Contra Omnia Racalmuto

...per mestiere spiego bene agli altri quello che per me non comprendo.

domenica 27 dicembre 2015

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Lillo Taverna
25 dicembre alle ore 22:23
Casarrubea è morto et de mortuis nihil nisi bonum; quindi strappo quanto qui a suo tempo osai contro di lui, colpevole allora come ora per me di giudizi di valore contro l'altro defunto il grande racalmutese, il questore Messana che qui nomino alla paesana. Sfido il successore di Calatafimi però a venire a Racalmuto, spero al circolo unione, per un incontro serio motivato ma schietto. Ci vorrei pure la Cernigoi, ma la triestina mi ha scambiato per un demoniaco fascista e non mi vuol vedere neppure in faccia (e a dire il vero la mia faccia non è bella).
Calogero Taverna



venerdì 14 febbraio 2014

Mi dispiace: io sono uno spirito libero, assolutamente libero; non ho titoli, non sono storico; capisco solo dove c'è puzzo di imbroglio. Quindi do la patente del "coglione" a chi si è abbeverato nel mare di minchiate, assolutamente non documentate, di questo sedicente storico e archivista CASABURREA.
Mi dispiace: io sono uno spirito libero, assolutamente libero; non ho titoli, non sono storico; capisco solo dove c'è puzzo di imbroglio. Quindi do la patente del "coglione" a chi si è abbeverato nel mare di minchiate, assolutamente non documentate, di questo sedicente storico e archivista CASABURREA.

