lunedì 11 giugno 2018

giovedì 19 marzo 2015

A tutti capita di scatasciare, poco male! Capita pure al direttore di Malgrado Tutto. E' perentorio: se qualcuno osa dire bugie [che siamo in chiesa?] io lo chiamo in tribunale. E se le "bugie" le dice Terrana e mi dovessero riguardare, cosa debbo fare io? Non si preoccupi Egidio: io mi ci faccio una risata. Poi magari ricambio [e pesantemente].

A tutti capita di scatasciare, poco male! Capita pure al direttore di Malgrado Tutto. E' perentorio: se qualcuno osa dire bugie [che siamo in chiesa?] io lo chiamo in tribunale. E se le "bugie" le dice Terrana e mi dovessero riguardare, cosa debbo fare io? Non si preoccupi Egidio: io mi ci faccio una risata. Poi magari ricambio [e pesantemente].
In questo articolo di Malgrado Tutto del 1° dicembre 2014, vengo fatto oggetto di menzogne, derisioni, infamie ed altro ancora. Comincio col dire che l'articolo che si attribuisce alla REDAZIONE è una "bugia". Sbaglio se dico che è stato scritto e solo da mio cugino Gigi Restivo?
Io ne sono convinto e se posso un sassolino dalla scarpa me lo tolgo. Non se ne adonti Gigi: chi la fa l'aspetti.
Mi si dirà:  ma ci pensi ora? Purtroppo l'avevo intravisto, indispettito manco l'avevo letto. Poi non mi riuscì più di rintracciarlo. Non sono bravo nella tecnica archivistica di Malgrado Tutto. Stasera ci sono riuscito ed eccomi qua, a tentare una legittima difesa. Io ancora non ho chiesto di intestare una via a Ettore Messana. non l'ho ancora fatto perché la nipote non vuole. Ha troppa disistima di codesti pseudo giornalisti che per infangare il nome prestigiosissimo di Ettore Messana mi rubano le foto che la nipote mi ha accordato solo a maggior gloria di suo nonno. Bugia la mia signor Terrana? Mi chiami in tribunale.

 
 Calogero Taverna, che è solo un ispettore di vigilanza bancaria della Banca d'Italia in pensione e un superispettore (a suo tempo) del Secit di Reviglio non intende riabilitare niente e nessuno, è solo abituato a cercare la verità a 360 gradi e non limitandosi ad un documento specie se indebitamente oscurato per non farne capire la provenienza.

Questo documento proviene dall'archivio di Casarrubea;  ha valore storicamente nullo. Tutta una documentazione da me consultata dice il contrario come ho già varie volte illustrato. Se si è storici si sa delle caratteristiche del governo Nitti, dopo il reazionario governo V.E. Orlando. Per i fatti di Riesi Nitti fu aspramente attaccato dalla Destra a Roma. Codesto Trani (o Traina?) fa una relazione di comodo che viene del tutto smentita da quella del prefetto dell'epoca di Caltanissetta, come da me rinvenuto all'ARCHIVIO CENTRALE DI STATO.  Hanno fatto un monumento a Riesi per onorare i 5, 10, 20 100? contadini finiti trucidati dalla mitraglia sparata da Messana contro la volontà di un tenente dell'Esercito che invero ci rimise la pelle. Tutta la stampa dell'epoca non accenna minimamente a siffatta STRAGE di STATO. Invece MALGRADO TUTTO se la reinventa a maggior gloria del paese di Sciascia. E a leggere questo documento di Coco, sospetto almeno quanto a provenienza perché macchiato in punti chiave per non permettere l'individuazione (che bel modo di fare storia!) tra ipotesi, giudizi di valore, voglia di scaricare grosse responsabilità prefettizie su un maldestro giovane Vice Commissario d Polizia, cosa vien fuori?
- che Messana fu mandato a Riesi da Mussumeli non si capisce bene per portarvi due mitra o per farne un oculato utilizzo;
- che deve prendere provvedimenti di polizia verso facinorosi che se nel documento Coco vengono ombrati, aliunde sappiamo bene chi fossero e quanta  galera poi si sono fatta;
- che preso dal panico per l'accerchiamento di contadini lasciò (davvero è corretto  quel maligno "scappò"?) Riesi unitamente a tutta la varia forza pubblica;
- che si sospettò di lui come colluso con gli agrari (ma chi lo sospettò?)) e altre piccole stupidate.

MA  - e ciò  è quello che conta, lui il Messana - non ammazzò nessuno.

