martedì 25 marzo 2014

Il caos, Pirandello e il Kaos, la filosofia greca e il kaos. La mitologia greca e il Kaos. In noi antichi Sicani (invero presicani) è il Kaos il nostro  DNA. Vissuti sempre nel kaos, nel nostro sangue, nella nostra mente, nei nostri sogni, nei nostri amori sempre il kaos. E chi tra noi è artista è integralmente il kaos. La nostra incoercibile libertà crea il kaos. Qui torna ancora Accursio. Pittore sicano sino al midollo. Lui e il kaos si identificano si coniugano e generano pittura dell'ordine capovolto, della ragione senza ragione, tutto rovesciato , aggrovigliato, impercettibile. Creano e i canoni e le logiche e le evidenze e il figurativismo irrisi vengono espulsi per una nuova logica erratica, e l'antinorma s'impone, e il libero pensiero non ha confini e il senso delle linee del disegno si effonde in un nuovo figurativismo. C'è immagine nella nuova pittura di Accursio? sì, l'immagine dell'antimmagine. La sua pittura non facile, leggerla è impervio, goderla si può. Anzi si deve: io a guardare questa pittura specie se dal vivo - in foto spesso si oscura- ho sussulti di gioia, la mia corda pazza vi si echeggia appagandomi. Vi è sempre in Accursio il demiurgo che ti dice quello che devi e vuoi nasconderti. Ti scopre e  in questo strano amplesso quasi erotico tu arrivi a strani orgasmi dell'anima.

Malgrado Tutto meritevolmente ci informa: il NPR di Racalmuto una groviera, ma i Commissari tirano dritto.



 Malgrado Tutto meritevolmente ci informa: il NPR di Racalmuto una groviera, ma i Commissari tirano dritto.
Ottima informazione. Complimenti Malgrado Tutto. Da parte mia  un vero e sincero ringraziamento.  Mi pare comunque che il parere dei redattori del nuovo piano regolatore o come dicono lor signori ingegneri, dichiaratisi (ora ma non al tempo di incassare le lautissime parcelle)  semplici revisori del vecchio piano regolatore sia atto inutile ed anche soverchiamente oneroso. Ulteriore dato che comprova la inqualificabile gestione commissariale. C'era bisogno di quel parere? Non si poteva imporre gratis all'architetto Accursio Vinti di valutare lui - e più consapevolmente - le doglianze dei cittadini di Racalmuto? Tanto tutto andrà al vaglio dell'organo regionale competente. E spero che tutto vada per le lunghe. Reputo che pertanto la prorogatio del vecchio Piano regolatore si protragga sino all'entrata in vigore (futuribile) del nuovo Piano. Nel frattempo sostengMalgrado Tutto meritevolmente ci informa: il NPR di Racalmuto una groviera, ma i Commissari tirano drittoo che vi sia la reviviscenza di tutte le specificità del vecchio piano, in sommo grado il privilegio dello 0,20 nel cosiddetto verde stagionale. Non sono tecnico e quindi mi esprimo approssimativamente. Credo comunque di avere specificato i termini della agevolazione del maggio del 1980 come da Gazzetta Ufficiale regionale. Mi piacerebbe che Malgradotutto facesse una indagine giornalistica per puntualizzare la questione. Riapplicare lo 0,20 significherebbe dare spinta all'edilizia che come si dovrebbe sapere è il motore di ogni ripresa economica specie per l'indotto che genera. Mi piacerebbe che i nuovi candidati a sindaco dicesero la loro in proposito. Si tratta delle prospettive occupazionali racalmutesi in definitiva.

RENZI CHIUDE INESISTENTI SPORTELLI DELLA BANCA D'ITALIA


RENZI CHIUDE INESTISTENTI SPORTELLI DELLA BANCA D'ITALIA
 
Resto basito. Stavo avviandomi a ben giudicare Renzi quando mi giunge dalla Banca d'Italia questo comunicato della FALBI. La Falbi è un sindacato giallo del vecchio istituto di emissione. In realtà è la voce corporativa di una compagine impiegatizia privilegiata che sa farsi valere con il suo capo carismatico Leone. Ma a parte ciò, la notizia che qui dirama lascia senza fiato. Il rampante RENZI allora è proprio un vociante che le spara grosse. Mi viene a dire che risolve i problemi economici e finanziari d'Italia chiudendo INESISTENTI sportelli bancari della Banca d'Italia. Per ironia c'è da domandarsi: ammesso he ci fossero e si chiudessero, quali vantaggi per il debito pubblico o per le casse del Tesoro ne verrebbero? La Banca d'Italia non è lo Stato; come di recente si è visto opera da società di capitali pressoché privata; procede alla rivalutazione del suo capitale sociale per sovrabbondanze patrimoniali. Renzi di tutto questo non sa nulla. Ma a quanto pare non ne sanno nulla neppure i suoi alti consulenti strapagati. Di chi si fida Renzi se incappa nella questione degli sportelli della Banca d'Italia da chiudere, cioè in una colossale topica. Tutti si sbaglia. Ma in campi così delicati un PRESIDENTE DEL CONSIGLIO non può incappare in topiche così colossali. Spinge a pensare che è un ultra dilettante forsennato. Abbia allora il buon senso di dare una pubblica giustificazione e prenda plateali provvedimenti contro chi gli suggerisce sparate insense del genere.
’’ Federazione Autonoma Lavoratori Banca d’Italia SINDACATO NAZIONALE BANCA CENTRALE E AUTORITA’

Prot. n. 347/ 14-A
COMUNICATO STAMPA




BANCA D’ITALIA

IL CAPO DEL GOVERNO "DA’ I NUMERI"
Il Capo del Governo – Renzi – ha rilasciato interviste a quotidiani affermando: "ha senso continuare ad avere più di 100 sedi della Banca d’Italia?"



Il Segretario Generale della Falbi-Confsal - Luigi Leone – il Sindacato che rappresenta la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della Banca d’Italia, ha dichiarato:

<< E’ stupefacente la superficialità che contraddistingue talune improvvide dichiarazioni.

Affermare che esistono più di 100 sedi della Banca d’Italia significa essere disinformato sui processi di riorganizzazione che hanno interessato il nostro Istituto dal 2008 ad oggi.

Sono state chiuse 39 Filiali delle 97 che operavano sul territorio e delle rimanenti 57 ben altre 37 sono state significativamente ridimensionate.

E ciò nonostante non risponda al vero che siano state ridotte le funzioni svolte dalla Banca.

Il Capo del Governo dovrebbe dimostrare maggiore buon senso ed evitare di diffondere notizie prive di ogni fondamento al solo scopo di fomentare un linciaggio morale nei confronti della Banca d’Italia e di chi in essa opera con elevata professionalità e senso del dovere>>.

Roma, 24 marzo 2014

RENZI CHIUDE INESTISTENTI SPORTELLI DELLA BANCA D'ITALIA


RENZI CHIUDE INESTISTENTI SPORTELLI DELLA BANCA D'ITALIA
 
Resto basito. Stavo avviandomi a ben giudicare Renzi quando mi giunge dalla Banca d'Italia questo comunicato della FALBI. La Falbi è un sindacato giallo del vecchio istituto di emissione. In realtà è la voce corporativa di una compagine impiegatizia privilegiata che sa farsi valere con il suo capo carismatico Leone. Ma a parte ciò, la notizia che qui dirama lascia senza fiato. Il rampante RENZI allora è proprio un vociante che le spara grosse. Mi viene a dire che risolve i problemi economici e finanziari d'Italia chiudendo INESISTENTI sportelli bancari della Banca d'Italia. Per ironia c'è da domandarsi: ammesso he ci fossero e si chiudessero, quali vantaggi per il debito pubblico o per le casse del Tesoro ne verrebbero? La Banca d'Italia non è lo Stato; come di recente si è visto opera da società di capitali pressoché privata; procede alla rivalutazione del suo capitale sociale per sovrabbondanze patrimoniali. Renzi di tutto questo non sa nulla. Ma a quanto pare non ne sanno nulla neppure i suoi alti consulenti strapagati. Di chi si fida Renzi se incappa nella questione degli sportelli della Banca d'Italia da chiudere, cioè in una colossale topica. Tutti si sbaglia. Ma in campi così delicati un PRESIDENTE DEL CONSIGLIO non può incappare in topiche così colossali. Spinge a pensare che è un ultra dilettante forsennato. Abbia allora il buon senso di dare una pubblica giustificazione e prenda plateali provvedimenti contro chi gli suggerisce sparate insense del genere.
’’ Federazione Autonoma Lavoratori Banca d’Italia SINDACATO NAZIONALE BANCA CENTRALE E AUTORITA’

Prot. n. 347/ 14-A
COMUNICATO STAMPA




BANCA D’ITALIA

IL CAPO DEL GOVERNO "DA’ I NUMERI"
Il Capo del Governo – Renzi – ha rilasciato interviste a quotidiani affermando: "ha senso continuare ad avere più di 100 sedi della Banca d’Italia?"