Chi è Giuseppe Casarrubea, colui che si è permesso di infangare la fulgida figura del questore Messana racalmutese doc? Oltre a qualche linguaggio scurrile come dare del "coglione" a chi non la pensa come lui, di saliente noi nulla abbiamo trovato.
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Giuseppe Casarrubea senior (1899-1947)
Giuseppe Casarrubea senior (1899-1947)
UN ARCHIVIO STORICO SULL’ITALIA E SULLA SICILIA
DEL XX SECOLO
Chi siamo?
L’archivio sorge per dare seguito ad uno dei punti statutari dell’Associazione “Non solo Portella onlus” fondata nel 1998 con lo scopo di rappresentare i familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra (1° maggio 1947), e degli assalti contro le Camere del Lavoro del 22 giugno 1947.
Aderiscono all’Associazione i familiari di altre stragi avvenute in Sicilia dal secondo dopoguerra in poi.
L’archivio è dedicato al dirigente sindacale “Giuseppe Casarrubea” assassinato durante l’attacco terroristico contro la sezione del Pci di Partinico, un mese e 22 giorni dopo la strage di Portella della Ginestra. Il commando, stando ai giudici di Viterbo (1950-’52), era ispirato dal neofascista Salvatore Giuliano e da Pasquale ‘Pino’ Sciortino.
Il processo contro i mandanti e gli esecutori di queste stragi ebbe a fondamento un depistaggio della polizia giudiziaria: il “Rapporto giudiziario” del 4 settembre 1947. Gli accusati furono sottoposti a interrogatori e confronti dibattimentali durati due anni. Alla fine i giudici conclusero assolvendo i mafiosi e parecchi imputati e negando l’esistenza di mandanti.
Nell’attentato di giugno perse la vita anche Vincenzo Lo Iacono e si ebbero dieci feriti gravi, alcuni con menomazioni irreversibili come Leonardo Addamo e Giuseppe Salvia. In una stessa notte furono prese d’assalto le seguenti sedi di sinistra: la sezione comunista di Cinisi (attentato dinamitardo senza vittime), sezione del Pci di San Giuseppe Jato (un ferito e distruzione totale della sede), Camera del Lavoro di Borgetto (senza vittime), sezione socialista di Monreale (senza vittime), sezione del Pci di Carini (senza vittime).
Gli attentati di giugno furono la “naturale” continuazione dell’azione di provocazione terroristica della strage del 1° maggio. Entrambe le stragi, processualmente unificate, ebbero gravi coperture da parte di alcuni settori delle forze dell’ordine dipendenti dall’Ispettore di Ps, Ettore Messana. Questi aveva cominciato la sua carriera ai tempi della strage di Riesi (1919) e l’aveva conclusa dopo Portella della Ginestra, avendo avuto all’interno del gruppo di fuoco che aveva sparato sulla folla dei manifestanti per la festa del 1° maggio, il proprio confidente Salvatore Ferreri, inteso Fra’ Diavolo. L’ispettore inoltre era stato nominato dal governo di Ivanoe Bonomi, a quell’alta carica, nonostante fosse ricercato dalla commissione delle Nazioni Unite nel 1945 per crimini di guerra compiuti in Slovenia, durante l’occupazione fascista (1941-1943: sul tema si possono consultare diversi post di questo stesso blog e una sequenza fotografica di eccezionale interesse).
La strage di Partinico è preceduta dall’uccisione, all’età di quarant’anni, di Salvatore Patti, il 24 maggio 1946 e del sindacalista Michelangelo Salvia (n. il 9 aprile 1913), avvenuta l’8 maggio 1947, a una settimana della strage di Portella. Sulla sua tomba leggiamo:
barbaramente ucciso da una mano sopraffattrice
per chiudere la bocca
portatrice di verità insopprimibile
su tutti gli uomini che soffrono
I buoni e onesti cittadini lo ricordano
fulgido esempio di onesto lavoratore
*
Cosa abbiamo raccolto?
Negli ultimi anni l’archivio ha intrapreso un’ampia attività di ricerca sulla storia europea e italiana acquisendo in Italia e all’estero documenti desecretati a partire dalla fine degli anni Novanta.
L’archivio ha raccolto una mole di documenti sulla Storia del Ventesimo Secolo. In particolare:
Atti del processo di Viterbo sulla strage di Portella della Ginestra, svoltosi negli anni Cinquanta a Viterbo e a Roma (circa 14 faldoni comprendenti i rapporti giudiziari, gli atti dell’istruttoria, i dibattimenti e le sentenze).
Carte provenienti da donazioni private come quelle dell’avv. Loriedo sul bandito Salvatore Giuliano.
Documenti statunitensi (in cd-rom) sulla Storia del XX secolo, prodotti e presentati per temi da un centro studi di Los Angeles (California).
Documenti del Nara (National archives and records administration), gli archivi nazionali statunitensi con sede a College Park, nel Maryland (carte della Cia, dell’Fbi, del Dipartimento di Stato e dell’ Oss).
Documenti dei National Archives britannici (Kew Gardens, Surrey) sulla Storia italiana e siciliana a partire dalla seconda guerra mondiale.
Documenti dell’Archivio di Stato della Repubblica di Slovenia (Lubiana), sui crimini di guerra perpetrati dalle truppe italiane di occupazione dal 1941 al 1943.
Documenti dei servizi segreti italiani (Sis) degli anni ’43-’48.
Documenti dell’Archivio storico dei Servizi di Sicurezza dello Stato, Ungheria, Budapest (fondo ABTL), carte 1945-1991.
Documenti sull’attività delle Commissioni Parlamentari Antimafia a partire dal 1963.
Fonti manoscritte e stampate sulla Storia della città di Partinico.
Al momento, è in corso l’acquisizione di centinaia di carte provenienti dagli archivi britannici e dei servizi di intelligence ungheresi.
Cosa vogliamo fare?
Mettere a disposizione di storici, ricercatori, docenti, studenti e operatori dell’informazione (quotidiani, tv e siti web) i documenti in nostro possesso.
Organizzare corsi di formazione e progetti didattici in collaborazione con le Scuole, le università, i comuni, le province e la Regione Siciliana, con l’obiettivo di avvicinare i giovani allo studio della Storia.
Creare un polo archivistico e documentario anche in collaborazione con altri centri similari.
