lunedì 11 febbraio 2013

Rimembranze ......... comunali


Reputo il 2010 un anno di svolta nella vita democratica del mio paese, di questa Racalmuto assurta a grande gloria letteraria  per un toccante libro del nostro inobliabile Sciascia, LE PARROCCHIE DI REGALPETRA. Di rinculo ad un losco intrigo in quel di Canicattì, voci di  droghe sorbite e spacciate in ambiti di persone eccellenti, l’amministrazione comunale di casa nostra traballa. Sorge uno splendido albergo nel bel mezzo di corso Garibaldi;  altri due nei dintorni sono ai primi lavori. Si abbatte il blocco cautelativo su una Racalmuto proiettata ad avvenire turistico di élite a riflusso dell’opera letteraria di Sciascia, per il richiamo degli echi medievali di una pretenziosa ridipintura del castello alla periferia del centro che tal “domicellus” Chiaramonte ebbe voglia di erigere; per gli ultimi riverberi di una bell’idea fondante sul cocuzzolo del vecchio Calvario;  per il teatro; per i giovanili fervori letterari e pittorici  ed anche per il perverso incuriosirsi di gente estera venuta a farci visita nella speranza di avere arditi colloqui con i succedanei del terzo millennio del bandito Giuliano.

Ebbero a scattare grottesche gelosie; vi fu esiziale fervore accusatorio sotto anonima delazione. Gli estranei intrugli politici ci sommersero; ai professionisti dell’antimafia non parve vero di imbastire tutto un ordito inquisitorio contro un appetitoso (per loro) GIOCO DI POTERE. Racalmuto traballò. Sequestri oltre misura, incriminazioni infamanti, persino umilianti arresti atti a stroncare anche carriere forensi di altissima levatura. Povera Racalmuto. Un pettine a denti strettissimi e per giunta qua e la otturanti stroncò uomini e cose, amministrazione, e serenità di giudizio e soprattutto saggezza.

Si credette che era arrivato il giorno del giudizio: i cattivi del comune stavano per essere disvelati per la punizione e l’ignominia. In una orgia vendicativa e perfida si pensò davvero che gli altri erano i cattivi, quegli altri che un tempo stavano nel banco accanto. Una coscienza tranquilla solo per cattiva memoria ululò, scrisse infamie, accusò, mormorò. Figli scriventi in testate d‘altri lidi si assisero su cattedre di  vituperoso moralismo. Si invocarono giustizieri di Stato. Vennero: una triade di inquisitori, un missus panormitanus prima, una subentrante triade di nomina addirittura romana, ministeriale. dopo. Una Ministra pianse una notte ma ci sciolse come se fossimo una accolta di lestofanti infiltrati.

Ma come reagiva la stanziale “pubblica opinione”? La cerchiamo di cogliere nelle note del più importante blog locale A FUTURA MEMORIA, dato che la memoria ha un futuro (e qui osiamo contrastare il grande Sciascia).

Mercoledì 30 giugno  2010 SERGIO PAGLIARO, credo consigliere, credo ex democristiano, che ignoro per la mia latitanza semisecolare dal paese, apocalitticamente esordisce: «solo un miracolo ci può salvare». Pare che sia la voce di un secentesco presunto diacono racalmutese, finito ai fuochi di Sant’Erasmo, fra Diego La Matina.

 Il forte impegno di Sergio Pagliaro contro gli sprechi al Comune di Racalmuto.
La denuncia di una seconda bolletta telefonica di ventimila euro. 13000 euro rete fissa e 7000 euro telefonia mobile. Ci voglio più fatti e meno telefonate.

Grida stentoreo non so chi; a Racalmuto insorge un novello Fra Girolamo Savonarola in sedicesima. A Racalmuto, lo scandalizzarsi per l’eccessivo ed improprio uso del telefono è storia vecchia; m’investì il simpatico riddilio di la chiazza (per Totu Sardu io sarei invece quello della pizza), una cinquantina di anni fa contro un mio zio consigliere, reo di utilizzare la cornetta comunale per un saluto al fratello oltre oceano.  


La trivialità a noi non dispiace, ma in questo caso codesto frutto misto tra economia e la “pila” innaffiata di COCA cui subito si aggiunge che trattasi di Cola mi torna indigesto. Poi, con triadi inquisitorie, con missus che si faceva rimborsare il “mezzo proprio”, con visitatori settimanali che in tre ci vengono  più ad ammonire che ad amministrarci, a quanto si è contratto “il costo della politica”? Quei signori non vollero il nostro bene. E dobbiamo aggiungere che in un solo anno, il trascorso 2012, la nuova era amministrativa  AGRI.PA.ROMA, se non ha disposto neppure ha stoppato qualcosa come dieci milioni di euro per evasione catastale, per IMU ai massimi, per recupero della decaduta tarsu 2006, per riparto monnezza 2012 dei triplicati costi di superfetazioni azionarie di coffariana ispirazione, per la rimebranza della precedente monnezza del 2011. In compenso abbiamo moralizzato la vita ammistrativa dell’ex convento delle monache di donna Aldonza, cassando il semistipendio di un impiegato comunale da tempo in espiazione del 41 bis.

Si accoda un incerto utilizzatore della sintassi e dell’ortografia:

In mezzo a tanta confusione una cosa risulta lapalissiana, ossia che il Dott. Sardo è l'unico ad avere le idee molto chiare su tutto quello che succede a Racalmuto.

Sa quello che vuole; sa perfettamente come ottenerlo.
Qualcuno potrebbe dire che: .
Lui sostiene che è, solamente e innoccentemente, "real politic".
Poi ci sono quelli della sindrome di Tafazzi che, come ci ha spiegato il buon Totò, godono a percuotersi i coglioni;... Mostra tutto


Tutti sanno che io stravedo per il dottore Salvatore Sardo: vederlo preso per i suoi baffetti per un tentativo di gogna mediatica mi dà una certa misura dell’inciviltà paesana. Così davvero non si va lontani. Non occorrono miracoli; lasciamoli questi a padre Pio; occorre un maggior tasso di educazione civica: me lo auguro di tutto cuore.

A distanza di manco tre anni tutto il susseguente zigzagare tra scogli sintattici ed obnubilamenti concettuali, credo che manco gli accaniti  autori di allora hanno più voglia di ripercorrere. La drammatica evoluzione fattuale ci ha svegliato tutti dai nostri sogni vindici. A pagare non sono stati i compagni (cattivi) dei banchi accanto, ma tutti noi.

E ci sono quelli che della pratica di rompere i coglioni degli altri ricavandone oltre alla goduria anche qualcosaltro, ne hanno fatto una ragione di vita.
Su una cosa il buon Totò ha ragione; bisogna fare proposte.
E noi una, che ci scaturisce da un ragionamento, la vogliamo fare.
Il Sindaco ha pubblicamente ammesso di aver fatto uso di coca.
La maggioranza che lo sostiene ha considerato questo fatto come un peccato veniale di scarsa rilevanza.
E' risaputo che tra gli assuntori figurano rersonaggi di primaria importanza.
Si dice che l'uso controllato, magari da un uomo della scienza medica, migliora le performans individuali, favorisce il lavoro di squadra e la socializzazione.
Si potrebbe contare, pure, su persone in grado di reperire il prodotto nei mercati all'ingrosso.
E allora, la proposta è questa:
Perchè non istituzionalizzare l'uso della coca.
Chissà che non sia questa la soluzione dei problemi del consiglio, della giunta del municipio in generale.
Magari se ne potrebbe programmare l'utilizzo anche per tutti i cittadini.
Da paese della ragione, Racalmuto, potrebbe diventere il paese della coca.
L'onorevole Cettola La Qualunque (Antonio Albanese) nei suoi esilaranti sketch di satira politica al primo punto del progamma elettorale ha messo "Lu Pilu". ( chiù pilu pi tutti!!!)
La compagine che governa il nostro paese con in testa il buon Totò, per il rilancio potrebbe mettere la "coca". ( chiù coca pi tutti!!!)
Il punto riguardante la "Pila", ad oggi è l'unico pienamente conseguito in maniera bi- partisan.
( 1.000.000 di € in tre anni come costo della politica )
Nota bene, quando parliamo di "coca", intendiamo la coca-cola.

Ai commercianti del corso Garibaldi di Racalmuto l'ordinanza del sindaco non piace. Il sindaco ha emesso l'ordinanza di chiusara del transito dal 26 giugno 2010 al 30 settembre 2010 dalle 20:00 alle 23:00, istituendo l'isola pedonale in via Garibaldi dall'incrocio con la piazza Umbero I sino all'incrocio con la discesa del cimitero.
realtà l'ordinanza è stata modificata in itinere poichè ha creato sin da subito dei problemi al traffico veicolare, gli automobilisti costretti a percorrere la nuova piazza Umberto I che è stata sino a qualche giorno fa isola pedonale. In poche parole si apre un isola pedonale per chiuderne un'altra. Una coda di auto che attraversava piazza Castello che ad oggi è priva di segnaletica e senza nessun tracciato di strada, eliminata dall'ultimo intervento di ripristino. Dal primo esperimento non riuscito, la chiusura al traffico si è spostato nell'incrocio all'altezza del negozio di alimentari Giuseppe Brucculeri indirizzando gli automobilisti verso la discesa Collegio.

 

Per i commercianti del tratto interessato ad isola pedonale quell'ordinanza va corretta poichè dal lunedì al venerdì non c'è l'esigenza perchè il corso è deserto " non ci sono persone e da oggi neanche le macchine" dichiara Giuseppe Brucculeri. I baristi, i rivenditori di tabacchi e i negozianti non condivono l'ordinanza e il metodo. Effettivamente non è possibile prendere delle decisioni senza coinvolgere le parti interessate. "Quell'ordinanza va benissimo il sabato e la domenica o quando ci sono delle manifestazioni - sostiene Peppino Agrò rivenditore di tabacchi - ma dal lunedì al venerdì crea soltando dei disagi agli automobilisti e ai commercianti che chiudendo la strada possono chiudere pure i negozi"

Sergio Scimè
dipingere ? Il circolo Arci Arcobaleno ti invita a partecipare alla prima estemporanea di pittura domenica 4 luglio 2010 , dalle ore 9 alle ore 18.30.I partecipanti possono iscriversi dal 21 al 25 giugno 2010 presso la sede del circolo arci arcobaleno, sita nella Casa del Popolo ,via Garibaldi n. 90 dalle ore 16 alle ore 19.30.L'esposizione delle opere avvera' alle ore 19.00 in PIazza Umberto I.
La cerimonia della premiazione si svolgera' alle ore 20.30. Successivamente la collettiva verra' esposta fino al 30-08.2010 nei locali dell'ex Macello Comunale in Piazza Fontana a Racalmuto.


