domenica 21 maggio 2017


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Per favore, sto cercando informazioni sul Credito Commerciale e Industriale e Borghese. Pare che, di mezzo, ci fu anche una Società chiamata Ventana. Mi può aiutare? È davvero importante

mi informerò. Allo stato ignoro del tutto codesto intrigo bancario

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Ho trovato suoi messaggi. Lei è Lombard

Di Credito Commerciale e Industriale e Borghese ne ha parlato

Mi può aiutare molto. Per favore

?

Lombard era lo pseudonimo del dirigente della Banca d'Italia Romano Gattoni. Risulta autore del libro Soldi Truccati ed. Feltrinelli,  apparso e scomparso nello spazio di un mattino. Ma quel libro in gran parte l'ho scritto io. Ripensandoci meglio credo che lei si riferisca ad un passo di quel libro sulla banchetta di Via Veneto del principe nero Valerio Borgese Junio, passo che confesso di avere scritto io. Passo che fu al centro di un aspro contrasto tra l'on. Giuseppe D'Alema (padre di Massimo) e l'on. Emmanuele Macaluso nell'inchiesta parlamentare su Sindona. Calogero Taverna

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Appunto

L'atteggiamento di Macaluso non mi stupisce

Purtroppo

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Macaluso è sempre stato un venduto

Quello che ho trovato, è questo:

Non mi fa incollare il testo

Qui metterei le mani avanti. Perché in quel frangente Macaluso avesse posto l'alt ad allargare l'inchiesta sul caso Valerio Borgese Junio ancor oggi non so.

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in ogni caso, ci fu un intreccio tra Borghese e il figlio del dittatore Trujillo

Un intreccio che passa attraverso il Credito Commerciale e Industriale

 

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Non credo per proteggerlo o coprirlo. Ormai il principe nero era solo un obliato relitto storico. Ho paura che volesse impedire un allargamento delle indagini sulle vicende siciliane dei tempi del Bandito Giuliano e dell'ancora ignoto intreccio tra Valerio Borghese Junio e la Strage di Portella delle Ginestre.

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Milioni di lire del figlio di Trujillo che attraverso un sistema di scatole cinesi sparirono nel nulla dopo essere stati dati al Credito Commerciale e Industriale

E ci sono appunto collegamenti, che abbiamo trovato, anche con Portella

Nel senso che, in una altra vicenda, c'è un ulteriore collegamento ad altra Società, con un socio che ha a che fare con Portella

Sulla vicenda Trujillo-Borghese-Credito Commerciale e Industriale, mi può aiutare? È molto importante

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A proposito di finanziamenti, in tre cartelle dattiloscritte del SID si riferisce di tre riunioni avvenute tra Aprile e Maggio del ‘69 nella villa dell’industriale Guido Canale, cui parteciparono una ventina di persone (gli armatori genovesi Alberto e Sebastiano Camelli, il direttore dell’IMI di Genova Luigi Fedelini, il dirigente dell’IBM Nicolò Cattaneo della Volta ed altri). Alla terza riunione l’ingegner Fedelini, delegato provinciale del Fronte, illustrò in ogni sua parte la struttura dell’organizzazione e i suoi fini; a conclusione si raccolsero circa cento milioni. Borghese si rivolge direttamente ad esponenti del mondo industriale e finanziario in quanto i precedenti canali di finanziamento sono ormai estinti. Per comprenderne l’origine, dobbiamo cercare nei fascicoli di due processi, il primo conclusosi nel Luglio ’73 riferito al crack della Banca di Credito Commerciale e Industriale (Credicomin), l’altro relativo all’imputazione per fallimento di otto amministratori della SFI (Società Finanziaria Italiana). Solo attraverso le vicende della SFI possiamo ricostruire l’intera storia; questa società finanziaria si sviluppa negli anni ‘60 grazie ad alcuni personaggi legati al Vaticano, come Carlo Baldini, o alla DC, come Alfonso Spataro, Antonio Canova e Antonio Marazza. Al fine di arricchire il suo portafoglio la SFI acquista da Michele Sindona la Credicomin, che servirà per operazioni particolari come il finanziamento dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI). Due anni dopo, però, a causa di alcune speculazioni sbagliate, la SFI si trova in serie difficoltà. Interviene Baldini che, con la mediazione del Vaticano, riesce a trovare nuovi capitali; si fa infatti consegnare da Gil Robles e don Julio Munoz, entrambi legati all’Opus Dei spagnola, dieci miliardi di lire provenienti da Rafael Trujllo, figlio dell’ex dittatore di Santo Domingo. Fuggito dal suo paese, Trujllo ha infatti deciso di stabilirsi a New York, scegliendo come suo avvocato il futuro presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, buon amico di Michele Sindona. Ottenuti i dieci miliardi, vengono costituite due società; subito, però, una delle due società, la Ventana, viene ceduta per 3 miliardi e 375 milioni in contanti alla Credicomin, alla cui presidenza nel frattempo è stato posto Borghese. L’operazione di finanziamento è ormai messa a punto: attraverso la SFI e le società collegate, i miliardi di Trujllo passano alla banca di Borghese, svanendo nel nulla.

