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domenica 10 febbraio 2013

Alfredo Sole risponde a Calogero Taverna ... un'assurda corrispondenza a 1600 km. di distanza.


Carissimo Alfredo

Ricevo il libro a cura di don Gallo con le tue collaborazioni epistolari e poetiche. Ti rispondo così come viene, di getto, anche se batto sulla tastiera del computer.

Un po’ mi rassomigli nel metter le mani avanti, specie per ciò che riguarda le tue poesie. Ma hai ben presente il tuo valore, diversamente non pubblicheresti un bel nulla. Con me non si può barare molto: per mezzo secolo ho sbarcato il lunario ISPEZIONANDO. Ho quindi deformazioni professionali che mettono talora in gran dispitto persino mia moglie. Ma se dopo 41 anni siamo ancora felicemente sposati vuol dire che il mio è difetto perdonabile.

La tua valenza scrittoria è ormai assodata. Quella poetica resta ancora nel chiuso della platea femminile che ti venera. Se tu avessi potuto seguire i miei lazzi bloggistici (il mio blog si intitola CONTRA OMNIA RACALMUTO) avresti saputo che io se non si tratta di Garcia Lorca non accetto poeti: bella presunzione la mia, no? Sono fatto così e a ottant’anni non ho alcuna voglia di cambiare.

Dicevamo che mi sento ispettore intus et in cute. La nostra intesa nasce circa un paio di anni fa, se non vado errato con questo scambio di lettere:

Inizio modulo


Val la pena fare un comitato per chiedere la grazia?

Di Calogero Taverna (da Roma)

La lettera
Caro signor Alfredo,
non credo che lei mi conosca ed oltre al fatto che siamo nati entrambi nello stesso paese del sale e dello zolfo non so molto di lei.
Vivo da quasi sessant\'anno fuori di Racalmuto e tanto fuori per professioni, anche indagatrici, che nulla hanno a che vedere col mio paese. Almeno direttamente. Ma Racalmuto atavica ed attuale credo che ormai pochi misteri mi celi per una trentennale ricerca delle verità storiche, scevre di passionalità, ripicche e tartufonerie, quali impietosamente si rivelano consultando archivi,anche quelli segreti dell\'occhioluta polizia indagatrice e referente.
Qualche mese fa scrissi in un commento a qualche querula supponenza paesana di REGALPETRA LIBERA che preti e fustigatori e delatori moraleggianti un pensiero al Cristo morente, che con voce flebile, concede il paradiso al buon ladrone (hodie mecum eris in paradiso) avrebbero dovuto prestare. Per un rimorso, per mancare ancora ad un dovera di cristiano amore per il prossimo, anche per il peccatore rinsavito. Un\'iniziativa per chiedere al signor Presidente Napolitano già ospite racalmutese di concderle la grazia. A dire il vero non facevo il suo nome: per accortezza nei confronti di qualche membro della mia famiglia, ho hatto ricerso ad un\'astuzia letteraria occultatrice. Speravo in una eco fattiva. Nulla. Mi sorge il dubbio che neppure lei sia poi non tanto entusiasta di questa non richiesta attenzione. Se è così, lungi da me la voglia di fare pelosi esibizionismi di amore cristiano (perché assolutamente privo di fedi trascendentali). Seguo Pasolini che fa ironizzare su quel\"lassù\" dovendosi agire per un quaggiù, come dire un paradiso qui ora e subito. Come primo approccio, credo di avere detto troppo. Le dò la mia e-mail: non le mancano certo parole e saggezza per farmi capire quello che dovrei capire e per farmi capire quello che non ho capito. Non per esibizionismi letterari. A quasi ottant\'anni quali velleità pubblicistiche mi posso concedere? Ma forse la voce di un vecchio a Racalmuto può dare qualche frutto buono.
Ho molto affetto per lei, come per ogni mio compaesano non fortunato. Mi rompono quelli che ad ogni piè sospinto dicono che amano il loro paese. Io mi sforzo di amare l\'umanità del mio paese, insomma i racalmutesi tutti. Se la vita non è stata ingrata con me, in un ambiente tanto difficile come Racalmuto la vita spesso è crudele e \"matrigna\".
Buona fortuna (almeno per il futuro) da parte mia, con molta sincerità
Affettuosità
Calogero Taverna
calogerotaverna@live.it
La risposta
Caro signor Calogero,
non ero a conoscenza del suo commento sul sito di “Regalpetra Libera”, dell'intenzione di chiedere la mia grazia al Presidente. Come non essere entusiasta di questa attenzione nei miei confronti. Lo sono! Più di quanto Lei possa immaginare. È vero, non ci conosciamo. Lei manca dal paese da più di sessant'anni, io da ventuno. Ma proprio questa impossibilità di reciproca conoscenza ha reso la sua iniziativa nei miei confronti degna di quella umanità cristiana fine a se stessa; senza scopi di velleità pubblicistiche. Purtroppo non credo che Lei troverà riscontro positivo su quello che propone alla nostra gente. Sì, sono un peccatore rinsavito, ma per la gente resto pur sempre un peccatore. Ci possono essere commenti e critiche positive su ciò che sono oggi, perfino congratulazioni sull'uomo che sono diventato (ne ho ricevute...), ma tutto sommato non costa nulla esprimere un giudizio positivo nei miei confronti. Ma ciò che Lei propone va oltre, chiama la gente a prendere posizione, li responsabilizza a un'iniziativa facilmente preda da quella parte della stampa che vede dovunque del marcio e del falso anche dove l'acqua non può essere più pura. Provi a immaginarsi il titolo: “Il paese di Sciascia reclama un suo mafioso...”. Titoli e commenti di questo genere sporcherebbero un gesto così puro, così cristiano, così pieno di perdono per un compaesano ormai da troppo tempo nelle patrie galere.
Ciononostante se Lei è ancora interessato a provare a trarre fuori dal nostro difficile paese quella parte di senso umano e cristiano disposta a seguirla in questa sua iniziativa, io non potrei che esserne felice.
Commosso per la sua attenzione nei miei confronti, Le mando i miei più sinceri saluti.
Con affetto,
Alfredo Sole
Alfredo Sole
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Vedi le lettere]


