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mercoledì 6 giugno 2018

Tenterò di svelarvi un arcano di alta finanza monetaria e bancaria.
1994. Ben saldo ancora in Banca d'Italia il Governatore della prodeo Fazio. Dichiara che ha una passività di Lire 100.024.826.346.000 in 'circolazione'.
Nonostante spese di amministrazioni stratosferiche, imposte e tasse a non finire, interessi passivi soffocanti, lauti ammortamenti riesce a chiudere il bilancio con un utile di lire 826.409.346.651 di cui è costretto a girare alle Casse del Tesoro L. 496.815.6O7.991. Che fine hanno fatto quelle regalie nessuno sa. Nessun controllo, Nessuna democratica destinazione.
2001, il povero Antonio Fazio, sempre più inviso ai suoi vecchi padroni alla Ciampi, si trova a dover dismettere la stampa delle vecchie lire e si trova tra i piedi l'euro che mal digeriva almeno nelle condizioni in cui gli è stato imposto dal duo Prodi-Ciampi.
Allora fa una operazione ragionieristica davvero ingenua, trasforma la vecchia circolazione in lire in circolazione in euro, al posto delle lire 145.343.591.336.000 iscrive Euro 75.963.752.078. Dentro ci stanno anche i sedici milioni di lire di una vecchietta dell'agrigentino. Succederà che la vecchietta credeva di tesaurizzare quella carta che per legge ad un certo punto divenne carta straccia non più convertibile, per decorsa scadenza di legge. Quando gli eredi trovano quella carta straccia e ne chiedono il rimborso in euro alla Banca d'Italia questa risponde picche, Non valgono più niente a sensi di una legge predatrice come quella che dovrebbe abolire i vitalizi quesiti dei Parlamentari. Poi verrà fuori la vicenda toscana dei due miliardi di vecchie lire 'prescritti'. Ma il valore in euro resta sempre tra le passività della Banca d'Italia.
Subentra Visco, vetero comunista piuttosto pentito. E' stato prescelto in sostituzione della Tarantola che Berlusconi Tremonti ed un certo cardinale di stato volevano imporre ma Napolitano ebbe a bloccarli.
Visco ha paura, terrore di non fare bilancio, utili sufficienti, Inizia come gli attuali governanti a fare tagli. Ci toglie a noi dipendenti persino le agenda natalizia, l'unico veicolo che mi teneva legato alla mia vecchi datrice di lavoro, la Banca d'Italia appunto, e non invita più gli ex dirigenti al pranzo conuetudinario di ringraziamento per l'avvenuta approvazione maggiolina del bilancio (io non ci andavo manco quando ero in servizio, poco male dunque). Rastrema le spese di amministrazione, chiude filiali, tiranneggia con la SIDIEF, la CSR, il Caspie, il CASC etc.
Soprattutto cassa le ultime caratteristiche stalualistiche e fa della BI una banalissima SPA con tanti ridevoli azionisti, ma il tutto sotto le grinfie della BCE.
I suoi ispettori in prima battuta dicono l'Etruria essere la migliore banca POPOLARE del mondo. Ma la BI deve ravvedersi e l'Etruria diviene un casino alla renziana boschi da distruggere. Per il MPS giovani rampanti ispettori redigono nove rilievi di nessuna rilevanza penale o censoria, ma la BCE ne vuole la fine ed ecco un falso suicida e una svolta ingloriosa. E così per un tempo molto apprezzato Zonin o per la banchetta di Montebelluno. E in corso vi è una spada di damocle per l'ordine ricevuto da BCE di revisionare i bilanci di tutte le banche ree di avere esagerato nell'applicazione di una impostazione di bilancio permissiva verso le sole banche degli stati nordisti con i conti a posto.
Ciò detto, ecco l'ultimo bilancio del parsimonioso Visco. Ora mi segna come sua passività una circolazione di biglietti per 188 miliardi di euro a fronte dei 181 miliardi del precedente esercizio. Ma pur con una passività cosiffatta il bilancio chiude con un utile euro 3.895,350 648, ragion per cui Visco ha dovuto versare alle casse dello Stato (oltre alle tante tasse) ben tre miliardi e 365 milioni di euro. Questi fondi arrivano al tesoro fuori bilancio. In 18 anni, dall'entrata dell'euro, credo che mamma banca ha foraggiato lo Stato Italiano fuori bilancio per una ventina di miliardi, mica bruscolini!
Che fine hanno fatto? Ai nostri governanti non interessa davvero sapere che fine hanno fatto e che utilizzo si può farne?
Calogero Taverna

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