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giovedì 5 gennaio 2023

 IL CASO MESSANA da RACALMUTO

A Racalmuto se si dice il questore ci si riferice a Ettore Giuseppe Messana. A dire il vero, i più vecchi, alquanto maliziosamente, lo collegano a don Luigino Messana, il celebre don Ferdinando Trupia delle 'Parrocchie' di Sciascia, cugino di codesto notissimo ispettore generale di Polizia: quando si recava a Racalmuto – molto di rado invero – don Luigino entrava in fibrillazione; ostentava parentele davvero altolocale e poteva gustarsi il rappreso sorriso dei suoi consoci del Circolo Unione, una volta tanto invidiosi del non sempre riverito don Luigino. E i più smaliziati consoci scanbiavano ironiche intese per una mai ben chiarita vicenda boccaccesca in cui implicati erano uno scialbo don Adriano e la sua allegra consorte la DI Bello di Napoli, vittima la futura virago fascista donna Elettra Messana.
Oggi il Circolo Union unisce larve di soci quali il sottoscritto con un immarciscibile presidente nipote di un 'burgisi' del 1934 e qualche nostalgico emigrato, socio con dimora prcaria. Non c'è più Lama Tagliente, al secolo Guglielmo Schillaci Ventura, perpetuatore affabulante della maldicenza impieìtosa in cui fu maestro don Luigino, peraltro suggeritore minuziosamente informatiìo della più recondita vita d'alcova di malcapitati racalmuesi specie se titolati, del prodigo di sigarette lo scrittore Leoinardo Sciascia. Racconti come il Quarantotto incluso tra gli Zii di Sicilia del detto Leonrtdo sarebbero stati inconcepibili senza gli eloqui maldicenti di don Luigino.
Ettore Giuseppe Tancredi Messana,nacque a Racalmuto nel 1884, al tempo dell'esplosione della ricchezza mineraria di Racalmuto, quando anche per una invenzione dell'ingegnere belga Gill potéè sfruttarsi il ricco sottosuolo solfifero della plaga dei monti Sicani, invasi a dire di qualche erudito “da uno straordinario microscopico batterio, il Desulfovibrio desulfuricans capace di nutrirsi di petrolio greggio e di rubare ossigeno al solfato di calcio dando luogo a idrogeno solforoso che, attraverso una normale ossidazione, avrebbe partorito lo zolfo nativo”.
Dal boom solfifero nacque una classe nuova a Raclmuto quella dei 'galantuomini' perdigiorno nati per lasciare un'affossatura al circolo, circolo di conversazione al tempo dei Borboni, circolo unione sino ad ora, nato dal congiungimento di due circoli conflittuali quello dei Matrona e quello dei Tulumello.
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