Contra Omnia Racalmuto

...per mestiere spiego bene agli altri quello che per me non comprendo.

Visualizzazione post con etichetta Sciascia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sciascia. Mostra tutti i post

mercoledì 20 novembre 2013

riguardo al video sulle Tavole della dittatura di Sciascia

NON SONO CERTO UN FINE DICITORE ... QUESTO COMUNQUE ILTESTO DA ME LETTO NEL PRESENTARE SCIASCIA (SCRITTORE) < BRUNO (PITTORE): LE FAVOLE DELLA DITTATURA

A proposito delle favole e delle tavole della dittatura del connubio Sciascia-Bruno




Se ci domandiamo: Quando Sciascia scrisse le FAVOLE DELLA DITTATURA? crediamo di poter rispondere: L’arco di tempo ha un punto d’origine molto arretrato, pensiamo attorno al 1944 e un dies ad quem, che per noi sfiora ma non supera il 1949, quando si sucida il fratello che segnò profonda cesura stilistica, etica, umorale e altro ancora per Leonardo Sciascia.
Le scrisse mentre si annoiava al Consorzio Agrario, ad ammassare frumento anche requisito, in ufficio come poliziesco, lui animo pacifico, lungi da ogni violenza persino verbale. Credo che pochi lo poterono cogliere in un attimo di veemente ira. Neppure quando il collega (crediamo e di rastrellamento granario prima e in veste di maestro elementare - annoiatissimo – dopo) tentava di mettergli “nel piatto povero .. lo schifo di una mosca”.
Crediamo che sia stato don Pino a molestarlo tanto il nostro Sciascia. Il quale però dovette saper ben nascondere il suo dispetto da far credere a chi stava appiccicato di essere il suo più grande amico. Come si sa essere in Sicilia.
Erano tempi in cui l’Autore “imparava a scrivere”. E su quali sillabari? Savarese, Cecchi e Barilli. Barilli con il suo raffinatissimo ma estetizzante gusto musicale lasciò tracce sparute. Ancor meno Cecchi. Ad eccezione di qualche foglio sparso non trovo nulla che possa avvinarsi alla imperante (allora) prosa d’arte. Invece Savarese lascia impronte indelebili: nel capolavoro di Sciascia, LE PARROCCHIE, gli echi dell’Ennese ci stanno e come persino quasi nel titolo (chiunque l’abbia messo) .“In qualche modo volevo – puntigliosamente annota Sciascia, persino in contrasto con Pasolini - rendere omaggio a Savarese, autore dei FATTI DI PETRA”, La seconda ragione per consentire il ribattezzo di Racalmuto in Regalpetra.
Diciamolo subito: Savarese, che muore nel 1945, fu scrittore fascistissimo come quasi tutti quelli della Ronda. E Sciascia si confessa: ha imparato a scrivere «proprio sugli scrittori “rondisti”». Nato e cresciuto fascista, in famiglia fascista, ama scrittori fascisti e si cimentò con loro, anzi si esercitò su di loro. Dirà: “per quanto i miei intendimenti siano maturati in tutt’altra direzione, anche intimamente restano in me tracce di un tale esercizio” ed, aggiungiamo noi, della sottesa fede politica. Due chiese Sciascia odiò con sincerità: la cattolica e la comunista, tout court la politica politicante. Amico di un professore marxista, di Mannino, di Andreotti persino dopo una inziale frizione; e possiamo dire anche di Craxi e Cossiga; con Guttuso finì male e con Pannella non diciamo tutta la verità per paura di querele.Si pensi che ci confidarono che in ultimo lo allettò la profferta di una candidatura da parte di Almirante. L’immatura morte ci precluse imprevedibili evoluzioni politiche del Nostro.
Sciascia amò la Racalmuto delle adunate, le sfilate delle giovani italiane, gli ammiccamenti che il regime con la maestra Taibi consentiva in una Racalmuto sotto la musoneria di preti ed arcipreti sessuofobi (a prescindere dalle loro private ma ben ascose birichinerie). Sciascia non amò i preti specie quelli che gli si strisciavano addosso ammaliati dal suo ateismo. Sì, ieri alle ore 10,25, credetti in Dio …… Che è colpa mia se ho conosciuto un solo prete degno! Leggere FUOCO ALL’ANIMA per capire e annuire.
Arrivano gli americani, arriva la Kermesse; Sciascia rabbrividisce. Esplode rabbia, cattiveria, violenza in paese. Per Sciascia la fattoria di Orwel gli si para davanti, ora. A Racalmuto- durante il fascismo, sotto Mori, solo un paio di omicidi prontamente perseguiti – ora dopo la “liberazione” un morto aggiorna ogni mattina, sentivo dire nella mia infanzia. Il caos, l’invidia, l’esecuzione crudele del nuovo sindaco, per tanti versi benefattore e protettore di Sciascia. Un mondo di bestie, di furbi, di cattivi, di imbecilli, popola la mente e la fantasia di Sciascia: sono i veri spunti delle Favole della Dittatura, con brutto neologismo diremmo le favole della “post-dittatura”. Pasolini nel 1961 non capì. La valentia scrittoria del grande linguista ebbe il sopravvento sul giudizio riduttivo che siffatte false favole contro la presunta dittatura fascista a chi conosce Sciascia nell’intimo ispirano.
Aggiungasi l’evidente stridore lessicale; la ricerca del vocabolo da prosa d’arte, alla Cecchi. Ma a Sciascia quella lingua ricercata non è consona. Qualche esempio. Se deve descrivere un lupo a Racalmuto – dove di lupi non ce ne stanno e tantomeno di ruscelli -ricorre ad un artato “torbo” da coniugare con specchio: una endiade un po’ troppo cerebrale. E dopo sofismi antitetici a quelli del favolista latino di Superior  Stabat lupus non sa dirci altro che un termine non favolistico come “lacerare”: il lupo “d’un balzo gli fu sopra a lacerarlo”. E se una lezione politica vogliamo cogliere è una lezione politica ribaltata: nella dittatura razionalità anche nella bestialità, nel nuovo corso, solo violenza senza ragione, violenza raccapricciante come quel ”lacerare” le candide carni del tenero agnellino. Erano tempi di uomini qualunque schiacciati e di merli gialli e di becchi gialli vituperanti. Sono ora le scimmie a predicare l’ordine nuovo: si vuole “un tripudio dolcissimo, una fraterna agape vegetariana”. Chi non ricorda – se ha l’età mia – “per un mondo migliore” di padre Lombardi S.J.?
Già, ma se un topo si mette a giocare con un gatto, “si trova rovesciato sotto le unghie del recente amico”. Allora capisce  «Con tremula speranza – sempre Sciascia – ricordò al gatto i principi del nuovo regno“che la cosa si mette come per l’antico”.. “Sì”, rispose il gatto, “ma io sono un fondatore del nuovo regno”. E gli affondò i denti nel dorso.»
Favole, certo; ma non contro la cessata dittatura – di cui anzi si ha nostalgia – ma contro il preteso “ordine nuovo”, quello che da un lato macchiava Portella delle Ginestre di sangue rosso, ma dall’altro poteva anche esserci violenza sotto le bandiere rosse persino di un Li Causi.
Ovvio che noi non accettiamo questo manicheismo: dittatura=ordine sociale: ordine nuovo=caos violento. Giustizia che latita: un’ossessione che a dire il vero Sciascia si portò coerentemente sino alla morte.
Agato Bruno, pittore maturo, non in cerca di una qualsiasi cifra espressiva. Ma con gnosi politica radicata, col possesso di un’arte di fascinosa attrattiva cromatica, con vezzo georgico virgiliano, ebbro di sole, di luce, di vita quale ispirazione può suggere da siffatte implumi favole alla Fedro rovesciato? Nessuna, avremmo voglia di affermare. Ma, forse senza volerlo, il pittore, l’artista Agato Bruno una consonanza la trova in Sciascia ma è lo Sciascia raro, pudico, quello idillico che traspare solo in uno scritto minore de GLI AMICI DELLA NOCE.
Pubblicato da Lillo Taverna alle 01:23 Nessun commento:
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
Etichette: Agato Bruno, Fascismo, favole della Dittatura, Parrocchie di Regalpetra, Sciascia

