domenica 31 dicembre 2017

abrogato (Nessun oggetto)
sab 11/05/2013, 21:36
Calogero Taverna
Ti controbatto qui per riservatezza. Non avresti nulla da confessare. Io ho detto che ti scandalizzeresti. Non che peccheresti. Se fossi maschietto forse. Ma alle donne il mio racconto parodiante la faccenda di Lot credo che non faccia effetto alcuno. Mi consentirai di dirti che Dio è puro spirito per essere anche strumento della carne.
LEI
Ho letto il tuo racconto della Donna del mossad che hai pubblicato su Omnia. Lo trovo intrigante e l'ho letto tutto d'un fiato perche' mi e' piaciuto , mi ha incuriosito. A esser sincera non conosco alcuni personaggi che hai nominato nel racconto tranne quelli diciamo piu' famosi . Intrighi politici, economici, imbrogli di firme ,storie di sesso e politica non nuovi e quindi nemmeno piu' scandalosi oserei dire quasi normali e all'ordine del giorno purtroppo. Ma la storia dell'avvelenato mi ha proprio rapita....Aurelio la Matina Calello....E' reale ? Chi era ? Uno che conta ? Israele cosa c'entra? E chi e' questa Melissa ( oltre ad essere una bella gnocca? anzi di più)? ......E' lei la donna del Mossad ? E' lei l'intrusa , la furba , la seducente , la spugna dei segreti? l'angelo della morte di Aurelio ?
Calogero Taverna
Aurelio è personaggio del tutto inventato e a Bovo non hanno ucciso nessuno. Metafora. Il romanzo è romanzo, come sardonicamente scrivo nella postfazione. Alcuni personaggi minori sono inventati ma non ricordo quali, quasi tutti sono veri ed importanti per gli addetti ai lavori. Ma anche quelli non "veri" incarnano ognuno tre o quattro personaggi "veri". Chi era Melissa è svelato nella prefazione - quattro righe, tanto per dire. Trascrivo. "A Racalmuto approda una equivoca giornalista israeliana che poi sparisce nel nulla (la Donna del Mossad) ed uno splendido giovanottone, un mio nipote acquisito, viene concupito da una splendida fanciulla israeliana che fa la spola tra il Lussemburgo, Palazzo Chigi, Birgi (al tempo della crisi libica) ed anche questa sparisce nel nulla. Guarda caso Sindona ha il più torbido conto (Nova Scotia) ove affluiscono fondi per Israele (o forse Mossad)." Chi ti scrive ebbe una condanna a morte da parte della mafia per queste faccende qui. Per fortuna (mia) non eseguita. Merito rispetto....dillo a quel tuo amico che crede di dare della "vacca" ad una signora che ancora dovrà entrare in politica (ammesso che ci entrerà mai). Canagliescamente stacca l'amicizia per non pubblicare le mie pepate risposte alle sue becere, infondate, incolte insolenze nei miei confronti. Se hai modo (e voglia) digli che se non chiede scusa, se ne accorgerà ...
LEI
Sei uno scrittore di penna affascinante. Mischi vero e surreale in maniera raffinata per chi di storia politica e intrighi finanziari ne sa qualcosa, ma anche per chi (come me , povera popolana condannata a non sapere nulla ) non sa niente. Riguardo al mio amico non gli diro' nulla perche' anche tu sei stato pesantuccio per un affare che non ti riguardava ( la figlia di Berlusconi) Intanto ti do il mio buon giorno tanto mi basta.
LEI
Quello che avevo da dirgli glielo dissi , cioe' che andare nel personale non e' mai elegante.

domenica 5 maggio 2013

Grazie, padre PUMA!!!

Non si può seriamente far storia su Racalmuto se non cercando negli archivi e carte antiche su Racalmuto che sono sperse per il mondo. Ve ne sono alcune molto importanti a Vienna: non mi risulta che qualcuno le abbia indagate. Anche in Ispagna e qui a iosa. Russi Sciuti qualcuna è andata a cercarla. Leonardo Sciascia fu in corrisponednza ma non credo che abbia raccolto alcunché. Credo che persino negli Stati Uniti vi dovrebbe essere tanto, specie per quanto attiene all'immigrazione dei racalmutesi della fine dell'Ottocento e dell'inizio del Novecento.
Ma quel che abbonda e sovrabbonda ce l'abbiamo a portata di mano, in Matrice, al Monte e qualcosa dovrebbe esserci a San Giuliano,alla Madonna della Rocca ed al Carmine.
La ritrosia dei preti a mettere a disposizione degli studiosi i loro archivi (anche per rispettare Leone XIII)), che un po' si era diradata col mai sufficientemente lodato PADRE PUMA ,oggi, carenti anche le vocazioni, è ritornata persino ottusa.
Lodando sempre padre Puma tanta riproduzione personale la posseggo. Guardate ad esempio queste due foto; potrebbero apparire a prima vista come insignificanti note contabili ed invece - a saper leggere - sono squarci sul grande passaggio tra il Settecento e l'Ottocento dell'assetto economico racalmutese, di una Racalmuto insomma che cessa di essere feudo agricolo per far dissipare a conti e principi gaudenti in Palermo terraggi e terraggioli vari e si consolida invece, effervescente, una società dall'incipiente solerte borghesia spiccatamente mineraria e solfifera.
"Raziocinij d'introito ed Esito dell'Opera di Santa Maria di Gesù, cominciando dall'anno del Signore 1804-1806 ..." principia il quinterno. L'amministratore e respondabile è un rappresentnte appunto della nuova borghesia mineraria, il sacerdote D. Pasquale Mantia.
Si dotano orfane fortunate: Calogera Troisi che sposa Simone Terrana; Giuseppa Franco che sposa Calogero Diana. Sarà stato per un fortunato "bussolo", ma noi che maligni lo siamo per inveterata professione ispettiva vi sentiamo puzzo di particolarità. Distrazione di fondi per noi poi sono certe presenze retribuite del notaio Francesco Nalbone, chiamato a rediere una superflua "apoca" in data 12 Novembre 1806. Il Vicario Foraneo, figura che ebbe ad impressionare Sciascia, così per un suo ordine fa dirottare una buona "carità" a "due peregrini". Certo, il procuratore prete d. Mantia non presta servizi per nulla: un'onza, 14 tarì e 5 picciuli se li riserva per sè per quelle non tante annotazioni contabili. Da dove provengono quelle consitenti renndite distribuite? da una bella tenuta sita in contrada Celso di cui è affittuario CALOGERO SFERRAZZA GRECA.
Il povero affittuario deve sborsare 12 onze, 15 tarì e 3 picciuli per l'annata agraria del 1804 e onze 17 per l'anno in corso a titolo di gabella; di questi introiti vanno alle due orfane citate solo 16 onze al lordo di quanto dovuto a due ontai operanti allora a Racalmuto, il notaio Cristoforo Pomo e il Nalbone che abbiamo menzionato.
E tutte queste notizie che non ci paiono inezie ma squarci sulla vera vicenda storica di Racalmuto si possono cogliere solo dando uno squardo al primo foglio del qunterno che un tempo padre Puma teneva gelosamente ma non retrivamente in Matrice. Grazie padre Puma!.