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domenica 13 aprile 2014

Il pericolo di una esplosione popolare razzista è dietro l'angolo e un antirazzista come me è a idisagio.

Quindi la notizia viene confermata.  Che venga ridimensionata ha poco valore. Il terrore corre sul filo. E l'eco di questo terrore mi è giunto. Il pericolo di una esplosione popolare razzista è  dietro l'angolo e chi  fortemente antirazzista come me è a disagio. Non perspicuo farfugliare maldestre giustificazioni (non erano trenta, ma "un gruppetto" non "proprio SCABBIA ma SCABBIA SOSPETTA": E che ci vuole l'arte della penna per stabilire se la sospetta scabbia c'è o non c'è? La scienza medica italiana è tanto arretrata per non sapere dare diagnosi precise in ordine ad infezioni atte a produrre epidemie? Le autorità sanitarie sono poi così indolenti? Capisco ogni tentativo di giustificazione; ma non posso accettare l'anatema "Non diffondiamo notizie che non hanno alcun riscontro evitiamo di creare panico inutile". Oh! Qui c'è in gioco la salute della gente, l'integrità fisica dei nostri bambini. Risolviamo il problema a monte. Senza razzismi. Facciamo vigilanza democratica. Questa è la mia religione. Non si poteva entrare, Ma io sono entrato lo stesso. Ho visto con i miei occhi come sono stati ammassati al palazzetto dello sport di Racalmuto per l'intera durata di una notte altro che gruppetti di immigrati. Sembra un immenso telone nero sugli spalti del Palazzetto di Racalmuto gestito dalla provincia e pare di proprietà della Asl. Non si sa bene.  In quel palazzetto vanno i bambini a fare sport. Sono stati allontanati per accogliere in modo disumano una marea di esseri umani che a prescindere dal colore della pelle sono il nostro prossimo. Sfollati, quale disinfettazione è stata fatta? Vi fu poi il pericolo di epidemie tra quei ragazzini racalmutesi tornati al loro sport educativo? E non devo diffondere queste notizie? E non debbo aggiungere che vengo a sapere di un dispendioso inutile monumento al cimitero di Racalmuto per testimoniare la nostra tartufesca pietas verso queste tragiche vittime del moderno esodo salvifico dei nostri fratelli del terzo mondo?. Non si esagera, Signori?

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