domenica 11 novembre 2012

E’ tempo di “mea culpa”, basta con “tua culpa”.

Di questi tempi, in una Racalmuto con seri problemi, mi tocca qui a Roma di sentir ciance, pettegolezzi, sussurri, blasfemie, insulsaggini. Sono quasi sempre i moralismi della bassa cultura dei sotto scala del politicume paesano (specie quello qualunquistico che accusa tutto e tutti, dimentico delle proprie scelleratezze, come se gli altri non sapessero, non giudicassero, non condannassero). Ce n’è anche per me che da sessant’anni sto lontano che so? A Roma, a Modena, a Messina, e poi di nuovo a Roma e soprattutto girovago per il Nord Italia, scansando la Sicilia per evitare vendette e minacce trasversali? Non sono un eroe ma credo di non avere colpe oltre l’umano limite. Il mio “asino ragliante” la pensa diversamente ma si guarda bene dal palesarsi.
Una cosa è certa: non sono un “delatore”. Denuncio, se posso fatti e soprattutto misfatti ma non ho mai fatto nomi e le mie denunce sono alla luce del sole . Il termine “delatore” mio poco caro “asino ragliante” non ci azzecca direbbe il capo dell’ IDV cui prima qualcuno si aggregava ed ora lo danna alla gogna (a mio avviso fondatamente). Hai poco “mio asino ragliante” di voler fare il “conciliatore” ; l’invito al “volemose tutti bene” è ipocrita ed autoreferenziato. Arriva il giorno del giudizio. E non c’è solo il giudizio penale, c’è anche quello amministrativo di chi persegue il danno “erariale”. E manco ti puoi querelare perché sei “anonimo”.
Già debordo io. Ma non ho mai detto a nessuno che sono perfetto: in questo son tutt’altro che racalmutese. O meglio il “racalmutese” del sottoscala culturale. Purtroppo a Racalmuto si legge poco e si presceglie solo il “vacuo”. La rivista patinata di moda il quotidiano sportivo. Magari il romanzetto che invita ad andare “là dove ti porta il cuore”. Tutti amano Sciascia: ma quanti a Racalmuto l’hanno letto. Aggiungo io, per fortuna. Guarda che invito al sonno dei docenti che formulava. L’ho pubblicato nel mio vecchio FB (oggi messo al silenzio per sette giorni senza spiegazione alcuna). Dicono che la sala del suo sonno maggiolino è stata “smerdata” dalla mafia per dare un messaggio intimidatorio forte.
 Pare che ci abbia creduto anche la prefettessa; le si è accodato – penso malvolentieri perché lui sa e non può non sapere – il numero due della nostra non beneamata commissone del Palazzo delle monache foraggiate da Donna Aldonza del Carretto. Vi sbraitavano ossesse. Tutti tutte a dire “povera Racalmuto in mano alla mafia non solo criminale ma anche imbecille”. Imbecille perché: ma ve li immaginate “picciotti” della folkloristica invenzione giornalistica delle “cude chiatte” o del contrapposto firmamento degli “stiddara” andare furtivamente di notte a “smerdeggiare” località sacre alla cultura (ma domandate al 99% della gioventù racalmutese “ chi è Sciascia”, quando vi va bene vi diranno ”lu pupu di la chiazza”). Rischiare tanto per ricavare nulla. Un messaggio? Figuratevi la mafia che dà messaggi a chi nulla conta: alla scuola elementare di Racalmuto.
Certo c’è dell’inquietante negli episodi giustamente stigmatizzati. Io un messaggio forte, irato, di non più possibile sopportazione ce lo vedo: quello di bambini o bambine, che non amano la scuola perché la scuola è allo sfascio, perché chi insegna non sa spesso neppure accendere il computer, perché pensa alla cattedra che sfuma, perché è uno di là degli anni ancora precario, perché è madre di famiglia che deve scappare a casa per accudire i suoi bambini, perché la mattina si è alzata alle quattro per raggiungere il posto di lavoro ( (e chi oggi ha nove, dieci, undici anni non è più il babbeo come eravamo noi alla nostra età, quelli insomma che ben descrive nelle sue ostili cronache scolastiche Leonardo Sciascia – sa ribellarsi, sa persino impiastricciarsi e purtroppo qualcuno qualcuna sa anche impasticcarsi); guarda caso questa è poi la scuola che per giunta paga male. Sì, ogni occasione è buona per marinare la scuola, ma non in quanto alunni ma in quanto docenti. Vero è che Racalmuto non è Lampedusa o che so la lontana Carini, ma tant’è.
Non mi va si additi arrogantemente il vicino di casa, il politicante avversario, il compagno di cattedra, il prete, l’educatore sfessato come colui cui gridare: “tua culpa” “tua culpa”. Sono sempre comunista ma un po’ meno vetero per invocare l’autocritica. Una cosa almeno: invece di mettersi in ginocchio davanti la Matrice come imponeva la santa romana chiesa di giorgenti ai lontani cugini che intendevano sposarsi nel Settecento e fare penitenza con la corona di spine (falsa) in testa e con la coroncina del rosario da sgranare sino alla noia (se non mi credete, fatevi avanti che vi umilio) almeno pensate, almeno sussurriamoci “mea culpa – mea culpa”. Ma mi amo troppo per dichiararlo pubblicamente.

