domenica 21 maggio 2017


Volevi notizie eclatanti su Sindona. Quelli che ti davo non ti soddisfacevano. Mi dicevi che di più e di meglio avevi già trovato in parlamento o tra le scartoffie dei tribunali. Sogghigno all'idea. Non vi sono le carte giuste e la sentenza o le condanne sono false e bugiarde. La verità non processuale è ben altra.

 

 Cominciamo da qui: da questo servizio dell'Espresso del 15 marzo del 2012. Sai? questo fascicolo di Sindona,  Nico Mattina Giammeria mio compagno racalmutese di Liceo voleva a tutti i costi rifilarmelo d'ordine e conto di Joe Macaluso.

 Buon per me che assolutamente manco l'ho voluto guardare. Nico mi invocava che almeno me lo ritenessi. Doveva assicurare il buon esito del mandato che gli aveva affidato Joe d'ordine e conto di Sindona.

In fondo il carteggio era innocuo. Sindona nulla davvero sapeva delle "sue" banche. Le delibere del CdA più scottanti e dilapidatorie non portano la firma di Sindona, non per distrazione, ma perché i veri domini clericalmassoni vaticanidemocristiani  ioristi, lo tenevano all’oscuro.

Qualcuno dirà:  già!  ma tu in esordio di rapporto hai scritto: "le traversie aziendali dell'ispezionata - uno degli enti bancari autocraticamente gestiti dall'avvocato Michele Sindona  - sono sfociate alla fine, nel provvedimenti  delle autorità amministrative della messa in liquidazione (pag. 2)." Sì certo, ma allora manco il diritto alla pensione avevo maturato data la mia eccessiva giovane età. Comunque scrivevo a pag. 12 "un tentativo chiarificatore è riscontrabile solo nell'elaborato FABI rassegnato alla locale Sede della Banca d'Italia il 26 Luglio 1974. Il corredo di accordi .... fornisce una qualche  apprezzabile delucidazione: delucidazione però che ha tutta l'aria di una ammissione, a firma degli amministratori e dei sindaci dell'epoca, di atti gravemente censurabili."

Ammetto: criptico e burocratese. Ma cosa si voleva? un attacco esplicito alla Banca d'Italia che mi pagava e mi pagava anche bene? Che dovevo proprio inginocchiarmi dinanzi ai giudici di allora tanto supponenti e indisponenti e gridare:  FABI significa fascicolo bilancio;  lì una banca doveva spiattellare tutte le sue velature di bilancio; nel caso di specie il Sindona e C. tutto avevano svelato alla Banca d'Italia; dunque la Banca d'Italia sapeva e per come era allora la LEGGE BANCARIA di conseguenza  tollerava ne dava copertura in un certo qual senso legittimità?  Allora vigeva la teoria che la Banca d'Italia fosse organo supremo statuale per una cosiddetta Costituzione Materiale. Grandi giuristi del settore pubblico - a pagamento - sostenevano questa tesi. Quindi o la Banca d'Italia era colpevole e non Sindona o Sindona e C. avevano avuto l'assoluzione per dispensa come dire governatoriale.

Ritorno al fascicolo: Io non lo volli da Nico Mattina, ma Joe Macaluso lo portò con le sue proprie mani sfrontatamente al grande Leonardo Sciascia. Io poi potei farla franca con Imposimato.  Sciascia ci lasciò le penne con Falcone come appare dalla disvelatura di ogni segreto istruttorio che Falcone avrebbe consumato dilungandosi  nella nota intervista rilasciata a Marcelle Padovanì.

Questo fascicolo dunque dovrebbe  stare alla Fondazione Sciascia. Ci sta? Dopo il guaio Savatteri con le carte di Tortora ora sappiamo che in quella fondazione costata l'ira di dio alle cosse anche comunali di Racalmuto per la custodia delle carte "ricevute" nessuno sa quali carte ci stanno e sembra che ce ne  stiano poche  di quelle carte per stitichezze familiari.

 Ma qui mi chiedo, non recita l'art. 25 C.C." L'autorità governativa esercita il controllo e la vigilanza sull'amministrazione della fondazione ... provvede  ... quando le diposizioni contenute nell'atto di fondazione non possono attuarsi .. può sciogliere l'amministrazione ...  Etc." E chi mai è questa autorità governativa? davvero nulla seppe per il caso delle trafugate carte del caso Tortora?. Non prende mai provvedimenti? Per rispetto di chi? Ecco perché sono stasera passato armi e bagagli al supporto di Messana Sindaco, così finalmente cercherò di mettere le "mani sulla fondazione".


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