 

Su facebook l'invito a partecipare all'iniziativa
Link facebook invito estemporanea di pittura Racalmuto

 

Giusy Rinallo

 


 

Sergio Scimè

 

... non è possibile sfiduciare le forze dell'ordine così come fa ogni giorno questa giunta ... il sindaco parla sempre a nome di una maggioranza oggi tutti quelli che sostengono questo andazzo sono corresponsabili ... ma come si fa a nascondere la verità ... tutti abbiamo letto le intercettazioni dell'ing. con il sindaco e con l'avv. si parla apertamente di droga e di crediti di 3000 euro avanzati per il consumo certamente non occasionale di cocaina ... i dieci consiglieri di maggioranza che sostengono questo ci devono dire se sono "pro" o "contro" la cocaina e le droghe in genere ... se a voi questo non fa schifo non vi farà schifo nessun'altra cosa .... i fatti successi in questi tre anni sono di una gravità inaudita ... caro dott. Sardo ritorni a ragionare non pensare sempre a misere logiche di botteghe ma pensa ai nostri ragazzi che stanno ricevendo da tutti voi un brutto esempio ... non sappiamo quali possono essere le ripercussioni le cose che si dicono con disinvoltura in piazza e dentro le famiglie ... vedi da insegnante quando un ragazzo si comporta male va richiamato si chiama la famiglia ... se un ragazzo fuma va fermato perchè gli fa male oltre ad essere vietato dalla legge ... ma se è il primo (?) non possiamo far finta di niente !!! ... la mia coerenza sta proprio in questo ero e sono contro la droga, contro la mafia, contro i privilegi, contro chi fa politica per affari, contro chi è incapace a rappresentare la collettività ... caro dott. Sardo se ancora oggi sei il nostro interlocutore preferito è perchè siamo convinti che sei la persona che ancora può avere un po' di buonsenso per ricominciare a parlare di un futuro diverso per Racalmuto, dove si parli di cultura promozione sociale e di sviluppo ... e dire stop all'attuale malgoverno cittadino !!! ... al Presidente del Consiglio dico che bisogna continuare a lottare per fermare l'illegalità che persevera nel palazzo di città ... al Maresciallo Costa tutta la mia solidarietà per il trattamento modo ignobile che sta subendo in questi giorni dai rappresentanti politici del mio paese: Racalmuto. Giuro che i Racalmutesi hanno rispetto per tutte le forze di polizia che ogni giorno si battono per la legalità e per l'affermazione della giustizia.

 

Salvatore Petrotto

 

E' sempre così, dire delle scomode verità provoca queste reazioni più o meno condivisibili.

 

Io dal mio punto di vista continuerò semplicemente a dire in tutte le sedi ciò che penso ed a dimostrare che le mostruosità contenute in un rapporto, di cui la magistratura non ne ha tenuto minimamente conto, sono semplicemente delle calunnie.

 

In ogni caso sono a vostra disposizione per chiarire questo ed altro, al di là delle lezioni morali di circostanza.

 

Sapete benissimo da che parte sta la verità e chi ha provocato non pochi problemi nel nostro paese.

 

Sarebbe meglio evitare ulteriori ciniche strumentalizzazioni, evitando di continuare a fingere anche con noi stessi!

Cristian Falcondragon Alaimo

Mi piace, semplicemente.

Mi piace specialmente il punto sulle indennità e sulla politica di voti familiari.

C'è un villaggio che...

Carmela Mattina

ha detto bene ...signor sindaco! le scomode verità provocano sempre reazioni più o meno condivisibili!ma sinceramente penso che le scomode verità come lei le chiama... passano idifferenti se è gente comune a dirle!questa è una delle tante vergogne che caratterizzano con mi oimmenso dispiacere e disgusto il nostro paese!

 

 

Carmela Mattina
da semplice cittadina.. ferita profondamente nell'animo... grido a suarciagola...bastaaaaaaaaaaaaa!nessuno fino ad ora è stato in grado di risollevare il paese! si fidi di me...siete troppo immersi in faccende che a noi gente comune poco interessano.. i vostri obbiettivi sono soldi e potere ed il dio denaro vi ha annebbiato la vista.. il paese è ... Mostra tuttoallo sfascio... la droga circola liberamente per le vie del paese, gli ubriachi cosi detti "scanazzati"circolano beatamente facendo testa coda per le strade del paese, ce delinquenza ovunque..in ogni famiglia si piangono figli uccisi dalla droga, dalla mafia, suicidi della disperazione..
tutto cio non è normale! e voi parlate di cosa??? di un maresciallo che vi riattacca il telefono! ma pubblicate piuttosto le vergogne e le umiliazioni che siamo costretti a subire ogni giorno in qualità di racalmutesi! vergogna! mai mi sarei aspettata tanta superficialità in questi ultimi anni. e si ricordi che essere sindaco è sinonimo di padre che deve tutelare la propria famiglia! e in questi anni ci siamo sentiti abbandonati, derisi e presi in giro. in molti ce rassegnazione...in me ce rabbia perche avete rubato dignità al paese e alla gente che ama il paese della ragione!non è questa una critica rivolta direttamente a lei caro signor sindaco...perche a me di chi amministra il paese ben poco mi importa! quello che conta sono i fatti! che ognuno faccia i conti con la propria coscienza è il mio augurio piu grande!del resto un in bocca al lupo!

lunedì 28 giugno 2010
Giovanni Salvo nelle colonne di Grandangolo scrive: PERCHE’ SCRIVI. MA CHI TE LO FA FARE…

Forse l’aeroporto ad Agrigento si farà, ma qualcuno ci vuole spiegare il significato di quel grande cartellone piazzato nel centro storico della città, a pochi metri dal palazzo sede della Prefettura e della Provincia Regionale di Agrigento?

Se sta li per pubblicità, e se quest’ultima è l’anima del commercio, la politica che ci azzecca?
Siamo in tanti oggi a chiederci a cosa possa servire quel cartellone impattante e principalmente cosa voglia significare la frase che riporta: “Aeroporto, insieme si vince”.

Sappiamo essere stato lo slogan piantato dal Presidente della Provincia, Eugenio D’Orsi, accanto alla tenda in cui trasferì l’ufficio di presidenza nei giorni della sua strana duplice protesta a favore della costruzione di un aeroporto in provincia di Agrigento e contro qualcuno che non abbiamo mai capito chi fosse.

Una vicenda questa in cui Pirandello e Kafka a braccetto non riuscirebbero da soli a dipanare.

 

 

Visti gli sforzi sovrumani della politica di darsi una visibilità, sono numerose le domande che i cittadini si pongono, nella speranza che non valga la teoria kafkiana, ossia che: "Le domande che non si rispondono da sé nel nascere non avranno mai risposta."
La politica di maggioranza che protesta contro se stessa, che richiama in raccolta i cittadini al grido “insieme si vince”, dopo avere ottenuto una ampia e piena fiducia alle urne?
Salvatore Miloto: Lettera aperta al consigliere del PD di Racalmuto

Caro consigliere Sardo, capisco la tua enorme difficoltà a comprendere la posizione di quei consiglieri che, per il bene del paese, vogliono rinunciare al proprio piccolo posto di potere, ridando voce alla città e cercando di chiudere questa deleteria pagina amministrativa. Del resto... non sei mai stato un esempio da imitare in questo!!!
Ricordo a me stesso una battaglia fatta insieme al PD qualche mese fa,quando chiedevamo scelte trasparenti, collegiali,utili al paese...Tutto a vuoto! E ora che fai? Richiedi le stesse cose! Magari arriviamo a fine legislatura facendo continue richieste, sempre uguali e mai risolte.Mi riferisco al Piano regolatore Generale, al riassetto dell'Ufficio Tecnico e a tanto altro.Nell'attesa assolutamente inutile, continuiamo a portare il paese al collasso! Noi NON CI STIAMO!

Dubito che tu stesso possa credere a quello che scrivi, dato che non perdi occasione,fuori dalle stanze comunali,per lamentarti dell'Amministrazione e della sua guida. In merito al prossimo giudizio del popolo racalmutese sul nostro operato...tu sicuramente ripartirai da una posizione di vantaggio: riotterrai i voti di famiglia, perchè, sono certo,che chi ha beneficiato delle tue prebende,ti sarà riconoscente!

In merito alle indennità,conosciamo tutti la tua ottima conoscenza dell'argomento. Ci meravigliamo,però, della tua mancanza di sensibilità in merito,quando da assessore o da vicesindaco avresti potuto rinunciare alla tua indennità e non lo hai fatto!Anzi, su questo argomento, faresti bene a tacere.

Il disastro amministrativo si tocca con mano tutti i giorni; l'ultimo esempio è la missiva contro il maresciallo dei carabinieri scritta dal sindaco e sicuramente sostenuta da tutta la maggioranza.

Se questo, assieme ad altri mille risaputi motivi,non ti portano a prendere le distanze da un andazzo
 


 

LA SINDROME DI TAFAZZI

 

Parecchi consiglieri comunali, con in testa il presidente del consiglio, sembrano affetti dalla “Sindrome di Tafazzi”. Per chi non conoscesse il personaggio, proviamo ad informarlo subito:

 
Tafazzi, creato da Aldo, Giovanni e Giacomo ed impersonato da Giacomo, saltella prendendosi energicamente a bottigliate sui genitali, traendo, chiaramente, piacere da tale pratica.
Mi pare che il masochismo sia lo sport più praticato dai consiglieri dell’opposizione!
Da più parti si grida alle “DIMISSIONI SUBITO” dando “spago” a quanti, fuori dal consiglio comunale, anelano a quelle tribolate poltrone.
Ma, santo Iddio, invece di provare ad elaborare uno straccio di programma e a fare delle proposte utili al nostro paese, magari alternative a quelle del sindaco e della sua maggioranza, non si riesce a trovar di meglio che invocare ( a parole) le dimissioni di tutti, certificando la propria inutilità politica e gioendo alla Tafazzi dei colpi inferti ai propri genitali!
Egregio presidente del consiglio, ti ricordo che la “Lista socialisti – Udeur”, nella quale sei stato eletto, per due anni e mezzo ha amministrato con Petrotto il nostro paese e in atto continui a sedere sullo scranno più alto del consiglio, con relativo appannaggio, grazie al voto di quei consiglieri che giornalmente continui a biasimare.
Voi, della Lista Socialisti – Udeur, non pensiate di cavarvela, a buon mercato, dalle responsabilità politiche e amministrative se per mera tattica politica siete usciti dalla maggioranza, senza mollare la presidenza; ciò non vi esime dal dover fare l’autocritica e dare le dovute spiegazioni delle scelte fatte nel corso di questi anni.
La gente di Racalmuto non è così stupida da non capire che non si riacquista la verginità perduta unendosi al coro di quanti, per frustrazione politica, invocano le dimissioni.
Il fatto, poi, che saremmo agguerriti difensori del sindaco perché ci garantisce posti di potere è solo una favola per i gonzi: ti ricordo che con Petrotto, anche la tua lista ne faceva parte, abbiamo stipulato un’alleanza politico – amministrativa per governare il paese; ma, come tutte le alleanze politiche non sono rose e fiori, anche la nostra non fa eccezioni! I malumori, i disguidi, le controversie, le vedute divergenti ecc.. sono state e sono all’ordine del giorno, l’importante è trovare la sintesi e la composizione delle varie divergenze.
Mi rendo perfettamente conto che l’attuale situazione politica non è la migliore possibile, tuttavia bisogna considerare il contesto storico-sociale e culturale in cui si opera e adattarsi alla “realtà effettuale della cosa” come ci ha insegnato il nostro Nicolò Machiavelli. Sognare ad ogni aperti e fantasticare è indice di passività e mancanza di carattere. “Occorre invece violentemente attirare l’attenzione nel presente così com’è, se si vuole trasformarlo. Pessimismo dell’intelligenza, ottimismo della volontà” (Antonio Gramsci).
Trovo naturali le critiche, meno gli insulti, che pervengono da chi sta fuori: Sergio Scimè, per esempio, è nervoso ed ha molta fretta di andare alle urne: avendo perso la partita di andata spera di rifarsi in quella di ritorno; un consiglio che mi sento di dover dargli è quello di non sbagliare, stavolta, capitano.
Certamente, anche se è molto gettonato, non andremo ad importunarlo per candidarlo nella nostra lista: abbiamo altri cui rivolgerci.
E per finire un’ultima considerazione sul ragioniere Carmelo Mulè.
Anche Mulè, intristito per le condizioni in cui versa il paese, sente la necessità, da politico di lungo corso, di darci dei consigli di “buon senso”.
Mulé, dopo avere tacciato il PD, erede del vecchio PCI, di doppiezza togliattiana, non esita anch’egli a darci il consiglio giusto: cari consiglieri del PD è ora di sbaraccare e far posto alla vecchia classe politica, ex democristiana, che certamente saprà come aggiustare le cose.
Caro ragionier Mulè, ti ringrazio del tuo disinteressato consiglio, ma non vorrei che a sostituirci venissero quelli della stagione di tangentopoli che hanno causato indelebili disastri ambientali come la Ferraro-Castelluccio e la Racalmuto – Milena sono ancora lì a ricordarcelo.
Grazie lo stesso per il consiglio.