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Il personaggio di cui incidentalmente parlo nel mio libro Racalmuto nei Millenni, era figura astratta, metafora. Quello che ho creduto di individuare nei primi nostri contatti epistolari, un fantasma da meglio contornare. Mano mano è venuto fuori un personaggio in cerca d’autore. Il personaggio saresti tu, l’autore dovrei essere io. Teatralità pirandelliana a parte, ecco due “marionette che passione” di Rosso di San Secondo. Tu credi che io sia quello che di sicuro non sono; io credo che tu sia quello in cui tu difficilmente ti riconosceresti. Pensa un po’, se davvero sono il tuo autore, scriverei o farei mettere in scena che il mio personaggio nasce con un DNA che si è forgiato in almeno mezzo millennio con l’imperativo categorico che nessuna mosca deve poter passeggiare impunemente sul suo naso. Che inopinatamente, già tenero padre di una splendida creatura, già marito innamorato di una soave ragazza, già non ancora maggiorenne almeno sotto la vecchia legislazione, già prorompente di irrefrenabile vitalità, pieno di gioia di vivere, si trova forse che sì forse che no immerso in una diabolica tregenda. Gli si dice che avrebbe ucciso chi lo amava più di un figlio. Deve crederci, non lo ricorda, ma il suo clan questo impone, e bisogna ciecamente ubbidire e convincersi anche che davvero l’assassino è lui. Poteva anche essere in momenti di allucinazione  psichedelica, poteva avere fumato ciò che il borghese perbene fuma  quando può farlo nella discrezione altamente protettiva del suo rango. Ma quello, buttato in strada a pochi anni, no. Fuma quando capita se capita appena può. Poi è responsabile? Ma poi ha memoria?

Il mio personaggio è innocente, il crimine equiparabile al parricidio, è solo nel suo inconscio, non l’ha mai commesso, ma lui non sa, sa quello che è doveroso credere. L’assunzione di colpa glie l’hanno imposta e lui succubo, ossequiente, accetta la verità aliena. E poi può anche espiare quella colpa, commetterne altre e ben più gravi e queste sono colpe coscienti, rispettose della legge che contrasta la legge quella stampata su fogli con sigilli di stato. Deve far ritorsione contro le ritorsioni alle prime malefatte che gli si sono accreditate. Ed infine, sta su una auto di morte, della morte che altri dissemina, altri che lui deve accompagnare, far loro di copertura, consentirne la fuga incolume.