Il Segretario Generale della Falbi-Confsal - Luigi Leone – il Sindacato che rappresenta la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della Banca d’Italia, ha dichiarato:

<<E’ stupefacente la superficialità che contraddistingue talune improvvide dichiarazioni.

Affermare che esistono più di 100 sedi della Banca d’Italia significa essere disinformato sui processi di riorganizzazione che hanno interessato il nostro Istituto dal 2008 ad oggi.

Sono state chiuse 39 Filiali delle 97 che operavano sul territorio e delle rimanenti 57 ben altre 37 sono state significativamente ridimensionate.

E ciò nonostante non risponda al vero che siano state ridotte le funzioni svolte dalla Banca.

Il Capo del Governo dovrebbe dimostrare maggiore buon senso ed evitare di diffondere notizie prive di ogni fondamento al solo scopo di fomentare un linciaggio morale nei confronti della Banca d’Italia e di chi in essa opera con elevata professionalità e senso del dovere>>.

Roma, 24 marzo 2014

lunedì 24 marzo 2014

Finalmente l dado è tratto allora. Non vi è più tempo per scheletrici connubi tra l'Agorà e il BS. Il M5S deve ancora scegliere se bere o mangiare. Siccome se si pesenta o vince o arriva secondo va a finire che si sceglierà il primo cantastorie che capita e magari per il Venerdì Santo(dell'anno prossimo) le celebri nenie arabeggianti le risentiremo direttamente dal sindaco. Brucculeri fa davvero in tempo a raccogliere 250 firme? Enzo Sardo s'imporrà dall'alto del suo scranno tassaiolo, magari incorrendo in conflitto istituzionale? Pare che Collura finisca ramengo, rifiutato da tutti. Grave perdita? Messana a sinistra, Adile a destra dunque i due soli veri contendenti. Mi gioco la camicia: vince Messana. Quindi Racalmutesi furbi finché in tempo saltate sul carro del vincitore.

Finalmente l dado è tratto allora. Non vi è più tempo per scheletrici connubi tra l'Agorà e il BS. Il M5S deve ancora scegliere se bere o mangiare. Siccome se si pesenta o vince o arriva secondo va a finire che si sceglierà il primo cantastorie che capita  e magari per il Venerdì Santo(dell'anno prossimo) le celebri nenie arabeggianti le risentiremo direttamente dal sindaco. Brucculeri fa davvero in tempo a raccogliere 250 firme? Enzo Sardo s'imporrà dall'alto del suo scranno tassaiolo, magari incorrendo in conflitto istituzionale? Pare che Collura finisca ramengo, rifiutato da tutti. Grave perdita? Messana a sinistra, Adile a destra dunque i due soli veri contendenti. Mi gioco la camicia: vince Messana. Quindi Racalmutesi furbi finché in tempo saltate sul carro del vincitore.

Questo signor giornalista che voleva sul Foglio di due anni fa Cavallaro PODESTA' di Racalmuto (bruciandolo) sarà brillante quanto si vuole ma è un ignorantone. Già pensava che vigesse ancora la riforma Mussolini degli enti locali, ora addirittura ignora che né Renzi né alcun altro può abrogare lo Statuto Speciale della Sicilia. Noi davvero siamo uno stato autonomo. Lo Statuto precede la Costituzione e umilmente la Costituzione recepisce lo Statuto che quindi ha valore e vigore ultracostituzionale. Prima di Buttafuoco, il mio amico Sua Eccellenza Riccardo Virgilio giunto a Palermo come Presidente del CGA, l'emanazione del Consiglio di Stato, si accinse a scrivere quattrocento pagine per chiedere l'abrogazione di questo - a suo avviso - obbrobrio costituzionale. L'hanno mandato a quel paese. Lo statuto Siciliano non si tocca!!! Non si può toccare. Che Buttafuoco ancora scottato per non avere potuto arraffare il nostro piccolo ma glorioso teatro comunale le spari grosse sul Foglio di Ferrara comprensibile anche se non giustificabile, ma che le vada a raccontare sul sole-24ore mi sorprende assai o meglio si vede che la Confindustria va di male in peggio. Forse è quella che va sciolta.

Questo signor giornalista che voleva sul Foglio di due anni fa Cavallaro PODESTA' di Racalmuto (bruciandolo) sarà brillante quanto si vuole ma è un ignorantone. Già pensava che vigesse ancora la riforma Mussolini degli enti locali, ora addirittura ignora che né Renzi né alcun altro può abrogare lo Statuto Speciale della Sicilia. Noi davvero siamo uno stato autonomo. Lo Statuto precede la Costituzione e umilmente la Costituzione recepisce lo Statuto che quindi ha valore e vigore ultracostituzionale. Prima di Buttafuoco, il mio amico Sua Eccellenza Riccardo Virgilio giunto a Palermo come Presidente del CGA, l'emanazione del Consiglio di Stato, si accinse a scrivere quattrocento pagine per chiedere l'abrogazione di questo - a suo avviso - obbrobrio costituzionale. L'hanno mandato a quel paese. Lo statuto Siciliano non si tocca!!! Non si può toccare. Che Buttafuoco ancora scottato per non avere potuto arraffare il nostro piccolo ma glorioso teatro comunale le spari grosse sul Foglio di Ferrara comprensibile anche se non giustificabile, ma che le vada a raccontare sul sole-24ore mi sorprende assai o meglio si vede che la Confindustria va di male in peggio. Forse è quella che va sciolta.

Lillo Taverna Complimenti. Malgradotutto, malgrado tutto, è presente e vigile. Nell'intervista mi colpiscono tre cose.

Lillo Taverna Complimenti. Malgradotutto, malgrado tutto, è presente e vigile. Nell'intervista mi colpiscono tre cose: i politici mi paiono piuttosto disinformati rispetto alla abnormità della tassazione della raccolta dei rifiuti solidi urbani a Racalmuto. Manca quel contato stretto e approfondito con la cittadinanza specie quella che è più addentro nelle vere questioni del momento. In secondo luogo, questa faccenda degli LSU che rischiano il licenziamento a Racalmuto (ribadisco: rischiano ma nessuno potrà licenziarli. Vi sarebbero tante norme ostative) viene affrontata con molta approssimazione e leggerezza. Non si scherza con il lavoro della gente specie in questa congiuntura. Terzo: il M5S che se si presenta vince a Racalmuto le elezioni, basterebbe un nome di forte profilo politico e sociale, non riesce neppure a presentare una lista. Sfuggente l'onorevole in proposito. Tragico questo declino di un gran bel movimento. Spero che almeno a Racalmuto si dia un colpo, si presenti la lista magari svicolando dai tanti ostracismi che vengono da fuori.

RELATA refero


La ringrazio perché mi informa di queste interessanti iniziative portate avanti da uomini di cultura come voi, nel nostro paese. Spero di essere presente a Racalmuto per la festa del Monte e aver modo di partecipare a questa mostra che sarà esposta al castello.



Lillo Taverna

https://fbstatic-a.akamaihd.net/rsrc.php/v2/y4/r/-PAXP-deijE.gif22/03/2014 15:59




Ed io ringrazio davvero te che onori Racalmuto. Le nuove generazioni del mio pase sono meravigliose. Spero proprio che prendano in mano questo paese per ora preda di anime morte e lo risollevino, lo portino là dove tende dove anela. Racalmuto ha un fulgido avvenire.Sotto il profilo economico mille splendide prospettive bussano alla porta. Sotto quello morale? Non lo so- Quale uomo del millennio scorso tendo a giudicare secondo antichi canoni etici. Ma sbaglio come sbagliano tutti coloro che credono che il mondo dell'etica sia statico ed immutabile.

