942 al settembre del 1943, promosso ma rimoso, Messana fu accasato 'provvisoriamente, come capo della questura di Trieste. Ma non avenva 'l'animo del fascista' come relaziona il capo della Polizia Polito, anzi congiurò contro l'alta gerachia fascista triestina derivandone  guai non indifferenti. Basta leggere le momorie di Polito.

Messana non aderì alla RSI, dopo l'otto setembre dovette scapparse da Trieste perché diversamente Pavolini lo favceva fuori. Senza stipendio, ricercato dalla Gestapo, in quel di Roma passo brutti mesi sino allla liberazione americana. Ritornò allora al ministero e potè riavere alti e gravosi incarichi, facendosi apprezzare. Ecco perché Bonomi - non Scelba o De Gasperi - lo ritenne idoneo ad assumere la prestigiosa ma scottante carica di capo della Polizia Siciliana.  Qundi quell'avverbio ANPI:   "inspiegabilmente" è una insulsaggine e qui mi fermo per carità di patria.

Calogero Taverna      

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