Ma questo non dicono le verità processuali e quelle verità dispongono anche di confessioni reiterate nelle supreme aule della giustizia umana. Già, le verità processali? Magari quelle di un Ingroia che ha tanta sicurezza di sé da volerci persino sottoporci al suo dominio presidenziale, anche nell’altro potere: da quello giudiziario a quello governativo.

Torno sula terra. Mi parli dell’avvocatessa. Se tu ti fidi vai avanti. Ebbi a scriverti che io non stimo i legulei. Mi ricordi che devo telefonarle. Mi ricordo che ti avevo detto che non ne avevo voglia. Ma se tu vuoi rimandami il numero e mi precipiterò. Poverina, non la conosco e quindi non giudico. Ma non apprezzo qualcuno dimentico che scatta a far visita appena c’è solfa di pubblicità, perché un ex democristiano poi pideino ed ora aspirante montiano, insufflato da un certo Tanu e canonizzato da un decrepito facitore di gialli stanno montando un intervento parlamentare che non avrà luogo per chiusura della legislatura. Ecco perché non mi piace!.

Se ti vuoi avvalere di un altro legale di maggior fiducia e ti dovessero occorrere contributi finanziari, sappi che sono qui pronto a venirti incontro. Basta un cenno.

Mi aggancio quindi alla parte finale della lettera di accompagno al libro. Ti dico, esulto per le attese positive che sentenze di cassazione ti stanno suggerendo. Temo che il coinvolgimento diretto possa farti prendere degli abbagli. Affidati qui ai professionisti, agli avvocati insomma, a chi terzo ma competente può agire in serenità e senza passionali sbandamenti.

Mi hai ben capito e quindi non mi dilungo.

Ti abbraccio paternamente Calogero Taverna

mercoledì 26 dicembre 2012

Considerazioni sul caso Sole

Il giornale Malgrado Tutto,ha creato su facebook una pagina che serve ad invitare ,coloro i quali utilizzano il social network ,a leggere i vari articoli riportati sul giornale on line ,nella sua rubrica "La stanza dello scirocco" Gaetano Savatteri  rilancia alcune considerazioni di Andrea Camilleri venuto a conoscenza del caso di Alfredo Sole. 

Tra i vari "mi piace" v'è anche un commento :


Lillo SferrazzaPapa Condivido pienamente. Anche se si tratta di un ergastolano cresciuto a cinquanta metri da casa mia.Le leggi dello Stato vanno rispettate soprattutto dallo Stato. L'uomo anche se ergastolano deve avere diritto alla sua dignità e il carcere così come sancito dalla costituzione deve servire alla rieducazione del condannato.                                                                                                                           

questo commento mi ha suggerito delle considerazioni :

Lillo Taverna Carissimo Lillo, porti il cognome di un grande gesuita amico mio (ti potrei esibire le lettere che mi mandava) e credo che non sia solo un caso di omonimia. Comunque, mi va di dirti che mi ero occupato del caso Sole (non sapevo veramente che così si chiamasse) in un mio testo di storia locale e fui molto duro. In un 10 maggio, mio compleanno, mio nipote mi regala il libro di Tanu. Mi impressiono. Navigo e trovo il suo splendido, solare, umanissimo, colto blog INFORMACARCERE ALFREDO SOLE posta diretta. Scopro un mondo che va molto al di là della oleografia di Tanu. Scrivo un post in Regalpetra libera. Mi ispiro ad un celebre film di Pasolini: il buon ladrone che dice al Cristo morente, invece che lassù non mi potresti regalare un po' di paradiso quaggiù. Me la prendo con gli arcipreti di nuovo conio che di pietas per le loro pecorelle in ergastolo ostativo ne praticano pochino per non dire nulla. Inizio un'intensa corrispondenza con chi si dice avere ucciso persino il marito di una prima cugina di mio padre (una terribilissima FANCI). Smuovo con ARTICOLO 21 mezzo mondo. Ora vi è pure un senatore ex democristiano e uno scrittore vetusto di gialli che si sono finalmente commossi. Bene, benissimo. L'unica mia preoccupazioe è che la questione del computer senza pennetta è una scemenza. Vinceranno la battaglia, ma dopo Direttore e Secondini di OPERA restano e le vendette sul malcapitato Alfredo non potranno più essere oggetto di tenerezze pre-elettorali. Speriamo bene. Quanto alle tue remore, sono infondate. Qui in discussione c'è un 4bis in gergo OSTATIVO. Alfredo non può essere ormai ostativo di un bel nulla. Sono passati ventidue anni di carcere ultraduro.L'antimafia (quella su cui giustamente sogghignava Sciascia) sa tutto quello che Sole può ancora sapere. Alfredo non sa più nulla di quell'altro (ed è quasi infinito) che l'antimafia (sempre quella di Sciascia) SA. Prendersela con un erudito ormai solo di filosofia greca (ne sa più di me e del tuo omonimo grandissimo gesuita) diventa davvero atto canagliesco di questo Stato oggi mica tanto etico.