Sviluppare iniziative di ricerca e intervenire a livello sociale, scolastico e formativo per la salvaguardia della memoria delle lotte per la democrazia in Italia;
Istituire un archivio aperto al pubblico sulla storia nazionale e territoriale.
L’archivio contiene circa 25.000 documenti raccolti in quindici anni e provenienti soprattutto da Roma (Corti di Appello e Archivio di Stato), Washington (Nara), Londra (Kew Gardens), Budapest, Lubiana (Archivio della Repubblica slovena), donazioni documentarie private (Carte Loriedo, Costa, ecc.).
Sarà reso di dominio pubblico progressivamente in dipendenza anche della povertà dei mezzi e delle forze di cui dispone.
Dei materiali dell’archivio si darà progressivamente, per ciascun documento, l’esatta collocazione della fonte di provenienza, e di quella registrata in archivio nonchè la pubblicazione in formato PDF o semplicemente digitalizzato. Per saperne di più consulta le varie voci della categoria ARCHIVIO E INVENTARIO nella home page di questo blog.
Per un resoconto della consistenza dei materiali catalogati al 2011 clicca qui di seguito:http://casarrubea.files.wordpress.com/…/relazione-per-sopri…
*
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19 risposte a Archivio
Sandro Mandracchia ha detto:
21 luglio 2009 alle 22:16
sono allibito di quanto ho letto nei lavori di casarrubea.
Continuerò a seguirvi . Congratulazioni per il vostro coraggio.
Rimarrò in contatto con voi
Auguri
Sandro Mandracchia
Rispondi
Davide ha detto:
7 agosto 2009 alle 17:43
state facendo un lavoro straordinario,appassiona per chi come me ama la storia,e, si muove nell’ambito sindacale.
Vi seguo con fraterno calore e vi auguro ogni bene
Rispondi
GIANNI RACITI ha detto:
22 ottobre 2009 alle 07:37
IN UNA SICILIA CHE HA PIEGATO LE GAMBE……QUALCUNO CHE FACCIA SENTIRE LA “VOCE DEI VINTI”, IN UN TORPORE,IN UNA FITTA NEBBIA HE AVVOLGE LE MENTI MIGLIORI DI QUESTA TERRA,BISOGNA LOTTARE CON LA FORZA DELLA RAGIONE…. QUANDO RITORNEREMO A LAPIDARE I NOSTRI CORPI , SU SELVAGGI SENTIERI,TRA IL FRUSCIARE DEI PINI, SOLTANTO IL GIUOCO ASSURDO DEI NOSTRI SENTIMENTI CANCELLERA’ LA POLVERE RIMASTA….(g.r.)
Rispondi
dipendenti IVRI ha detto:
23 ottobre 2009 alle 18:24
Vorremmo avere dei DOCUMENTI relativi alla Morte di Benito Mussolini .
Essere DOCUMENTATI sulla vera storia dei PARTIGIANI .
Potete aiutarci ?
Rispondi
Luciano La Piana ha detto:
27 gennaio 2010 alle 00:19
Finalmente un archivio storico che permette a chiunque di potere conoscere il passato senza inutili burocrazie per nascondere la verità dei fatti.
Credo che sia doveroso per chi ha della documentazione metterla a disposizione in questo archivio di rilevanza storica.
Rispondi
ANTONIO ha detto:
14 maggio 2010 alle 17:54
sONO PROFONDAMENTE INTERESSATO DAI CONA’TENUTI DEL VS/ ARCHIVIO. STANTE LA MIA NON PIU’ GIOVANE ETA’ VORREI ARRICCHIRE IL VS/ ARCHIVIO CON ALCUNE PERLE STORICHE DELLE QUALI SONO IN POSSESSO.SE IREEGO CONTNTERESSATI P
Rispondi
casarrubea ha detto:
14 maggio 2010 alle 18:04
Il nostro Archivio è aperto a tutti i contributi spontanei che possono venire dai donatori. Essi saranno catalogati e inventariati e aperti al pubblico degli studiosi.
Rispondi
Matteo Riccardi ha detto:
19 luglio 2010 alle 17:08
Congratulazioni per il Vostro lavoro, strumento davvero prezioso per una ricerca veramente libera.
Non sono riuscito a trovare questi documenti che trovo segnalati nell’archivio:
- Appunti sulla situazione politica italiana
n°. 1 – 30 gennaio 1945
n°. 2 – 15 dicembre 1945
n°. 3 – 15 marzo 1946
- L’Italia vista dal Sis (1946)
- Situazione politica italiana. Data: 24 maggio 1946
- Rapporto del 808° Battaglione per il Controspionaggio sulla situazione al mese di marzo 1946. Data: 3 aprile 1946.
Di altri documenti elencati [in part. “Documenti dello spionaggio italiano (Sis)” “Busta A” “Busta B”] è possibile la consultazione?
Ancora complimenti e grazie!
Matteo Riccardi
Rispondi
Rosa Casano ha detto:
17 settembre 2010 alle 21:04
UN LAVORO STRAORDINARIO; PREZIOSISSIMO; IMPAGABILE! GRAZIE DI CUORE.
Rispondi
Giuseppe Ripepi ha detto:
2 novembre 2010 alle 12:30
…si dicono molte verità dalla fine della ultima guerra agli anni Sessanta, per quanto posso comprendere dalle sue esposizioni documentate: se non conosciamo la nostra Storia passata, quel che è grave e che ignoriamo la Storia recente… oppure che la nostra Storia recente viene opportunamente nascosta e manipolata.
Rispondi
Anita Hendrixson ha detto:
27 gennaio 2011 alle 04:46
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18 febbraio 2011 alle 08:12
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alex ha detto:
12 settembre 2011 alle 20:35
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Rispondi
claudio bossi ha detto:
1 febbraio 2012 alle 22:10
CARISSIMO GIUSEPPE, I MIEI PIU’ VIVI COMPLIMENTI PER L’ARDUO LAVORO EFFETTUATO. TE LO DICE UNO CHE DI ARCHIVI NER HA GIRATI! SO QUIONDI COSA VUOL DIRE FARE RICERCHE… E’ NON E’ PURA RETORICA!
VOLEVO CHIEDERTI HAI ANCHE INFO SUI DOCUMENTI DEL NATIONAL ARCHIVES DI LONDRA SUL TITANIC?
GRAZIE PER UNA RISPOSTA.
cbossihttp://www.titanicdiclaudiobossi.com/
Rispondi
Sebastiano Gernone ha detto:
27 febbraio 2012 alle 17:33
Gentile Direzione,
avete notizia o fondi archivistici sul processo alla mafia di Campobello di Mazara svoltosi a Lecce nei primi anni sessanta?
Saluti
Sebastiano Gernone
Ipsaic Bari
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Lillo Taverna Mi dispiace: io sono uno spirito libero, assolutamente libero; non ho titoli, non sono storico; capisco solo dove c'è puzzo di imbroglio. Quindi do la patente del "coglione" a chi si è abbeverato nel mare di minchiate, assolutamente non documentate, di questo sedicente storico e archivista CASABURREA.
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Lillo Taverna