Pubblicato da Lillo Taverna alle 16:42 Nessun commento:
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
Etichette: Racalmuto, Sciascia, Scuola

giovedì 8 novembre 2012

Bando per un concorso di pittura in onore di Leonardo Sciascia

Tempo fa avevo cercato di istituire un concorso nei termini sotto specificati.
Tutto andò a puttane per le ragioni che dirò dopo.
Bando per un concorso di pittura in onore di Leonardo Sciascia. In questa sede ed appena sorto ,il nostro blog , vuol cimentarsi subito in una sfida culturale non consueta: indire un concorso di pittura, possibilmente cromatica, per onorare Leonardo Sciascia e la sua opera  giovanile, ispirata dalla Racalmuto degli anni ’50.
L’opera prescelta è la raccolta di favole mordacemente localistiche quali sono le FAVOLE DELLA DITTATURA che possono gustarsi nell’originaria edizione numerata di Bardi (Roma 1950) oppure nella troppo compressa riedizione postuma del terzo volume edito da Bompiani o nei recenti tipi di Adelphi.
L’artista interessato potrà far pervenire entro il 31 dicembre 2012 una sua rivisitazione di una o due favole sciasciane in piena ed assoluta libertà di espressione ed a qualunque scuola pittorica si voglia ispirare. Ma verrà preferita la lettura più consona alle opzioni estetiche dello Sciascia di quell’epoca, quali si evincono dal profilo di Santo Marino, pubblicato da Sciascia per Salvatore Sciascia (il n. 60 dei quaderni di Galleria edito nel 1963).
A titolo orientativo si richiamano qui alcuni brani: “Il libro illustrato può anche essere bellissimo oggetto, spesso lo è … “ Dicendo questo non intendo dare giudizio di merito”. Ma occorre “…. Oltre che buon talento, una certa finezza di soluzioni, come ad esempio nel figurare … le similitudini” sciasciane.
E noi pensiamo a quel “questa volta non ho tempo da perdere”del lupo per il “balzo” sopra l’agnello per “lacerarlo”; alle scimmie predicatrici dell’ordine nuovo; alla gabbia del canarino il cui canto addolcisce - si fa per dire - la vecchia noia del predace gatto gabbato: alla“lumaca [nel] mastello d’acqua rovesciato tra le pietre”, durante l’ingannevole “notte diaccia”, e via discorrendo.Con ciò bando al calligrafismo figurativo; vanno invece colti gli umori, gli spasimi del gramo vivere, le rabbie per premature dipartite di persone carissime, i ghigni ed i sogghigni della coeva Racalmuto sussunta a Regalpetra parrocchiale, pullulante di pretini come allora li faceva sfilare il pennello scarno di Caffè.A noi pare che quei succhi gastrici sciasciani, estetiche d’avanguardia saprebbero meglio coglierli. Ma anche noi cadiamo solo con in un“nostro pregiudizio”. Libertà assoluta d’espressione, dunque: soltanto una lettura intelligente mentre si va dipingendo per tormenti pittorici magari chiari, magari aperti, magari immediati; eppure con un “segreto, come del resto l’opera di ogni artista vero, che tanto più anzi è segreta, esclusiva, come nell’intimità e continuità di un colloquio, quanto più appare aperta ed immediata.” Ognuno legga quelle auree paginette di “galleria” e poi dipinga come vuole, con lo stile che ha prescelto, con il limite se ha una scuola che lo disciplina.
Gli artisti dovranno segnare in cartigli di proprio gusto l’indicazione della favola prescelta con il solo numero della pagina dell’edizione Bardi 1950, astenendosi da citazioni più lunghe per non scalfire i diritti d’autore di cui a recenti vicende giudiziarie.
Una commissione di cui faranno parte Agato Bruno di Vicenza, Patrizia di Poce di Roma, uno scultore o un cattedratico di Racalmuto, un membro della famiglia Sciascia (si spera), ed autorevoli personalità della cultura, indipendenti e disinteressate, stabilirà la scala dei valori assegnando al più ragguardevole degli artisti partecipanti un riconoscimento simbolico di non più di mille euro, non ripartibili.
Gli artisti ritenuti rappresentativi vedranno esposti i loro lavori in una apposita mostra che verrà allestita nei prestigiosi locali del medievale Castello Chiaramontano. Gli Enti organizzatori potranno ricavarne immagini fotografiche per una pubblicazione con i profili degli artisti e con le note critiche di scrittori e giornalisti legati a Racalmuto ed a Sciascia. I quadri resteranno comunque di proprietà degli autori che ne disporranno in piena libertà (dopo il periodo della mostra), ricadendo ovviamente su di loro ogni rischio patrimoniale o peso assicurativo, se voluto.Allora mi sono convinto a far tentare al mio amico il grande pittore AGATO BRUNO di fare tutto lui ed “ricreare” le FAVOLE DELLA DITTATURA di Leonardo Sciascia. Sorge un problema come titolarle visto che Sciascia a suo tempo (nel 1950) non le titolò?
Ho scritto così a chi credevo che detenesse i diritti di autore.
Gentilissimi Signori,