Al limite viene sospettato di avere detto "bugie", quelle che Terrana non tollera.  Giratela come volete,  Ettore Messana a Riesi non perpetrò alcuna STRAGE DI STATO, diversamente da quel che afferma l'ANPI di Palermo.

  
 Hanno chiamato in causa qui il prof. Giuseppe Casarrubea. personalità che io tanto stimo e costui
ecco come se la cavò:
1 dicembre 2014 a 19:16
Parecchi documenti obbligano a sospendere un atto amministrativo-politico come quello di intitolare una strada a Messana: soprattutto quelli che riguardano le accuse presentate dalla Commissione delle Nazioni Unite, per crimini di guerra, nel 1945 e quegli altri che dimostrano con quanto rigore Messana, allora questore di Lubiana, organizzò le deportazioni dei partigiani jugoslavi e delle loro famiglie in Italia e in Croazia, nel 1941-1942.
Io col prof. Casarrubea ho avuto un fitto scambio di corrispondenza e sapendo il professore uomo di onore non so se oggi abbia voglia di confermare quel che scrisse il 1° dicembre 2014. Del resto minimizza. Si attacca solo alla questione di Lubiana e come gli ho potuto dimostrare quella faccenda là non è come gliel'ha propinata la Cernigoi.

Ci torna ancora Malgrado Tutto, sperando di togliersi da dosso la spada di Damocle di una denuncia da parte della nipote del gr. uff. comm. di san Lazzaro e san Maurizio, l'ISPETTORE GENERALE DI P.S. dottor Ettore Messana, collaboratore integerrimo dopo Palermo di de Gasperi fino alla fine dei suoi giorni. Se fare del grande Racalmutese Ettore Messana uno stragista di stato là a Riesi del 1919 è una malevola, vomitevole calunnia, addirittura volerlo criminale di guerra in Lubiana  o a Trieste sa di follia storica. Basta conoscere i fatti consultando, come io ho consultato, le carte dell'archivio di Stato all'EUR ROMA.

Certo che Racalmuto si dovrebbe affrettare a dedicare una via a Ettore Messana, ma non
perché lo dico io ma per espungere la brutta nomea che al tempo della sindacatura Restivo si è fatta Racalmuto nell'imbrattare strade con nomi di personaggi molto equivoci e peggio per onorare massacratori in Ispagna di partigiani italiani.


 
 

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       Si può dedicare una strada a quest’uomo? Le carte sul ruolo del questore Messana nella strage di Riesi

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RICOSTRUZIONI. L’eccidio di Riesi: 8 ottobre 1919. I contadini tentano di occupare un feudo, si radunano in piazza, ma vengono fatti bersaglio della mitragliatrice dei soldati. Tredici contadini uccisi, un militare ferito. Quell’azione era guidata dall’allora vicecommissario Ettore Messana, originario di Racalmuto. Lo studioso di storia locale Calogero Taverna chiede che Racalmuto gli intitoli una via. Le carte dell’inchiesta ufficiale, pubblicate per la prima volta da Malgrado tutto, spiegano perchè non si può dedicare una strada a quel funzionario di polizia

La storia è antica, ma molto semplice. Uno studioso di storia locale, Calogero Taverna, appassionato delle vicende di Racalmuto alle quali dedica molto impegno, da qualche tempo ha deciso di riabilitare la figura del questore Ettore Messana, ingaggiando polemiche con chi si permette di sollevare ombre sul passato di questo funzionario di polizia che, da molti storici, è dipinto a luci e ombre.
Ettore Messana, nato nel 1888, cominciò come commissario in Sicilia, in seguito diventò questore di Lubiana, nei territori occupati dal fascismo, fu trasferito quindi a Trieste. Ricompare nel dopoguerra in Sicilia, a capo dell’Ispettorato generale di pubblica sicurezza incaricato di dare la caccia ai banditi e in particolare a contrastare le azioni della banda di Salvatore Giuliano. In questi passaggi, gli storici hanno sottolineato alcuni comportamenti ambigui, ancora oggi oggetto di studi che riguardano lo stesso Messana e molti altri suoi colleghi dirigenti di polizia che attraversarono il periodo fascista per approdare poi alla Repubblica. Lo storico palermitano Vittorio Coco sta proprio approfondendo il ruolo degli apparati di pubblica sicurezza tra fascismo e dopoguerra.
Ettore Messana (in primo piano) con Alcide De Gasperi
Ettore Messana (in primo piano) con Alcide De Gasperi
E proprio a Vittorio Coco dobbiamo la cortesia di averci fornito alcune pagine tratte dal fascicolo di Ettore Messana, nelle quali il capo dell’Ispettorato regionale di Pubblica Sicurezza, commendatore Traina, viene inviato a Riesi dopo la strage dell’8 ottobre 1919 (nella quale restarono uccisi tredici contadini che protestavano) per accertare i comportamenti dell’allora vice commissario Ettore Messana, dei soldati e della truppa che sparò contro la folla di contadini. Il giudizio disciplinare su Messana è abbastanza severo. E dovrebbe bastare quest’inchiesta a convincere lo stesso Calogero Taverna che è impossibile, al momento, dedicare una strada o una piazza di Racalmuto al nome di questo funzionario di polizia considerato, dai suoi superiori dell’epoca, responsabile di avere tenuto dei comportamenti che provocarono la strage.