Domenica



Oriana Penzillo

https://fbstatic-a.akamaihd.net/rsrc.php/v2/y4/r/-PAXP-deijE.gif23/03/2014 20:14




Anch'io spero che noi giovani potremmo avere la possibilità di essere parte attiva del nostro Paese. Non le nego però, che i miei principi ed il mio interesse verso Racalmuto siano poco condivisi dai miei coetanei, pertanto di queste meravigliose generazioni, di cui le parla, ben pochi ragazzi si salvano; la maggioranza ragiona con la mentalità del mio caro nonno agricoltore, e vede come se "portasse i paraocchi". Spesso mi domando se riesco o meno a trasmettere la volontà che fermenta in me, nel voler portare un miglioramento, ma in confidenza le dico: "come potrò aiutare Il Paese Della Ragione, se non avrò neanche la possibilità di viverci?". Come lei forse già sa, io a Novembre dovrei laurearmi e la paura che mi assale è proprio la suddetta; tanti sforzi, tanta fretta, per contribuire nel portare nel mio Paese ciò che ho appreso, ma so già che sarò ripagata con la costrizione di restar fuori. Lei nella sua bellissima risposta, ha parlato di profilo morale...io non saprei che risponderle, perché penso ciò che può essere giusto per me, può non essere condiviso da lei; l'importante è che ci sia rispetto e che si veda l'altro con gli occhi in cui una madre guarda il proprio figlio, solo così saremmo sicuri di non far del male.



Lillo Taverna

https://fbstatic-a.akamaihd.net/rsrc.php/v2/y4/r/-PAXP-deijE.gif23/03/2014 20:19




Carissima, io dall'alto ei miei 80 annie consentimoi con la saggezza che la mia professione mi ha impostoo inoculato vedo roseo. Vado a cenare continuerò dopo



Lillo Taverna

https://fbstatic-a.akamaihd.net/rsrc.php/v2/y4/r/-PAXP-deijE.gif23/03/2014 20:59




Dunque, mi pico di intendermi di economia. Credo di avere qualche confienza importante. Ebbene per questo sono ottimista. Racalmuto entrerà di forza nel binomio delle future prospettive economiche: turismo ed argicoltura. Dallarcheologia alla letteratura all'archivistica e va discorrendo è ricca di esori che inevitabilemte verrano sfruttate per ilturismo. E questa gioventù racalmutese, così bella, così sana così intelligente ed ora così disinibita è un patrimonio fulgido che darà prosperità e benessere. I costumi si inquineranno ancor di più. Ma a me laico impenitente sai quanto me ne frega. Ho soloinvidia perché ai miei tempinon c'era nulla. c'era il ringioso mralismo del circolo ella concordi di cui parla Sciascia(anche ui coinvolto) nelle parrocche diRegalpetra. Quanto alla argioltua: vai a vedere cosa cìè già a Garamoli.Non devo fare qui un trattato. Si aprono autostr<de e il vehiume di Racalmuto può solo borbottare, sparlare. perdere tempo tra l'Agorà e il BS. Scopro che abbiamo un tesoro immenso: alabstro di quattro categorie da gargilata a Sacchitieddru, credo una diecina di chilometri libneare. A sfruttare quella ricchezza civuole un nulla. Tuo padre mi ha già capito (unico) ma è troppo intriso di prevenzione verso di me e si inventa falsi appuntamenti a Grotte per non parlarmi.Ma un progetto ce l'abbiamo. Un gran consorzio fra tutti quei proprietari terrieri e un accordo (io parlo di ricattO9 con il Morgante del'Italkali. Tutte le terre della forestale dovrebbero venire requisite e farne una mega cultura di melograni come l'Iraq s l'Iraq ha fatto a Campobello. Se di questo ti ho già parlato, perdonami se mi ripeto. ma si tratta di miei pallini. Se sbaglio la dattilografoia non f niente, basta che acchiappi il concetto. E via discorrendo. Non voglio essere lung.

Qualcuno mi sta moderando ......

Qualcuno mi sta moderando a Malgrado tutto. Spero che non censuri questa mia marxista doglianza:Mamma mia, mi sono tutto spaventato. Abbiamo un nuovo dittatore a Racalmuto. Cara stampa non dar notizie se non ti passano la velina come ai tempi della Stefani. Signor segretario provinciale del PD vuole acclarare come è stato eletto questo signore a segretario comunale. Dopo la risibile unanimità oltre il numero dei voti al PD dobbiamo ora avere la beffa del niet manigliano? Malgrado Tutto è sempre bene informato. Qualcuno alla casa del Popolo non gradisce e smentisce? In che mani è caduto questo mio glorioso PD! Si abbia almeno il pudore del silenzio.
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Piace a Fausto Di Bartolomeo, Santina Merulla e Salvatore Picone.


Lillo Taverna Non sono stato censurato. Malgrado tutto ha onorato la serietà della sua genesi sciasciana. Mi ha regolarmente e tempestiamente pubblicato.. E dire che corre rischi: se questi reduci columbiani dovessero alla fine morovestiti arrivare al Comune le vend...Altro...
11 ore fa • Non mi piace più • 2



Vincenzo Maniglia Vorrei ricordare a lillo taverna, storico sostenitore dei partiti, che le regole in democrazia vanno rispettate e che la mia smentita su malgrado tutto va intesa come rispetto al Direttivo del partito che ha la il compito e la competenza di scegliere il candidato sindaco.
5 ore fa • Mi piace



Giovanni Salvo Caro Ispettore e compagno...non e' che forse la verita', oltre al problema del sindaco... che qualcuno vorrebbe nel frattempo ritagliarsi il ruolo del Vespa di turno? Condizionare , con i potenti mezzi e mezzucci, al grido di " e' la stampa baby" , e dunque stabilire, orientare, simulare, dissimulare? Dopo l'abito talare fatto indossare a candidati e autocandidati presso il mausoleo dell'ovvieta' sciasciana, dal buon purosangue del giornalismo racalmutese, mi chiedo e ti chiedo, cosa ci aspetta di buono? Intanto si continuano a sponsorizzare e lanciare candidature, per carita' anche buone, ma rigorosamente "equipollenti"...che alla fine possano azzeccarci? Il plastico di Santa Chiara rischia cosi' di cementificarsi? Specialmente in assenza di candidati a Sindaco coraggiosi, disposti persino all'abjura? CON LA STIMA DI SEMPRE.
2 ore fa • Modificato • Mi piace • 1



Lillo Taverna Da storico non posso che ricordare che tutte le dittature ricorrono alle elezioni plebiscitarie. Ma di solito fingono che una sparutissima minoranza dissenta. Mi vuol dire Maniglia (s'intende nulla di personale, mi è persino parente) quanti erano i votanti in quella sera alla Casa del Popolo intestata a Federico. Cifre astronomiche mi si dice. IRRREALI. Quanti dissensi? NESSUNO. Siamo in democrazia? NO. Tra me e MALGRADOTUTTO non corre buon sangue. Odio quel giornale per la paura di amarlo troppo. MALGRADOTUTTO però è foglio locale (unico) serio coscienzioso preciso, magari civettuolo, magari letterariamente prezioso. Se Malgradotutto ieri pomeriggio mi informa che il papa nella casa del popolo era stato eletto, che certi accordi erano stati raggiunti. che a Maniglia ora restava solo di dimettersi per dignità, non crederò mai che l'organo di stampa quasi ufficiale racalmutese si sia inventato tutto, abbia fatto del sensazionalismo giornalistico. Malgradotutto non fa di queste cose. Magari spesso è reticente ma sempre preciso e circostanziato quando fornisce informazioni. Quelle che dà sono VANGELO. Allora che cosa è successo tra le ore 14 di Domenica le ore 21 quando viene diramata la dittatoriale smentita. Vero è che informandomi presso Ciccio Marchese - che peraltro stomacato per quello che sta avvenendo nella Casa del Popolo spesso diserta le riunioni - mi aveva messo sull'avviso che il mio partito è ormai un caravanserragli senza alcun centralismo democratico: Renzi contro D'Alema a Roma; Capodicasa contro chi non so bene ad Agrigento e Maniglia-Giglia contro ora Emilio Messana a Racalmuto. Il mio cuore vetero comunista sanguina. Ma se adesso Maniglia non si dimette perché non DEMOCRATICAMENTE eletto io continuerò a gridare che nel MIO partito si è intrufolato un alieno dittatore dal cipiglio prussiano. Prima che storico mi sento politico impegnato che ha pagato per le sue idee e non ha cercato mai prebende consolatorie.
circa un'ora fa • Mi piace