ho avuto tra le mani l'edizione Bardi del 1950 delle Favole della Dittatura di Leonardo Sciascia. Ho cercato di farle rivisitare da pittori affermati. Un pittore mio amico del Veneto ha quasi finito questa singolare illustrazione come forse riuscirò a farvi vedere dagi allegati. Certo le favole non hanno titolo e qundi è molto arduo farvi riferimento. So, per vie traverse, che i diritti d’autore dopo una certa contesa giudiziaria vi spettano appieno. Le favore risultano pubblicate da Voi al n. 400 di un vostro catalogo. Non voglio assolutamente ledere i vostri diritti. Potreste però indicarmi modi e tempi per concordare una qualche legittima intesa. La mia e-mail è qui già indicata.
Ringrazio per la cortesia he vorrete concedermi e porgo distinti saluti
Stamani mi viene risposto per filo dal responsabile dell’Adelphi; gentilmente, con professionalità. Capisco però che Adelphi ha solo la concessione a pubblicare le Favole ma la proprietà rimane alla famiglia. Mi si chiede una e-mail per chiedere agli eredi il permesso. Io e gli eredi è da tempo che non colloquiamo. La e-mail la mando ma in questi termini:
Gentilissimi Signori,
ho molto apprezzato la signorilità, la professionalità, la schiettezza con le quali avete prontamente risposto per filo alla mia precedente e-mail. Ma ho l'impressione di non essermi adeguatamente spiegato. Avevo cercato di sollecitare l'iniziativa di un concorso tra pittori delle diverse scuole per "rivisitare" le favole della dittatura di Leonardo Sciascia.
Intenti, obiettivi, significato, valere dell’iniziativa credo che siano sufficientemente esplicati nel testo del “concorso” da me redatto e qui sotto riportato. Non se ne fece niente per le più svariate ragioni. Un provincialismo, un certa grettezza culturale, una visione miope e campanilistica credo siano gli elementi ostativi. Ma, quando ho cercato di avere – tramite terzi – una qualche compiacenza degli attuali eredi di Sciascia, lo sbarramento è stato totale. Tra gli eredi (specie la vedova) di Sciascia e il sottoscritto non è mai corso buon sangue. Naturalmente il tutto nella massima ipocrisia del corretto galateo. Sia chiaro, per età, interessi, ambizioni non vi dovrebbe essere alcuna prevenzione nei miei confronti. Certo non le mando a dire quando a mio avviso con la scusa di tutelare la memoria del grande mio compaesano Sciascia, si perseguono piccolissimi interessi di bottega. A me alle volte mi pare che si commetta una sorta di simonia laica. Avere boicottato e fatto sparire FUOCO ALL’ANIMA un toccantissimo testamento spirituale e culturale di Sciascia – mirabilmente chiosato da Manuel Vàzquez Montalban: LO SCRIBA SEDUTO (editore Frassinelli) – a me pare pura follia (salvo altro). Diciamolo francamente, le favole della dittatura non dovevano più essere pubblicate, per divieto testamentario dell’A.
 L’averle poi pubblicate – e non è colpa vostra – così raggrumate, così opposte agli scarni suadenti tipi di Baldi e riportare (autorizzati?) lo scritto pasoliniano del 1951 (più lungo delle stesse favole, non so quanto consenziente Leonardo Sciascia) qualche problema etico lo pone.
Mi si chiederà: ma lei chi è da arrogarsi tanto diritto di critica. Non sono un uomo di lettere, né un pubblicista, né un giornalista. Sono un vetero, veterissimo pensionato, noto a pochissimi ma non alla Milano bancaria per la storiella di una mia ispezione al Sindona della Banca Privata Finanziaria. Diciamo che qualcosa di diritto e di finanza e di fiscalità (ho fatto anche il superispettore del SECIT d Reviglio, per non confonderlo con quelle superfetazioni in decomposizione fino all’atto di morte firmato Tremonti). Invero quello di cui mi vanto di essere: il più grande microstorico della mia Racalmuto (nulla a che fare con la Regalpetra sciasciana), diciamo che non ne son digiuno.
Le favole della dittatura mi servono per il contrappunto della Racalmuto uscita dalla guerra. Nulla di sincero in Sciascia. In controluce però a me dicono molto come può arguirsi dalle prime note di un piccolo saggio che sto scrivendo e che hanno già ospitalità nel mio blog Contra  Omnia  Racalmuto.
Cacciato dalla porta sono rientrato dalla finestra. Il mio amico pittore (un grande pittore) AGATO BRUNO operante nel Veneto, ma grande conoscitore di Racalmuto ed ammaliato da questo splendido paese dell’agrigentino, sta ricreando (non copiando, non plagiando) le favole sciasciane (non antifasciste, non anti dittature; semplice riflesso di un paese malconcio uscito da poco da una strana guerra). Certo abbiamo persino l’imbarazzo di titolarle mancando di titolo quelle pubblicate da Bardi.
Vi ho mandato l’e-mail più per notizia ed eventualmente venire accortamente diffidato. Non intendiamo vulnerare i diritti di nessuno. Naturalmente non sono tipo da subire sopraffazione alcuna. E non sono uno sprovveduto (se non altro per quarantennale professionalità d’alto bordo).
Voi forse potreste avere un qualche interesse, per acquisire Voi lo sbocco dell’iniziativa. E’ certo che nessuna richiesta economica avreste da me e neppure dal pittore mio amico.
Ringrazio e distintamente Saluto
Dottor Calogero Taverna