Carmelo Mulè
Prego, non c'era bisogno di scomodarsi:

Angelo Cutaia
Che il primo lotto della strada intercomunale Racalmuto alla Grotte Milena sia un "indelebile disastro ambientale" è un parere del tutto personale del dott. Sardo. Non mi risulta che qualche cittadino se ne sia mai lamentato. Anzi, per la parte realizzata e collaudata funziona bene. Il vero "indelebile disastro ambientale" lo sta perpetrando questa... Mostra tutto maggioranza consiliare che non si è opposta, anzi di fatto ha favorito, il progetto del parco eolico nelle contrade Curma e Villanova. Inutile ribadire che il nostro paesaggio sarà sconvolto e molti ignari cittadini subiranno danni irreparabili alla vivibilità delle loro campagne. Che si deturpi il Castelluccio sembra non interessare nessuno. Come se non fosse un bene vincolato, per il quale tutte le istituzioni hanno il dovere della salvaguardia, compreso il Comune.
Per quanto riguarda l'Amministrazione comunale, a questo punto, si può solo parlare di complicità non di sostegno politico.

 
domenica 27 giugno 2010


 

 


Caro Carmelo, è vidente a tutti, la questione non verte ne nel ciuco o nel cammello.
Il vero problema è che siè è smarrita la traccia che delineava la retta via.
Quella traccia che questa compagine aveva indicato agli elettori.
Oggi, come abbiamo detto, non c'è più ne la traccia ne la compagine.
Tutto il ragionamento non può, semplicisticamente, essere ridotto a un " levatici tu ca mi ci mettu iu"....
Casomai ci verrebbe da dire che il vero problema, per molti, è quello di un attaccamento patologico alla poltrona e alle effimere e spesso immorali comodità che questa consente.
L'alternanza e il ricambio sono il sale della democrazia.
Guai a convincersi di essere insostituibili.
Prima di pensare a qualsiasi ulteriore tentativo di rilancio amministrativo
(che noi non consideriamo altro che un accanimento terapeutico)
caro Carmelo c'è un obbligo morale a cui dovete assolvere; ed è quello della chiarezza e della verità da ristabilire.
Se non avete voi il coraggio di farlo, vuol dire che, ancora una volta, lo farà il Comitato.

Giuseppe Guagliano
Comitato Fra' Diego La Matina

 


 

Mai come in questo particolare periodo il Partito Democratico di Racalmuto è stato al centro di tanta attenzione e feroci critiche.

 

Ciò genera sentimenti contrastanti. Da un lato, preoccupazione perchè probabilmente il partito assume una grande responsabilità e dall'altro un certo orgoglio che nasce dal fatto di essere considerati, sicuramente con delle valutazioni eccessive e sproporzionate, determinanti.

 

E' difficile andare contro la legge dei numeri. Infatti, non si comprende come il gruppo consiliare del PD (costituito da soli 2 consiglieri) possa incidere in maniera determinante sulle decisione dell'intero consiglio comunale formato, come è noto, da 20 consiglieri.
In ogni caso, per quanto mi riguarda, il vero cruccio è soltanto uno: evitare lo stesso percorso di Poirot.
Infatti, in questo periodo, sempre più spesso mi viene in mente la scena di un famoso film che ha come protagonista Hercule Poirot, personaggio nato dalla magica penna di Agata Christie.
Poirot, in Egitto per svelare un intricato mistero, decise di attraversare il deserto e visitare le Piramidi utilizzando un cammello dal trotto ondulante (e per questo alquanto faticoso).
Ad un tratto il nostro personaggio preferì terminare il viaggio su un ciuco ben più modesto e tranquillo (e per questo più riposante).
Quindi, preferirei riflettere e aspettare ancora un po' prima di adottare decisione che potrebbero rivelarsi inutili per il bene del paese.
Ritengo che ancora ci siano apprezzabili margini per rilanciare una incisiva azione di governo.
A questo punto, non nascondo un altro mio cruccio.
Lungo il tortuoso cammino ci si imbatte facilmente in moralisti, perbenisti, gente di buon senso e vergini riluttanti.
Per carità, tutta gente animata da buoni propositi ma preferirei che, nel concretizzare, nella vita di tutti i giorni, quei valori che anche io condivido, questa stessa gente possa ammantare di continuità le proprie azioni a prescindere dalle contingenze e dal periodo storico in cui opera.
La coerenza farà sicuramente bene alla collettività, che ci giudica, e al paese.

Carmelo Brucculeri
Consigliere Comunale
del Partito Democratico.

 

 


 

Nino Vassallo
Lodevole iniziativa! Peccato che giusto giusto manchi la firma di un altro consigliere per potere passare in consiglio. Speriamo che si trovi!

Sergio Scimè
... peccato che non avete pensato di abolire anche altro !!! ... speriamo che questa volta sia vero e non demagogia !!! ... sarebbe bello, a prescindere dalle votazioni collegiali, che i dieci rinuncino comunque ci vuole un pizzico di buona volontà ... riguardo alla valutazione complessiva è opinione pubblica che in tre anni si è fatto niente e quel niente è stato fatto male ... caro dottore Sardo questa maggioranza ha fallito: mi dispiace.

Angelo Cutaia
approvo, condivido, apprezzo. Finalmente un atto di buona volontà amministrativa e di disinteresse per le indennità.

Giovanni Salvo
Sarebbe meglio l'abolizione dell'intero consiglio comunale dove siedono giovani che di politico hanno poco e niente.
Incapaci di argomentare e di indignarsi su argomenti preoccupanti ....che riguardano l'ordine pubblico

 

sabato 26 giugno 2010

 


 

 

... Caro Carmelo dici benissimo " non ci sono più" la gente non si riconosce negli attuali amministratori, "non si fida più". E' chiara la sconfitta di questa esperienza amministrativa.

 

Chi si andrà a candidare nelle liste del Partito Democratico? ... dopo le tante BUGIE e DEMAGOGIE !!!________________ PD già perdente perchè assente dai bisogni dei cittadini che non affronta con trasparenza le tante problematiche sociali del paese di fronte al palese degrado ambientale e sociale... discute di fondi ANAS di Milioni di Euro, di spartizioni, di incarichi, di posti di potere, di raccomandati, di posticini ... in un comune dove ancora per 100 euro non si riesce a sistema un'altalena per i bambini nel corso principale del paese: viale Hamilton ... nessuno parla degli anziani malati che non riescono a coprire con la pensione tutte le spese di un mese ... nel prossimo bilancio comunale, se c'è spazio per la gente comune, mettere delle risorse per l'aiuto degli anziani e dei cittcdini con malattie di una certa gravità dando loro un contributo economico, senza il bisogno di raccomandarsi da questo o da quel politico, per questo chiedo a Salvatore Milioto di farsi portavoce in sede di approvazione di bilancio in consiglio comunale di questa esigenza (mettendo dei soldini nel capitolo) ... con gratitudine !!! ( seguite sempre il blog Regalpetra Libera Racalmuto mi raccomando http://regalpetraliberaracalmuto.blogspot.com/

 

 

Sergio Scimè a Marsiglia
Su facebook tutte le foto di Marsiglia

 


 

 

Il buonsenso oggi suggerirebbe soltanto una cosa: DIMISSIONI! Aldilà di questa mancanza,già grave di per sè,quello che lascia perplessi,attoniti,stupiti,è che il PD sia diventato il difensore più agguerrito di una causa già persa da tempo! Amano dire peste e corna di chi,tra mille difetti,ha l'unico pregio di tenergli in vita posti di potere e qualche misero,piccolo,squallido,interesse di bottega ( o di famiglia!!!)... Se pensano che domani,come al solito,diventeranno i primi oppositori del loro attuale condottiero,si sbagliano di grosso:oramai sono un'unica cosa!!! Chiudo tranquillizzando il già vicesindaco,assessore, capogruppo...state sereni...i fondi ANAS potrete GESTIRLI e DISTRIBUIRLI ai PARENTI di turno,senza inntromissione alcuna!

 

Salvatore Milioto

 


 

 

I tempi sono cambiati e la classe politica essendo la stessa non sa stare al passo con i tempi. Ci vogliono uomini nuovi, nuove idee, nuovi comportamenti. Voglio credere che il paese abbia queste energie che emergeranno prima o poi. Mi pare che certi politici di maggioranza ( e forse di opposizione), avendo terrore del giudizio popolare tirino a campare lucrando i residui privilegi. Non credo che questa classe politica, inefficiente e dedita all'interesse personale, possa redimersi strada facendo. Possiamo solo sperare che siano spazzati via dai cittadini alla prima occasione.

 

Angelo Cutaia

 

venerdì 25 giugno 2010

 


 

 

Cronache - Sicilia
Arrestato boss Falsone, capo della mafia di Agrigento


AGRIGENTO. Giuseppe Falsone, mafioso di Campobello di Licata (Ag), è considerato il capomafia di Agrigento, molto vicino a Bernardo Provenzano.
Appena tre mesi fa, nell'ambito dell'operazione antimafia 'Apocalisse', i carabinieri di Agrigento e di Palermo hanno sequestrato beni e società riconducibili al boss Falsone per circa 30 milioni di euro. Il padre del boss, Vincenzo
Falsone, è stato il reggente di Cosa nostra ad Agrigento per molti anni e fu ucciso durante la guerra di mafia con gli 'Stiddari' agrigentini il 24 giugno del '91 assieme al figlio Angelo, fratello maggiore di Giuseppe.
Secondo alcune inchieste sulla mafia agrigentina, Giuseppe Falsone avrebbe gestito dalla latitanza grossi interessi in diversi settori. Il pentito Giuseppe Sardino, lo scorso ottobre al processo Hiram celebrato nel carcere di Rebibbia, ha riferito in aula che Falsone voleva stabilire rapporti con la massoneria siciliana e romana, ritenendoli utili per Cosa nostra.
Falsone soprannominato il ''ragioniere", "gira rigorosamente armato, non si separa mai da palmare e pc portatile. E nella ventiquattrore porta la bibbia e testi di filosofia", ha anche raccontato Sardino che era stato braccio destro e vivandiere di Falsone.
Il boss Bernardo Provenzano aveva indicato nei pizzini Falsone col numero 28. (giornale di sicilia - gds.it)

 


 

 

