venerdì 23 ottobre 2015

Sindona

la Repubblica - Mercoledì, 15 gennaio 1986 - pagina 4
L' arringa dei legali di Robert Venetucci
AL PROCESSO AMBROSOLI LA DIFESA GIOCA LE ULTIME CARTE PRIMA DELLA SENTENZA


MILANO (F.R.) - Il processo Ambrosoli è alle ultime battute. Ieri si sono concluse le arringhe dei difensori di Robert Venetucci, l' italoamericano che, con Michele Sindona, è imputato di concorso nell' omicidio del liquidatore della Banca Privata Italiana. Domani mattina tocca all' avvocato Giuseppe Carboni, che con Oreste Dominioni difende Don Michele. L' intervento di Dominioni è in calendario per lunedì e martedì prossimi: poi due giorni di repliche, e una settimana di pausa in coincidenza con le elezioni del Consiglio superiore della magistratura. Il 4 febbraio, dopo le eventuali ultime dichiarazioni degli imputati, i giudici della Corte d' Assise entreranno in camera di consiglio per la sentenza. L' avvocato Giuliano Pisapia ha concluso ieri mattina la difesa di Robert Venetucci con una richiesta di assoluzione. Una lunga e puntigliosa ricostruzione la sua, che ha tirato le conclusioni della tesi già delineata dall' altro difensore Stefano Guadalupi lunedì scorso. Robert Venetucci, dicono i suoi legali, non c' entra proprio con l' omicidio di Giorgio Ambrosoli, anche se è stato il killer William Arico a tirarlo in ballo. Venetucci, sostiene la loro lettura del processo, è stato coinvolto in questa vicenda per "coprire" responsabilità che sono invece di un altro personaggio stranamente accantonato: Rocco Messina, l' altro italoamericano per il quale le autorità statunitensi hanno negato l' estradizione dopo avergli in un primo tempo addossato un compito centrale nell' esecuzione dell' omicidio Ambrosoli. I difensori hanno innanzitutto mirato a smontare i legami che l' inchiesta evidenzia fra Venetucci e Arico. Come una telefonata che il killer avrebbe fatto a Venetucci subito dopo aver assassinato Ambrosoli: "Di questa chiamata non c' è traccia ha sostenuto Pisapia - nelle registrazioni delle telefonate fatte da Arico dal suo hotel di Milano, lo Splendido". Un altro elemento dell' accusa è il biglietto da visita di Venetucci ritrovato fra le carte di Arico quando quast' ultimo venne fermato alla frontiera fra Stati Uniti e Canada. Pisapia ha sostenuto che di questo biglietto non c' è traccia nei rapporti che le autorità americane fanno ai giudici milanesi nell' 81 e nell' 82. Salta fuori, dice l' avvocato, solo nel 1983 quando Venetucci "sostituisce" Rocco Messina nella ricostruzione di alcuni episodi. Quanto ai 40 mila dollari che Venetucci incassò dal clan Sindona, il difensore ha negato che possano essere ritenuti compenso dell' omicidio.

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