 

ECCO IL TESTO DEL RAPPORTO

[Dalla scrittura si evince che il rapporto probabilmente fu trasmesso per telegramma]
Ministero dell’interno – Direzione generale della Pubblica Sicurezza – Roma, 17 ottobre 1919
Per notizia di codesta On. Divisione si comunica quella parte dei rapporti ricevuti dall’Ispettore Generale della P.S. Comm. Trani inviato per un’inchiesta a Riesi (Caltanissetta) che si riferisce al contegno tenuto dal Vice Commissario Messana Ettore in occasione dell’agitazione agraria scoppiata in detto Comune e del conflitto avvenuto colà l’8 ottobre.
“Questi contadini divisi in tre associazioni non hanno partecipato tutti agitazione iniziata sostenuta dalla lega agricola nella quale predominano pochi socialisti ufficiali. Solo primi mesi corrente anno agitatore Butera Giuseppe riuscì costituire lega sfruttando credenza Comune fra reduci di guerra che ritengono debba essere concessa terra. Propaganda negli ultimi tempi assunse forme rivoluzionarie cercando spingere avanti contadini atti violenza inscenando sciopero agrario con promessa che terre lasciate incolte sarebbero state cedute contadini giusta decreto prefettizio 15 settembre circa obbligatorietà coltivazione cereali.
Contro azione dirigenti lega svolgeva sua opera Vice Commissario Messana Ettore venuto qui missione da Mussomeli credendosi incoraggiato telegrammi Prefetto Sottoprefetto che chiedevano provvedesse energicamente perchè libertà lavoro fosse tutelata venisse impedita qualsiasi violenza procedendo norma Legge.
Però Prefetto a richiesta rinforzi telegrafava che ne inviava limitatamente con due mitragliatrici utili scopo intimidazione impressione aggiungendo doversene avvalere caso assoluta legittima difesa dopo esauriti mezzi ordinari caso impossibile in quanto avrebbe sempre inviato funzionari forze.
Azione Vice Commissario P.S. si rivelò con arresto segretario lega Butera Giuseppe con altri nove leghisti denunciati con altri sette tutti per istigazione delinquere violenza privata attentati libertà lavoro. Arresto produsse stasi agitazione ma mattina 7 corrente giunse inviato partito socialista Angeletti Alfredo che con violenza linguaggio propositi spinse contadini organizzati attuare occupazione terre e mattina 8 corrente guidò massa oltre mille contadini montati cavallo alcuni armati fucili con bandiera rossa in testa ad impadronirsi terre feudo Palladio.
Ettore Messana
Ettore Messana
Vice Commissario con forza disponibile in tutto 48 e con le due mitragliatrici si recò campagna ed intimò contadini riuniti sgombero feudo cosa che ottenne. Contadini che avevano circondato fabbricato ove trovavasi Gabbellotto si diressero paese riunendosi piazza centrale per sentirvi discorso dell ‘Angeletti. Sopraggiunse Vice Commissario con forza e fece intimazioni scioglimento assembramento. Lo Angeletti alle intimazioni interruppe discorso avvicinandosi Vice Commissario richiedendolo di fargli finire discorso ma Vice Commissario insistette sul dovere di sciogliersi ed allora Angeletti chiese che avesse ritirato forza che anche assembrati si sarebbero allontanati che diversamente avrebbe dato luogo eccidio.
Vice Commissario visto che la forza stava per essere accerchiata dispose venisse ritirata ma intanto dalla folla partivano colpi sassi che contunsero due soldati e quattro colpi rivoltella uno dei quali ferì soldato Jannanone che alla sua volta cominciò a sparare contro gli assembrati seguito in ciò dagli altri soldati. Intanto soldati incominciarono a sbandarsi per una via che dava alla campagna abbandonando due mitragliatrici alcuni fucili dandosi tutta fuga, affidandosi ognuno iniziativa individuale.
Azione ufficiali funzionario rivelatisi nulla appena iniziossi sbandamento truppa agenti forza pubblica.
Questa notte per misure prudenza saranno allontanati Vice Commissario P.S. e agenti e soldati con ufficiali che presero parte conflitto.
Da risultato indagini risulta agitazione contadini causa propaganda avvelenatrice ha assunto carattere di irriconcillabilità essendosi fatto credere potersi conseguire possesso terre. Però contadini pur ritenendo conseguire tale possesso terre non hanno preordinato alcun piano, e movimento scomposto poteva essere contenuto con trattative aspettando ritorno calma riflessione. 
Azione Vice Commissario P.S. se trovava consenso proprietari gabellotti doveva apparire provocatrice facendo situare per alcuni giorni mitragliatrice sopra campanile di fronte locali lega resistenza senza alcuna immediata necessità. 
Arresto segretario lega e nove soci non flagrante delitto furono ritenuti arbitrio polizia e dopo conflitto si è fatta circolare insinuazione che Vice Commissario P.S. sia stato comprato proprietari per tale azione. Azione contadini mattina 8 corrente si rivela remissiva in campagna e se in piazza vi fu chi sparò contro truppa nessuna manifestazione collettiva si ebbe da accertare propositi contro forza, Autorità, classi sociali. Scomposta fuga Vice Commissario P.S. forza pubblica ufficiali soldati non trova attenuanti contegno massa contadini popolazione che non commise eccessi di sorta, lasciado che soldato rimasto ferito in piazza si rialzasse si portasse propria abitazione di altro soldato ricoverasse e medicossi casa contadini ove fu bene accolto.
Nessuna manifestazione ostile fu fatta. Un vice brigadiere carabinieri venuto paese durante azione in piazza ai soldati e ufficiali rimasti in paese ai pubblici funzionari ad uffici pubblici ed ai cittadini. Gli uccisi furono collocati vicino chiesa furono fatti funerali senza alcun atto ostile verso alcuno, ciò che prova errate notizie fornite Vice Commissario P.S.”