Invece di commentare la nota dei consiglieri del PD, Dott. Sardo ed Avv. Brucculeri, che riesce pure difficile tanta è la voglia di replica accesa e non volendo aggiungere confusione alla confusione, mi permetto di fare alcune considerazioni.
In quest'ultimo ventennio il partito del PD, che poi altro non è che il comunista di un tempo, cioè quello che faceva opposizione a tutto ed a tutti e che poi andava ad accordarsi in separata sede con le maggioranze di turno in campo locale, provinciale, regionale e nazionale; prendendo, di fatto, parte al governo del Paese solo nella buona sorte perchè nella cattiva, restava opposizione " partito dei lavoratori" che per i lavoratori e per il popolo faceva spreco della sua energia. Poi si imboscava nei sindacati, nelle strutture di partito e in quantaltro era ed è in uso, atto a produrre guadagno con minimo sforzo. In sede locale, cioè in quello che dovrebbe essere il nostro paese, da anni ormai, a mio avviso, cammina con la testa nel sacco e non prova a tirarla fuori per la semplice paura di potersi accorgere di ciò che c'è fuori dal sacco. Io me li ricordo i comizi infuocati dell'Onorevole Martorana e gli interventi nei consigli comunali; interminabili ore di disquisizione puntuale sugli argomenti trattati all'ordine del giorno; mi ricordo le infiammate filippiche contro le candidature sospette dei partiti avversari, mentre non si preoccupava di guardare quelle del suo partito, le furiose arringhe contro l'esecutivo in carica, il quale non poneva i giusti freni al nuovo fenomeno che andava emergendo e che si chiamava "DROGA"; le giuste chiamate alle forze dell'ordine per un controllo più serrato affinchè si scongiurasse che detto fenomeno prendesse piede, nel paese di Sciascia; in quel paese che pretendeva di volare alto e rischiava di essere sprofondato in basso da una strada perversa che si stagliava all'orizzonte. E potrei continuare facendo un lungo elenco di argomenti e di fatti che hanno attraversato tutti gli anni ottanta e novanta, anni in cui sono stato attivamente presente in quasi tutte le maggioranze, con documenti, comportamenti, scelte politiche discutibili, candidature ecc. ma mi persuado che sarebbe dispersivo e forse persino noioso anche se servirebbe a fare un pò di chiarezza. Oggi è il caso di dire e ribadire che il fallimento dell'intera classe politica che governa il paese non può non essere registrato e messo agli atti. Caro Dott. Sardo e Caro Avv. Brucculeri, c'è una parola magica che si chiama buonsenso, senza la quale non si va da nessuna parte, anzi solamente verso la parte sbagliata. Ci vuole buon senso e la capacità intellettuale di saper capire quando è il momento di battere in ritirata cercando di mantenere solo l'onore delle armi: A me pare che non siete in queste condizioni anzi, cercate giustificazioni. Mi capita di parlare con la gente comune come me; vi assicuro che non ci siete più, come non ci sono io, come non ci sono gli altri: non c'è più niente e nessuno, in sintesi questo paese non ha più un'anima; è vuoto e la vostra cecità e sordità lo sta condannando all'inedia. Non c'è il sindaco, con le sue arringhe, non c'è la giunta, non c'è il consiglio comunale e tutti vi considerate ostaggi della burocrazia, cercando, talvolta, di scaricare responsabilità che sono eslcusive della politica, del corpo elettivo insomma, una burocrazia che non ha le qualità per dare scacco alla politica,ma semplicemente asservita e prona che spesso nemmeno si persuade di essere oggetto e non soggetto. Buonsenso dunque e se ci riusciamo, a noi più anziani spetta il compito di indicare alcune soluzioni affinchè si possa generare una nuova classe dirigente consona alle aspettatvive di questa terra.

 

Carmelo Mulè

giovedì 24 giugno 2010

 


 

 

Stralcio del Consiglio Comunale di Racalmuto

 

con alcune frasi celebri del consigliere comunale Eduardo Spalanca.

 

"meglio tardi che mai"

 

"ne ho sentite di cotte e di crude"

 

"giochi di potere o giochi di prestigio, come li vogliamo chiamare"

 

"l'amore per il paese non l'abbiamo visto da nessuno, mi ci metto pure io"

 

"io inviterei di andarci tutti a casa ... adagio ... adagio chi ha parlato Sergio Scimè ...
io dico che anche Sergio Scimè che scrive sul blo a casa pure...tutti a casa"

 

"il gioco della sedia: c'è un asedia libera e tutti seduti... vediamo chi si siede"

 

"non ci dobbiamo nascondere dietro un dito"

 

" levatici tu ca m'assiettu iu"

 

 

 

Regalpetra Libera il Blog di Racalmuto

 

Più di 7000 visitatori in un mese

 

 


 

 

Mi sarei aspettato al primo punto tra quelli elencati dal Dott. Sardo, nonchè mio cugino, LA QUESTIONE MORALE.
Siamo chiari a noi cittadini poco importano le vicende giudiziarie, che spettano ai Carabinieri e alla Magistratura.
La verità che in questo paese si sono creati due fronti nettamente contrapposti: uno contro l'uso "urbi et orbi" di sostanze proibite e l'altro "antiproibizionista".
Tra i sostenitori del NO, ossia dei favorevoli alla droga, almeno dieci consiglieri comunali con in testa gli uomini del PD, ai quali non fa nessun effetto che chi dovrebbe tutelare l'ordine pubblico possa aver fatto anche per una sola volta, per sua stessa ammisione, uso di "sostanze illegali".
Personalmente io posso fare a meno di tutte quelle opere elencate dal consigliere Sardo purchè senta questo paese più sicuro , avendo una figlia che frequenta la scuola a Racalmuto e passeggia a Racalmuto.
Una cosa è certa,Dio non voglia, noi genitori CONTRO sapremo eventualmente con chi fare i conti.

 

(Giovanni Salvo)

 


 

Nel corso di questa consiliature mi sembra che questa sia la terza forte presa di posizione del PD. Ancora una volta si chiede di dare una sterzata alla gestione politico- ammnistrativa del paese, ma al contempo non si molla la poltrona.

 

BASTA CON IL FALSO MORALISMO ....................... SIAMO STANCHI DELLA VS PRESA IN GIRO................. NON ... Mostra tuttoSI PUO' CHIEDERE CONTINUAMENTE UN CAMBIAMENTO CHE NON ARRIVA MAI ED RIMANERE INVISCHIATI NELLA MAGGIORANZA................... ALMENO ABBIATE LA DECENZA ED IL BUON SENSO DI RESTARE ATTACATI ALLE VS. POLTRONE IN SILENZIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

(Giuseppe Bongiorno)

 


 


 


 

Non credo ci siano Comuni amministrati da minorenni. L'unica differenza è che altrove,qualche volta, governanti consapevoli di amministrare un popolo non imbecille, di fronte a precise responsabilità politiche e morali, invece di nascondersi dietro la solita tiritera dell'impegno a fare cose inportanti, oramai buona per Zelig, da uomini adulti e responsabili, lasciano i posti che non meritano e se ne vanno a casa. Le scuse seguite dal nulla e i bei programmi proposti dopo tre anni di barbarie e di cecchini appostati dietro le finestre del comune, oltrechè grottesche e provocatorie, credo diano soltanto sfogo al disprezzo per il nostro paese che alcuni uomini politici incarnano, all'inettitudine politica del partito democratico che deve stare lì ad ogni costo.Noi abbiamo il dovere, dovendo stare dalla parte dei nostri giovani, dei nostri bambini e delle famiglie di Racalmuto, di invitare tutti insieme, quotidianamente, quanti ci amministrano di lasciare i posti, che ripeto non meritano, e di andarsene a casa!!! Di quello che dovevate fare e promettete di fare, caro PD, non ce ne importa nulla!!!

 

(Luigi Scimè)

 

mercoledì 23 giugno 2010

 


 

 

Le conclusioni a cui perviene il Comando Stazione dei Carabinieri di Racalmuto, a proposito delle indagini "Giochi di Potere"

Pubblicate nella bacheca facebook del Sindaco di Racalmuto. Su facebook le conclusioni delle indagini "Giochi di potere".
________________________________________
"Ritornando sugli argomenti principali di questa indagine, ossia le strutture alberghiere AMBRA, MEZZALUNA e REGALPETRA, si è ormai convinti che il finanziamento dei fondi pubblici per la ristrutturazione di strutture alberghiere già esistenti (che a Racalmuto non esistevano), pari al 30% dei finanziamenti erogati ambito regionale, non sia una coincidenza ma scaturito da segnalazioni e consigli di natura politica. Infatti ciò che accomuna sicuramente vari soggetti è la corrente poltica di appartenenza: CHIARELLI ha sostenuto la candidatura di PETROTTO; PETROTTO è sostenuto dal cugino MATTINA; LAURICELLA viene nominato Assessore all’Urbanistica ecc… dal Sindaco; CACCIATO ha sostenuto la candidatura di PETROTTO essendo di sinistra; CARLINO e MARTORELLI “ pur bastonati” con il sequestro dell’immobile AMBRA, fanno la mangiata insieme a PETROTTO, candidato alle Regionali, durante le elezioni Regionali e Nazionali ultime passate;

 

 

 


 

 

PROPOSTA DI DELIBERAZIONE REDATTA AI SENSI DELL’ART. 53 DELLA L. 142/90 COME RECEPITA DALLA R.S. CON L.R. 48/91.

 


PROPONENTI: Sardo, Brucculeri, Mattina, Picone, Falco, Barravecchia, Morgante, Spalanca, Guagliano, Campanella.

Oggetto: Abolizione gettoni di presenza dei consiglieri comunali e indennità di funzione del presidente del consiglio.

PREMESSO

 


 

 


 

 


La bufera giudiziaria che si è abbattuta sul nostro comune nonché l’ammissione pubblica da parte del sindaco di avere fatto uso di cocaina hanno inevitabilmente innescato una serie di polemiche sfociate nella richiesta, da parte delle opposizioni politiche, di dimissioni del sindaco e del consiglio comunale.
Ora, passata l’eccitazione del momento, è necessario soffermarsi un attimo per analizzare freddamente la situazione.
Che cosa è successo?
Innanzitutto dobbiamo dire che l’inchiesta giudiziaria denominata “Giochi di Potere” riguarda tre fattispecie diverse :

Ipotesi di truffa all’Unione Europea
1. Ipotesi di violazione di norme urbanistiche
2. Ipotesi di Abuso d’Ufficio

Inoltre questa inchiesta, condotta dalla locale caserma dei carabinieri su delega della Procura della Repubblica di Agrigento, coinvolge una platea eterogenea di soggetti: privati cittadini titolari di autorizzazioni edilizie, tecnici liberi professionisti, tecnici funzionari comunali, il sindaco, ex assessori comunali e perfino un legale molto vicino al sindaco , presidente del “Tre Sorgenti”, che non ha nessun incarico comunale.

Vedremo se da semplici “indagati” diventeranno “imputati” e se l’eventuale processo riuscirà a dimostrare le ipotesi della pubblica accusa.

 

 

martedì 22 giugno 2010

 


 

 

 

 


 

 

Ivana

 

gli uffici del comune di racalmuto devono sistemare l'altalena in viale Hamilton e anche volendo il parchetto alla stazione ma voglio invitare i miei concittadini a rispettare la " RES PUBBLICA" sono anni che le altalene vengono cambiate e anni che 4 balordi nn rispettosi degli spazi comuni le distruggono.... occore soprattutto rispetto per se, per gli altri e per l'intera cittadinanza altrimenti non si cresce ma si va incontro alla regressione!

 

Sergio
... condivido ogni tua parola ... si va incontro alla REGRESSIONE !!! ... chi amministra deve essere da MONELLO scusa da MODELLO per la cittadinanza ... certamente ci vuole più senso civico da parte di tutti
Luigi
paese schifoso in tutti i sensi........
Giovanni
sergio ti informo che anche il parco giochi in via g. pedalino e ridotto male, pieno di erbacce e cestini svuotati l'ultima volta l' anno scorso nel giorno della venuta del presidente dello stato piu volte sollecitato per riprstinarlo pensaci tu fai una richiesta nel blog , puo darsi che qualcuno lo legga
Sergio
... il blog è dei Racalmutesi e non ed è sempre pronto a pubblicare qualsiasi segnalazione !!! ... il nostro è un impegno civico gratuito nessun costo per il bilancio comunale ... a differenza dei 20 + 7 che aspettano "lu vintisette pi la misata" ...
Eduardo
alla villa comunale la piscina mai funzionante!!!
....le pankine inesistenti!!!una VERGOGNA!!!!

 


 


 


 

Nessuno ha niente da dire?

 

Consiglieri comunali che non dicono e non fanno nulla.

 

Racalmuto è un paese che ha tanto bisogno ma assistiamo ad una classe politica incapace.

 

Ma chi sono questi politici? Chi li conosce?