Giovanni Salvo Il problema dei ravanelli...in effetti e' un neo del PD.
59 minuti fa • Mi piace



Lillo Taverna Carissimo Giovanni, sai quanto ti stimo ma stavolta non ti ho capito e se ti ho capito non condivido. Malgrado tutto faccia tutte le candidature che vuole. Alfano scriva quel che gli piace (ma spero che tu abbia letto il mio contrappunto), ognuno fa il suo gioco. Ma a me questo microteatrino della politica paesana manco mi diverte soltanto ce l'ho in uggia. Qui c'è da scegliere l'avvenire di Racalmuto ed a me le beghe a Roma tra Renzi e D'Alema, tra Capodicasa e non so chi ad Agrigento mi interessano ben poco. Ma quando a Racalmuto vedo scimmiottare quelle contrapposizioni là, romano-agrigentine, mi salta il sangue alla testa. I compagni di viaggio non si scelgono, si trovano. Collura, Penzillo e soprattutto Mulè e Bongiorno a me non piacciono ma senza di loro si vince? Non si consegna il paese all'Urologo? E i tuoi abiti talari lì sono di rigore. Tra Morena (rispettabilissima signora ma politicamente inconsistente salvo qualche affinità familiare) e Emilio non ci dovrebbe essere partita. Io ad Emilio potrei portarlo a Campo dei Fiori per un paio di miracoli economici a Racalmuto. Con lui potrei fare monetizzare da banche cinesi ceevestite i quindicimilioni di euro di crediti comunali certi, liquidi ed esigibili; riuscirei forse a recuperare per solo scalo merci il gran progetto aeroportuale; costituire municipalizzate ardite sperimentali ed altre cose minori ma forse più praticabili. I tuoi ammiccamenti, allusioni invettive (che spesso non capisco) mi sembrano acqua toggia spumeggianti vetuste baruffe chiazzotte. Del resto si sa i Racalmutesi sono arditi nel buttar anonimo fango sul prossimo ma paurosissimi a denunciarne a viso aperto magagne, peraltro vere.
31 minuti fa • Mi piace



Giovanni Salvo Mio malgrado...era semplice autocritica. Null'altro.
26 minuti fa • Mi piace



Lillo Taverna Mi telefona in questo momento Alfano. Giustamente si lamenta per certe mie sbavature nel contrappormi ad un suo brillante articolo. Mi dice: ma io sono un uomo di sinistra ma come lei ad attribuirmi opzioni destrorse? Mi sono scatenato. Ma da quel gran signore che è il dottore Alfano non se la prende più di tanto e chiude signorilmente l'incidente. Ma caro Giovanni, una cosa mi svela. La faccenda delle elezioni del papa in Casa del Popolo non se l'era inventata. Tra le righe mi fa capire chi erano stati gli informatori. Lui negherà ma io ho intuito che era stato lo tesso Maniglia. Tutti negheranno, ma una verità negata cessa di essere una verità? Che paese, il mio!!!!

Non voglio prefiche venute da Nord

Mi dispiace per l'amico Alfano ma mi sa che il suo destro vedere gli distorca il vero. Purtroppo per me, la sparata di stasera di tal maniglia, l'uomo che approda a sinistra chissà da dove, darà aire a questi ex signorotti di paese che invocando il loro nuovo vogliono l'antico vecchio. Messana al Comune sarebbe il nuovo, il pulito, il saggio, l'avveduto, l'avvenire. Viene dalla scuola del progresso, dalla predilezione per chi soffre, non avrebbe istinti  a lasciare ricchi i ricchi fingendo pietà per i poveri. Non ha giochi di potere dietro le sue spalle, non viene da ricche cliniche,  nessuno mai l'ha promosso podestà su nessun retrivo Foglio. Non è poi vero che sono stati i regimi locali a sconvolgere il paese. Lui non ci è mai stato. Viene da Caltanisetta, è partito per il Nord, è vissuto nelle grandi e reazionarie industrie che dalla Francia allattano i nostri bambini straarricchendo. Racalmuto si è fatto da sé, è progredito giorno per giorno per merito dei laboriosissimi e parchi suoi concittadini, che hanno sempre bene scelto, in modo rivoluzionario, cacciando a calci nel culo quei presutuosi del circolo sedicente nobile. Errori, grasti, disturbi e dove non ci stanno? Abbiamo visto cosa sanno fare i nordici a Milano, a Torino e i chierici a Roma. Ma mi facciano il piàcere. Sono tre anni che siamo amministrati dal Viminale. Che disastro!! La monnezza folle chi l'ha inventata. I sindaci passati o questi signori che se li critichi ti mandano i carabinieri dichiarndoti un calunniatore. Chi non ha risolto il problema del cimitero? I signori di Roma. Chi ha lasciato che cooperative rosse facessero scempio  elle nostre ubertose lande  senza assumere racalmutesi (solo 9+1 su 1600 addetti), ma sempre loro, non certo i miei compaesani che erano stati eletti democraticamente. Chi lascia gestire ai soliti noti le prebende culturali, chi se ne infischia del nostro patrimonio archeologico. Chi non controlla arcipreti he smarriscono cimeli archivistici seicenteschi. Chi non sa gestire 10 precari oggi e tanti domani per non sapere neppure applicare le innovazioni regionali. E potrei continiare. E la colpa è della inesistente mafia? e la colpa è di chi è stato allontanato poco democraticamente dalla gestione comunale. Mi embrano tempi apocalittivìci. Oddio, oltre agli urologi dobbiamo subire anche apolidi prefiche del nord?

domenica 23 marzo 2014

Qualcuno mi sta moderando a Malgrado tutto. Spero che non censuri questa mia marxista doglianza:Mamma mia, mi sono tutto spaventato. Abbiamo un nuovo dittatore a Racalmuto. Cara stampa non dar notizie se non ti passano la velina come ai tempi della Stefani. Signor segretario provinciale del PD vuole acclarare come è stato eletto questo signore a segretario comunale. Dopo la risibile unanimità oltre il numero dei voti al PD dobbiamo ora avere la beffa del niet manigliano? Malgrado Tutto è sempre bene informato. Qualcuno alla casa del Popolo non gradisce e smentisce? In che mani è caduto questo mio glorioso PD! Si abbia almeno il pudore del silenzio

Qualcuno mi sta moderando a Malgrado tutto. Spero che non censuri questa mia marxista doglianza:Mamma mia, mi sono tutto spaventato. Abbiamo un nuovo dittatore a Racalmuto. Cara stampa non dar notizie se non ti passano la velina come ai tempi della Stefani. Signor segretario provinciale del PD vuole acclarare come è stato eletto questo signore a segretario comunale. Dopo la risibile unanimità oltre il numero dei voti al PD dobbiamo ora avere la beffa del niet manigliano?  Malgrado Tutto è sempre bene informato. Qualcuno alla casa del Popolo non gradisce e smentisce? In che mani è caduto questo mio glorioso PD! Si abbia almeno il pudore del silenzio

Ripeto que che dicevo sul Monte dei Pashi di Siena. C'è qualcuno che osa contraddirmi?