Pubblicato da Lillo Taverna alle 12:15 Nessun commento:
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
Etichette: concorso di pittura, favole della Dittatura, Sciascia

mercoledì 7 novembre 2012

Quando Sciascia scrisse le sue favole della dittatura?

 

 A guerra finita, a dittatura fascista ormai definitivamente cessata. Racalmuto, il suo paese, è malconcio, non per danni di guerra. Un paio di bombe e poco più. Qualche mitragliata. Sciascia all’occaso della sua vita è perentorio: lo sbarco degli americani fu una kermesse    Ma recentissimi studi storici danno torto allo scrittore. 
Il suo è un ricordo ormai appannato, opaco come il vedere ormai vago della sua vista velata.  Invero il paese fu indenne.  Una mitragliata e fu ucciso un carrettiere. “C’è stato l’episodio che ricordavamo, la pattuglia che ha incontrato l’uomo in camicia nera da lutto e ha creduto che fosse un fascista”. A Racalmuto gli americani entrarono come un ritorno a casa. Parlavano siciliano.  E fu come una festa tra parenti, una rimpatriata. Noi abbiamo vaghi ricordi ma non collimano. Sciascia mi pare però schietto quando afferma che “questo ingresso degli americani … mi diede una certa depressione”. Aveva succhiato latte fascista, ne aveva respirato i privilegi in famiglia, specie in quella di una zia sposata senza figli con un gerarca autorevole: e così rammenta  a suo modo che allo scoppio della guerra si trovava a “Racalmuto; era già diplomato e impiegato al Consorzio; la guerra non l’ha fatta. Era magrissimo. Per due anni .. rividibile.  In seguito … addetto ai servizi sedentari”. Schiettamente aggiunge: ma non mi hanno mai preso. Chissà poi perché: altri anche più esili di lui partirono per militare. Sciascia non ha mai confessato che stava per essere esiliato in Africa come fascista a Sicilia “liberata” e solo per l’intervento del sindaco ucciso la fece franca. Racconta sempre Sciascia: gli americani arrivarono con l’elenco dei mafiosi in tasca. I sindaci di quasi tutti i paesi furono scelti tra i mafiosi. … Per cui anche a Racalmuto ci fu un sindaco che era uno di questi. Nel ’44 lo ammazzarono in piazza, misteriosamente. Non si è capito il perché . Noi siamo inclini a pensare che ebbe o delle amnesie – era sul letto di morte – o volle coprire una spiacevole vicenda con il velo del non ricordo. Cosa che all’autore avvenne un’altra volta  e poteva finirgli male (anche se noi pensiamo che alla fine gli fini male e ciò per un non amichevole incontro con il giudice Falcone).  Guarda caso allora non mancava l’ombra del Vizzini postbellico.

 (foto  di Ferdinando Scianna)
Ed allora quale filone di antifascista si celava nelle belle favole della dittatura? Francamente non c’era. Forse una piccola astuzia nel titolare cose diverse per captatio benevolentiae.  Seguiamo Sciascia nella riesumazione di una storia letteraria che a dire il vero aveva lui stesso seppellita, non amando questo aureo libretto di favole.
“Il mio primo libro fu un libro di favole e uscì nel ’50 dall’editore Bardi di Roma. Mi ero appassionato a un poeta romanesco che amo ancora, Mario dell’Arco “ che gli fece stampare il volumetto che “si intitolava Favole della dittatura”. Sciascia le dichiara “favole su fascismo”. Ma quanto a fascismo  manco a cercarlo con il lumicino trovi tracce in queste mirabili  favolette.
Uno Sciascia letterariamente quasi imberbe, senza ancora la sua grande tragedia di famiglia, il suicidio di un giovane fratello che segnò nel profondo il futuro grande scrittore, uno Sciascia dunque che traccia ancora non ipotatticamente trasfigurazioni nel mondo degli animali di piccoli insensi uomini della sua manco Sicilia (troppo grande) ma della Racalmuto contadina e zolfataia, ancor più depauperata da una guerra combattuta altrove e riconquistata dagli emigranti d’America che portano sigarette cioccolata pastrani scarponi ruderi di auto. Uno spiraglio di ideologia rossa era ineludibile, un diniego dell’appena tramontata coinvolgente retorica paesana voluta dal fascismo, dalla DITTATURA, normale come alla fine di uno scivolo. Ho avuto tra le mani cartoline postali inviate da Sciascia quindicenne al suo amico Pidduzzu: sgrammaticatissime da analfabeta ma esultanti per le vere parate fasciste della appena visitata Trieste. Altro che le magre adunate alla Guardia, il giardino della domenica inventato dal podestà fascista Don Enrico Macaluso. Dopo Sciascia dovette impalarsi col fucile di legno e col giummo in testa determinandogli qualche piccolo complesso di bruttezza postpuberale. Tutto qui, il suo anti fascismo. Tutto qui la sua avversione alla DITTATURA, almeno quella fascista. 