venerdì 26 ottobre 2012

Divagazioni su due temi: Il vescovo omofobo e il bardassu trucidato a Porta di ponte; Il caso Sole, l’ergastolano ostativo divenuto filosofo.


Nella mia decrepita età mi succede anche di chattare con giovani donne non per tentare senescenti colloqui di un certo tipo (Dio me ne scansi e liberi) ma fornire spunti storici, archeologici, letterari. L’ho detto altre volte e qui lo ripeto, per mestiere spiego bene agli altri quello che per me non comprendo. Le giovani di Sicilia in una cosa continuano a rassomigliare a quelle dei lontanissimi tempi della mia gioventù: una riottosissima riservatezza. Mi hanno fatto promettere che non dovrò in alcun modo divulgare i loro messaggi (peraltro innocentissimi e di buona cultura).
In uno di questi che si dicono colloqui virtuali (non so cosa abbiano di virtuoso) ho affrontato due temi che mi stanno a cuore: l’omofobia della Chiesa Agrigentina del ‘500 ed il caso Sole, l’ergastolano ostativo, filosofo e letterato raffinatissimo. Cassando ogni riferimento alla interlocutrice, rendo qui pubblico ciò che mi appartiene: omertosissimo nelle sue cose, per le mie non credo che sia tenuto al totale riserbo. Taccio ciò che è suo, e divulgo ciò che è mio.
In Vaticano trovo gli atti processuali scabrosissimi di una sporca vicenda omofoba dell’agrigentino. Ne invio alcune fotocopie a chi so io. Gentilmente mi chiede:
- cosa sono quei documenti che mi ha mandato via e-mail? pomeriggio guarderò con attenzione, ne ho aperto uno a caso e ho trovato espressioni non proprio auliche.-
Nel mettere tartufescamente le mani avanti con questo avviso:
'ho detto che non sono per educande.  Sono documenti del Vaticano mandati da un vescovo di Agrigento! Se poi sghignazzavo col prete Acquisto e col contorno delle sue signorine, una qualche ragione ce l'avevo. Non sono io il depravato.
quindi abbandono i convenevoli per precisare:
La vicenda è scabrosa, scabrosissima. Agrigento usciva dal vescovo Haedo, un pezzo da novanta del Santo Ufficio. Si era a ridosso del Concilio di Trento. Quella che si chiamava controriforma, ora più pertinentemente viene considerata dalla più autorevole corrente di pensiero come riforma cattolica. Il re di Spagna piazzava comunque qui ad Agrigento un suo famiglio il vescovo spagnolo Horozco y Cuvarruvias. Pingue, incolto, plagiario, tombarolo anzi tempo, ed altre piacevolezze (pare comunque casto per eccesso di adipe addominale) soprattutto era dedito ai peccati della gola. Peccati che ad esempio consumava nei conventi femminili di Sciacca mentre i suoi palafrenieri riuscivano ad entrare tra le mura della clausura. Fioccavano le lettere anonime e meno anonime che ne richiedevano la rimozione al papa per indegnità. Il fascicolo è in proposito divertente. Vi è uno spaccato della Agrigento del cinquecento.
Fra tanti ribollimenti, scoppia lo scandalo del canonico Babilonia di Cammarata. Omofilo e pedofilo si aggregava la sera con equivoca combriccola a Porta di Ponte. Sceglieva il suo bardasso e andava negli anfratti dell’Agrigento sotterranea per peccati dicevano loro di nefando. Come lo sappiamo? Vi fu un bel processo: un prete notaio Di Marco (se non sbaglio) trascrive “fedelmente” le testimonianze. Il tutto viene raccolto e irritualmente finisce in Vaticano, ove l’ho rinvenuto. Non credo che nessun altro ne sappia qualcosa. A dire il vero ne scrissi pudicamente a padre De Gregorio: non mi risulta che ne abbia mai dato corso.
Emerge dalle testimonianze che il giovine succube della lascivia del canonico fu impietosamente giustiziato in pubblica piazza. Dovette essere un gran bello spettacolo come quello che vi fu a Piazza del Popolo nella Roma di fine potere temporale. 
Ma nessun segno di pietà si coglie nelle carte.
Sono carte di difficile lettura (ma non impossibile). Io ne ho fatto una veloce trascrizione. 
Il tutto però giace nel mio archivio personale, non  credo per molto. Certo non è la paura di andare all’inferno, solo la previsione di quel che succederà dopo (come si dice) la mia dipartita.