 

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Comunque dovrebbe essere chiaro che la Strage di Portella delle Ginestre, avvenuta il Primo Maggio del 1947 è ben antecedente al regalo bancario accordato al principe della X Mas Valerio Borghese Junio. La domanda che mi sono sempre posta è: ebbe qualche ruolo Macaluso, divenuto ormai il satrapo politico del PCI siciliano al tempo di quell'inquietante esperimento compromissorio del politico Milazzo?

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Sì, la è ben precedente, ovvio

Sono riuscita finalmente ad incollare il testo che desideravo leggesse

Mi può aiutare?

Soldi di Ramfis Trujillo transitati attraverso il Credito Commerciale e Industriale di Borghese. Ne sa qualcosa? Ne ha scritto?

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A proposito di finanziamenti, in tre cartelle dattiloscritte del SID si riferisce di tre riunioni avvenute tra Aprile e Maggio del ‘69 nella villa dell’industriale Guido Canale, cui parteciparono una ventina di persone (gli armatori genovesi Alberto e Sebastiano Camelli, il direttore dell’IMI di Genova Luigi Fedelini, il dirigente dell’IBM Nicolò Cattaneo della Volta ed altri). Alla terza riunione l’ingegner Fedelini, delegato provinciale del Fronte, illustrò in ogni sua parte la struttura dell’organizzazione e i suoi fini; a conclusione si raccolsero circa cento milioni. Borghese si rivolge direttamente ad esponenti del mondo industriale e finanziario in quanto i precedenti canali di finanziamento sono ormai estinti. Per comprenderne l’origine, dobbiamo cercare nei fascicoli di due processi, il primo conclusosi nel Luglio’73 riferito al crack della Banca di Credito Commerciale e Industriale (Credicomin), l’altro relativo all’imputazione per fallimento di otto amministratori della SFI (Società Finanziaria Italiana). Solo attraverso le vicende della SFI possiamo ricostruire l’intera storia; questa società finanziaria si sviluppa negli anni ‘60 grazie ad alcuni personaggi legati al Vaticano, come Carlo Baldini, o alla DC, come Alfonso Spataro, Antonio Canova e Antonio Marazza. Al fine di arricchire il suo portafoglio la SFI acquista da Michele Sindona la Credicomin, che servirà per operazioni particolari come il finanziamento dell’Agenzia Giornalistica Italia (AGI). Due anni dopo, però, a causa di alcune speculazioni sbagliate, la SFI si trova in serie difficoltà. Interviene Baldini che, con la mediazione del Vaticano, riesce a trovare nuovi capitali; si fa infatti consegnare da Gil Robles e don Julio Munoz, entrambi legati all’Opus Dei spagnola, dieci miliardi di lire provenienti da Rafael Trujllo, figlio dell’ex dittatore di Santo Domingo. Fuggito dal suo paese, Trujllo ha infatti deciso di stabilirsi a New York, scegliendo come suo avvocato il futuro presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, buon amico di Michele Sindona. Ottenuti i dieci miliardi, vengono costituite due società; subito, però, una delle due società, la Ventana, viene ceduta per 3 miliardi e 375 milioni in contanti alla Credicomin, alla cui presidenza nel frattempo è stato posto Borghese. L’operazione di finanziamento è ormai messa a punto: attraverso la SFI e le società collegate, i miliardi di Trujllo passano alla banca di Borghese, svanendo nel nulla.

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?

