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martedì 1 novembre 2016

Donna Giovanna Messana nipote diretta di sua eccellenza Ettore Messana
Stavolta la gentile ed amabile donna Giovanna Messana non mi concederà alcuna indulgenza per il mio eccessivo debordare dalla mia già ridondante caparbietà. Oggi vado al cimitero di Racalmuto per portare dei fiori ai miei genitori nel cui mezzo voglio che depongano la mia bara. E scattando qui  una foto là un'altra, ritrovo la Gentilizia della famiglia Messana quella il cui massimo apice l'ha raggiunto con sua Eccellenza Ettore Messana. Non è in effetti una gentilizia classica per come si intendeva attorno al 1870 a Racalmuto. Bello il frontespizio tra due antefisse sorreggenti una trabeazione triangolare. Ma dietro ove forse doveva ergersi la cappella gentilizia è un'accozzaglia di lapidi di familiari non tutti di eguale ammirabilità. Dinanzi la lapide di quel credo cugino del nostro Questore, quell'Ettore  che giovanissimo ebbe a suicidarsi tirandosi dentro l'avello la madre morta di crepacuore qualche mese dopo. Fu tragedia grande nella famiglia Messana, quella del medico Luigi. Nato il nostro questore gli si dà il nome di quel infelice suicida. Accanto altri due nomi: Salvatore e Tancredi. Fino a che il Questore potò disporre della sua vera sensibilità non amò portare quell'infausto nome e si faceva chiamare Salvatore, per gli amici Totò. Dopo, fregato da un gerarca senatore fascista di Sutera in  forte puzza di maffia (come si diceva allora e come sempre scrisse il questore Messana), traslato in quel di Lubiana ove ebbe avversioni e ostracismi fascisti molto sgradevoli, si conciliò con il suo primo nome Ettore e da allora fu solo sua Eccellenza Ettore Messana.

In questa tomba di famiglia vi è di tutto ma come si sa non c'è lui. Purtroppo c'è anche quella virago di sorella che ha saputo ben cucinare nelle maldicenze infondate il mio amico Gaspare Agnello, quello che anche ieri è stato chiamato ad alimentare il kaos di casa nostra,  che è pronto a vergare tante scurrilità etiche a suo dire ricevute in eredità da tale sorella del questore. Ma quella di quella sorella è uno sgangherato accumulo di malvagità e meschinerie anche per le dissonanze a Roma con Dona Giovanna,   che lascerebbero il tempo che trovano.

Vi è sepolta la famosa donna Elettra Messana che ebbe con Ettore un rapporto di grande affetto e stima. Credo vi sia anche il don Ferdinando di Sciascia, il celeberrimo a Racalmuto don Luigino Messana.

Dipendesse da me io una lapide a ricordo di Ettore Messa il Questore per antonomasia ce la porterei come preludio di una celebrazione storica cui gli abbeveratisi alle insulsaggini di Casarrubea  e della signorina Cernigoi avrebbero poco da controbattere. Ma donna Giovanna Messana è pertinace nel suo aborrire la Racalmuto dei cattivi e del resto questo sindaco in fondo le è ostile per una poco  onorevole ostilità sorta dalle occulte vicende di zio Everardo.  








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