Invero c’era stata un’ interlocuzione:

- caspita! ci sono tutti gli elementi per un romanzo! ma io prima le chiedevo info sulla storia di Sole, cosa la intenerisce? cosa scuote i suoi sentimenti? Lei crede che tutti a questo mondo abbiano diritto di un riscatto? - 

La storia di Sole ha tre tempi. Primo tempo: gli avvenimenti feroci, disumani imperdonabili d'esordio sono quelli narrati da Gaetano Savatteri in I RAGAZZI DI REGALPETRA: per taluni aspetti ho cognizioni diverse appena appena abbozzati nel mio RACALMUTO NEI MILLENNI, pag. 198 e ss. La mia razionalità mi porta ad invocare uno cento mille ergastoli. La pena di morte sarebbe insufficiente; accetto la volontà del legislatore dell'ergastolo, anche in carcere duro (art. 41 bis) e poi se del caso ostativo. Alfredo consuma i suoi orrendi crimini quando ha appena 21 anni. Secondo tempo: l'antimafia reagisce, diviene efficiente, a ventitre anni Sole viene incarcerato. Ha già un figlio (che sarà l'ulteriore vittima del tutto innocente). E' un duro, non parla "non collabora", persino insolente si crede un giustiziere: ha la sconfinata ammirazione di quelli suoi simili dannati alle più inflessibili carcerazioni. E' pressoché un analfabeta. Gli infliggono due ergastoli ma di quelli duri. Lo relegano in una cella per 22 ore al giorno. Per non fargli vedere il figlio lo rinchiudono in carceri lontanissimi, in modo che sia difficoltoso raggiungerlo. Le visite settimanali accordategli così si vanificano. Frattanto gli giustiziano quelli della cosca contraria, egemone, il padre, un fratello, altri della famiglia. Sole ora è davvero un capo, antagonista ma capo. Per le regole di quello strano ordinamento alla Santi Romano dovrebbe e potrebbe imporre le faide omicide. Ma qui comincia il cambiamento di Alfredo. Ferma le faide. Ma resta omertoso. Se parla coinvolge parenti o amici e lui ha quello strano senso dell'onore perché è (e si sente) uomo d'onore. Per qualche beneficio non sacrificherà mai il suo sangue, non tradirà, non può tradire: tacere e penare è la sua nuova cifra etica, il suo intimo orgoglio. Non collabora ed allora la giustizia si accanisce contro di lui, diviene disumana, barbara, inflessibilmente dura. I dettami costituzionali della redenzione del reo si attenuano nel trattamento verso questo membro deleterio del consorzio civile. Del resto sembra non dare segni di "resipiscenza". Terzo Tempo: inizia a leggere. Dostoevskij , libri ardui, studia, prima è solo un modo di passare il tempo, poi arriva il tempo della riflessione, del dubbio, delle inquietudini dello spirito. Si ingolfa nello studio della filosofia greca. Fa esami esterni per un diploma, e poi una laurea; non studia legge come un suo compagno di ergastolo, siciliano pure lui ed oggi ergastolano ostativo non pentito, battagliero, estroso, avvincente che attira su di sé persino la simpatia di Veronesi. Quello di Sole ha un taglio umanista. Uno dei primi miei contrappunti con lui ebbe a snodarsi su una mia confusione tra la parresia di San Paolo e la parusia dei tragediografi sommi della Grecia classica. Legge testi di filosofia. Se deve divagare con me sull'Antigone di Sofocle, mi cita passi e giudizi del Cacciari  filosofo. Intanto scrive e poi scrive: affina penna, pensiero, idee, snodo narrativo. Amici miei raffinatissimi critici riconoscono in lui un grandissimo talento letterario. Savatteri riporta nel suo libro una pagina di grande fascino calligrafico. Tiene una sorta di rubrica informatica. Ragazzine, giovani donne, belle anime femminili se ne invaghiscono. E Alfredo nelle sue risposte è garbato, suadente, consolatore. Ovvio che un cuore arido come il mio ha interni empiti ironici. Ma io ho avuto tardi tra le mani il libro di Savatteri: mi irrita; v'è una denigrazione sia pure inconsapevole del mio paese, del paese dei miei avi, di una stirpe come tante altre racalmutesi intemerata, ligia alle leggi, lontanissima da tutte ste escrescenze che si dicono mafiose e sono bubboni delinquenziali che investono piccole ed insignificanti frange del vivere civile di questa terra, forgiata dall'attaccamento a valori umani "come erba abbarbicata alla roccia" avrebbe soggiunto Sciascia.