Peccato che non ho confidenza alcuna con Umberto Eco, diversamente l’avrei pregato di spiegarmi la significatività di questo passo della nuova letteratura economica della Banca d’Italia:
«L’esigenza di recuperare margini reddituali ha indotto a perseguire strategie di carry sull’intero bilancio d’investimento in titoli governativi italiani che hanno richiesto il reiterato superamento dei limiti interni e determinato un’elevata esposizione  a rischio ad alto tasso di interesse.»
E perché ha saputo una cosa del genere la Tarantola deve andare in galera? Davvero è legittimato il Rizzo banchiere ad affernmare che lui nulla aveva da dire: solo confermare la rappresentazione di fatti gravi che un ispettore BI aveva effettuato alla Taranola?
Non conosco l’inglese, anzi lo odio: quindi ho preso un vecchio vocabolario e trovo due significati alla voce CARRY, il primo non mi dice nulla, il secondo mi diverte: “portata di cannone , di fucile, di palla da gioco, di un fiume di un battello  - posizione del ‘peresent  arm’.
Ma questi del MPS che si sono messi a sparare cannoni e fucili con la loro “politica di bilancio”. Vecchia faccenda quella della magistratura di Milano che nulla sapendo di bilancio pontificavano sul divieto di siffatta politica. Ed il buon ONIDA, reduce da una scuola che risaliva al buon Luca Pacioli, controbatteva che il bilancio “è una realtà pensata” e nessuno può fornirne la la formula matematica “come non si può dare la formula chimica dell’acqua sporca che corre  sula strada”.
Ai magistrati allora appariva mistificazione connivente. Alla Banca d’Italia vi fu una repentina conversione alle concezioni aliene anglosassoni del bilancio quotidianamente verità e alla sottomissione anche degli enti pubblici economici alle ferree leggi del mercato, all’aziendalismo privatistico.
Solo che dopo anche per poter far fingere di “vigilare” “controllare” “prevenire” “punire” si inventò una evanescente “vigilanza prudenziale” di cui il buon dottore Vincenzo Cantarella (e crediamo anche il suo valente numero due) un perlucido esempio in questo rapportino tanto divulgato, tanto incriminante secondo l’attuale imperante vulgata.
Così si legge impunemente:
In un lettera pubblicata oggi dal «Giornale» Antonio Rizzo, ex manager Dresdner Bank - ora alla Bcc di Carate Brianza - e principale teste d'accusa nei confronti dei vertici Mps ascoltato ieri in Procura in merito alla banda del 5 per cento, ha cercato di ridimensionare il proprio ruolo nella vicenda: «ho denunciato il malaffare nel 2008 e il sistema per il quale lavoravo ha cercato in tutti i modi di farmela pagare», esordisce. Precisa anche che non è un martire perché per anni ha incassato lauti stipendi e bonus.
Nella sua lettera al quotidiano milanese Rizzo dice innanzitutto che ormai le leggi non riescono a disciplinare «in tempo reale» la materia dei prodotti finanziari, che si evolvono in modo veloce. Ma nonostante ciò boccia la proposta di Bersani della «commissione d'inchiesta sui derivati» bollando la vicenda Mps come «un chiaro caso di falso in bilancio, malversazione e probabilmente approvazione indebita ai danni degli azionisti grandi e piccoli».
Per arrivare a questo scarica barile:
«Non sono io il supertestimone ma la dottoressa Tarantola» - dice Rizzo -, l'ex vicedirettore generale della Banca d'Italia che nel novembre 2010 lesse la relazione dei propri ispettori su Mps non trovando nulla da eccepire. Di diverso avviso sembra essere la Procura di Trani, orientata all'archiviazione della posizione dell'attuale presidente Rai.
Rizzo attacca anche il ministro delle Finanze, Vittorio Grilli, per non avere saputo spiegare le responsabilità politiche e istituzionali sui buchi nei conti Mps. Riserva infine due siluri all'operazione Casaforte - approvata dalla Vigilanza - e secondo lui volutamente tenuta sotto traccia, e ai Monti bonds, operazione di «trasferimento di ingenti capitali dall'economia reale e dallo Stato alle banche con la complicità dei loro amici» e il più grande derivato stipulato a danno del contribuente italiano.
La dottoressa Tarantola si doveva impressionare per il fatto che in MPD vi era stato “un investimeto a leva in titoli governativi italiani”.
Che doveva fare il MPS investire in tioli governativi francesi o meglio tedeschi (così la Merkel era ontenta) o da quei marpioi dei banchieri olandasi di rito scozzese?
L’ho etto mille volte e lo ripeto:la Tarantola non mi è simpatica, piace troppo a Bertone, Berlusconi e Tremonti. Solo così dalle filiali (sia pre anche dalla dsìsede di milano) è approdata a quel tritacarne che è la Banca d’Italia dell’Amministrazione Centrel romana. Ma aveva raggiunto un ruolo di masma immedesimazione organinica nel settore della Vigilanza.
Verrà dalla Bocconi, ma non ha vissuto il melodramma della trasfomazione ella vigilanza tradizionale (triplice profilo: saldezza patrimoniale, equilibrio negli indici di liquidià e buona redditività) a quella c.d. “prudenziale” dlizia dei tanti Basilea, pedina di lancio di tanti rampanti funzionari di palazzo Kch.
Tutto sommato la Tarantola era ferma a quello che scrivevo a De Mattia:

Quel che avviene alla scuola media di Racalmuto: si mangia e si balla, ma la preside Raimondi vieta un'ora di lezione al circolo Unione sulle favole della Dittatura di Sciascia. Il Ministero della PI approva?

 
 
 
Quel che avviene alla scuola media di Racalmuto: si mangia e si balla, ma la preside Raimondi vieta un'ora di lezione al circolo Unione sulle favole della Dittatura di Sciascia.  Il Ministero della PI approva?

Racalmuto - Video Ballo di Primavera (scuola media Pietro D'Asaro)

 
Lillo Taverna Tra un bignè ed un osceno ancheggiare in piazza volevo frammettere un respiro alato fra le favole sciasciane e i colori di Bruno al Circolo Unione. Ma la preside Raimondi, interdetta dai mentori locali, ha negato il permesso. Se questa è la nuova scuola, vedo le mie tasse sprecate.

Se quel che leggo in Malgrado Tutto risponde a verità, ne sono veramente felice. La ragione a Racalmuto torna a vincere. Plaudo ad Emilio Messana Sindaco di Racalmuto. Avrà tutto il mio entusiastico appoggio. Il PD è l'unico partito assennato ed organizzato a Racalmuto. Il PD saprà risollevare le sorti di Racalmuto. Il PD è la politica con la P maiuscola, la cultura, l'equità, la saggezza, la perspicacia. Spero che la Racalmuto che vota afferri questa occasione d'oro che le si presenta. Forse è l'ultima spiaggia.

Se quel che leggo in Malgrado Tutto risponde a verità, ne sono veramente felice. La ragione a Racalmuto torna a vincere. Plaudo ad Emilio Messana Sindaco di Racalmuto. Avrà tutto il mio entusiastico appoggio. Il PD è l'unico partito assennato ed organizzato a Racalmuto. Il PD saprà risollevare le sorti di Racalmuto. Il PD è la politica con la P maiuscola, la cultura, l'equità, la saggezza, la perspicacia. Spero che la Racalmuto che vota afferri questa occasione d'oro che le si presenta. Forse è l'ultima spiaggia.

A proposito del villaggio della Monteison di Racalmuto

Sì. giusto ma mi piacerebbe che  si facesse luce su quelle centinaia d migliaia di euro che il Comune si era impegnato a sborsare per acquisirne la proprietà. E pare che nulla poi hanno voluto fare i commissari subodorando irregolarità a iosa. Hanno torto? E se hanno ragione? In questo clima elettorale fatto di sciocche conventicole per arraffare le sedie comunali sarebbe bene che l'elettorato attivo di Racalmuto sapesse e quindi poter votare a ragion veduta, soprattutto per un bel vade retro satana di tanti che magari con  belle foto di Alfano si ripropongono come campioni di perbenismo amministrativo

Ne vorremmo, ne dovremmo parlare con i signori Commissari del Comune di Racalmuto, ma quelli non vogliono essere disturbati: non parlare al conducente pare che abbiano scritto sull’architrave dei loro saloni ottocenteschi.

Tanto per alleggerire il discorso, rivolgo la mia salace attenzione a questo reliquario: la copia della delibera del consiglio comunale del 25 marzo del 1978. Nasceva il più immarciscibile  piano regolatore della nostra Racalmuto. Vige tuttora. La promessa dei commissari  è però stentorea: ENTRO LA FINE DEL LORO INCARICO AVREMO UN NUOVO PIANO REGOLATORE. Intanto non disponiamo neppure della perimetrazione di legge da cui far partire i punti zero per calcolare l’area A, l’area B e l’Area C sulle quali gravano tariffe monnezzare  agevolate.

Ci sollazza l’idea che il più longevo dei nostri amministratori è il mio carissimo amico Carmelo Collura, sempre presente, sempre vigile. Lo so di indefettibile memoria; se volesse potrebbe far luce sulle trame che spinsero la Regione Siciliana a inventarsi un pronunciamento del consiglio avverso all’ufficio tecnico di allora, per consentire a certe mani sulla cittadina di costruire  ad libitum.