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3 Responses to Si può dedicare una strada a quest’uomo? Le carte sul ruolo del questore Messana nella strage di Riesi

  1. 1 dicembre 2014 a 18:31
    Per capire meglio vorrei chiedere a Calogero Taverna: se fosse chiamato a pronunciare un discorso in occasione della scopertura della targa della ipotetica nuova via, cosa direbbe?

  2. 1 dicembre 2014 a 19:16
    Parecchi documenti obbligano a sospendere un atto amministrativo-politico come quello di intitolare una strada a Messana: soprattutto quelli che riguardano le accuse presentate dalla Commissione delle Nazioni Unite, per crimini di guerra, nel 1945 e quegli altri che dimostrano con quanto rigore Messana, allora questore di Lubiana, organizzò le deportazioni dei partigiani jugoslavi e delle loro famiglie in Italia e in Croazia, nel 1941-1942.

  3. 1 dicembre 2014 a 20:00
    Se Malgradotutto prima di accodarsi a denigratori della gloria paesana il comm.di San Maurizio e San Lazzaro Ettore Messana mi avesse consultato, GRATUITAMENTE avrei impedito siffatte scivolate di stile e di correttezza anche storica. I fatti veri furono altri e sono incontestabili. Un rapportino postumo magari sobillato da chi aveva interesse a sviare le gravissime responsabilità di autorità amiche vale poco se non lo si contestualizza,non se ne vede che fine avrebbe fatto e perché. Ho consultato tanta stampa coeva, tante relazioni, tanti documenti e posso affermare senza tema di smentita che nulla di quanto sopra corrisponde a verità storica. Non sono giornalista, non sono scrittore, non sono storico; sono solo un ex ispettore bancario e fiscale che era aduso a colloquiare con il dio ascoso in carte, documenti, elaborati e relazioni: solo che trattandosi spesso di banche correggevo: il dialogo è con il demone ascoso. Se la signora Giovanna Messana si deciderà a sporgere denuncia contro i denigratori disinformati di suo nonno, certo non mancherò di fornirle tutta la mia modesta assistenza. Solo un piccolissimo codicillo: non si scriva che si tratta del fascicolo personale di sua eccellenza l’ispettore generale di PS Ettore Messana- Quel fascicolo personale che io vado da tempo cercando è ancora top secret al Viminale e sono là poliziotti per divulgarne i segreti. All’ACS stanno i fascicoli personali versati nel 1973. Messana non c’è.
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