mercoledì 24 ottobre 2012

Una partita a carte (politiche)

Col sindaco Petrotto – sì, appena si vota Racalmuto lo rieleggerà in modo plebiscitario – abbiamo avuto un dibattito agro-dolce. Siamo amici, ci stimiamo, siamo della stessa pasta letteraria ma divergiamo in politica e in diritto e in giudizi sui nostri reggitori nazionali in modo veramente inconciliabile. Dice mio fratello che è un saggio – io non lo sono – per tre cose si finisce col litigare sul serio. Per una partita di calcio, per una partita a carte e .. per un contrasto in politica.
Petrotto, a mio avviso, crede di essere salito sul carro di un vincente, un assordante frinico (veramente il frinire è delle cicale, ma fa lo stesso); io quello lì l’aborro ed ho l’imprudenza di dichiararlo pubblicamente e per iscritto e qui destando le ire degli invasati coreuta del grillame moralistico. Certo se vince son cavoli miei. Ma non credo che vinca, sia che vinca sia che perda. Appena eletti quelli lì che oggi si stracciano le vesti, subito si proneranno dinanzi ai potenti del momento che non potranno mai essere comici," per la contraddizion che nol consente". 
Sia Petrotto che io abbiamo avuto però buoni spunti, ma son finiti immersi in questo ginepraio di commenti e di superamenti per la pioggia di accavallantisi “post” mi pare che dite.
Io non voglio che si disperdano, voglio precostituirmi il capo d’accusa che mai sono stato un partigiano del grillante vincitore , a proposito, mi pare che da stasera Crocetta voglia davvero mettere tutti in croce con un assordante e martellante campagna elettorale. Finalmente!
Allora. Ecco la pia riesumazione del contrasto Petrotto-Taverna. Gli applausi che sotto banco ci siamo scambiati non è da gentiluomini – anche se lui ed io non bazzichiamo più il Circolo Unione – spifferarli in pubblico.( Come per le conquiste d’amore). A proposito alla lontana siamo parenti. Quelle dannate carte della Matrice che il prete Martorana ha eclissato, lo attestano.