Allegati

  • agato sciascia una foto.docx
Scarica tutto

Rispondi a Calogero taverna

Invia
Pubblicato da Lillo Taverna alle 17:12 Nessun commento:
Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su XCondividi su FacebookCondividi su Pinterest
Etichette: Fascismo, favole della Dittatura, Racalmuto, Sciascia
Post più vecchi Home page
Iscriviti a: Post (Atom)

Profilo

  • Blog
  • Privacy

Link

  • ARS Cicoli
  • Archivio e pensamenti
  • Articolo 21 liberi di..
  • Associazione Familiari Vittime Amianto
  • Castrum Racalmuto Domani
  • Comitato Cittadino Art.1
  • DagOspia
  • Ecclesia Racalmuto
  • Fondazione Leonardo Sciascia
  • Grandangolo il giornale di Agrigento
  • Leonardo Sciascia Web il Sito degli Amici di Sciascia
  • Malgrado Tutto
  • Racalmuto può fiorire
  • Regalpetra Libera
  • Women in the City
  • teleradio Studio 98

Lettori fissi

Calogero Taverna di Racalmuto, abitante a Roma

Lillo Taverna
Visualizza il mio profilo completo

Archivio blog

  • ▼  2026 (1)
    • ▼  06/07 - 06/14 (1)
      • Dettagli personali Single Maschio Istruzione In ...
  • ►  2025 (21)
    • ►  10/12 - 10/19 (2)
    • ►  09/14 - 09/21 (1)
    • ►  09/07 - 09/14 (1)
    • ►  08/24 - 08/31 (5)
    • ►  08/17 - 08/24 (3)
    • ►  07/27 - 08/03 (1)
    • ►  07/20 - 07/27 (3)
    • ►  07/13 - 07/20 (3)
    • ►  07/06 - 07/13 (2)
  • ►  2024 (9)
    • ►  12/08 - 12/15 (1)
    • ►  11/10 - 11/17 (1)
    • ►  05/12 - 05/19 (1)
    • ►  01/28 - 02/04 (1)
    • ►  01/14 - 01/21 (1)
    • ►  01/07 - 01/14 (4)
  • ►  2023 (91)
    • ►  12/17 - 12/24 (1)
    • ►  11/26 - 12/03 (1)
    • ►  11/05 - 11/12 (1)
    • ►  08/13 - 08/20 (1)
    • ►  08/06 - 08/13 (2)
    • ►  07/30 - 08/06 (1)
    • ►  07/23 - 07/30 (5)
    • ►  07/16 - 07/23 (4)
    • ►  06/04 - 06/11 (2)
    • ►  05/14 - 05/21 (1)
    • ►  03/19 - 03/26 (3)
    • ►  03/12 - 03/19 (1)
    • ►  03/05 - 03/12 (4)
    • ►  02/26 - 03/05 (1)
    • ►  02/19 - 02/26 (2)
    • ►  02/12 - 02/19 (5)
    • ►  02/05 - 02/12 (5)
    • ►  01/29 - 02/05 (10)
    • ►  01/22 - 01/29 (15)
    • ►  01/15 - 01/22 (20)
    • ►  01/01 - 01/08 (6)
  • ►  2022 (40)
    • ►  12/25 - 01/01 (3)
    • ►  12/18 - 12/25 (4)
    • ►  12/11 - 12/18 (7)
    • ►  12/04 - 12/11 (14)
    • ►  11/27 - 12/04 (12)
  • ►  2018 (589)
    • ►  07/29 - 08/05 (3)
    • ►  06/24 - 07/01 (13)
    • ►  06/17 - 06/24 (7)
    • ►  06/10 - 06/17 (30)
    • ►  06/03 - 06/10 (20)
    • ►  05/27 - 06/03 (22)
    • ►  05/20 - 05/27 (15)
    • ►  05/13 - 05/20 (29)
    • ►  05/06 - 05/13 (9)
    • ►  04/29 - 05/06 (24)
    • ►  04/22 - 04/29 (17)
    • ►  04/15 - 04/22 (17)
    • ►  04/08 - 04/15 (29)
    • ►  04/01 - 04/08 (33)
    • ►  03/25 - 04/01 (17)
    • ►  03/18 - 03/25 (24)
    • ►  03/11 - 03/18 (23)
    • ►  03/04 - 03/11 (16)
    • ►  02/25 - 03/04 (21)
    • ►  02/18 - 02/25 (15)
    • ►  02/11 - 02/18 (29)
    • ►  02/04 - 02/11 (51)
    • ►  01/28 - 02/04 (37)
    • ►  01/21 - 01/28 (36)
    • ►  01/14 - 01/21 (34)
    • ►  01/07 - 01/14 (18)
  • ►  2017 (2064)
    • ►  12/31 - 01/07 (53)
    • ►  12/24 - 12/31 (53)
    • ►  12/17 - 12/24 (34)
    • ►  12/10 - 12/17 (36)
    • ►  12/03 - 12/10 (50)
    • ►  11/26 - 12/03 (43)
    • ►  11/19 - 11/26 (57)
    • ►  11/12 - 11/19 (20)
    • ►  11/05 - 11/12 (19)
    • ►  10/29 - 11/05 (39)
    • ►  10/22 - 10/29 (95)
    • ►  10/15 - 10/22 (70)
    • ►  10/08 - 10/15 (50)
    • ►  10/01 - 10/08 (48)
    • ►  09/24 - 10/01 (46)
    • ►  09/17 - 09/24 (23)
    • ►  09/10 - 09/17 (5)
    • ►  09/03 - 09/10 (14)
    • ►  08/27 - 09/03 (20)
    • ►  08/20 - 08/27 (10)
    • ►  07/30 - 08/06 (26)