 

Quante promesse in campagna elettorale !!!

 

Da tre anni si fanno i soli fatti personali e familiari.

 

Ricordate tutto il discorso sul progetto Acuarinto, progetto cofinanziato dal comune per 55 mila euro (più altre risorse) e la rimanente pare dal Ministero dell’Interno. Quel progetto è partito nei locali del Carmelo (ex ospedale), ci lavorano, si dice, (in attesa di smentita con i nomi degli operatori) parenti e amici di consiglieri comunali. Questo fanno, prendono i soldi dal comune per soddisfare i loro interessi e le loro clientele.

 

Ma dove è andato a finire il dott. Salvatore Sardo del PD quando anche lui parlava di selezione pubblica. Ha dimenticato la questione? Può dire almeno agli elettori del suo partito, il partito democratico, che scrivono su face book come sono stati scelti gli operatori del progetto? Chi sono gli operatori? Cosa fa il consigliere Salvatore Sardo per il rispetto della legalità e per la moralità politica a Racalmuto? La sua maggioranza i suoi assessori cosa stanno facendo per il paese oltre a tagliare gli alberi ? Lui che demagogicamente parla di togliere le indennità.

 

Cosa fa il comune oltre ad autorizzare la chiusura di strade prima ad uso pubblico?

 

Il consigliere comunale dott. Salvatore Sardo come mai non promuove un’iniziativa contro l’uso di stupefacenti fenomeno molto diffuso nel nostro paese, iniziativa non difficile per lui visto e considerato che l’assessore ai servizi sociali è espressione del suo partito.
Ma nessuno dice nulla. Tanti giovani sono alla ricerca di un lavoro. Tutte le società private e non fanno le selezioni pubbliche prima di assumere, ma in questo progetto si lavora per ...
E’ gravissimo. Contro legge.
Come si può essere disoccupati e sopportare queste ingiustizie.
Farsi prendere in giro da politici che sconoscono dove abita di casa la legalità e la moralità.
Questo paese va sempre più giù, non possiamo rassegnarci bisogna reagire.
Chi amministra il paese non è degno di rappresentare il paese.
Poi fate come volete.

 


 

lunedì 21 giugno 2010

 


 

 

 


 

 

 

1

 

Non esauritevi a causa dello studio. So che sembra paradossale iniziare con questo consiglio, ma vi assicuro che non serve. Ho visto tanta gente, che solitamente andava molto bene, riuscire discretamente (o male) all’esame perchè si era esaurita sui libri. Tenete sempre a mente che è impossibile sapere tutto il programma alla perfezione. Studiate bene gli aspetti generali di ogni argomento e per il resto esercitatevi a parlare e a fare collegamenti intelligenti. Vi assicuro che qualunque professore con un minimo di testa apprezzerà di più una persona che dimostra dinamicità ed elasticità mentale piuttosto che un freddo dispensatore di nozioni.

 

2

 


Non preoccupatevi troppo dei commissari esterni: ottenete su di loro solo le informazioni veramente importanti (argomenti su cui si impuntano, modalità d’interrogazione, abilitazioni e preferenze varie) e non badate alle chiacchiere sul fatto che uno sia più o meno stronzo. Ricordatevi che spesso girano tanti ritratti di un professore quanti sono i suoi studenti.

 

3

 


LA PRIMA PROVA

Se avete un commissario esterno di italiano, informatevi bene su quale tipologia di prima prova prediligesse con i suoi alunni e, eventualmente, se ha qualche particolare avversione per un’altra. Ricordatevi inoltre che molti professori (spesso senza motivi fondati, ma purtroppo è così) vedono di cattivo occhio la tipologia D, ossia il tema di ordine generale, poichè lo ritengono l’ultima spiaggia per chi non ha proprio idea di cosa scrivere. Se potete, per quanto allettante possa essere il titolo, evitatelo. Consultate spesso il dizionario, rileggete più volte e prendetevi tutto il tempo che volete: vi assicuro che 6 ore bastano ed avanzano. Evitate di consegnare alle 10 un compito di 4 colonne striminzite: anche se aveste scritto pagine pregne di significato, sareste comunque visti con sospetto. E, cosa che vale per tutte le prove scritte, anche se fa un caldo da morire, non bevete come dei dannati! Potrete andare in bagno appena dopo 2 ore e vi assicuro che capita spesso di assistere a scene a dir poco esilaranti.

Nicolò Zarotti
http://nicolozarotti.com/10-consigli-ai-maturandi/

 


 


 


 

 

Ridotta l’indennita’ di carica del consiglio di amministrazione dell’acquedotto consorziale promiscuo delle “Tre Sorgenti” di cui è Presidente l’avvocato Calogero Mattina. Lo ha deliberato la maggioranza dei sindaci consorziati, per l’occasione erano presenti Vincenzo Corbo, Angelo Graci, Rosario Bonfanti rispettivamente per i comuni di Canicatti’, Licata e Palma di Montechiaro e l’assessore Criminisi delegato dal primo cittadino di Grotte, nel corso dell’ultima assemblea di consiglio e direttivo che si è tenuta l’altero giorno nella sede dell’ente. I nuovi compensi, cosi come per altro prevede una normativa vigente, sono pari al 20% della popolazione complessiva dei comuni consorziati inserita in una fascia compresa tra 100 e 250 mila abitanti. D’ora in avanti quindi, il Pesidente Calogero Mattina percepira’ uno stipendio mensile lordo pari a 1000 euro contro i 2700/3000 che percepiva prima che gli venisse ridotta l’indennita’ mentre ai membri del consiglio di amministrazione, compreso il vicepresidente, una somma pari a 450 euro lordi. Conclusa questa prima fase, adesso si passera’ a quella successiva che prevede il tentativo di rilanciare il consorzio per evitare che lo stesso possa essere sciolto dal Presidente della Regione nonostante l’assemblea dei soci, oltre ad essere sovrana, puo’ contare sul 75 % dei consensi.

 

(fonte TRS 98)

 


 


 

domenica 20 giugno 2010

 


 

 

 




Si inaugura domenica sera 20 giugno a Racalmuto, la rassegna d’arte “Castello Chiaramontano” con la partecipazione di 45 artisti con oltre 90 opere in esposizione tra pittura, scultura e fotografia

 

 

sabato 19 giugno 2010

 


 

Una volta c'era un piccolo parco giochi per bambini nel viale Hamilton di Racalmuto. Ricordo che era molto frequentato dai bambini. Portavo spesso le mie bimbe in quel parco. Molto comodo perchè sicuro e si trovava in un posto di passeggio. Oggi di quel piccolo parco è rimasta

 

un'altalena piangente.

 

Mi spiego meglio c'è la struttura ma mancano da quasi un anno le catene e le sedioline per dondolarsi.

 

Invito gli uffici del Comune di Racalmuto preposti alla manutenzione dei parchi giochi di sistemare per il periodo estivo l'altalena di viale Hamilton e mettere qualche giochino in più.

 

 

Grazie anticipatamente dai bambini e dai genitori.

 

(((((((sergio scimè)))))))

 

 

 

Il gioco è l'aspetto dominante della vita del bambino.

 

A noi il compito di tutelare i diritti dei bambini.

 

 

Regalpetra Libera in difesa dei bambini

venerdì 18 giugno 2010

 


 

All’alba di oggi è morta la Prof.ssa Giuseppina Petrotto Savatteri, nata nel 1937. Insegnante di lettere in pensione che ha operato alla scuola media “Pietro D’Asaro” di Racalmuto. Sposata con l’Ins. Calogero Savatteri, ex assessore del Comune di Racalmuto e mamma di Gaetano e Cristina Savatteri.

 


Il direttore, la redazione e gli amici del giornale “Malgrado tutto” di Racalmuto è vicina alla famiglia Petrotto-Savatteri, all’amico Gaetano, per la perdita della mamma, genitore esemplare e docente che ha lasciato un buon ricordo di sé ai numerosi alunni della scuola.
Esprimono condoglianze Egidio Terrana, Giancarlo Macaluso, Salvatore Picone, Gigi e Gaetano Restivo, Felice Cavallaro e Lillo Vitello.

Il Blog Regalpetra Libera si associa nell'esprime le proprie condoglianze alla famiglia Savatterti - Petrotto.

Racalmuto, 18.06.2010

 


 

 

Carissimi,

 

...Ricordare il passato è sempre bello,

 

Proiettarsi nel futuro è ancora meglio.

 

Ho il piacere di incontrarti assieme alla tua famiglia

 

Venerdì 18 Giugno, alle ore 19, presso la Chiesa Madre

 

per un momento di preghiera e successivamente presso il Salone Don Bosco,
per una riflessione proposta da Massimo Muratore, responsabile diocesano , sul tema:
"Azione Cattolica, associazione di laici al servizio della chiesa e del territorio"
Sicuro della tua presenza ti Benedico di cuore. Arc. Diego Martorana.

Questo è l'invito che l'Arc. Diego ci fa pervenire per questo incontro di Venerdì alle ore 19 che mi permetto di passare a voi tutti. ci rivedremo ancora una volta per scambiare
un abbraccio e l'affetto.... Carmelo Rizzo (nella foto)

 


 

COMMENTI FACEBOOK

 

 


 

 

 

Luigi Iannello

 

ma con tutte ste correnti, può essere che si sono raffreddati.

 

 

Cristian Falcondragon Alaimo

 

ribadisco che ci sono anche altre strade percorribili, purtroppo le altre strade non sono fattibili ne per mancanza di 3 ne per altri fattori..l'unica cosa che manca è la coerenza e quelle cose chiamate....sfere

 


Maria Stella
Non capisco qual è il tuo scopo ! mi auguro che non sia : levati tu ca ma siettu iu .

Giovanni Salvo
In realtà i partiti oggi sono dei movimenti. Non hanno un esecutivo a cui rispondono. Se vogliamo prenderci in giro diciamo che esistono.

Cristian Falcondragon Alaimo
Partiti ma non arrivati

Ignazio Enrico Marchese
Se si vuole......si lavora ad un'alternativa
se si vuole......si parla dei problemi della gente e si sta in mezzo alla gente (tutta, non i soliti politichesi e satelliti)
se si vuole......non si parla esclusivamente di poltrone (poltrone da togliere, da ridurre, da dare in cambio, ecc)
se si vuole......si cerca di unire e non ci si preoccupa del ...
dividere (anche scordando volontariamente dei consiglieri col chiaro intento di offenderli ignorandoli)
SE SI VUOLE BISOGNA CAMBIARE IL MODO DI FARE POLITICA A LIVELLO LOCALE PRIMA DI PENSARE DI DELEGARE I REFERENTI REGIONALI E/O NAZIONALI AL FINE DI CALARE LE DECISIONI DALL'ALTO. Una comunità che non sà decidere da sola è una comunità destinata a morire.
Se si vuole, caro Sergio, si pensa al futuro, facendo anche tesoro degli errori commessi nel passato, se si vuole.

Cristian Falcondragon Alaimo
Bravissimo ignazio, purtroppo c'è che senza un'intervento abbiamo visto tanti partiti trasformati in liste civiche con nomi blasonati (pdl, pd etc etc).
Volere è potere, è quello il problema.

 

giovedì 17 giugno 2010

 


 

 

I cittadini di Racalmuto, oggi, hanno letto nel muro dell'ACLI in via Garibaldi, nel centro del paese, la frase
"Mi faccio le Kanne ma non son un drogato".

 

Per noi di Regalpetra Libera gli stupefacenti tutti fanno male sempre e a qualunque età. Non bisogna usarli. Dobbiamo noi tutti scoraggiare chi ne fa uso. Nella rete di internet abbiamo trovato questo forum molto interessante che vi proponiamo integralmente. A voi le conclusioni.

