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venerdì 3 marzo 2017


L’altro articolo inserito nel «Giornale di Sicilia» del lunedì n. 25 del 23 Giugno 1947, è pure del


detto signor Seminara e costui potrà dire, se crede, quali siano stati le fonti delle informazioni.

L’articolo di fondo dal titolo «Ricerca della verità», inserito nel Giornale di Sicilia n. 149 del 25



giugno 1947, è un articolo redazionale cioè composto in collaborazione fra i redattori politici del


giornale e cioè me, dott. Marino Giuseppe, dott. Melati Ercole, dott. Gagliano Giacomo ed avvocato


Petrucci Antonino. In esso fra l’altro è detto che le nostre informazioni erano «sulla base di atti

ufficiali riferentisi alla inchiesta» e si soggiunge «La nostra pubblicazione di domenica mattina che

riproduce, lo ripetiamo, le conclusioni ufficiali di una inchiesta attestante la responsabilità del

Giuliano». Confermo quanto è scritto ma non posso indicare come e da chi io abbia appreso questa

notizia ufficiale, perché trattasi di un segreto professionale e credo di dovere essere legato a questo».
A domanda risponde:
«Gli altri che collaborarono nella compilazione dello articolo e che ho superiormente indicato

avevano pur essi conoscenza della fonte alla quale erano state attinte le nostre informazioni. Per la

ragione testé addotta, io non posso rispondere alle domande di V. S. che mi chiede se nostri

informatori fossero persone private o appartenenti a pubbliche amministrazioni».
Letto, confermato e sottoscritto.

F.to: Piero Ardizzone, Miceli.
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI PALERMO
Verbale di sommarie informazioni
L’anno millenovecentoquarantasette il giorno 9 del mese di agosto in Palermo, avanti

a noi, dott. Comm. Rosario Miceli Procuratore della Repubblica di Palermo, assistito

dall’infrascritto segretario, è comparso il dott. Melati Ercole di Pietro, di anni 33, da





Palermo, abitante qui, via Tripoli n. 11.

A domanda risponde:

«Sono redattore del Giornale di Sicilia. L’articolo «Ricerca della verità» pubblicato nell’edizione

straordinaria del Giornale di Sicilia pubblicata nel numero del 25 Giugno 1947, è stato

effettivamente composto in collaborazione fra i redattori politici del Giornale. Se in esso si dice che

le informazioni precedenti erano state fornite al pubblico sulla base degli atti ufficiali e si soggiunge

che la pubblicazione della domenica precedente riproduceva le conclusioni ufficiali di una inchiesta

accertante la responsabilità di Giuliano, non deve intendersi con quelle espressioni che noi avessimo

ricevute le informazioni da qualche organo inquirente o in genere da impiegati che avessero tradito il

segreto.

L’espressione è giornalistica ed intendevamo dire che essa era conforme al risultato della inchiesta

ufficiale. Come potevamo asserire ciò? È facile spiegarlo. Le inchieste degli organi ufficiali si

fondano sulle dichiarazioni di parti offese e di testimoni, e presso di queste noi avevamo condotto la

inchiesta privata. Era facile concludere che la nostra inchiesta era conforme a quella ufficiale. Del

resto, fin da principio se si seguono le notizie, fornite dal giornale in materia, si vedrà che la

redazione del giornale fu sempre proclive a ritenere che l’eccidio del primo maggio fosse stata

manifestazione di banditismo comune e non già estrinsecazione di malvagità politica. E pertanto,

quando da parte di coloro che deponevano innanzi gli organi ufficiali, noi apprendemmo che la

nostra tesi era confortata, potevamo bene asserire che le notizie erano conformi alle inchieste

ufficiali. Sulle informazioni pubblicate nei numeri precedenti può dare chiarimenti il reporter

Seminara Giuseppe».
Letto, confermato e sottoscritto.

F,to: Ercole Melati, Miceli

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