    • ►  07/23 - 07/30 (35)
    • ►  07/16 - 07/23 (7)
    • ►  07/09 - 07/16 (18)
    • ►  07/02 - 07/09 (14)
    • ►  06/25 - 07/02 (8)
    • ►  06/18 - 06/25 (26)
    • ►  06/11 - 06/18 (22)
    • ►  06/04 - 06/11 (33)
    • ►  05/28 - 06/04 (51)
    • ►  05/21 - 05/28 (78)
    • ►  05/14 - 05/21 (35)
    • ►  05/07 - 05/14 (59)
    • ►  04/30 - 05/07 (53)
    • ►  04/23 - 04/30 (46)
    • ►  04/16 - 04/23 (61)
    • ►  04/09 - 04/16 (56)
    • ►  04/02 - 04/09 (32)
    • ►  03/26 - 04/02 (48)
    • ►  03/19 - 03/26 (24)
    • ►  03/12 - 03/19 (32)
    • ►  03/05 - 03/12 (24)
    • ►  02/26 - 03/05 (57)
    • ►  02/19 - 02/26 (29)
    • ►  02/12 - 02/19 (35)
    • ►  02/05 - 02/12 (37)
    • ►  01/29 - 02/05 (50)
    • ►  01/22 - 01/29 (50)
    • ►  01/15 - 01/22 (52)
    • ►  01/08 - 01/15 (84)
    • ►  01/01 - 01/08 (97)
  • ►  2016 (4960)
    • ►  12/25 - 01/01 (97)
    • ►  12/18 - 12/25 (83)
    • ►  12/11 - 12/18 (100)
    • ►  12/04 - 12/11 (78)
    • ►  11/27 - 12/04 (118)
    • ►  11/20 - 11/27 (128)
    • ►  11/13 - 11/20 (149)
    • ►  11/06 - 11/13 (109)
    • ►  10/30 - 11/06 (141)
    • ►  10/23 - 10/30 (107)
    • ►  10/16 - 10/23 (122)
    • ►  10/09 - 10/16 (139)
    • ►  10/02 - 10/09 (113)
    • ►  09/25 - 10/02 (117)
    • ►  09/18 - 09/25 (149)
    • ►  09/11 - 09/18 (104)
    • ►  09/04 - 09/11 (63)
    • ►  08/28 - 09/04 (48)
    • ►  08/21 - 08/28 (66)
    • ►  08/14 - 08/21 (53)
    • ►  08/07 - 08/14 (88)
    • ►  07/31 - 08/07 (37)
    • ►  07/24 - 07/31 (31)
    • ►  07/17 - 07/24 (65)
    • ►  07/10 - 07/17 (70)
    • ►  07/03 - 07/10 (142)
    • ►  06/26 - 07/03 (69)
    • ►  06/19 - 06/26 (129)
    • ►  06/12 - 06/19 (119)
    • ►  06/05 - 06/12 (60)
    • ►  05/29 - 06/05 (73)
    • ►  05/22 - 05/29 (87)
    • ►  05/15 - 05/22 (67)
    • ►  05/08 - 05/15 (88)
    • ►  05/01 - 05/08 (86)
    • ►  04/24 - 05/01 (36)
    • ►  04/17 - 04/24 (54)
    • ►  04/10 - 04/17 (77)
    • ►  04/03 - 04/10 (51)
    • ►  03/27 - 04/03 (56)
    • ►  03/20 - 03/27 (93)
    • ►  03/13 - 03/20 (136)
    • ►  03/06 - 03/13 (114)
    • ►  02/28 - 03/06 (89)
    • ►  02/21 - 02/28 (136)
    • ►  02/14 - 02/21 (73)
    • ►  02/07 - 02/14 (138)
    • ►  01/31 - 02/07 (154)
    • ►  01/24 - 01/31 (100)
    • ►  01/17 - 01/24 (111)
    • ►  01/10 - 01/17 (160)
    • ►  01/03 - 01/10 (87)
  • ►  2015 (4072)
    • ►  12/27 - 01/03 (176)
    • ►  12/20 - 12/27 (147)
    • ►  12/13 - 12/20 (121)
    • ►  12/06 - 12/13 (104)
    • ►  11/29 - 12/06 (92)
    • ►  11/22 - 11/29 (87)
    • ►  11/15 - 11/22 (88)
    • ►  11/08 - 11/15 (54)
    • ►  11/01 - 11/08 (106)
    • ►  10/25 - 11/01 (101)
    • ►  10/18 - 10/25 (199)
    • ►  10/11 - 10/18 (89)
    • ►  10/04 - 10/11 (75)
    • ►  09/27 - 10/04 (75)
    • ►  09/20 - 09/27 (79)
    • ►  09/13 - 09/20 (58)
    • ►  09/06 - 09/13 (49)
    • ►  08/30 - 09/06 (31)
    • ►  08/23 - 08/30 (32)
    • ►  08/16 - 08/23 (28)
    • ►  08/09 - 08/16 (27)
    • ►  08/02 - 08/09 (29)
    • ►  07/26 - 08/02 (21)
    • ►  07/19 - 07/26 (45)
    • ►  07/12 - 07/19 (29)
    • ►  07/05 - 07/12 (100)
    • ►  06/28 - 07/05 (107)
    • ►  06/21 - 06/28 (44)
    • ►  06/14 - 06/21 (89)
    • ►  06/07 - 06/14 (46)
    • ►  05/31 - 06/07 (35)
    • ►  05/24 - 05/31 (109)
    • ►  05/17 - 05/24 (41)
    • ►  05/10 - 05/17 (53)
    • ►  05/03 - 05/10 (56)
    • ►  04/26 - 05/03 (56)
    • ►  04/19 - 04/26 (110)
    • ►  04/12 - 04/19 (130)
    • ►  04/05 - 04/12 (106)
    • ►  03/29 - 04/05 (103)
    • ►  03/22 - 03/29 (105)
    • ►  03/15 - 03/22 (121)
    • ►  03/08 - 03/15 (78)
    • ►  03/01 - 03/08 (79)