GIORNALE DI SICILIA 11-12 ottobre Dopo i tumulti di Riesi

Truppe rientrano a Riesi Lo stato dei feriti Un sottotenente ucciso CALTANISSETTA 10 notte.

Finalmente, stamane dopo tre giorni di tumulti e di ansie nella cittadina di Riesi è ritornata una relativa calma. Stamane alle 2 dalla miniera di Trabia, ove si trovava concentrata, tutta la forza, composta di arditi, fanteria, carabinieri, agenti, mitragliatrici, ed artiglieri, mosse in colonna alla riconquista del paese. Da due giorni in vari punti della città si vedevano ad una certa distanza i contadini armati che guardavano l’ingresso montando a turno la sentinella. Stamane però all’alba quando gli arditi giunsero per primi alla porta della città, i contadini si squagliarono di sangue. Immediatamente si prese possesso di tutti i servizi pubblici, compreso il telegrafo. Secondo le notizie segrete pervenute al questore comm. Presti, comunicato subito al commissario Caruso, poterono essere rinvenute le armi, le munizioni e la mitragliatrice che i tumultuanti avevano tolto alla truppa. Il paese è occupato militarmente e vi regna una certa calma. Stamane qualche negozio cominciò a riaprire e i cittadini, dopo due giorni in cui sono rimasti serrati in casa, cominciarono a far capolino per le vie della città. Dai paesi vicini e da questo centro sono partiti dei medici per apprestare le cure ai feriti. I morti accertati finora ammontano a 10 dimostranti e fra gli stessi vi sono 50 feriti. Fra i militari sono stati feriti due soldati, ed è stato ucciso il sottotenente Di Caro Michele, da Villarosa, con un colpo di rivoltella alla gola. Il deputato provinciale ingegnere Accardi, ferito ieri nei tumulti, migliora sensibilmente. Trovasi sul posto l’Ispettore del Ministero dell’Interno comm. Trapi, inviato appositamente per procedere ad una inchiesta. L’on. Pasqualino Vassallo ha pubblicato un proclama alla cittadinanza, invitandola alla calma e promettendo tutto il suo interessamento per la soluzione dei più urgenti problemi che la interessano. L’on. Pasqualino Vassallo partirà presto per Riesi, per fare opera pacificatrice. In città ha fatto impressione l’arresto dell’avvocato Carmelo Calì, sul cui movente la questura mantiene il massimo riserbo. Pare che il Calì sia accusato di aver provocato i tumulti, d’accordo con l’Angeletti inducendo i contadini all’occupazione delle terre. Però nulla di preciso si è potuto finora sapere. Oggi intanto tanto l’Angeletti che il Calì sono stati condotti nel nostro carcere giudiziario. Molti altri arresti sono stati operati sul luogo. L’Angeletti, secondo notizie pervenute alla nostra questura, sarebbe un anarchico e disertore della Regia Marina. --------------

Questo il completamento della cronaca dei fatti di Riesi del successivo numero del Giornale di Sicilia. Come al solito, cronaca stringata ma molto efficace e soprattutto molto attendibile. Vorrei vedere come i detrattori attuali del Messana possano ficcare le loro infamanti calunnie in questo quadro effettuale di tragiche vicende. Certo, il movimento contadino non ci fa bella figura e noi che siamo di una certa parte politica e siamo fanatici e ne soffriamo, abbiamo voglia di sovvertire la verità dei fatti per comprovare la qualità delle nostre idee persino quali si calano nella inflessibile storia. Fede politica, attaccamento alle proprie scelte ideali, voglia di salvaguardare ricostruzioni storiche a noi favorevoli sono comprensibili ma come poi si possa arrivare alle calunnie e scempiaggini storiche dell'ANPI di Palermo è cosa sconcertante. Ecco quello che per l'ANPI di Palermo sarebbe avvenuto in quell'otto e nove ottobre del 1919 a Riesi e di chi sarebbe stata la colpa. E guarda caso in quel tempo in cui almeno in Sicilia di fascismo ancora nulla, ebbene non poté che essere un fascista il colpevole di tutto e non poté che essere stato il Messana il solito stragista e non più tardi del 2012 ci tocca leggere: “Orcel viene assassinato ad un anno dalla strage di Riesi del 1919 dove vengono assassinati 15 contadini compreso un tenente di fanteria che si era opposto all’ordine fascista di sparare sui contadini che manifestavano per la riforma agraria. Ad ordinare il fuoco in solidale intesa con la mafia è stato un fascista della prima ora, Ettore Messana di Racalmuto, ufficiale di P.S., poi membro dell’OVRA, il servizio segreto, efferato criminale di guerra questore a Lubiana negli anni 40 ed infine lo ritroveremo inspiegabilmente ….Ispettore generale di polizia in Sicilia negli anni 1945!” Di sicuro, il Messana, dceduto nella metà degi anni ’60 non può più rintuzzare e sporgere una raffica di denunce per calunnia aggravata come fece con l’allora onorevole comunista Montalbano che fu cotretto ad una serie di contorcimenti giuridici etici e storici per cavarsela da una esemplare condanna. Forse a qualcuno può venire in mente che trattasi di personaggio ormai storico e quindi lo si piuò dileggiare come più fa comodo. E no! E lo dico a tutti i detrattori del Messana, da Malgrado Tutto a Link Sicilia, alla Cernigoi, a Lucarelli, a Rai tre, a Bompiani, a Casarrubea, a Procacci e ad un altro paio di cronisti che abboccarono alla lauta pietanza offerta dall’ANPI et similia. La famiglia Messana c’è ancora, sta pagando costi altissimi morali economici e materiali per questa martellante campagna di infamie assurde e inventate contro il gr. Uff. comm. di SS. Maurizio e Lazzaro, l’ispettore generale di PS dott. Ettore Messana da Racalmuto, il paese di Sciascia. E’ in corso ancora una indegna lite che un ex genero della nipote diretta del Messana ha intentato presso i costosissimi tribunali della Sacra Rota e presso altrettanto costosissimi tribunali civili italiani contro la figlia della irrefrenabile dottoressa Giovanna Messana, in quanto vuol divorziare o addirittura conseguire l’annullamento religioso del vincolo matrimoniale perché lui non puo vivere coniugalmente con una disendente del “famigeraro Ettore Messana, stragista di Stato, criminale di guerra, capo del banditismo (‘politico’ da scrivere in piccolo per non farlo apparire) siciliano”, quello dei tempi insomma bandito Giuliano di Montelepre.