Sedevano sugli scranni del refettorio (se ci azzecco) delle monache clarisse figure storiche della politica del dopoguerra. E noi che il vizietto della microstoria ce lo abbiamo tutto non finiremmo più dal chiosare, rammentare, punzecchiare.

Ricordiamo l’avvocato sindaco Totò Marchese, il chi l’ha (più) visto Antonio Baldanza, il compassato della Fiamma Giovanni Fantauzzo, l’erculeo avvocato Angelo Pillitteri, il pastaro Totu Baiamonte con il consocio Angelo Saccomando, l’inossidabile Salvatore Falco,  e poi, alla rinfusa dal dottor Totino Petruzzella ad Avarello, ad Amato, a Cavallaro, a Borsellino, Casodino, sino a finire a Calogero Cacciato. Spiccano certo l due nostri veri onorevoli: Milioto e Martorana (ma questo invero fu onorevolino.) Stavamo omettendo Carminu Gueli, ‘Ngilino Morreale, Fofu Farrauto e Santo Pinò.  Ma vanno citati a parte Cino, Morgante e Chiodo miei affini nelle opzioni rosse. Annoto Alessi e Sbalanca e quindi debbo mettere in tutta evidenza l’altro mio amicissimo Ignazio Petrotto che dimentico della lotta a suo tempo fatta con me e con Lillo Savatteri a Dino Casuccio non so ove militasse in quel  lontano 1978: me ne stavo in ispezione al Nord per saperlo.

 

 

Ma lascio e tralascio quella quindicina di fogli verbalizzanti e quelle tavole (meno una dicono, ma non è vero) allegate per soffermarmi su questo foglio della gazzetta ufficiale della Regione Siciliana del 1980. Due anni dopo dunque.

I BB.CC. di allora, invero bovinamente, appongono questi vincoli archeologici su San Bartolomeo. Bastava dire foglio 61 – tutto pieno di reperti archeologici come hanno comprovato Mulè e  Calderone nel foglio consegnato alla Soprintendenza e da noi puntigliosamente trascritto in questo blog – e il gioco era fatto senza sprecare tante parole. No! Si son volute segnare tante particelle. Così è venuta fuori una pelle di leopardo che qualcuno danneggia e qualche altro favorisce ed è facile capire chi.  Ma dopo alla rinfusa agiscono per contrade: Bovo, Villa Nalbone e Serrone e quindi Monte Castelluccio e contrada Castelvecchio, contrada frà  Diego e località  Fico Troina; località Rocca Rossa (fra Grotte e Racalmuto) e località Grutticeddi o Grotticelli che dir si voglia.

Ho saltato volutamente località Pietralonga e sanno perché signori Commissari? Perché quella è località del territorio di Castrofilippo. Decenni ho passato per trovarla a Racalmuto quella località: niente. Solo una mia vecchia zia monaca in un viaggetto a Canicattì ebbe ad eslamare : Ecco Petralonga. Le monache hanno memorie infantili incancellabili. Così ho scoperto dove era quella località ricchissima di tombe sicane a dire  dell’ing. Mauceri di Caltanissetta. La Soprintendenza aveva apposto vincoli deducendoli  da certi lisi Bullettini archeologici che ho avuto modo di consultare qui a Roma a Palazzo Venezia.

Si dirà: ma che importanza hanno quei vincoli?  sono “desueti”. Solo che quando vogliono  quelli dell’Ufficio Tecnico di Racalmuto se ne ricordano. Rarissimamente, a dire il vero,  e quando c’è qualche antipatico magari come me da colpire. Di solito però non vedono e non sentono. Mio fratello che è mente fina e tecnico tosto mi dice che un vincolo senza indicazione catastale non è individuabile. Giusto ma mi vien fatto di pensare che potevano bene i signori della Soprintendenza precisare meglio il patrimonio archeologico racalmutese da preservare dalle manie cementizie. Soprattutto era l’Ufficio Tecnico che avrebbe dovuto farsi parte diligente. Ne ho scritto qualche volta. Meglio tacere. Ma voi che venite da Roma o giù di lì sapevate? E se sì, cosa avete fatto? se non sapevate .. ora sapete. Vi tocca vigilare, no?

 

Da chi compreresti una macchina nuova? provoca Malgradotutto. Ecco la mia risposta

Non avrei scelta, da nessuno. Perché nessuno di costoro   vende macchine vecchie. Anzi vorrebbero da me gratis una macchina nuova. Il mio voto potrebbe davvero consentirgliela. Ma anche ad  Adile che di macchine ce ne ha tante di sue e di grossa cilindrata sia per antica collocazione di mobili all'inizio vecchie poi di gran lusso e in varie zone di Palermo sia per essere stato a capo di cliniche palermitane, un nome una marca una garanzia. Già! non he ha bisogno ed allora perché è sceso a Racalmuto, perché incurante dei pericoli in un mondo che per la prefettura di Agrigento è mafiosamente infiltrato, perché è andato ad umiliare la petizione di un benedicite al riottoso arciprete nottetempo, perché s'imbarca con il diverso macellaio. Perché persiste. Ma chiaro perché Crocetta&C comandano e il picciotto parte. Abboccherà Racalmuto? Spero di no. Allora vendo il mio voto alla bella Morena. Beh! Morena per Morena credo che alle primarie la spunterebbe il mio amico Caloiro Giglia. Mi è molto simpatico e si è intruppato nel mio partito. Perché no? Ma mi raccomando cose chiare. E caro etico storiografico, con quel cappello non ti voto, sa molto di pretesco. E poi dietro vedo ricatti canicattinesi  agenziali. Lo so che non ti presenterai per sindaco. Non ti votarono quando eri con me intruppato nelle liste del perdente Milioto, vuoi che ti votino adesso? No, caro. Tu non sei fesso.Tanto rumore adesso per una vicesindacatura dopo. Ma non hai fatto male i tuoi calcoli? Chi ti prende? a destra c'è già Borsellino come vice; a sinistra non si sa chi candidare a sndaco figurati il vice che in ogni caso non puoi essere tu. Forse con il M5S ma quelli ancora devono mettersi d'accordo per vedere se presentarsi, figurati se pensano a te. E il mio parente Brucculeri? Se è furbo e fa quello che gli ho suggerito fa a finire che il sindaco lo fa lui ed io potrei davvero aspirare alla sedia di vicesindaco dei Fratelli d'Italia. Resta Emilio. Ma quello sarà sicuro il sindaco di Racalmuto, è l'unico che sa come fare per risolvere il problema dei precari. Mi ha illuminato una sera andando da Borsellino a comprare tanta carne per il successivo giorno domenicale. Mi fa ridere quel sindacalista cgiellino che invece di recitare il mea culpa per avere proposto una soluzione in base ad una legge già abrogata si mette ora su MALGRADOTUTTO a darsi a spocchie erudite e a contumlie cntro chi dice cose che lo ridicolizzano. Resta Maniglia? Già!! Se vince le primarie mi metterà in imbarazzo, mi costringerà a presentare una vera lista comunista non per vincere ma per farlo perdere.  E allora alla fine forse la spunterà Cavallaro specie se rinuncia all'idea podestarile di fogliesca memoria e sempreché mi scelga come suo vice. Guarda caso, è l'unica foto che qui manca. Non nominare il nome di Cavallaro invano. Quale comandamento è?
Mi giunge del tutto anonima una lettera contenente due foto: due pose di un elmo. Senza dubbio rinvenuto a Racalmuto. Ove quando come ovviamente mi è del tutto ignoto. Pubblico qui le foto nella speranza che qualche anima pia mi dia più pertinenti ragguagli. Sinora solo un caro amico secondo cui non vi sarebbero dubbi; sarebbe un elmo saraceno. Resto molto scettico. Gli armamenti dei saraceni non potevano essere tanto sofisticati almeno relativamente a quei villani berberi che si sono insediati per due secoli e mezzo nelle nostre ubertose lande- Cerco riscontri, note per confronti e trovo questo elmo romano del II-III a. C. che mi pare rassomigli al ritrovamento occulto racalmutese- Saremmo in piena guerra punica. Non posso quindi che richiamare una mia - scusatemi l'immodestia - bella pagina del libro che le locali autorità persistono nell'ignorare e cioè il mio RACALMUTO NEI MILLENNI. Quest'elmo dunque se romano e se del secondo terzo secolo a.C. con quel foro frontale che qualche lancia o vigoroso lancio di pietra può avere provocato per la morte del guerriero può agevolmente inquadrarsi nel mio antico scritto e addirittura avvalorarne archeologicamente le tesi storiche che vi svolgo. Congetture certo. ma come ben si vede piuttosto documentate, in certo senso avvalorate. Accoglierò volentieri critiche, ragguagli. osservazioni. Sarebbe bello che sorgesse tra noi microstorici di Racalmuto un confronto civile pur se schietto.
 