Nel libro Soldi Truccati potevo solo infilare questa malignità: "Nel settembre del 1979, il quotidiano Lotta Continua pubblica iI FITTO ELENCO DI ENTI PUBBLICI CHE HANNO DEPOSITATO SOLDI PRESSO LO SPORTELLO DI VIA VENETO DELLA BANCA PRIVATA FINANZIARIA, GIà SEDE DEL CREDICOMIN, L'AZIENDA DI CREDITO IN LIQUIDAZIONE COATTA DI CUI ERA PRESIDENTE IL PRINCIPE NERO JUNIO VALERIO BORGHESE. " (PAG. 142).

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Conosco quel passaggio del libro Soldi Truccati. Le chiedevo, per favore, circa la vicenda con Ramfis Trujillo. Sa qualcosa? Lo chiedo perché, purtroppo, quel testo che le ho copiato poco sopra NON indica le fonti

Su questo inciso l'on. Giuseppe D'Alema, all'epoca presidente della commissione Finanza e Tesoro, voleva che chiarissi meglio la faccenda allorché fui chiamato a deporre in quell'inchiesta parlamentare su Sindona. Macaluso, vicepresidente onnipotente, glielo impedì vigorosamente. E dopo gliela fece pagare. Ne scrivo qua e là nel mio fluviale blog CONTRA OMNIA RACALMUTO-

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Conosco anche il Blog, ovviamente. È lì che ho trovato il suo nome

Per favore, degli intrecci tra Trujillo e Valerio Borghese tramite Credito Commerciale e Industriale, sa qualcosa?

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Purtroppo assolutamente nulla, Lei mi sta proprio sorprendendo. O meglio avvalora una mia ipotesi di lavoro. Quella banchetta servì per finanziare il colpo di stato fallito che oso dire facesse capo a Segni.

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Non era una banchetta, in effetti. Lo sembrava, ma è stata al centro di cose enormi, di rilevanza ben oltre che nazionale, sì

E la sua ipotesi circa collegamenti con Portella, anche quella è una ipotesi giusta. Per questo, stiamo indagando

Occorrerebbe andare a rovistare negli archivi NARA della OSS americana. Peraltro lei potrebbe intervistare l'on. Emmanuele Macaluso che vecchissimo ma lucidissimo se ne sta a Palermo. Vanitoso come è credo che rivelerrebbe cose molto molto ma molto intriganti

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Dubito Macaluso voglia parlare

O meglio: dubito voglia dire la verità

 

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Comunque ribadisco che Credicomin era una BANCHETTA, diversamente Carli non la faceva mettere in LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA e consegnare le chiavi a Sindona (formalmente, in realtà a dir poco all'IOR) nell'intesa penso che facesse sparire tutta la documentazione compromettente, che non sono riuscito a trovare nella mia ispezione alla Baca Privata Finanziaria.

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No: la liquidazione fu un meccanismo per liberarsi di prove

Ci fu un giro, tra Sindona (P2) e Borghese

Quella banca, o banchetta, fu cardine di cose di rilievo enorme

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Provi, per favore, a chiedere tra i suoi contatti. Magari, qualcosa esce. Attendo sue nuove. Grazie

20:18

Ma una menzogna di un Macaluso che sa vale molto di più di contrabandate verità di chi non sa. Sindona non penso sia mai stato nella P2, in quell'elenco cioè privo delle prima quattro pagine, trovato telecomandato da D'Alema padre e da un  improvvisato giudice Colombo. Sindona manco mafioso era. Una furba costruzione della finanza ambrosiana. Morì avvelenato dal Mossad come adombro nel mio romanzetto LA DONNA DEL MOSSAD.

Poca cosa la CREDICOMIN : quelle operazioni anche a raggio mondiale che la impressionano tanto sono pinzellacchere rispetto a quello che il sistema bancario italiano costruito da Carli con 'prestiti compensativi' e 'risconto sotto fascia' ha ordito. Pensi alla Banca Privata Italiana, al Banco di Sicilia, al Banco di Napoli, alla Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. Alla Banca Nazionale dell'Agricoltura, all'Antonveneta di Pontello etc etc, S'intende che questi miei contrappunti non sminuiscono la mia ammirazione per questo mirabile e coraggioso suo lavoro storico, che spero abbia un grandissimo successo. Calogero Taverna
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