E costoro, codesti detrattori vogliono almeno procedere ad un ravvedimento operoso, ad una resipisenza specie ora che vengono a galla mari di documenti non tanto giustificativi del Messana quanto comprovanti senza ombra di dubbio che al Messana non possono appiopparsi le infamie che artatamente e in modo martellato stanno facendo circolare.
Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:49 Nessun commento:
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GIORNALE DI SICILIA 11-12 ottobre Dopo i tumulti di Riesi

Truppe rientrano a Riesi Lo stato dei feriti Un sottotenente ucciso CALTANISSETTA 10 notte.

Finalmente, stamane dopo tre giorni di tumulti e di ansie nella cittadina di Riesi è ritornata una relativa calma. Stamane alle 2 dalla miniera di Trabia, ove si trovava concentrata, tutta la forza, composta di arditi, fanteria, carabinieri, agenti, mitragliatrici, ed artiglieri, mosse in colonna alla riconquista del paese. Da due giorni in vari punti della città si vedevano ad una certa distanza i contadini armati che guardavano l’ingresso montando a turno la sentinella. Stamane però all’alba quando gli arditi giunsero per primi alla porta della città, i contadini si squagliarono di sangue. Immediatamente si prese possesso di tutti i servizi pubblici, compreso il telegrafo. Secondo le notizie segrete pervenute al questore comm. Presti, comunicato subito al commissario Caruso, poterono essere rinvenute le armi, le munizioni e la mitragliatrice che i tumultuanti avevano tolto alla truppa. Il paese è occupato militarmente e vi regna una certa calma. Stamane qualche negozio cominciò a riaprire e i cittadini, dopo due giorni in cui sono rimasti serrati in casa, cominciarono a far capolino per le vie della città. Dai paesi vicini e da questo centro sono partiti dei medici per apprestare le cure ai feriti. I morti accertati finora ammontano a 10 dimostranti e fra gli stessi vi sono 50 feriti. Fra i militari sono stati feriti due soldati, ed è stato ucciso il sottotenente Di Caro Michele, da Villarosa, con un colpo di rivoltella alla gola. Il deputato provinciale ingegnere Accardi, ferito ieri nei tumulti, migliora sensibilmente. Trovasi sul posto l’Ispettore del Ministero dell’Interno comm. Trapi, inviato appositamente per procedere ad una inchiesta. L’on. Pasqualino Vassallo ha pubblicato un proclama alla cittadinanza, invitandola alla calma e promettendo tutto il suo interessamento per la soluzione dei più urgenti problemi che la interessano. L’on. Pasqualino Vassallo partirà presto per Riesi, per fare opera pacificatrice. In città ha fatto impressione l’arresto dell’avvocato Carmelo Calì, sul cui movente la questura mantiene il massimo riserbo. Pare che il Calì sia accusato di aver provocato i tumulti, d’accordo con l’Angeletti inducendo i contadini all’occupazione delle terre. Però nulla di preciso si è potuto finora sapere. Oggi intanto tanto l’Angeletti che il Calì sono stati condotti nel nostro carcere giudiziario. Molti altri arresti sono stati operati sul luogo. L’Angeletti, secondo notizie pervenute alla nostra questura, sarebbe un anarchico e disertore della Regia Marina. --------------