 

 


 

 

Domanda risolta

 

Secondo voi chi si fa le canne è da considerarsi un drogato.Non credete che l'alcool legale sia peggio?

 

Credo che aver messo al bando un semplice spinello sia veramente esagerato.Oltre tutto abbiamo legalizzato l'-alcool che provoca dei danni enormi.Cosa ne pensate

 

 

Miglior risposta

 

Assolutamente no. L'alcool non è peggiore della marijuana.

 

Innanzi tutto vorrei fare una correzione a quel che hai detto. Il singolo spinello non è messo al bando secondo la legge. Infatti possedere una quantità di marijuana pari ad una dose è permesso dalla legge.

 

Se proprio pensi che l'alcool sia peggio allora in tal caso non bisognerebbe legalizzare la maria, bensì far diventare illegale anche l'alcool.

 

L'alcool è legale per 3 motivi principalmente:

 

- se preso in basse quantità non crea danni

 

 

- se preso in basse quantità non rende "inabile" chi lo utilizza

 

- i danni che provoca sono meno gravi e sono riparabili.

 

 

Innanzi tutto tra una canna e un drink (per non dire birra o vino che sono a contenuto di alcool rispetto agli alcolici in generale), gli effetti sono molto diversi. Infatti una canna ti rende "inabile" non nel senso che ti stende, ma nel senso che fa venire meno i tuoi riflessi e la tua capacità di pensare razionalmente, mentre un solo bicchiede di un alcoolico non fa quest'effetto.

 

 

Per quanto riguarda i danni sono molto differenti le due cose.

 

La marijuana provoca danni (come dimostrato) al cervello e al sistema nervoso. L'alcool provoca danni al fegato.

 

Come spero tu sappia, il fegato è una parte trapiantabile, mentre il cervello no. Infatti molti alcolizzati hanno bisogno di trapianti di fegato (ovvero gli viene donata una parte di fegato data la sua capacità di rigenerarsi). In secondo luogo i danni provocati sono differenti non solo per la zona colpita. Infatti i danni provocati dalle droghe in generale, marijuana compresa (anche se in dose più bassa rispetto a molte altre droghe) al cervello non sono reversibili (ovvero non si "riparano").

 

I danni al fegato causati dall'alcool (finche non sono così gravi da necessitare un trapianto) sono reversibili con il tempo.

 

 

Ti sarà parso che io stia difendendo l'alcool e non le droge. Bhe non è mia intenzione. Io generalmente non sono una persona che beve alcolici solitamente, e non uso alcun tipo di droga.

 

 

Purtroppo molte persone, soprattutto giovani, non sanno divertirsi se non superano i limiti, ovvero se non usano droghe o non si ubriacano.

 

 

Cmq a parte le mio opinioni su come andrebbero trattate queste persone e cosa bisognerebbe fare per ovviare il problema, resta il fatto che l'alcool fa molti meno danni al corpo umano. I danni causati dall'alcool sopraggiungono nel momento in cui bere diventa un abitudine costante.

 

 

Valutazione dell'utente

 

Commento del richiedente: Hai ragione pienamente ...Anche se..Bere non si può bere,fumare non si può fumare, mangiare bisogna riguardarsi;ma insomma ci siamo di passaggio.Quindi nelle giuste misure...

 

 

Altre risposte

 

e nn solo! anche il fumo di sigaretta -_-" sono d'accordissimo

 

 

se ti bevi un bicchiere di limoncello non succede niente, nel senso che non ti ubriachi subito, se ti fumi uno spinello invece si, l'effetto è immediato, perciò ritengo che sia peggio uno spinello all'alcool.

 

Poi non so, sono punti di vista.

 

 

se ti bevi un bicchiere di limoncello non succede niente, nel senso che non ti ubriachi subito, se ti fumi uno spinello invece si, l'effetto è immediato, perciò ritengo che sia peggio uno spinello all'alcool.

 

Poi non so, sono punti di vista.

 

 

Se parliamo di erba no perché devi pensare che fanno addirittura meno male delle sigarette

 

Fonti:

 

Paese scemo legalizza il pericolo e abolisce l'ostacolo

 

 

tutto dipende da quante te ne fumi, ogni tanto non penso faccia poi così male ( almeno per me è cosi ! ) non sei drogato,

 

 

Tutti e due ti uccidono le cellule del fegato e del cervello.

 

 

Regalpetra Libera è contro tutte le droghe.

 


 


 

mercoledì 16 giugno 2010

 


 

Molti amici in questi giorni si chiedono come mai è ritornato il silenzio “politico” in paese.

 

Quando c’è silenzio o si lavora o si mangia o si dorme o ... o ....

 

Dopo il manifesto dei dieci consiglieri dove si chiedono le dimissioni del sindaco tutti si aspettano grandi cose. Tra i firmatari il PDL della corrente del ministro Alfano con Collura, della corrente Scalia con il consigliere Taibi, della corrente Cimino con Milioto e Sberna. Alla massiccia componente del PDL si aggiunge l’UDC di Pagliaro /Bongiorno e l’MPA di Bellomo/Agrò.

 

Partiti importanti a livello regionale e nazionale. Se questi partiti hanno ancora un peso nella politica locale e se il sindaco non si dimette, possono con i numeri giusti passare al voto di sfiducia. Per la sfiducia del sindaco ci vogliono tredici consiglieri. I numeri di certo non mancano.

 

 

Se si vuole!!!

 

 

Facciamo due calcoli. Una via facile è quella di convincere i tre consiglieri del PDL vicini all’on. Fontana (Alfredo Mattina, Lidia Picone, Falco Carmelo) attualmente in maggioranza, che sommati ai dieci del manifesto possono benissimo sfiduciare il sindaco e andare automaticamente alle elezioni.

 

Dieci più tre uguale tredici. (10+3=13)

 

Per fare questo ci vuole l’intervento della politica con la “P” maiuscola. Quelli che contano. Basta che il ministro Angelino Alfano parla a Vincenzo Fontana e la “sfiducia” diventa cosa fatta.

 

 

Se si vuole !!!

 

 

La difficoltà è della politica locale. L’eventuale sfiducia a Petrotto chi favorisce?

 

Certo che per convincere i tre della maggioranza a votare la sfiducia un prezzo “politico” bisogna pagarlo. I tre consiglieri lasciano due assessori per cosa? Per esempio il prezzo dell’accordo potrebbe essere quello di lasciare a loro la scelta della persona da candidare a sindaco. Sono convinto che oggi l’unica strada percorribile è assolutamente questa per arrivare alla sfiducia con tredici consiglieri.

Pubblicato da Calogero Taverna a 17:40

 

 

 

 

 

Comitato la Matina

Dovremmo chiosare, ma non ci va. Lasciamo alle melanconiche rimembranze di un strafregato paese l’ingrato compito di decriptare la “publica opinio”  racalmutese in quell’anno di tragico travaso dalla vita democratica della cittadina alle mannaie della tecnocrazia agri-romana. Al posto dei nostri eletti subentrano i nominati da un prefetto ed un ministro entrambe in gonnella.

Racalmuto: a' da passà a nuttata. Non è REGALPETRA

 
 
Questa foto dell'Itria di Racalmuto è di PIERO TULUMELLO
L'ho forse male digitalizzata. Pazienza. Cerco di dimostrae qualcosa. Se leggo nell'aulico catalogo PIETRO D'ASARO "il monocolo di Racalmuto"  che il quadro sopra l'altare fu certamente patrocinato da uno dei conti del Carretto,
forse Giovanni V" [v. pag. 69] mi irrito forte.Ma queste certezze chi gliele dà? Quanto il Comune pagò?
Certo allora [1984-85] non avevo reso pubblici i miei appuramenti microstorici su Racalmuto. Oggi è certo:fu don Vincenzo dle Carretto  a farsi questa Chiesa-gentilizia. Commissionò lui il quadro a Pietro D'asaro? Impossibile per questione di date.
Il quadro presenta questa parte inferiore bruciacchiata dalle candele dell'altare. Provate a dirmi che quelle colonne e quella cupola  possano far pensare a Racalmuto. Pietro D'Asaro dipingendo un quadro per Racalmuto si inventava paesaggi non racalmutesi? La critica d'arte c'entra poco. Basta la logica per  dare una risposta negativa. Leggo stupidaggini sui più paludati organi di stampa locali. Ho cercato di correggerli. Manco mi hanno visto.Beata (la loro) ignoranza. I commissari hanno altre gatte a pelare. Ma dovranno pure andarsene. Dopo voglio ascolto. Se i grandi artisti e professori locali hanno argmenti contro, mi arronchio. Ma non mi dicano: IPSE DIXIT. Racalmuto non è un paese di imbecilli. Diciamo: non è REGALPETRA e a' da passà a nuttata!

domenica 10 febbraio 2013

A Racalmuto le bambine giocavano alla marrella .... ed altrove?

Si vede che il buon Berlusconi è alla frutta quanto a trovate acchiappavoti. Proprio ai condoni fiscali si doveva aggrappare?
Archivo:Torino Piazza San Carlo Monumento.jpgIn un condono fiscale “immobiliare” mi piacque affondare le mie non comuni astuzie ispettive. Primi anni Ottanta. Me ne stavo quasi tranquillo al SECIT dopo la giubilazione che il signor Ciampi mi elargì per una mia birbantella ispezione (commissionata da Occhiuto) alla Cassa di Risparmi della sua (di Ciampi) Livorno.
Il professor Tremonti ed altri docenti della scuola del prof. Falsitta – mi pare di Pavia – l’avevano ben congegnata una remissione di peccati nell’arte di farsi case all’estero. All’epoca era reato. Illecita esportazione di capitali. Saint Moritz diciamo che era divenuta molto italiana. Sia pure esterovestita.
Dovrei fare qui un trattato di diritto tributario di varia natura. Lasciamo perdere.
Si pensò ad una piccola furbata: Dite all’UIC quello che possedete all’estero, pagate un obolo e tuttu nnuonu e biniditto.
Il reato fiscale lo potevano perdonare. E gli altri reati? E quelli gravissimi delle falsificazioni di bilancio? E le omesse dichiarazioni  in tema di obblighi tributari sugli immobili effettivamente pagati all’estero, ragion per cui vi era l’esonero in Italia  per il divieto della doppia tassazione? Doppia tassazione, no,  ma a condizione che se ne facesse regolare denuncia in una finca della dichiarazione dei redditi. Il Capitale era una cosa, il reddito un’altra. Quisquilie insomma che però se ignorate spingono soloni racalmutesi a cianciare di imposte sul patrimonio, insomma di TARES che diviene da tariffa IMPOSTA PATRIMONIALE. Oh! come mi piacerebbe far pagare su quegli immobili qualcosa di serio anche in Italia, del tipo della patrimoniale. Non ci sarebbe bisogno di tassare la prima casa. I signori, anche quelli comici, si guardano bene dal mostrarsi conoscitori di materia tanto intricata.
Il sottoscritto che certe cosarelle suppone di conoscerle, chiese all’UIC l’elenco su base informatica di tutte quelle partite di ravveduti immobiliari esterovestiti, fece incroci con le dichiarazioni e certe poste in fondo ai modelli dell’epoca, diramò fior di liste selettive. Gli Uffici credo che fecero finta di non capire. Nel frattempo me ne ero andato da viale dell’Aeronautica. I miei successori avevano poi altro da fare. Invero avevo sbirciato divertentissime partite: agnelli belanti nel gioco con la marrella , altissimi che si ringrinzivano. Ed altre piacevolezze del genere.
Ma i miei successori una cosa fecero: si misero i testa che i dividend washing (non so l’inglese e scrivo come mi pare) delle spettacolari rappresentazioni del più grande chiavatore d’Italia non erano ammessi. Dalla sera alla mattina, una legge tagliò la testa al toro: divennero ope legis lecitissimi, finanza creativa insomma. Un professorone divenuto quello che è divenuto, le sue parcelle se le faceva pagare estero contro estero: sosteneva che nessuna stabile organizzazione affiorava e quindi …..  e quindi che si voleva? Ministro un ferreo uomo di legge oggi lassù nei cieli di un colle romano. Si traccheggiò. L’On. Garavini da me imbeccato fa partire una interrogazione di fuoco. Imbarazzo. Risposta evasiva alla fine. Riparte un contrattacco inchiodante: se voglio so impostare accuse mozzafiato. Beh! Credo che ancora la risposta a quella interrogazione deve essere data. Oltretutto l’avrebbe dovuta dare l’imputato. Altro che conflitto di interessi!
Signori che mi leggete: non è che in Italia manca l‘Accusato alla Repubblica, come pontificava nelle verrine un certo Cicerone; manca un tribunale alla Repubblica, ora come allora. Basta prendersela con i mafiosi di una trentina d’anni fa e l’onore è salvo.