Salvatore .Petrotto  
Sono tutti vergognosamente venduti, RAI, Corriere della Sera, La Repubblica, Il Messaggero, Il Tempo, Il Giornale, Libero, tutti gli organi di partito, tutti pagati da noi contribuenti.
Il Corriere della Sera, ad esempio, riceve dallo Stato oltre 40 milioni di euro l'anno e così tutti gli altri giornali e TV, locali, regionali e nazionali.
Si pappano centinaia di milioni di euro, qualche miliardo 
di euro l'anno assieme ai partiti.
Tutti quanti assistiti, in maniera clientelare dal Parlamento, dai nostri parlamentari: tutti quanti vergognosamente venduti!
E poi parliamo di libertà d'informazione o degli LSU (Lavoratori Socialmente Utili) e dei forestali siciliani che sono troppi e che vanno licenziati!
Ma voi, cari giornalai da strapazzo, editori venduti, privi di coscienza, non vi vergognate a prendervela con i più deboli, con i morti di fame!
Perchè non attaccate la Corte Costituzionale che ha stabilito che gli stipendi dei Giudici (anche quelli della stessa corte), dei dirigenti e manager di Stato non si toccano, anche quando questi guadagnano due milioni di euro l'anno?
Cara stampa prezzolata, sapete quanti LSU o disoccupati ci potrebbero vivere con i soldi che guadagnano questi boiardi di Stato, questi ladri di futuro?
E voi giornalai attaccate gente che guadagna, facendo LSU, il cassaintegrato o il forestale, semplicemente 500 euro al mese? Venduti che non siete altro, prezzolati che non siete altro, perché ve la prendete con la povera gente?
Volete far vedere in TV le immense maree di persone, incazzate nere, i milioni di siciliani che seguono direttamente o via internet, i comizi di Beppe Grillo, in ogni paese e città visitata dal comico genovese.
Finitela con questa farsa di occultare la verità!
L'avete fatto da oltre 60 anni, politici e mezzi di informazione, tutti quanti venduti!
E' finita per voi, la gente non ne può più di imbonitori di Stato, di gente pagata per dire cazzate, per fare i ruffiani dei potenti di turno. Aprite le vostre TV locali ed i giornali, fate entrare dentro le vostre redazioni la verità!
Spiegate ai cittadini siciliani come ci hanno rubato miliardi di euro con i rifiuti, l'acqua, l'energia, la benzina o il gasolio.
Del resto ci sono un mare di denunce che aspettano nelle Procure e nei Tribunali che soltanto voi ne parliate!
Parlate della verità e dite a tutta quanta l'Italia che la colpa dei nostri mali o della disoccupazione in Sicilia, non è dei disoccupati, dei poveri disgraziati ma di chi si è arricchito facendoci pagare delle salatissime bollette, facendoci pignorare tutto dalla Montepaschi Serit, all'Agenzia delle Entrate, per dei servizi che sono i più illegali e costosi del mondo.
Parliamo di rifiuti, energia, acqua, gestiti da ladri ampiamente denunciati che si sono fottuti svariati miliardi di euro, nascondendosi dietro il paravento dell'antimafia di professione: l'antimafia 'di la munnizza' e dei quali voi non avete mai parlato nei vostri giornali, nelle vostre TV! Parliamo ancora di benzina o gasolio? Con tutte le raffinerie che ci ritroviamo in Sicilia, paghiamo la benzina ed il gasolio più caro del mondo. Ditele queste cose ai vostri colleghi giornalisti venduti come voi, quelli del Nord. C'è chi si vende a Nord, c'è chi si vende a Sud. Voi giornalisti ed editori prezzolati, pagati da Parlamento Nazionale e dalle Regioni, per dire cazzate, vi vendete a tutte le latitudini!
Abbiate uno scatto d'orgoglio, mollate i vostri editori che percepiscono fior di centinaia di milioni di euro dai contribuenti italiani e dite una volta tanto la verità! Grillo, da solo, sta facendo liquefare un'intera classe politica! Soltanto voi, in Sicilia, non ve ne state accorgendo! Milioni di Siciliani, l'hanno capito ed hanno detto basta alla stampa di regime, ai nostri politici ascari, alle banche, all'alta finanza, all'agennzia delle entrate od alla Montepaschi SERIT, che ci fanno pagare le tasse ed i tributi, soltanto a noi poveri, mentre la Corte Costituzionale ed il Parlamento proteggono coloro i quali si sono arricchiti con i finanziamenti pubblici, mi riferisco alle banche, ai partiti, ai giornali ad alcuni imprenditori (o per meglio dire prenditori) che con i rifiuti, l'energia, i carburanti o l'acqua si sono mangiati famiglie, imprese, comuni. Un'intera Italia distrutta economicamente dai manager di stato da due milioni di euro l'anno!
E voi che dite?
Non dite un cazzo, voi organi di stampa siciliana, a partire dal Giornale di Sicilia o La Sicilia, o dalle TV locali!
Parlate di Crocetta, Minchetta, Musumeci o Micciché!
Ma in quale Sicilia vivete?
Non vi accorgete che è finito tutto!
Chi cazzo li segue più questi quattro balordi che calano da Roma, Alfani o Fini, munnizza o case a Montecarlo, Casini e suo suocero, il palazzinaro Caltagirone Bellavista che sta mettendo le mani in ammollo con la gestione dell'acqua in Sicilia. Od ancora quello zombi godereccio di Berlusconi o Maroni! Ormai ci stanno tutti quanti sopra i coglioni!
Avete paura?
Ma di che cosa avete paura?
Ormai è tardi!
E' finita per tutti voi: la gente non segue più le minchiate che raccontate ogni giorno!
Sveglia, sveglia, sveglia!!!