Questo il completamento della cronaca dei fatti di Riesi del successivo numero del Giornale di Sicilia. Come al solito, cronaca stringata ma molto efficace e soprattutto molto attendibile. Vorrei vedere come i detrattori attuali del Messana possano ficcare le loro infamanti calunnie in questo quadro effettuale di tragiche vicende. Certo, il movimento contadino non ci fa bella figura e noi che siamo di una certa parte politica e siamo fanatici e ne soffriamo, abbiamo voglia di sovvertire la verità dei fatti per comprovare la qualità delle nostre idee persino quali si calano nella inflessibile storia. Fede politica, attaccamento alle proprie scelte ideali, voglia di salvaguardare ricostruzioni storiche a noi favorevoli sono comprensibili ma come poi si possa arrivare alle calunnie e scempiaggini storiche dell'ANPI di Palermo è cosa sconcertante. Ecco quello che per l'ANPI di Palermo sarebbe avvenuto in quell'otto e nove ottobre del 1919 a Riesi e di chi sarebbe stata la colpa. E guarda caso in quel tempo in cui almeno in Sicilia di fascismo ancora nulla, ebbene non poté che essere un fascista il colpevole di tutto e non poté che essere stato il Messana il solito stragista e non più tardi del 2012 ci tocca leggere: “Orcel viene assassinato ad un anno dalla strage di Riesi del 1919 dove vengono assassinati 15 contadini compreso un tenente di fanteria che si era opposto all’ordine fascista di sparare sui contadini che manifestavano per la riforma agraria. Ad ordinare il fuoco in solidale intesa con la mafia è stato un fascista della prima ora, Ettore Messana di Racalmuto, ufficiale di P.S., poi membro dell’OVRA, il servizio segreto, efferato criminale di guerra questore a Lubiana negli anni 40 ed infine lo ritroveremo inspiegabilmente ….Ispettore generale di polizia in Sicilia negli anni 1945!” Di sicuro, il Messana, dceduto nella metà degi anni ’60 non può più rintuzzare e sporgere una raffica di denunce per calunnia aggravata come fece con l’allora onorevole comunista Montalbano che fu cotretto ad una serie di contorcimenti giuridici etici e storici per cavarsela da una esemplare condanna. Forse a qualcuno può venire in mente che trattasi di personaggio ormai storico e quindi lo si piuò dileggiare come più fa comodo. E no! E lo dico a tutti i detrattori del Messana, da Malgrado Tutto a Link Sicilia, alla Cernigoi, a Lucarelli, a Rai tre, a Bompiani, a Casarrubea, a Procacci e ad un altro paio di cronisti che abboccarono alla lauta pietanza offerta dall’ANPI et similia. La famiglia Messana c’è ancora, sta pagando costi altissimi morali economici e materiali per questa martellante campagna di infamie assurde e inventate contro il gr. Uff. comm. di SS. Maurizio e Lazzaro, l’ispettore generale di PS dott. Ettore Messana da Racalmuto, il paese di Sciascia. E’ in corso ancora una indegna lite che un ex genero della nipote diretta del Messana ha intentato presso i costosissimi tribunali della Sacra Rota e presso altrettanto costosissimi tribunali civili italiani contro la figlia della irrefrenabile dottoressa Giovanna Messana, in quanto vuol divorziare o addirittura conseguire l’annullamento religioso del vincolo matrimoniale perché lui non puo vivere coniugalmente con una disendente del “famigeraro Ettore Messana, stragista di Stato, criminale di guerra, capo del banditismo (‘politico’ da scrivere in piccolo per non farlo apparire) siciliano”, quello dei tempi insomma bandito Giuliano di Montelepre.

E costoro, codesti detrattori vogliono almeno procedere ad un ravvedimento operoso, ad una resipisenza specie ora che vengono a galla mari di documenti non tanto giustificativi del Messana quanto comprovanti senza ombra di dubbio che al Messana non possono appiopparsi le infamie che artatamente e in modo martellato stanno facendo circolare.
Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:47 Nessun commento:
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Carissimo Alfredo

Ti rispondo con molto ritardo non per cattiva volontà ma perché sono tornato proprio ieri da Racalmuto e là non ho potuto leggere la tua del 16 giugno. Mi rallegro doppiamente con te: primo perché in storia dell’arte hai preso trenta con lode e dopo perché non hai più ritenuto ostica l’arte dopo le mie sollecitazioni.

Tu mi domandi se devi darti all’arte? E che aspetti? E’ il mio più vivo desiderio: vi vedo uno sbocco finalmente positivo alle tue immani angosce carcerarie.

Dipendesse da me andrei subito da quei professore e gli chiederei di fare la tesi con loro.