RACALMUTO IL PAESE DI JOE MACALUSO


Sento che dopo trent’anni i signori di certi SERVIZI  tornano ad attenzionarmi. Ne sono lusingato. Un tempo cercava di entrare nella mia privacy anche il farina del sabato. Non abboccai non perché sapessi chi era ma perché avevo un affine di un parente alla caserma dei carabinieri di Racalmuto il quale impressionato da certe “pizze” che lì arrivavano sul mio conto mi friscà la cosa ed io capii che dovevo diventare chhiu mutu di lu rafatuso del mio paese.

Anno 1980.

Ora mi vedo seguito dalla Corea del Sud, da Singapore, dalla Russia di Putin, dalla Turchia e finalmente in questi giorni da Israele. Se parlo della donna del Mossad (meglio procaci trentenni) loro sanno. Mi dicono anche che dopo DAGOSPIA il mio macilento CONTRA viene persino sbirciato in via Nazionale. Che goduria! Finalmente ad ottant’anni torno importante.

Per non tradire le attese, digitalizzo qui sopra, accanto e sotto tre o quattro pagine di un libro della Feltrinelli che, diversamente dalle aspettative, mi pare sia finito nel dimenticatoio.

Errore! Se volete la matrice dell’odierna telenovela MPS (spero che quello che hanno da fare certi giudici lo facciano dopo l’elezione, diversamente che sconquasso!), la trovate tutta nelle pagine integre e leggibili di una confessione CONFITEOR incauta e malaccorta che mi premuro di segnalare a modo mio, sempre aduso al segreto bancario anche nelle citazioni. In effetti qualche chiarimento l’ho dato in precedenti miei (come si dice ora?) POST qui pubblicati. Cercateli. Quello che manca è il nome di Joe Macaluso un racalmutese al tempo missus di Sindona per l’Interfinanza (di chi chissà chi). L’aggiungo io per vanagloria paesana. Racalmuto più che paese di Sciascia, più che Regalpetra,  più che   i ragazzi di Regalpetra, iI paese di Joe Macaluso si dovrebbe soprannominare. E’ una gloria che ora piuttosto malconcio non so dove in America  gli dovrebbe far piacere e togliergli magari il ferino istinto di querelarmi. Ma gli converrebbe?

LA GENESI DEL FEUDO DI RACALMUTO


La genesi del feudo di Racalmuto

 

Ripuliti gli esordi feudali dai vari Malconvenant, Abrignano, Barresi e Brancaleone Doria, resta la vicenda di quel Federico Musca che risulta primo proprietario del casale di Racalmuto attorno al 1250. Era costui un immigrato che per abilità propria o per successione poteva disporre di tre centri nell’Agrigentino: Rachalgididi, Rachalchamut e Sabuchetti. Ci riferiamo all’indiscutibile diploma che custodivasi negli archivi angioini di Napoli  e precisamte a quello che reca il n.° 209 il cui sunto recita in latino:

Executoria concessionis facte Petro Nigrello de BELLOMONTE mil., quorundam casalium in pertinentiis  Agrigenti, vid. Rachalgididi, RACHALCHAMUT et Sabuchetti, que casalia olim fuerunt Frederici MUSCA proditoris, et casalis Brissane, R. Curie dovoluti per obitum sine liberis qd. Iordani de Cava, nec non domus ubi dictus Fridericus incolebat.                                                  

 

Aggiungi didascalia
Era dunque un’esecutoria della concessione che veniva fatta da Carlo d’Angiò a Pietro Negrello di Belmonte, milite, di tre casali siti nelle pertinenze di Agrigento, e cioè Rachalgididi, Sabuchetti ed il nostro Racalmuto, chiamato - non si sa per errore di trascrizione o per più precisa denominazione - RACHALCHAMUT. Quei tre casali erano appartenuti (olim) a Federico Musca che Carlo d’Angiò considera un traditore. Quanto al passo successivo che investe la storia di Brissana, a noi qui nulla importa.

Federico Musca viene privato del feudo nel 1271: ribadiamo, è questa la data di nascita della storia racalmutese, almeno fino a quando non si trovano altre fonti scritte o archeologiche. Per quel che abbiamo detto prima, gli esordi racalmutesi medievali possono retrocedersi di una ventina d’anni, ma non di più.

Un Federico Mosca, conte di Modica, è noto: a lui accenna Saba Malaspina colui che l’Amari considera “diligentissimo cronista”  per non parlare del Montaner, del D’Esclot, di Nicola Speciale, di Bartolomeo di Neocastro, del Sanudo.

La vicenda viene dal Peri  così sintetizzata ed interpretata:

«Federico Mosca conte di Modica acquistava benemerenze in guerra. Nel novembre del 1282 passò in Calabria e conseguì buoni successi con una comitiva di 500 almogaveri (le truppe a piedi che nel corso della guerra del Vespro prospettarono la validità dei reimpiego della fanteria, che sarebbe salita a clamore europeo a non lunga distanza di tempo sui fronti di Fiandra).»

E successivamente (pag. 46):

«Se la reazione immediata di Carlo d’Angiò fu più minacciosa che vigorosa, se la cavalcata di re Pietro, nel settembre del 1282, da Trapani a Palermo, a Messina, a Catania, fu più prudente che difficile, il conflitto poi si spostò prontamente fuori Sicilia. Nel novembre, il conte di Modica Federico Mosca portava la guerra in Calabria.»

Annota, peraltro, l’Amari: «Il Neocastro, cap. 56, accenna anch’egli ad una fazione degli almugaveri, diversa da quella di Catona. Dice mandatine 500 presso Reggio e 5.000 alla Catona. Aggiunge poi che Pietro il dì 11 novembre mandò il conte Federigo Mosca a regger la terra di Scalea, che si era data a lui. ...»

Se Federico Mosca, conte di Modica, è, dunque, lo stesso di quello del diploma angioino riguardante Racalmuto, sappiamo ora che costui dopo l’esonero del 1271 non tornò più in questo casale. Anche per Illuminato Peri, neppure tornò - almeno stabilmente - a reggere la contea di Modica che (pag. 31). A lui «sembra essere succeduto nel titolo di conte di Modica il genero Manfredi Chiaromonte marito della figlia Isabella», quello che avrebbe edificato il nostro Castelluccio.

Ma a quale ribellione di Federico Mosca si riferisce il citato diploma angioino? Non abbiamo notizie aliunde. Dobbiamo quindi supporre che trattasi degli eventi del 1269. Li abbozziamo qui sulla falsariga del racconto dell’Amari. Le truppe angioine riconquistano il castello di Licata, che era stato assediato dai Ghibellini, nel dicembre del 1268. Nel 1269 si sparse la falsa notizia che il re di Tunisi stesse per sbarcare. Frattanto Fulcone di Puy-Richard, sconfitto a Sciacca nei primi del 1267, comandava a poche città che gli prestavano volontaria ubbidienza. Un frate, Filippo D’Egly dell’ordine degli Spedalieri, venuto in Sicilia da tempo a cambattere per Carlo con la scusa che stessero per sbarcare i Saraceni d’Africa, agiva da capitano di ventura e crudelmente (vedasi Bartolomeo de Neocastro, cap. VIII). Ma ai primi d’aprile del sessantanove re Carlo, ormai sicuro in Continente ove gli mancava solo di conquistare Lucera per fame, combattè di persona i Saraceni e si accinse a riportare all’ubbidienza la Sicilia. Nel volgere di pochi mesi cambiò due volte il vicario dell’isola: prima sostituì Puy-Richard con Guglielmo de Beaumont, poi costui con Guglielmo d’Estendart. Un grosso esercito agli ordini del solo D’Egly, in un primo momento, e poi di questi affiancato dal Estendart, ed indi di quest’ultimo soltanto,  fu mandato per sterminare le forze di Corrado Capece. L’Estendart risultò un feroce capitano che comunque riscuoteva la fiducia del re, che non mancava di colmarlo di ricchezze e di onori. Saba Malaspina lo chiama uomo più crudele della stessa crudeltà, assetato di sangue e giammai sazio (Lib. IV, cap. XVIII). 

L’Estendart condusse nell’isola millesettecento cavalieri con grande numero di arcieri e vi furono associati oltre 800 cavalieri che stanziavano nell’isola, tra siciliani e stranieri. Ricominciò davvero la guerra.

Quel condottiero andò da Messina per Catania all’assedio di Sciacca, ma qui gli piombarono addosso oltre 3000 cavalieri provenienti da Lentini; sopraggiunse Don Federico con cinquecento soldati scelti spagnoli, chiamati Cavalieri della Morte, e gli angioini furono tricidati. L’Estendart e Giovanni de Beaumont, con altri baroni, vi trovarono la morte. Ne seguì un tal terrore che Palermo e Messina trattarono la resa, ma la trattativa non andò in porto. Il racconto - desunto dagli Annali ghibellini di Piacenza - non convince del tutto l’Amari che puntualizza: «Manca la data di questa battaglia; falsa la morte dell’Estendart e fors’anche quella del Beaumont; Sciacca fu assediata di certo dagli Angioini sotto il comando dell’ammiraglio Guglielmo, non Giovanni, de Beaumont, poiché ricaviamo che gli riscosse le taglie pagate da vari comuni invece di mandare uomini a quell’impresa.» Sappiamo altresì dagli annali genovesi che Sciacca fu conquistata dagli Angioini.

Anche Agrigento fu assediata dai francesi, dopo la conquista di Sciacca, che vi avrebbero però subito una sconfitta. I Ghibellini, astretti da varie parti, riuscivano ancora a mantenere il controllo di Agrigento, Lentini, Centorbi, Agusta, Caltanissetta.

Gli eventi evolvono con l’assedio di Agusta. Carlo d’Angiò ordina all’Estendart di portarsi a ridosso della città siciliana per il colpo di grazia. Vi si erano insediati 1000 armati e 200 cavalieri toscani che la difendevano valorosamente. Il re fece costruire apposite galee per quell’impresa e le affidò all’Estendart il 29 settembre 1269. L’ordine era di passare a fil di ferro quanti si trovassero nella città. Essa fu presa per il tradimento di sei prezzolati che di notte aprirono una porta. Guglielmo d’Estendart fu feroce: non rispettò «né valore, né innocenza, né ragione d’uomini alcuna.»

Cessata la guerra di Sicilia, Carlo d’Angiò rimise nell’ufficio di Vicario, il 18 agosto 1270, Fulcone di Puy-Richard «con carico di perseguitare i traditori e confiscare loro i beni», annota l’Amari. 

In tale frangente, ebbe dunque a verificarsi lo spossessamento del feudo di Racalmuto che dal “traditore”  Federico Musca passò al fedele - estraneo e francese - Pietro Negrello de Beaumont, chissà se parente dei tanti Beaumont che abbiamo avuto modo di citare.