    • ►  02/22 - 03/01 (120)
    • ►  02/15 - 02/22 (92)
    • ►  02/08 - 02/15 (67)
    • ►  02/01 - 02/08 (56)
    • ►  01/25 - 02/01 (53)
    • ►  01/18 - 01/25 (52)
    • ►  01/11 - 01/18 (70)
    • ►  01/04 - 01/11 (52)
  • ►  2014 (1926)
    • ►  12/28 - 01/04 (32)
    • ►  12/21 - 12/28 (43)
    • ►  12/14 - 12/21 (51)
    • ►  12/07 - 12/14 (58)
    • ►  11/30 - 12/07 (59)
    • ►  11/23 - 11/30 (21)
    • ►  11/16 - 11/23 (30)
    • ►  11/09 - 11/16 (47)
    • ►  11/02 - 11/09 (40)
    • ►  10/26 - 11/02 (24)
    • ►  10/19 - 10/26 (26)
    • ►  10/12 - 10/19 (35)
    • ►  10/05 - 10/12 (53)
    • ►  09/28 - 10/05 (43)
    • ►  09/21 - 09/28 (54)
    • ►  09/14 - 09/21 (45)
    • ►  09/07 - 09/14 (36)
    • ►  08/31 - 09/07 (25)
    • ►  08/24 - 08/31 (29)
    • ►  08/17 - 08/24 (38)
    • ►  08/10 - 08/17 (16)
    • ►  08/03 - 08/10 (49)
    • ►  07/27 - 08/03 (28)
    • ►  07/20 - 07/27 (38)
    • ►  07/13 - 07/20 (31)
    • ►  07/06 - 07/13 (30)
    • ►  06/29 - 07/06 (24)
    • ►  06/22 - 06/29 (31)
    • ►  06/15 - 06/22 (38)
    • ►  06/08 - 06/15 (40)
    • ►  06/01 - 06/08 (65)
    • ►  05/25 - 06/01 (48)
    • ►  05/18 - 05/25 (41)
    • ►  05/11 - 05/18 (16)
    • ►  05/04 - 05/11 (16)
    • ►  04/27 - 05/04 (8)
    • ►  04/20 - 04/27 (27)
    • ►  04/13 - 04/20 (33)
    • ►  04/06 - 04/13 (50)
    • ►  03/30 - 04/06 (72)
    • ►  03/23 - 03/30 (40)
    • ►  03/16 - 03/23 (15)
    • ►  03/09 - 03/16 (23)
    • ►  03/02 - 03/09 (38)
    • ►  02/23 - 03/02 (32)
    • ►  02/16 - 02/23 (35)
    • ►  02/09 - 02/16 (47)
    • ►  02/02 - 02/09 (47)
    • ►  01/26 - 02/02 (45)
    • ►  01/19 - 01/26 (38)
    • ►  01/12 - 01/19 (43)
    • ►  01/05 - 01/12 (33)
  • ►  2013 (1505)
    • ►  12/29 - 01/05 (50)
    • ►  12/22 - 12/29 (36)
    • ►  12/15 - 12/22 (37)
    • ►  12/08 - 12/15 (62)
    • ►  12/01 - 12/08 (82)
    • ►  11/24 - 12/01 (47)
    • ►  11/17 - 11/24 (62)
    • ►  11/10 - 11/17 (24)
    • ►  11/03 - 11/10 (77)
    • ►  10/27 - 11/03 (44)
    • ►  10/20 - 10/27 (36)
    • ►  10/13 - 10/20 (27)
    • ►  10/06 - 10/13 (54)
    • ►  09/29 - 10/06 (24)
    • ►  09/22 - 09/29 (21)
    • ►  09/15 - 09/22 (12)
    • ►  09/08 - 09/15 (17)
    • ►  09/01 - 09/08 (40)
    • ►  08/25 - 09/01 (21)
    • ►  08/18 - 08/25 (15)
    • ►  08/11 - 08/18 (19)
    • ►  08/04 - 08/11 (5)
    • ►  07/28 - 08/04 (18)
    • ►  07/21 - 07/28 (15)
    • ►  07/14 - 07/21 (22)
    • ►  07/07 - 07/14 (7)
    • ►  06/30 - 07/07 (20)
    • ►  06/23 - 06/30 (25)
    • ►  06/16 - 06/23 (17)
    • ►  06/09 - 06/16 (26)
    • ►  06/02 - 06/09 (37)
    • ►  05/26 - 06/02 (16)
    • ►  05/19 - 05/26 (29)
    • ►  05/12 - 05/19 (30)
    • ►  05/05 - 05/12 (34)
    • ►  04/28 - 05/05 (19)
    • ►  04/21 - 04/28 (23)
    • ►  04/14 - 04/21 (16)
    • ►  04/07 - 04/14 (4)
    • ►  03/31 - 04/07 (8)
    • ►  03/24 - 03/31 (4)
    • ►  03/17 - 03/24 (3)
    • ►  03/10 - 03/17 (40)
    • ►  03/03 - 03/10 (45)
    • ►  02/24 - 03/03 (27)
    • ►  02/17 - 02/24 (32)
    • ►  02/10 - 02/17 (36)
    • ►  02/03 - 02/10 (24)
    • ►  01/27 - 02/03 (36)
    • ►  01/20 - 01/27 (19)
    • ►  01/13 - 01/20 (34)
    • ►  01/06 - 01/13 (27)
  • ►  2012 (96)
    • ►  12/30 - 01/06 (24)
    • ►  12/23 - 12/30 (23)
    • ►  12/16 - 12/23 (6)
    • ►  12/09 - 12/16 (4)
    • ►  12/02 - 12/09 (1)
    • ►  11/25 - 12/02 (2)
    • ►  11/18 - 11/25 (1)
    • ►  11/11 - 11/18 (7)
    • ►  11/04 - 11/11 (6)
    • ►  10/28 - 11/04 (9)
    • ►  10/21 - 10/28 (10)
    • ►  10/14 - 10/21 (3)

Visualizzazioni totali

Tema Semplice. Immagini dei temi di luoman. Powered by Blogger.