Nel 264 a.C. scoppia la prima guerra punica e la vicenda siciliana si avvia melanconicamente a divenire la scansione di un'oscura appendice della lontana e suprema Roma. La Sicilia assurge all’inglorioso ruolo di provincia che secondo Cicerone: «prima docuit maiores nostros quam praeclarum esset exteris gentibus imperare». Già, la Sicilia fa gustare per prima ai Romani quanto fosse bello soggiogare popoli stranieri. E, ancora - dopo un secolo e mezzo - Sicilia, Akragas (e ancor più Racalmuto) saranno per i romani nient'altro che «extera gens» [gentucola straniera] da dominare e da proteggere solo perché «ornamentum imperi». Roma conquistò Akragas nel 261: dopo un assedio di sei mesi, le scomposte furie dei romani si sfogarono ignominiosamente sui poveri cittadini agrigentini. Né beni, né donne e neppure gli stessi uomini furono risparmiati: 25.000 dei suoi abitanti furono venduti come schiavi. Sette anni dopo, sono i cartaginesi a rimpadronirsi della città, dopo avere distrutto la flotta romana che ritornava dall'Africa.
A farne le spese è ancora una volta Akragas: i cartaginesi bruciano ogni cosa, abitazioni e mura. Riteniamo che la terra di Racalmuto dovette risultare alquanto decentrata per subire direttamente le atrocità di quella guerra punica. Ma i riflessi dovettero esserci, dolorosi e devastanti. Lutti per i parenti che si erano stanziati nella vicina polis; distruzione di beni; spoliazioni, rapine, banditismo, vandalismi ed altro. Le antiche fonti nulla ci dicono sui successivi due decenni: verso lo spirare del secolo, Akragas e la vicina Eraclea Minoa appaiono saldamente in mano dei cartaginesi. Tra il 214 e il 211 a.C. un massiccio movimento di uomini armati - si parla di 40.000 militari tra i quali 6.000 cavalieri - su 200 navi parte da Cartagine per raggiungere la Sicilia. Punto di approdo è Akragas: sulle colture raculmutesi si abbatte il gravame di apporti alimentari a quegli eserciti tutto sommato stranieri. Nel 212 a. C. tocca a Siracusa cadere nelle mani dei romani ed il grande Archimede finisce ucciso per mano militare. Per i cartaginesi, nel grande scontro con i romani, le sorti belliche volgono al peggio: i fenici ripiegano su Agrigento, ultimo baluardo delle loro difese. Mercenari numidi consumano l'ennesimo tradimento. Akragas cade ancora una volta in mano dei romani; ancora una volta popolazione e beni diventano bottino di guerra per una vendita sui mercati del mondo. Levino a Roma fa il suo trionfale rapporto. Per Racalmuto inizia l'epoca di agro ferace per le distribuzioni di grano nella lontanissima Roma. IL PERIODO ROMANO Finite le guerre puniche, il console Levino avvia la Sicilia al suo secolare sfruttamento agricolo da parte di Roma. Dall'originaria Siracusa i gravami fiscali della legge Ieronica si estendono all'intera Isola, a tutto vantaggio delle plebi dell'Urbe: quell'estensione avviene con la lex Rupilia del 132. E così sotto il cielo di Roma una società di pubblicani appaltava la riscossione delle tasse sul pascolo (scriptura) e sui trasporti marittimi (portorium). Ma erano il grano, l'orzo, il vino, l'olio e i legumi di Sicilia che, assoggettati a decima, prendevano la via del mare per Roma. Ma per uno dei soliti paradossi della storia, Racalmuto in quel regime coloniale romano ebbe occasione e modo di sviluppo economico e demografico: il suo suolo ferace ed anche la sua vocazione alla viticoltura furono di sprone all'insediamento contadino. Niente grandi opere e neppure edifici; non si ebbe manco un toponimo che resistesse all'oblio dei tempi. Eppure, i segni di quel consorzio umano e sociale nel territorio di Racalmuto sono giunti sino a noi: resti fittili, anfore, monete romane ed altre testimonianze archeologiche. Nella contrada di S. Anna agli inizi del secolo furono rinvenute anfore in gran numero - forse proprio quelle che servivano agli esattori romani per trasportare il grano o l'orzo a Roma - e mi si dice che i proprietari dei poderi dell'epoca si affrettarono a farle sparire nelle voragini del monte Castelluccio per il timore di espropri o molestie da parte delle Autorità. E' tuttavia noto un reperto di grande interesse che fu trovato da tal Gaspare Vaccaro nel 1782: esso ci attesta della organizzazione esattoriale delle decime agrarie a Racalmuto da parte di Roma. Trattasi di una iscrizione latina pubblicata nel 1784 da Gabriele Lancellotto Castello, principe di Torremuzza, nel suo "Siciliae et adiacentium insularum veterum inscriptionum - nova collectio..". A pag. 237 il principe archeologo c'informa che l'anfora fittile rinvenuta a Racalmuto era una "diota" (anfora per vino) nel cui manico [«in manubrio diotae fictilis erutae»] poteva leggersi la seguente epigrafe: C* PP. ILI* F* FUSCI RMUS. FEC.