Sempre l’Amari ci fa sapere che in quel tempo «agli altri fragelli s’aggiunse la fame. In alcuni luoghi di Sicilia il prezzo del grano salì a cento tarì d’oro la salma e anche oltre; nei più fortunati arrivò a quaranta tarì, che vuol dire nei primi almeno al quintuplo, ne’ secondi al doppio o al triplo del valore ordinario.» Non pensiamo che Racalmuto sia stato coinvolto in quella sciagura: le sue ubertose terre avranno fornito pane sufficiente. Ma il nuovo signore de Beaumont avrà potuto razziare a man bassa per le solite speculazioni granarie. Si pensi che anche la vicina Milena - all’epoca chiamata Milocca - finisce in mani di un omonimo: quel Guglielmo di Bellomonte  di cui abbiamo parlato sopra.

Sfogliando i registri angioini, apprendiamo che il padrone di Racalmuto dal 1271 al 1282, Pietro Negrello di Belmonte, era il conte di Montescaglioso e il Camerario del Regno del 1271.  Non pensiamo che il conte di Montescaglioso sia mai venuto a visitare queste sue lontane terre, site in una terra dal nome strano, Racalmuto. Avrà mandato qualche suo amministratore. Solerte, comunque, nello sfruttare quei contadini di origine araba, usciti da non molto tempo dalla condizione di “villani”, una sorta di schiavitù a mezzo tra la servitù della gleba e la remissiva subordinazione della fede cattolica, vigile nell’inculcare il sacro rispetto del padrone per il noto aforisma “omnis auctoritas a Deo”. Ogni autorità vien da Dio. Ed il lontano Negrello era pur sempre un padrone caro al Signore Iddio. Bisognava ubbidirgli e basta, come al ribelle conte di Modica.

Alfredo Sole risponde a Calogero Taverna ... un'assurda corrispondenza a 1600 km. di distanza.


Carissimo Alfredo

Ricevo il libro a cura di don Gallo con le tue collaborazioni epistolari e poetiche. Ti rispondo così come viene, di getto, anche se batto sulla tastiera del computer.

Un po’ mi rassomigli nel metter le mani avanti, specie per ciò che riguarda le tue poesie. Ma hai ben presente il tuo valore, diversamente non pubblicheresti un bel nulla. Con me non si può barare molto: per mezzo secolo ho sbarcato il lunario ISPEZIONANDO. Ho quindi deformazioni professionali che mettono talora in gran dispitto persino mia moglie. Ma se dopo 41 anni siamo ancora felicemente sposati vuol dire che il mio è difetto perdonabile.

La tua valenza scrittoria è ormai assodata. Quella poetica resta ancora nel chiuso della platea femminile che ti venera. Se tu avessi potuto seguire i miei lazzi bloggistici (il mio blog si intitola CONTRA OMNIA RACALMUTO) avresti saputo che io se non si tratta di Garcia Lorca non accetto poeti: bella presunzione la mia, no? Sono fatto così e a ottant’anni non ho alcuna voglia di cambiare.

Dicevamo che mi sento ispettore intus et in cute. La nostra intesa nasce circa un paio di anni fa, se non vado errato con questo scambio di lettere:

Inizio modulo


Val la pena fare un comitato per chiedere la grazia?

Di Calogero Taverna (da Roma)

La lettera
Caro signor Alfredo,
non credo che lei mi conosca ed oltre al fatto che siamo nati entrambi nello stesso paese del sale e dello zolfo non so molto di lei.
Vivo da quasi sessant\'anno fuori di Racalmuto e tanto fuori per professioni, anche indagatrici, che nulla hanno a che vedere col mio paese. Almeno direttamente. Ma Racalmuto atavica ed attuale credo che ormai pochi misteri mi celi per una trentennale ricerca delle verità storiche, scevre di passionalità, ripicche e tartufonerie, quali impietosamente si rivelano consultando archivi,anche quelli segreti dell\'occhioluta polizia indagatrice e referente.
Qualche mese fa scrissi in un commento a qualche querula supponenza paesana di REGALPETRA LIBERA che preti e fustigatori e delatori moraleggianti un pensiero al Cristo morente, che con voce flebile, concede il paradiso al buon ladrone (hodie mecum eris in paradiso) avrebbero dovuto prestare. Per un rimorso, per mancare ancora ad un dovera di cristiano amore per il prossimo, anche per il peccatore rinsavito. Un\'iniziativa per chiedere al signor Presidente Napolitano già ospite racalmutese di concderle la grazia. A dire il vero non facevo il suo nome: per accortezza nei confronti di qualche membro della mia famiglia, ho hatto ricerso ad un\'astuzia letteraria occultatrice. Speravo in una eco fattiva. Nulla. Mi sorge il dubbio che neppure lei sia poi non tanto entusiasta di questa non richiesta attenzione. Se è così, lungi da me la voglia di fare pelosi esibizionismi di amore cristiano (perché assolutamente privo di fedi trascendentali). Seguo Pasolini che fa ironizzare su quel\"lassù\" dovendosi agire per un quaggiù, come dire un paradiso qui ora e subito. Come primo approccio, credo di avere detto troppo. Le dò la mia e-mail: non le mancano certo parole e saggezza per farmi capire quello che dovrei capire e per farmi capire quello che non ho capito. Non per esibizionismi letterari. A quasi ottant\'anni quali velleità pubblicistiche mi posso concedere? Ma forse la voce di un vecchio a Racalmuto può dare qualche frutto buono.
Ho molto affetto per lei, come per ogni mio compaesano non fortunato. Mi rompono quelli che ad ogni piè sospinto dicono che amano il loro paese. Io mi sforzo di amare l\'umanità del mio paese, insomma i racalmutesi tutti. Se la vita non è stata ingrata con me, in un ambiente tanto difficile come Racalmuto la vita spesso è crudele e \"matrigna\".
Buona fortuna (almeno per il futuro) da parte mia, con molta sincerità
Affettuosità
Calogero Taverna
calogerotaverna@live.it
La risposta
Caro signor Calogero,
non ero a conoscenza del suo commento sul sito di “Regalpetra Libera”, dell'intenzione di chiedere la mia grazia al Presidente. Come non essere entusiasta di questa attenzione nei miei confronti. Lo sono! Più di quanto Lei possa immaginare. È vero, non ci conosciamo. Lei manca dal paese da più di sessant'anni, io da ventuno. Ma proprio questa impossibilità di reciproca conoscenza ha reso la sua iniziativa nei miei confronti degna di quella umanità cristiana fine a se stessa; senza scopi di velleità pubblicistiche. Purtroppo non credo che Lei troverà riscontro positivo su quello che propone alla nostra gente. Sì, sono un peccatore rinsavito, ma per la gente resto pur sempre un peccatore. Ci possono essere commenti e critiche positive su ciò che sono oggi, perfino congratulazioni sull'uomo che sono diventato (ne ho ricevute...), ma tutto sommato non costa nulla esprimere un giudizio positivo nei miei confronti. Ma ciò che Lei propone va oltre, chiama la gente a prendere posizione, li responsabilizza a un'iniziativa facilmente preda da quella parte della stampa che vede dovunque del marcio e del falso anche dove l'acqua non può essere più pura. Provi a immaginarsi il titolo: “Il paese di Sciascia reclama un suo mafioso...”. Titoli e commenti di questo genere sporcherebbero un gesto così puro, così cristiano, così pieno di perdono per un compaesano ormai da troppo tempo nelle patrie galere.
Ciononostante se Lei è ancora interessato a provare a trarre fuori dal nostro difficile paese quella parte di senso umano e cristiano disposta a seguirla in questa sua iniziativa, io non potrei che esserne felice.
Commosso per la sua attenzione nei miei confronti, Le mando i miei più sinceri saluti.
Con affetto,
Alfredo Sole
Alfredo Sole
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Il personaggio di cui incidentalmente parlo nel mio libro Racalmuto nei Millenni, era figura astratta, metafora. Quello che ho creduto di individuare nei primi nostri contatti epistolari, un fantasma da meglio contornare. Mano mano è venuto fuori un personaggio in cerca d’autore. Il personaggio saresti tu, l’autore dovrei essere io. Teatralità pirandelliana a parte, ecco due “marionette che passione” di Rosso di San Secondo. Tu credi che io sia quello che di sicuro non sono; io credo che tu sia quello in cui tu difficilmente ti riconosceresti. Pensa un po’, se davvero sono il tuo autore, scriverei o farei mettere in scena che il mio personaggio nasce con un DNA che si è forgiato in almeno mezzo millennio con l’imperativo categorico che nessuna mosca deve poter passeggiare impunemente sul suo naso. Che inopinatamente, già tenero padre di una splendida creatura, già marito innamorato di una soave ragazza, già non ancora maggiorenne almeno sotto la vecchia legislazione, già prorompente di irrefrenabile vitalità, pieno di gioia di vivere, si trova forse che sì forse che no immerso in una diabolica tregenda. Gli si dice che avrebbe ucciso chi lo amava più di un figlio. Deve crederci, non lo ricorda, ma il suo clan questo impone, e bisogna ciecamente ubbidire e convincersi anche che davvero l’assassino è lui. Poteva anche essere in momenti di allucinazione  psichedelica, poteva avere fumato ciò che il borghese perbene fuma  quando può farlo nella discrezione altamente protettiva del suo rango. Ma quello, buttato in strada a pochi anni, no. Fuma quando capita se capita appena può. Poi è responsabile? Ma poi ha memoria?

Il mio personaggio è innocente, il crimine equiparabile al parricidio, è solo nel suo inconscio, non l’ha mai commesso, ma lui non sa, sa quello che è doveroso credere. L’assunzione di colpa glie l’hanno imposta e lui succubo, ossequiente, accetta la verità aliena. E poi può anche espiare quella colpa, commetterne altre e ben più gravi e queste sono colpe coscienti, rispettose della legge che contrasta la legge quella stampata su fogli con sigilli di stato. Deve far ritorsione contro le ritorsioni alle prime malefatte che gli si sono accreditate. Ed infine, sta su una auto di morte, della morte che altri dissemina, altri che lui deve accompagnare, far loro di copertura, consentirne la fuga incolume.

Ma questo non dicono le verità processuali e quelle verità dispongono anche di confessioni reiterate nelle supreme aule della giustizia umana. Già, le verità processali? Magari quelle di un Ingroia che ha tanta sicurezza di sé da volerci persino sottoporci al suo dominio presidenziale, anche nell’altro potere: da quello giudiziario a quello governativo.

Torno sula terra. Mi parli dell’avvocatessa. Se tu ti fidi vai avanti. Ebbi a scriverti che io non stimo i legulei. Mi ricordi che devo telefonarle. Mi ricordo che ti avevo detto che non ne avevo voglia. Ma se tu vuoi rimandami il numero e mi precipiterò. Poverina, non la conosco e quindi non giudico. Ma non apprezzo qualcuno dimentico che scatta a far visita appena c’è solfa di pubblicità, perché un ex democristiano poi pideino ed ora aspirante montiano, insufflato da un certo Tanu e canonizzato da un decrepito facitore di gialli stanno montando un intervento parlamentare che non avrà luogo per chiusura della legislatura. Ecco perché non mi piace!.

Se ti vuoi avvalere di un altro legale di maggior fiducia e ti dovessero occorrere contributi finanziari, sappi che sono qui pronto a venirti incontro. Basta un cenno.

Mi aggancio quindi alla parte finale della lettera di accompagno al libro. Ti dico, esulto per le attese positive che sentenze di cassazione ti stanno suggerendo. Temo che il coinvolgimento diretto possa farti prendere degli abbagli. Affidati qui ai professionisti, agli avvocati insomma, a chi terzo ma competente può agire in serenità e senza passionali sbandamenti.

Mi hai ben capito e quindi non mi dilungo.

Ti abbraccio paternamente Calogero Taverna