Dipendesse da me chiederei una tesi sul valore immaginifico salvifico mistico sensuale violento dell’arte sacra delle popolazioni di aria depressa come Racalmuto dopo l’esodo dal Medioevo. Qualche giorno fa leggevo  un passo di Eugenio Napoleone Messana che parlando della Madonna del Monte di Racalmuto la dice gaginesca per caratteristiche tozze del basso ventre della statua. Uno spunto felice che non me l’aspettavo dal Messana al quale non riconosco molte doti d’ingegno. Lì sicuramente ha contribuito Isabella Martorana una donna davvero d’ingegno che peccato sia nata e cresciuta a Racalmuto, Paese ove di sicuro non si concede molto spazio ai geni di genere femminile.

Se decidi per una tale tesi già ti manderei di Erwin Panofsky “studi di iconologia” e tu ci andresti a nozze; filosofia ed arte in simbiosi. Qualora ti facessi dare una tesi sull’argomento ti potrei dare tanti di quel materiale da farci una tesi originalissima di qualche migliaio di pagine da sbalordire codesti professori cui come tu mi dici potresti essere utile per un lavoro accademico volendoti nrl loro corso. Finalmente degli accademici intelligenti!

Io ti potrei assistere, per quanto posso, anche finanziariamente.

Insomma mi piacerebbe che facessi la tesi in storia dell’Arte a Milano, laurearti subito in filosofia e quindi iscriverti nel loro corso.

Questa lettera la rendo pubblica per far capire agli incliti e agli incolti, a Savatteri e a Scimè a Racalmare e a Grassonelli di che è fatto un racalmutese veridico  anche se ostativo. Del resto Sciascia ci insiste tanto: siamo di tenace concetto.

Alfredo Sole cari luminari intellettuali giornalisti poeti e narratori di Racalmuto vi batte tutti. Pende all’Università di Milano – la prima mi pare del recente elenco ministeriale che ha destato tanta rabbia negli invidiosi precari del Sud  – trenta e lode in storia dell’arte. Se siete capaci riusciteci voi. Voi amate Camilleri e Grassonelli io preferisco questo vero genio racalmutese di nome e cognome Alfredo Sole.
Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:41 Nessun commento:
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Mi consenta l'amico sindaco Emilio Messana un minuscolo rimbrotto: non perda tempo ad esultare per un giovane friscaliettaru quando neppure si rallegra per un 30 e lode che un suo cittadino ha conseguito mica alla CEPU ma alla Statale di Milano. Se uno non gli vota per giovane età l'altro non gli può votare perché ergastolano ostativo nel disumano medievale carcere di Opera. Ma chi ha più merito chi fischietta da mane a sera o chi pur senza e-mail prende 30 e lode in epistemologia delle scienze umane e si accinge ad una tesi mozza fiato sul SOPHISTES di PLATONE, laddove sembra che sia un gioco con quel pescatore con la lenza per portarci poi nel profondo dell'umano pensiero che ci fa oggi civili ad onta di tutte le fedi oppianti.
Mi consenta l'amico sindaco Emilio Messana un minuscolo rimbrotto: non perda tempo ad esultare per un giovane friscaliettaru quando neppure si rallegra per un 30 e lode che un suo cittadino ha conseguito mica alla CEPU ma alla Statale di Milano. Se uno non gli vota per giovane età l'altro non gli può votare perché ergastolano ostativo nel disumano medievale carcere di Opera. Ma chi ha più merito chi fischietta  da mane a sera o chi pur senza e-mail prende 30 e lode in epistemologia delle scienze umane e si accinge ad una tesi mozza fiato sul SOPHISTES di PLATONE, laddove sembra che sia un gioco con quel pescatore con la lenza per portarci poi nel profondo dell'umano pensiero che ci fa oggi civili ad onta di tutte le fedi oppianti.
 
 



Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:38 Nessun commento:
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  • Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.
  • I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti; la loro vanità è più forte della loro miseria.
  • Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:36 Nessun commento:
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    "Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagaglio. Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o di cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che volesse scrutare gli enigmi del nirvana. Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semidesti; da questo il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane le novità ci attraggono soltanto quando sono defunte, incapaci di dar luogo a correnti vitali; da ciò l'incredibile fenomeno della formazione attuale di miti che sarebbero venerabili se fossero antichi sul serio, ma che non sono altro che sinistri tentativi di rituffarsi in un passato che ci attrae soltanto perché è morto." (p.
    Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:33 Nessun commento:
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    In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di 'fare'. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi. Sono venticinque secoli almeno che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui noi abbiamo dato il 'la'; noi siamo dei bianchi quanto lo è lei Chevalley, e quanto la regina d'Inghilterra; eppure da duemilacinquecento anni siamo colonia. Non lo dico per lagnarmi: è colpa nostra. Ma siamo stanchi e svuotati lo stesso." (pp. 161-162)
    Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:24 Nessun commento:
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    mercoledì 23 dicembre 2015


    SALVIAMO MILAZZO.

     

    "Un piccolo scorcio del Castello di Milazzo

    La bellezza di Milazzo

     

    Un piccolo scorcio del Castello di Milazzo.