Calogero Taverna
Gli ELLE ESSE U non vanno   licenziati, vanno adeguatamente sistemati secondo le regole del vostro capitalismo efficientista, moralista, perbenista. Ed è possibile oltre che augurabile. 
La via? Saprei indicarla ... ma io non faccio politica né cerco voti per amici o novelli alleati. Tu sei troppo colto per non capirmi. Se ti piace un mio sofisticatissimo post sul duo Leopardi-Saffo non me la dai poi a bere se ti vesti con apicali fogge di un codazzo afflato, per dritta o per manca, da vituperati banchieri esteri di rito scozzese. Senza sordi un si nni canta missa e le messe dei novelli crociati dell'anticasta sono assordanti.
........

Io un grande sogno ce l'ho: riportare Petrotto nello scranno di Matrona. Quando? pare non prima del 2014, alla prima votazione utile dopo i 24 mesi degli intrusi di Roma. Non è d'ostacolo la "incandidabilità" voluta dal ministro in gonnella?. Ma non scherziamo? Tutto incentrato s immaginari "giochi di potere" di scherani in divisa che si stanno sbriciolando come neve al sole (per essere poetici), su una invereconda divagazione in cosiddetta motivazione che si distacava dall'assoluzione perché il fatto non sussisteva (o per non aver commesso il fatto?) su una infiltrazione quando nulla si poteva infiltrare perchè c'era l'ostativa dimissione di un paio d'anni prima. Forse uno spinello .. ihihihih! Se vi è giustizia a questo mondo, pessimismo manzoaniano a parte, in appello o in cassazione la "incandidabilità" ritorna nel sedere di chi l'ha architettata. Ostacolo? Per la mia età ci sarò nel 2014? Io vivo sub specie aeternitatis e non voglio né posso fare bilanci preventivi. Ma Tò non ti ci mettere tu a creare ostacoli, senza Baffetti territoriali, senza mastri lindi, con contro la triade rossa (un ex senatore, un ex deputato regionale, un medico anti riddilio) come pensi che io possa riuscire qui a Roma a superare gli ostracismi dell'attuale sinistra (che tu oggi deridi)?

.........
Guarda che a vedere sta fotografia mi vien fatto di dire: si iungieru tri di la maidda... per turlupinare il convitato di pietra (che pare però se ne fotta)- Toglila sta foto, per favore! -

Salvatore .Petrotto  

C'è chi è PROGRESSISTA, c'è chi è CONSERVATORE. 
Chi vuole andare avanti e chi no! C'è chi è fascista e chi stalinista! Ma quando ce ne usciamo dallo schifo di Stato d'Europa e di mondo che abbiamo creato! Banche, alta finanza e Troika: FMI - BCE - UE e poi ONU e tutti gli organismi internazionali a che cosa servono? Che modello di vita ci propongono, che economia? Crescita e speculazione, del tutto virtuali! Abbandono dell'economia reale e tanta fame e sottosviluppo: cu mori mori e cu campa campa! Risultato quello che hai visto in piccolo a Racalmuto. Quando tenti di dare risposte alla Gente, cerchi di ragionare: TI FANNO FUORI! Bisogna essere degli Yes Men! Signor si e basta! Uno Stato di Merda retto da quattro tecnocrati di merda che non sopportano critiche e che mantengono una sfilza di boiardi di stato, come del resto sono anche loro. Il tutto per affossare l'Italia! E la Sinistra dov'è? Dovevamo aspettare Beppe Grillo per cantar loro in faccia, in maniera cruda e comprensibile queste amare verità! 
La Sinistra PD gioca con le primarie! Renzi (il damerino che va bene a Destra ed a Sinistra e soprattutto ai Finanzieri) o Bersani che regge il moccolo a Monti assieme a Berlusconi, Casini e Fini! Ma mi faccia il piacere! direbbe il mio omonimo. Grazie comunque per le Tue simpaticissime lusinghe.