la trasuta di li miricani


La trasuta di li miricani Mini storia racalmutese di CALOGERO TAVERNA APPARECCHIU MIRICANU .... di Nicolò Falci APPARECCHIU MIRICANU ... (“apparecchiu miricaaanu, jetta bummi e sinni vaaaaa, apparecchiu miricaaanu jetta bummi e sinni vaaaaa ...” Passanu ‘n cìalu tanti aeroplani e ‘n testa a mia pinzera luntani (su comu granci ca vannu ‘nnarrìari) e mi riviju carusu arrìari. La guerra aviva finutu d’allura. A lu paisi la vita era dura e ni li gruìcchi ancora guzzìava l’ecu di bumma ca ‘n terra scuppiava. L’allavancavanu li miricani -ca chini avivanu l’aeroplani- p’arrigalari la dimucrazìa a la Sicilia, a l’Italia mìa. Ma tutti sannu ca a li carusi -pi fari un juacu cu antri vavusi- ogni occasioni ci duna lu spuntu, comu la cosa ca ora vi cuntu. Si n’apparecchiu passava, vulannu, li picciliddri, currìann’e ridìannu, ‘n coru cantavanu na filastrocca ... ... ... ma chiddru già era junt’a Milocca! (((“apparecchiu miricaaanu, jetta bummi e sinni vaaaaa, apparecchiu miricaaanu jetta bummi e sinni vaaaaa ...”))). Passa lu tìampu ma li miricani bumm’arrigalan’a cu voli pani, dimucrazìa pinsannu di dari a cu cujetu vulissi arristari. Spirassi, allura, ca ddri picciliddri, ca hannu pi tettu sulu li stiddri, uguali a nantri putissiru fari e ddra canzuna assìami cantari: ca ddr’apparecchi ca volanu gantu ad iddri ‘un portanu lacrimi e chiantu: eranu fansi, ma ora su mansi! Genti trasportanu ni li so’ panzi, genti pacifica ca viaggia in paci e pò firriari unn’è ca cci piaci. Chista è la spranza ca tutti avìammu, ed è cosa fatta si lu vulìammu. Calen di maggio; maggio mese dei fiori; maggio mese del mio compleanno. Siamo nel maggio del 1943. Il 10 di quel mese compio nove anni; frequento la terza elementare e pare che sia bravo a scuola: il primo della classe, dicono. Mio cugino, Giacomo Saccomando, non brilla molto a scuola, ma è davvero bravo con la "fileccia". Calpisce le colombe anche lassù nelle feritoie di "LU CANNUNI". Svelto coi pugni, si fa rispettare da quelli che vengono su LU CHIANU CASTIEDDU da SANTA NICOLA o da LA FUNTANA. Io dovrei essere un funtanaru, ma sto con mia nonna in una sorta di catoio DARRIERI SAN GNISEPPI, sopra la discesa di San Francesco. Mio cugino sta nelle CAMMARI di SUSU; il padre è militare in Grecia. Pur anzianotto è dovuto partire per soldato per il fatto che si era dovuto arruolare nella Milizia dopo un alterco con milite protetto da Carminu Burruano. Credo che allora mi invidiasse avendo io oltre che la madre anche il padre a casa. Da fanciullo mio cugino era piuttosto manesco e forse cattivo: con gli animali era piuttosto crudelle. Io ero fragilino, tanto pio e volevo farmi parrino. A giocare al dottore con le bambine non andavo: mon sapevo neppure cosa facessero. Ed Angila la figlia di Rita mi ebbe per superbo e ce l'ebbe con me persino a tardissima età. Era bruttarella, oltretutto, e semmaio io arrossivo ed abbassavo gli occhi per una biondina di San Giuliano. A vederla dopo, piccoletta e rachitella, ebbi a dubitare delle mie capacità discernitrici. In quel maggio, con mia nonna e con la sorella di mia nonna - la zza Turidduzza, spirlongona rispetto alla sorella, ma col lo stesso Jppuni, egualmente e totalmente in nero, meno il candido fazzoletto in testa - andai alla Curma a mettere la ticchiara a li ficara. Poi io, mia nonna e sua sorella, ci inerpicammo per lu Castidduzzu ove la zza Turidduzza aveva una robba bella grande in una proprietà vasta e ben alberata. Anche là mettemmo la ticchiara. Laggiù, a Portoempedoche sparavano i cannoni in risposta alle cannonate delle navi americane, ma non ce ne curavamo. Eravamo abbastanza lontani e non era sera: allora sì che era uno spettacolo sembrava uno spettacolare sastieddu fuocu. Mia nonna e sua sorella avevano i figli emigrati in America: a Buffalo la prima; a New York la zza Turidduzza. Entrambe prima dello scoppio della guerra erano state fornite abbondantemente di zucchero e caffé. Mia nonna teneva sopra lu cantaranu una fila di burnie piene di quel ben di Dio, che rano merce preziosa ora durante il conflitto. Mio cugino, scendeva spesso di soppiatto e salendo su una siggiteddra, che mia nonna non alta di statura predilegdeva, riusciva a scoperchiare la burnia dello zucchhero e trangugiare pugni pieni di quella prelibatezza. A me sembrava che commettesse peccato mortale ed ero convinto che non si confessasse neppure anche se si faceva la comunione. La prima comunione ce l'eravamo fatta insieme tre anni prima. Io avevo un completo di giacca e pantaloni lunghi che bianchi com'rrano mi facevano apparire come un buffo angioletti: con libricino bianco in mano frammezzato da una coroncina pur essa bianca - mio padre ne faceva commercio - mi fecero la fotografia appoggiato ad una colonnetta pittosto alta con sopra un vaso di fiori finti. La posseggo ancora. In quel maggio lì, in Africa era avvenuto quello che è avvenuto; per l'Italia la guerra era ormai irrimediabilmente persa. Toccava a noi subiro l'urto della strabocchevole potenza alleata; all'Ameria, all'amica Amirica, alla terra promessa di tanti emigranti, a tanti nostri compesani là emigrati, ai loro figli il compito di conquistarci. Fu liberazione? fu aggressione? Dopo le aspre polemiche dell'immediato dopoguerra, ecco riproporsi il quesito: Non crdedo che la parola sia davvero passata agli storici, alla ricerca obiettiva, anche se la querelle attuale mi sa troppo di pruriti eruditi. di voglia di contraddire, di correggere, di sapere, di potere essere più intelligenti. L'America ci è amica, la Germania ci protegge, i fascisti sobo patetici ed innocui nostri consanguinei, la Sicilia non ebbe guerre partigiane (e se ciò è un male per la crescita culturale, è un bene per il relativismo che bisogna avere nelle militanze politiche). Sfogliando una raccolta ben rilegata di un settimanale dell'epoca IL MATTINO ILLUSTRATO che il suocero di mio fratello teneva ben custodito, mi soffermo sull'ultimo numero della Sicilia fascista, l'anno XXI (ovverossia il 1943), mese di maggio. In quel maggio lì, in Africa era avvenuto quello che è avvenuto; per l'Italia la guerra era ormai irrimediabilmente persa. Toccava a noi subiro l'urto della strabocchevole potenza alleata; all'Ameria, all'amica Amirica, alla terra promessa di tanti emigranti, a tanti nostri compesani là emigrati, ai loro figli il compito di conquistarci. Fu liberazione? fu aggressione? Dopo le aspre polemiche dell'immediato dopoguerra, ecco riproporsi il quesito: Non crdedo che la parola sia davvero passata agli storici, alla ricerca obiettiva, anche se la querelle attuale mi sa troppo di pruriti eruditi. di voglia di contraddire, di correggere, di sapere, di potere essere più intelligenti. L'America ci è amica, la Germania ci protegge, i fascisti sobo patetici ed innocui nostri consanguinei, la Sicilia non ebbe guerre partigiane (e se ciò è un male per la crescita culturale, è un bene per il relativismo che bisogna avere nelle militanze politiche). Sfogliando una raccolta ben rilegata di un settimanale dell'epoca IL MATTINO ILLUSTRATO che il suocero di mio fratello teneva ben custodito, mi soffermo sull'ultimo numero della Sicilia fascista, l'anno XXI (ovverossia il 1943), mese di maggio. Mi colpisce l'assenza assoluta di immagini di Mussolini; ma quel periodico mai mostra Mussolini; forse era questione di censura di guerra. Sembra ormai che la guerra non ci sia più. Almeno per la Sicilia. Sono amori ancellari che hanno spazio; voli aerei dell'epoca, romantici, vagamente sensuali. Sono le cene dei ricchiche affiorano, in tempi credo (e ricordo) di grandi privazioni. Vestigia dell'ancora imperante regime un VOI al posto del Lei ed una periodizzazione cara a Starace. Dopo l'ultimo numero di maggio 1943, il periodico non arriva più a Racalmuto, nella casa dei solerti benestanti della famiglia Palermo. Neppure le innocue rievocazioni storiche di un papa pur discutibile per il fascismo come PIO XI ci saranno più. Sparisce il settimale con l'ultima pagina disegnata con scene soprattuttutto irridenti all'America. Dopo l'ultimo numero di maggio 1943, il periodico non arriva più a Racalmuto, nella casa dei solerti benestanti della famiglia Palermo. A giugno sostenni gli esami di terza elementare; terrorre di fanciullo il mio; soddisfazione paterna per il brillante risultato, il primo invero di tant'altri che hanno costellato la mia vita e che hanno riempito di orgoglio mio padre, che non lo celava al Mutuo Soccorso incassandone malcelate invidie. Io mi irritavo tanto; ma pover'uomo non faceva nulla di male. Ovunque tu sia, padre mio, questo tuo figlio, ora quasi ottantenne, ti ricorda con molto melanconico affetto e ti vuol bene come se tu fossi ancora fra noi. Ombre fluttuanti, ai miei occhi appariste .... eccovi ancora. Spolvero un vecchio testo di “cronaca”. Eugenio Napoleone Messana ecco come rammenta, riferisce, corregge, riempie di valenze politiche questo scorcio di storia locale. “Il 1943 fu l’anno più duro. … Gli allarmi cominciarono a susseguirsi. Mentre prima, sia di notte che di giorno, quando le campane a morto annunziavano l’allarme di rimanere a casa, limitandosi a vestirsi se a letto e a riempir d’acquale bacinelle per intinguervi le lenzuola in caso di lancio di gas asfissiante e metterli davanti le imposte, secondo le istruzioni avute in precedenza, poi si cominciò a correre nelle grotte. Gli aerei nemici si sentivano rombare sopra le case. ”Un giorno verso le tredici una raffica di mitraglia lanciata sul campanile della Matrice fece avvertire che realmente il pericolo c’era. Il 9 luglio 1943 mitragliarono un treno ad Aragona Caldare […] Verso le ore 21 si sentì un cupo rombo di aerei. Poco dopo piovvero le bombe in contrada Pantanelli. Ci fu il corri corri. Tutti alle grotte [cfr. foto successive]