    Lillo Taverna E poi continuiamo a inquinare con le mefitiche raffinerie (si chiamano ancora Mediterranee) spettacoli unici della natura. dell'uomo antico. nonché della storia e della preistoria cme questo. Che ci sta a fare la Regione?

     

     INQUINAMENTO A MILAZZO E CIRCONDARIO LA TERZA INDUSTRIA DELL'ELENCO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE EMISSIONI INQUINANTI IN ATMOSFERA PRESENTI NELL'AREA DEL BACINO DEL MELA E' LA CENTRALE TERMICA DI S.FILIPPO DEL MELA, CHE PER QUANTITA' DI EMISSIONI E' LA PRIMA CON I SUOI 3.300.000 (TREMILIONIETRECENTOMILATONNELLATE) TONNELLATE ANNUE DI PRODOTTI INQUINANTI SVERSATI IN ATMOSFERA,COSTITUITI PRINCIPALMENTE DA BIOSSIDO DI CARBONIO,OSSIDI DI AZOTO,OSSIDI DI ZOLFO,POLVERI SOTTILI PM10,NICKEL E.....ARSENICO,CHE UNITAMENTE ALLE ALTRE EMISSIONI SOMMANDO DANNO UN VALORE ANNUO DI CIRCA 5.000.000 DI TONNELLATE DI SOSTANZE INQUINANTI ALL'ANNO NEL GOLFO DI MILAZZO.....

    "La “maestosa” Raffineria di Milazzo, situata nella piccola città della provincia di Messina, è una delle strutture più complesse d’Europa, capace di lavorare e raffinare diverse quantità di materiali, famosa per aver dato negli anni passati “lavoro” a tante famiglie milazzesi e anche per aver tolto a quest’ultime, la libertà di “respirare” aria pulita e di poter vivere in salute. Sono affermazioni queste, che fino a qualche anno fa, potevano essere messe in dubbio da chi non voleva vedere, da chi vedeva ma non diceva nulla, ma che oggi vengono a galla, a seguito anche del palese incidente del 27 settembre 2014 scorso, quando nella notte, un incendio sviluppatosi all’interno della raffineria è divampato con fiamme altissime, generando il panico tra i cittadini, tranquillizzati poi, dall’annuncio della FederPetroli che ha insistito nel dire che non era successo nulla e che la situazione era sotto controllo."
    Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:18 Nessun commento:
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    mercoledì 23 dicembre 2015


    SALVIAMO MILAZZO.

     

    "Un piccolo scorcio del Castello di Milazzo

    La bellezza di Milazzo

     

    Un piccolo scorcio del Castello di Milazzo.

    Lillo Taverna E poi continuiamo a inquinare con le mefitiche raffinerie (si chiamano ancora Mediterranee) spettacoli unici della natura. dell'uomo antico. nonché della storia e della preistoria cme questo. Che ci sta a fare la Regione?

     

     INQUINAMENTO A MILAZZO E CIRCONDARIO LA TERZA INDUSTRIA DELL'ELENCO DELLA COMUNITA' EUROPEA PER LE EMISSIONI INQUINANTI IN ATMOSFERA PRESENTI NELL'AREA DEL BACINO DEL MELA E' LA CENTRALE TERMICA DI S.FILIPPO DEL MELA, CHE PER QUANTITA' DI EMISSIONI E' LA PRIMA CON I SUOI 3.300.000 (TREMILIONIETRECENTOMILATONNELLATE) TONNELLATE ANNUE DI PRODOTTI INQUINANTI SVERSATI IN ATMOSFERA,COSTITUITI PRINCIPALMENTE DA BIOSSIDO DI CARBONIO,OSSIDI DI AZOTO,OSSIDI DI ZOLFO,POLVERI SOTTILI PM10,NICKEL E.....ARSENICO,CHE UNITAMENTE ALLE ALTRE EMISSIONI SOMMANDO DANNO UN VALORE ANNUO DI CIRCA 5.000.000 DI TONNELLATE DI SOSTANZE INQUINANTI ALL'ANNO NEL GOLFO DI MILAZZO.....

    "La “maestosa” Raffineria di Milazzo, situata nella piccola città della provincia di Messina, è una delle strutture più complesse d’Europa, capace di lavorare e raffinare diverse quantità di materiali, famosa per aver dato negli anni passati “lavoro” a tante famiglie milazzesi e anche per aver tolto a quest’ultime, la libertà di “respirare” aria pulita e di poter vivere in salute. Sono affermazioni queste, che fino a qualche anno fa, potevano essere messe in dubbio da chi non voleva vedere, da chi vedeva ma non diceva nulla, ma che oggi vengono a galla, a seguito anche del palese incidente del 27 settembre 2014 scorso, quando nella notte, un incendio sviluppatosi all’interno della raffineria è divampato con fiamme altissime, generando il panico tra i cittadini, tranquillizzati poi, dall’annuncio della FederPetroli che ha insistito nel dire che non era successo nulla e che la situazione era sotto controllo."
    Pubblicato da Lillo Taverna alle 00:15 Nessun commento:
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